Mondadori

Posted on 8 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

TendenzialMente

I dati pub­bli­cati in que­sti giorni sull’andamento di quo­ti­diani e perio­dici online hanno susci­tato sor­presadibat­tito sulla realtà allo stato attuale dell’informazione online nel nostro Paese.

Non potevo dun­que che rac­co­gliere l’invito di Ste­fano Quin­ta­relli di map­pare le varia­zioni, le dif­fe­renze degli anda­menti rispetto al pari periodo dell’anno pre­ce­dente, mosso, forse, anche, dal legit­timo desi­de­rio di vedere rico­no­sciute alcune pic­cole sod­di­sfa­zioni.

In ter­mini di ten­denza emer­gono dina­mi­che com­ples­si­va­mente distinte. Se, da un lato, i quo­ti­diani vedono cre­scere il numero di utenti che acce­dono all’edizione online, dall’altro lato, la ten­denza dei perio­dici è oppo­sta con una ridu­zione com­ples­siva di coloro che visi­tano i siti web dedicati.

Tra i quo­ti­diani è Il Sole24Ore quello che pre­senta la mag­gior cre­scita con il +61% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente, anche se credo che ogget­ti­va­mente par­tisse da una base che era dav­vero minima per un gior­nale di tale auto­re­vo­lezza; da non sot­to­va­lu­tare nep­pure, evi­den­te­mente, il traino della crisi eco­no­mica — finan­zia­ria, che infatti, mi pare sta con­tri­buendo anche alle bendite/diffusione dell’edizione car­ta­cea. Sem­pre in ter­mini di incre­mento, tra i perio­dici, best per­for­mer Marie Claire che però parte da valori esi­gui. Sod­di­sfa­centi le per­for­mance di Lei­web ‚  che oltre ad avere reda­zione pro­pria è espres­sione di Io Donna, A e Amica, e di Donna Moderna.

Nella valu­ta­zione del trend, e dei valori asso­luti, delle sin­gole testate è oppor­tuno ricor­darsi che nel mese di set­tem­bre 2011 l’audience online rag­giunge 27 milioni di Ita­liani dai 2 anni in su che hanno navi­gato almeno una volta attra­verso un PC, il 12% in più rispetto all’anno pre­ce­dente. L’audience online nel giorno medio regi­stra 12,9 milioni di utenti attivi [+7,5% rispetto a set­tem­bre 2010], che hanno con­sul­tato 171 pagine tra­scor­rendo in media 1 ora e 22 minuti al giorno per persona.

Si tratta di un rife­ri­mento non tra­scu­ra­bile che con­sente di inqua­drare quanto del tempo online sia dedi­cato all’informazione dando quindi una misura dell’attuale pene­tra­zione e del livello di coin­vol­gi­mento rela­tivo.  Ele­mento che inte­grato con il numero di pagine viste ed il tempo tra­scorso, pub­bli­cati ieri,

Se per molti dei quo­ti­diani esi­ste, almeno per i prin­ci­pali,  una base quan­ti­ta­tiva dalla quale par­tire per andare oltre i CPM ed arri­vare al coin­vol­gi­mento del let­tore è evi­dente che i perio­dici devono, in gene­rale, rive­dere com­ple­ta­mente il loro approc­cio alla Rete.

Com­ment is free!

TREND QUOTIDIANI SETTEMBRE 2011 Vs.  SETTEMBRE 2010

Fonte: Audi­web Set­tem­bre 2011 — Ela­bo­ra­zione: “Il Gior­na­laio” — Clicca per Ingrandire -

TREND PERIODICI SETTEMBRE 2011 Vs.  SETTEMBRE 2010

Fonte: Audi­web Set­tem­bre 2011 — Ela­bo­ra­zione: “Il Gior­na­laio” — Clicca per Ingrandire -

Posted on 7 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Quanta Gioia Online per i Periodici

Per com­ple­tare la foto­gra­fia sull’andamento dei pro­dotti edi­to­riali nel nostro Paese, ad inte­gra­zione della rac­colta di quo­ti­diani e “super­blog”, ho pen­sato di accor­pare i dati Audi­web del mese di set­tem­bre anche per le testate periodiche.

