mezzi di comunicazione

Pubblicato il 9 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Non Abbiamo Più Scuse

Ieri sera sono andato ad una delle tante sagre che si ten­gono durante l’estate in provincia.

Sono cose che nor­mal­mente mi pento di aver deciso di fare poi­chè il rap­porto qua­lità — prezzo di que­sto genere di mani­fe­sta­zioni si è asso­lu­ta­mente dete­rio­rato nel tempo, ma non è que­sto il punto per oggi.

Vicino alla cassa insieme al modulo per com­pi­lare l’ordinazione c’era un foglietto, circa metà di un A4, che nella sua sem­pli­cità  è da manuale.

Come si può vedere nell’immagine sot­to­stante, il modulo con due sem­plici domande, ed una terza opzione aperta, è stru­mento per misu­rare la redemp­tion dei mezzi di comu­ni­ca­zione e per moni­to­rare il livello com­ples­sivo di custo­mer satisfaction.

Se, da un lato è la con­ferma di come le sagre si siano tra­sfor­mate in un vero e pro­prio busi­ness, dall’altro lato è la prova pro­vata della pos­si­bi­lità di dia­lo­gare con le per­sone e moni­to­rare l’efficacia delle azioni, dei mezzi, che qua­lun­que impresa utilizza.

Non abbiamo più scuse.

Pubblicato il 1 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

La [NON]Conversazione con Fans & Followers su Facebook

Secondo una ricerca rea­liz­zata da Exact­Tar­get e CoT­weet le moti­va­zioni pre­va­lenti che indu­cono le per­sone a diven­tare fol­lo­wers e fans di una azienda, di una marca, sono pre­va­len­te­mente strumentali.

Dalla sin­tesi dei risul­tati pub­bli­cata la scorsa set­ti­mana emer­ge­rebbe infatti che nel 40% dei casi si nutre la spe­ranza di otte­nere sconti e pro­mo­zioni spe­ciali, dato con­fer­mato da quel 36% che si attende cam­pioni ed omaggi. Solo nel 13% dei casi l’adesione si Face­book avviene per con­di­vi­dere idee e/o for­nire un feeed­back all’impresa/marchio.

Emerge inol­tre come sola­mente il 17% dei con­su­ma­tori dichiara una mag­gior pro­pen­sione all’acquisto dopo essere diven­tato fans su FB.

Il ruolo di Face­book sem­bra essere dun­que valido ed inte­res­sante come mezzo per rag­giun­gere la base esi­stente di con­su­ma­tori ma non per allar­garla, altret­tanto debole risulta “la con­ver­sa­zione”, le effet­tive pos­si­bi­lità di dia­logo tra azienda ed utenza.

Si con­ferma ancora una volta come ogni mezzo abbia una sua fun­zione ed un suo ruolo, nella “corsa all’oro” dei social media può valere la pena di ricor­dar­selo ogni tanto.

Da leg­gere anche le moti­va­zioni prin­ci­pali di par­te­ci­pa­zione su Face­book, di carat­tere pre­va­len­te­mente sociale in ter­mini ami­cali, e la gra­fica di sin­tesi dei punti di forza e debo­lezza che l’utenza attri­bui­sce al più impor­tante [in ter­mini nume­rici] social net­work del mondo occidentale.

Pubblicato il 25 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Communications Market Report 2010

Ofcom, orga­ni­smo anglo­sas­sone equi­va­lente all’ AGCOM [Auto­rità per le Garan­zie nelle Comu­ni­ca­zioni], ha rila­sciato il 19 di que­sto mese la set­tima edi­zione del rap­porto annuale sul mer­cato delle comu­ni­ca­zioni in Gran Bretagna.

Il Com­mu­ni­ca­tion Mar­ket Report 2010 con­sta di ben 377 pagine ed ana­lizza con pro­fon­dità e det­ta­glio ogni media, ogni mezzo di comu­ni­ca­zione, for­nendo un pano­rama del mer­cato di rife­ri­mento dav­vero par­ti­co­la­reg­giato ed esaustivo.

Ho sele­zio­nato alcuni dei dati di sin­tesi che mi sono sem­brati più inte­res­santi, che mag­gior­mente mi sono parsi in grado di sti­mo­lare la rifles­sione ed il con­fronto sul pano­rama media­tico, con­cen­trando i com­menti sull’area rela­tiva alla carta stampata.

La tele­vi­sione con­ti­nua ad essere il mezzo prin­ci­pale ed in gene­rale i media tra­di­zio­nali ten­gono in ter­mini di pene­tra­zione della popo­la­zione. La carta stam­pata com­ples­si­va­mente ha una pene­tra­zione di circa il 50% che sale all’80% su base settimanale.

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Lo stato di crisi e la disaf­fe­zione dei let­tori nei con­fronti della carta stam­pata emerge con chia­rezza esa­mi­nando la ten­denza delle varia­zioni rela­ti­va­mente a quali mezzi i cit­ta­dini sen­ti­reb­bero una mag­giore man­canza. Come evi­den­zia il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante, la stampa risulta essere il media che ha il peg­gior rap­porto, del quale con minor dif­fi­coltà i consumatori-lettori potreb­bero pre­scin­dere. Que­sto si acu­tizza nella fascia di popo­la­zione in età tardo adulta che rap­pre­senta com­ples­si­va­mente “lo zoc­colo duro” di que­sto mezzo.

Si evi­den­zia, inol­tre, come per la fascia d’età 16–24 anni i video­gio­chi rap­pre­sen­tino il media che riscuote mag­gior affezione.

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La col­lo­ca­zione della stampa nel qua­drante in basso a destra, rela­tivo ad alta impor­tanza ma basso livello di atten­zione, è un altro cam­pa­nello di allarme sull’appeal del mezzo sia del rap­porto con i let­tori che in rife­ri­mento alla rela­zione con gli inve­sti­tori pubblicitari.

Sotto que­sto pro­filo la solu­zione pre­sen­tata ieri potrebbe rap­pre­sen­tare un impor­tante con­tri­buto sia per i con­te­nuti infor­ma­tivi che per le pro­po­ste di comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, soprat­tutto per [ri]avvicinare i giovani.

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Oltre a rac­co­man­dare ine­vi­ta­bil­mente la let­tura com­pleta del docu­mento, sono di asso­luto inte­resse, a mio avviso le con­si­de­ra­zioni espresse da Sil­via Cobo, gior­na­li­sta presso la Fun­da­ció Escacc , che giu­sta­mente rileva come l’analisi delle diverse fasce ora­rie di con­sumo dei media debba essere tenuto in con­si­de­ra­zione nella pro­get­ta­zione di nuovi pro­dotti editoriali.

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