muck rack

Pubblicato il 10 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Indice dell’Autorevolezza dei Giornalisti

La dif­fu­sione di Twit­ter favo­ri­sce una cre­scente ade­sione da parte dei gior­na­li­sti di tutto il mondo che uti­liz­zano la nota piat­ta­forma di micro­blog­ging come stru­mento sia di dif­fu­sione che di rac­colta delle informazioni.

E’ un feno­meno la cui rile­vanza è con­fer­mata dall’esistenza di una piat­ta­forma ad hoc che rac­co­glie, sud­di­vi­den­doli per argo­mento, i tweets di mol­tis­simi giornalisti.

Ora il Guar­dian segnala che Pee­rIn­dex, ser­vi­zio lan­ciato a luglio del 2010, ritiene che l’autorevolezza dei gior­na­li­sti possa essere misu­rata anche sulla base della loro par­te­ci­pa­zione a Twitter.

Nella prima set­ti­mana di gen­naio sono stati ana­liz­zati 900 gior­na­li­sti bri­tan­nici con un account attivo su Twit­ter ed è stata rea­liz­zata una clas­si­fica di quelli che, in base ai para­me­tri defi­niti, sareb­bero i più autorevoli.

Per ogni pro­filo ana­liz­zato viene rea­liz­zato un radar che si basa su 8 aree diverse e che incro­ciato con i risul­tati rela­tivi ad auto­re­vo­lezza, atti­vità  e audience ela­bora un punteggio.

Oltre all’attività su Twit­ter viene effet­tuato il trac­king del pro­filo in ana­lisi su Lin­ke­din, Face­book e [se attivo] del blog redatto.

Il gior­na­li­sta mag­gior­mente accre­di­tato è risul­tato essere Char­les Arthur, edi­tor di the Guardian’s Technology.

L’analisi non può cer­ta­mente essere rap­pre­sen­ta­tiva in asso­luto dell’autorevolezza dei gior­na­li­sti che evi­den­te­mente si fonda non solo sulla loro ade­sione e par­te­ci­pa­zione “sociale”. Rap­pre­senta non di meno un inte­res­sante appro­fon­di­mento con­sen­tendo final­mente di andare oltre il sem­plice numero di fans e fol­lo­wers ed è un’ulteriore testi­mo­nianza con­creta della socia­lità dell’informazione, della notizia.

Il mio ego è deci­sa­mente sod­di­sfatto dei 57 punti otte­nuti rispetto ai 78 del top dei gior­na­li­sti presi in con­si­de­ra­zione. Se anche voi oltre che pro­fes­sio­nal­mente siete incu­rio­siti anche a titolo per­so­nale e volete veri­fi­care il vostro pun­teg­gio, potete farlo par­tendo da qui.

Pubblicato il 1 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Rassegna della Documentazione Wikileaks Disponibile

Il rila­scio ad ondate della docu­men­ta­zione da parte di Wiki­leaks, da un lato, fa parte di una ben pre­cisa stra­te­gia di dif­fu­sione e comu­ni­ca­zione che con­sen­tirà di pro­lun­gare ulte­rior­mente “il ciclo di vita” della noti­zia, dall’altro potrebbe essere det­tata da dif­fi­coltà “tec­ni­che” legate ai con­ti­nui attac­chi infor­ma­tici ed alle per­se­cu­zioni in atto.

Al momento attuale su Wiki­leaks ed all’interno dei siti web dei quo­ti­diani pre­scelti per la dif­fu­sione, su un totale di oltre 251mila, sono dispo­ni­bili i seguenti documenti:

- 291 memo­ran­dum nell’area dedi­cata di Wikileaks

- 169 docu­menti sul Guar­dian online, sud­di­visi per nazione [nes­suno riguar­dante l’Italia]

- 18 “sta­te­logs” all’interno del New York Times [alcune parti della docu­men­ta­zione sono state oscurate]

- 38 cablo­grammi sono stati resi dispo­ni­bili da El Pais

- Pare che nes­sun docu­mento sia stato pub­bli­cato su Le Monde e Der Spie­gel

- Inte­res­sante l’applicazione rea­liz­zata da Owni che rag­gruppa buona parte della docu­men­ta­zione dispo­ni­bile, men­tre New­sweek spiega come effet­tuare le ricer­che tra i docu­menti degli argo­menti d’interesse.

Sul capo di Julian Assange’ pende un ordine di cat­tura da parte dell’Interpol per la sua estra­di­zione dalla Sve­zia. Il mar­chio rosso indica la mas­sima prio­rità, men­tre l’Interpol afferma di non avere alcuna sua foto dispo­ni­bile il Time lo ha inse­rito nella lista da votare come per­so­nag­gio dell’anno.

Si segnala infine che, secondo Journalism.co.uk, 7500 cablo­grammi [non ancora dif­fusi] riguar­de­reb­bero le rela­zioni con i media.

Pubblicato il 29 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Batman, Robin & Wonderwoman

Tra i docu­menti dif­fusi da Wiki­leaks spun­tano alcune con­si­de­ra­zioni sulla rela­zione tra il Pre­si­dente Russo ed il Primo Mini­stro della Rus­sia che, secondo quanto ripor­tato, vedreb­bero Med­ved, uffi­cial­mente il “senior part­ner”, gio­care il ruolo di Robin rispetto a Putin che invece imper­so­ni­fi­che­rebbe Batman.

Per quanto riguarda la nostra nazione, ad ora, pare che il Pre­si­dente del Con­si­glio in carica venga visto dall’incaricato agli affari dell’ambasciata USA di Roma come inca­pace, vani­toso e inef­fi­cace come moderno lea­der euro­peo; ruolo che eser­ci­te­rebbe in qua­lità di por­ta­voce in Europa degli inte­ressi di Putin.