Se il livello di atten­zione, di inte­resse e coin­vol­gi­mento, che i quo­ti­diani nella loro ver­sione online rie­scono ad otte­nere è com­ples­si­va­mente delu­dente, le testate a pub­bli­ca­zione set­ti­ma­nale, se pos­si­bile, hanno  per­for­mance ancor più desolanti.

In que­sto caso infatti, anche testate con brand forti che sono alto ven­denti ed hanno buoni livelli di rea­der­ship nella ver­sione su carta, on line scom­pa­iono, diven­gono asso­lu­ta­mente insi­gni­fi­canti e inconsistenti.

Quasi nes­suna pub­bli­ca­zione si avvi­cina ai 100mila utenti unici e nep­pure una rag­giunge il milione di pagine viste. Anche rivi­ste come «Gioia» o «Gra­zia» tra i ferm­mi­nili o quali «Wired» e «Inter­na­zio­nale» per i “cult maga­zi­nes” hanno un traf­fico di utenti al loro sito web che è para­go­na­bile a quello dell’ora di punta a Pol­le­na­troc­chia, come direbbe l’illustre Totò.

Rispetto alla tabella dei quo­ti­diani, gra­zie al con­tri­buto dell’amico Paolo Valenti,  sono state inse­rite anche le pagine viste per utente e, soprat­tutto, il tempo medio per pagina vista, ovvero per quanto tempo ogni per­sona media­mente si sof­ferma a leg­gere una pagina del sito web.

Dati che non neces­si­tano nep­pure di un com­mento, autoe­spli­ca­tivi, con una media infe­riore ai 30″ che for­ni­sce la dimen­sione della incon­si­stenza, oltre che dei volumi di traf­fico, anche dell’interesse e livello di appro­fon­di­mento di let­tura di cui godono, si fa per dire, que­ste riviste.

“Engage or die” scri­veva circa un anno fa Brian Solis. Pare che il mes­sag­gio non sia stato ancora recepito.

Fonte: Audi­web Set­tem­bre 2011 — Ela­bo­ra­zione: “Il Gior­na­laio” — Clicca per Ingrandire -

Posted on 1 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

I Valori dell’Editoria Giornalistica

La FIEG ha ela­bo­rato un’analisi degli anda­menti tri­me­strali ed il con­so­li­dato dell’ultimo trien­nio delle otto società edi­trici quo­tate in borsa [Mon­da­dori, Espresso-Repubblica, RCS Media­group, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Il Sole24Ore, Poli­gra­fici Edi­to­riale, Mon­rif], cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo dell’editoria gior­na­li­stica nel suo com­plesso che con­cen­tra oltre tre quarti del mercato.

L’analisi for­ni­sce le varia­zioni sull’andamento docu­men­tando gli sco­sta­menti rispetto al pari periodo.

Com­ples­si­va­mente nel primo tri­me­stre del 2011 i ricavi hanno subito una leg­gera con­tra­zione [-0,3%], senza però che venis­sero com­pro­messi ulte­rior­mente i mar­gini azien­dali a fronte del pro­se­gui­mento delle poli­ti­che di con­te­ni­mento dei costi [-0,6%)]. Il Mol è infatti ulte­rior­mente miglio­rato [+14,9%], e l’utile netto, pur man­te­nendo un risul­tato nega­tivo, ne ha ridotto l’entità.

Sulla base dei dati for­niti, ho rite­nuto inte­res­sante effet­tuare una rie­la­bo­ra­zione che più che le varia­zioni per­cen­tuali iden­ti­fi­casse l’incidenza di cia­scuna voce gene­rale dei ricavi dell’editoria giornalistica.

Come illu­stra la tabella di sin­tesi rea­liz­zata, i ricavi da ven­dita inci­dono media­mente per oltre il 60% del totale men­tre le reve­nues dell’area elet­tro­nica ed online si asse­stano a poco più del 2%.

Sono cer­ta­mente dati mediati che bilan­ciano, ad esem­pio, la pesante crisi di RCS con gli utili di Cal­ta­gi­rone, ciò nono­stante for­ni­scono una dimen­sione ai valori in gioco in quest’area del com­parto edi­to­riale con­sen­tendo di valu­tare con mag­gior ogget­ti­vità le aree da pre­si­diare, quelle da svi­lup­pare e quelle da abbandonare.

Non vi è dub­bio che la ven­dita con­ti­nui, e con­ti­nuerà ancora a lungo, a rap­pre­sen­tare l’area che for­ni­sce mag­giori ricavi. Su come pre­si­diare effi­ca­ce­mente quest’ambito, unendo come si suol dire la pra­tica alla gram­ma­tica, ho idee ben precise.

Note: Valori in milioni di euro, Ricavi da Ven­dita e Pub­bli­cità si rife­ri­scono a 8 società quo­tate, Ricavi dei Col­la­te­rali si rife­ri­scono a 5 società quo­tate, Ricavi Elet­tro­nica & Online si rife­ri­scono a 4 società quotate.

Posted on 29 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Cara Grazia

Il canale edi­cole rap­pre­senta ancora oggi media­mente l’80% dei ricavi [ven­dite e pub­bli­cità su carta stam­pata] del set­tore nel nostro paese, ciò nono­stante l’attenzione degli edi­tori alla rela­zione con il trade, con i gior­na­lai, è pra­ti­ca­mente assente.

Non esi­stono poli­ti­che di canale, vi è una totale carenza di azioni di trade mar­ke­ting e l’attenzione al punto ven­dita si limita alla pro­du­zione di locan­dine di dub­bio gusto e fat­tura da esporre non si capi­sce bene dove.

Uno dei tanti ele­menti di fri­zione tra gli edi­co­lanti e gli edi­tori riguarda le azioni di cut price che, decise uni­la­te­ral­mente, con­tra­ria­mente a quanto avviene in altri canali, vanno ad intac­care i mar­gini dei gior­na­lai come spie­gava molto bene nel suo com­mento Mas­simo Ciarulli.

In uno dei tanti gruppi di aggre­ga­zione spon­ta­nea di edi­co­lanti su Face­book è in atto una pro­te­sta con­tro il set­ti­ma­nale Gra­zia che in occa­sione del restyling/rilancio verrà vei­co­lato per 4 set­ti­mane a 0,50€. La pro­te­sta que­sta volta, invece che con­tro l’editore come in pas­sato, mira dritta al cuore rivol­gen­dosi agli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, attra­verso una mail che viene loro inviata, che hanno deciso di pia­ni­fi­care su quella rivi­sta richia­mando la loro atten­zione sulla deci­sione di non esporre la rivi­sta, vani­fi­cando dun­que, almeno in parte, l’effort pro­mo­zio­nale e, per tra­slato, la pene­tra­zione delle cam­pa­gne pubblicitarie.