Se Putin è il maschio alfa, pare dun­que che a Ber­lu­sconi non resti che gio­care ad essere Won­der­wo­man, potrebbe essere un’idea per il pros­simo dei suoi “wild parties”.

Pubblicato il 28 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Re è Nudo

Attac­chi infor­ma­tici, minacce e rac­co­man­da­zioni non sono ser­viti a fer­mare la dif­fu­sione annun­ciata da Wiki­leaks degli oltre 250mila docu­menti uffi­ciali inviati da 250 amba­sciate sta­tu­ni­tensi nel tempo.

E’ pre­sto, troppo pre­sto per trarre delle con­clu­sioni, per fare delle con­si­de­ra­zioni degne di quest nome sul valore e l’impatto del con­te­nuto della docu­men­ta­zione diffusa.

Il link glo­bale rea­liz­zato dal Guar­dian ai cin­que quo­ti­diani a cui sono stati inviati i docu­menti e, se acces­si­bile, quello ori­gi­nale dell’organizzazione che li ha dif­fusi sono un buon punto di par­tenza sulla coper­tura mon­diale della questione.

A caldo solo due con­si­de­ra­zioni pos­sono, dalla mia pro­spet­tiva, essere sensate.

Il rila­scio ad ondate della docu­men­ta­zione da parte di Wiki­leaks fa parte di una ben pre­cisa stra­te­gia di dif­fu­sione e comu­ni­ca­zione che con­sen­tirà di pro­lun­gare ulte­rior­mente “il ciclo di vita” della notizia.

I media ita­liani sono parte della pro­vin­cia remota dell’impero ed in quanto tali otten­gono una con­si­de­ra­zione di sta­tus pres­so­chè nulla, imma­gino possa essere uno degli ele­menti su cui riflet­tere nei pros­simi giorni.

Una sola cosa è certa: il re è nudo gra­zie alla rete.

Si segnala infine, l’interessante mappa inte­rat­tiva rea­liz­zata da Spie­gel Online e la rac­colta dei tweets da parte di mol­tis­simi gior­na­li­sti di tutto il mondo.

Pubblicato il 24 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Real Time Journalism

Da una costola di Muck Rack, aggre­ga­tore di cin­quet­tii di pro­fes­sio­nal del mondo dei media, nasce Muck Rack Sty­le­book: “A place to ask que­stions about how jour­na­lism works on the real-time web”.

La ver­sione beta è stata inau­gu­rata non più tardi di ieri ed i con­te­nuti sono ancora in una fase asso­lu­ta­mente embrionale.

Di estremo inte­resse mi appa­iono i cri­teri di par­te­ci­pa­zione che sono con­ce­piti su più livelli, par­tendo da quello base che con­sente di for­nire rispo­ste o effet­tuare domande in forma ano­nima, a livelli supe­riori di par­te­ci­pa­zione che, in seguito alla regi­stra­zione, con­sen­tono di accu­mu­lare pun­teggi e “repu­ta­zione”seguendo con­cet­tual­mente logi­che affini a quelle del peer-to-peer.

Sicu­ra­mente, quan­to­meno, da inse­rire tra i pre­fe­riti per tenere sott’occhio le evo­lu­zioni che, viste le pre­messe, non ci si può che augu­rare essere positive.

Ci ritrovo, infine, molte affi­nità con i con­cetti che pochi mesi fa hanno por­tato alla nascita di Filtr [che con­ti­nuo ad avere in mente e nel cuore].

Pubblicato il 23 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Twitter press release

Nell’era del twitter-giornalismo non poteva man­care il comu­ni­cato stampa via twitter.

Il ser­vi­zio è stato lan­ciato in que­sti giorni dalla agen­zia sta­tu­ni­tense Muck Rack e viene pro­po­sto ad un costo di 1 $ per carat­tere con una tarif­fa­zione minima di 50 $.

Secondo l’agenzia che pro­pone il ser­vi­zio essendo i gior­na­li­sti estre­ma­mente indaf­fa­rati la bre­vità del mes­sag­gio sarebbe par­ti­co­lar­mente apprez­zata. E’ pos­si­bile effet­tuare il paga­mento attra­verso Pay Pal ed ovvia­mente inse­rire un link al comu­ni­cato stampa com­pleto avendo in que­sto modo la pos­si­bi­lità di valu­tare la redemp­tion con­teg­giando i click rice­vuti all’indirizzo web segna­lato nel “twit­ter press release”. Pepsi Cola e Die­sel hanno già ade­rito al momento della reda­zione di que­sto articolo.

L’inserimento del mini comu­ni­cato stampa è sem­plice e veloce [vd. imma­gine form sot­to­stante] ed in un bat­tito di ciglia viene pub­bli­cato sul sito dell’agenzia e vei­co­lato attra­verso l’account twit­ter della stessa che, nel momento in cui scrivo, ha 3491 followers.

Comunicato Stampa Twitter

Se l’azienda sta già con­ver­sando con i distinti pub­blici di rife­ri­mento, gior­na­li­sti com­presi, attra­verso un pro­prio account di twit­ter di suc­cesso, non mi pare asso­lu­ta­mente sen­sata la pro­po­sta che, invece, potrebbe essere uti­liz­zata per testare le ini­zia­tive da parte di coloro che sono ancora per­plessi sull’utilizzo cor­po­rate di twitter.

Mi sono già iscritto all’account twit­ter della pre­ci­tata agen­zia di PR e sono pro­prio curioso di seguire la vicenda per veri­fi­carne l’applicazione e gli esiti non­ché gli even­tuali effetti col­la­te­rali

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