c.a. DIREZIONE COMMERCIALE
Cer­ta­mente sarete a cono­scenza che il set­ti­ma­nale GRAZIA Ed. Mon­da­dori per pro­prie stra­te­gie di Mar­ke­ting verrà distri­buito per un intero mese con prezzo spe­ciale a 0,50. Tale prezzo per­mette all’editore di far cono­scere al grande pub­blico il pro­prio pro­dotto, ma il con­se­guente gua­da­gno di appena 4cent per ogni gior­nale ven­duto, oltre a ledere la dignità di noi GIORNALAI, ci sacri­fica mate­rial­mente ed eco­no­mi­ca­mente
La vostra AZIENDA in que­sto gior­nale ha inve­stito eco­no­mi­ca­mente, con una intera pagina per pub­bli­ciz­zare il pro­prio mar­chio, e nello spe­ci­fico nel N° 31 01/08/2011; è nostro dovere comu­ni­carvi che NON sarà nostro inte­resse tenere in evi­denza e “ben espo­sto” il set­ti­ma­nale in oggetto, e cer­ta­mente la nostra pro­fes­sio­na­lità non verrà sfrut­tata per incen­ti­vare i nostri clienti all’acquisto di que­sta pub­bli­ca­zione. Pare evi­dente alla prova dei fatti che pri­vi­le­ge­remo la ven­dita di “illu­strati” con prezzi e aggi che non mor­ti­fi­chino ancor di più la nostra cate­go­ria; ciò com­por­terà un sicuro calo di “let­tori effet­tivi” del set­ti­ma­nale GRAZIA con un con­se­guente calo di visi­bi­lità della vostra pub­bli­cità.
Cer­ta­mente il vostro uffi­cio mar­ke­ting potrà uti­liz­zare i mezzi adatti per con­fron­tare a fine cam­pa­gna le sta­ti­sti­che di ven­dita del Set­ti­ma­nale GRAZIA, sia con la linea di “pre­vi­sione”, sia quella di ven­dita “accer­tata”, e potrà cer­ti­fi­care se l’investimento in pub­bli­cità risul­terà posi­tivo o defi­ci­ta­rio
Distinti saluti

Il rilan­cio di un pro­dotto, di qual­siasi pro­dotto, è sem­pre un’operazione costosa e dif­fi­cile, non mi risulta che si possa ipo­tiz­zare di avere suc­cesso senza coin­vol­gere il trade in tali operazioni.

Posted on 12 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Colli di Bottiglia & Promozionalità Fallimentare

Sicu­ra­mente sarà capi­tato almeno una volta a cia­scuno di noi di andare in un edi­cola e rice­vere il pro­prio quo­ti­diano senza l’inserto pre­vi­sto per la data d’uscita.

Que­sto avviene poi­ché gli inserti ven­gono stam­pati prima dei quo­ti­diani e la tira­tura del gior­nale può avere varia­zioni, anche signi­fi­ca­tive, in fun­zione di avve­ni­menti che l’editore giu­dica impor­tanti e che imma­gina faranno aumen­tare le ven­dite di quel deter­mi­nato giorno. In que­sto modo si deter­mina dun­que una sfa­sa­tura tra il numero degli alle­gati, degli inserti, e le copie vei­co­late nelle edicole.

Que­sto aspetto di vin­colo del sistema ad un sin­golo com­po­nente si defi­ni­sce gene­ri­ca­mente “collo di bot­ti­glia”.

Nella pra­tica, al di là dei tec­ni­ci­smi, il let­tore si trova dun­que a dover pagare un prezzo mag­gio­rato senza avere il cor­ri­spet­tivo o, in alter­na­tiva, a sce­gliere una diversa pub­bli­ca­zione da quella che avrebbe desiderato.

Quando que­sto avviene, come è il caso di que­sta set­ti­mana, a causa di inter­venti che dovreb­bero essere pro­mo­zio­nali nelle inten­zioni, si sfiora l’assurdo.

Per quanto di mia cono­scenza infatti, la mag­gio­ranza delle edi­cole di Fer­rara e pro­vin­cia al ter­mine della mat­ti­nata di mar­tedì erano già in rot­tura di stock di “Sor­risi & Can­zoni TV” poi­ché era stato distri­buito un numero di copie deci­sa­mente infe­riore a quanto avviene di solito.

Il motivo? La pub­bli­ca­zione di pro­grammi tele­vi­sivi era accop­piata [“ban­ded” come si suol dire in gergo] con Pano­rama. Evi­den­te­mente i costi o il numero di copie dispo­ni­bili, o entrambi gli ele­menti, del set­ti­ma­nale di attua­lità ha con­di­zio­nato tira­tura e dif­fu­sione di Sor­risi e Canzoni.

Risul­tato? Clienti, let­tori, scon­tenti, edi­co­lanti infuriati.

Non vi è dub­bio, pro­mo­zione fa rima con astu­zia. O no?

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