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Posted on 1 settembre 2015 by Andrea Spinosi Picotti, Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • La Con­ver­sa­zione NON Viag­gia su Twit­terLa piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri aspi­rava ad essere una “piazza glo­bale”. Secondo i dati rac­colti tra gen­naio 2012 e dicem­bre 2014 pare invece che Twit­ter si rin­forzi lad­dove il suo uti­lizzo è già dif­fuso senza espan­dersi altrove.
  • Tools per e-commerce - Un sito di e-commerce è tutt’altro che sem­plice, richiede stru­menti e tat­ti­che di pro­get­ta­zione. L’elenco di 13 stru­menti per il web desi­gner, a parità di con­di­zione, può sem­pli­fi­carvi il rag­giun­gi­mento dell’obiettivo.
  • La CIA ed i Media — Dalla fine della seconda guerra mon­diale la  Cen­tral Intel­li­gence Agency ha eser­ci­tato una note­vole influenza su ciò che le per­sone vedono, sen­tono e leg­gono, vei­co­lando infor­ma­zione e disin­for­ma­zione ad hoc secondo i pro­pri obiet­tivi . La lista dei 50 fatti sto­rici sulla que­stione con­tri­bui­sce a far luce, almeno in parte, su ciò che il mondo ha biso­gno di sapere.
  • Adver­ti­sing - La più grande agen­zia pub­bli­ci­ta­ria del mondoWPP, acqui­sta 76 miliardi di dol­lari di spazi pub­bli­ci­tari ogni anno  attra­verso il suo brac­cio d’acquisto e pia­ni­fi­ca­zioneGroupM. Se in que­sti giorni ha avuto risalto l’accordo rag­giunto con Buz­z­Feed che creerà con­te­nuti bran­diz­zati per i clienti di Mar­tin Sor­rell, è inte­res­sante vedere quali sono i canali ed i media sui quali si con­cen­trano i mag­giori inve­sti­menti così da veri­fi­care, ad esem­pio, che il bud­get di Twit­ter è circa un decimo di quello per Facebook.
  • Impren­di­to­ria Fem­mi­nile — Secondo il Glo­bal Star­tup Eco­sy­stem Ran­king 2015 il numero di donne impren­di­trici di tutto il mondo è ora signi­fi­ca­ti­va­mente più alto rispetto agli anni pre­ce­denti. A gui­dare la clas­si­fica delle metro­poli con start-up gui­date da donne sono tre città sta­tu­ni­tensi e nelle prime 12 com­pa­iono solo 2 città euro­pee. Ita­lia non pervenuta…
  • Modelli di Busi­ness 2.0 — La soste­ni­bi­lità eco­no­mica dell’ex indu­stria dell’informazione è IL nodo cru­ciale ancora da scio­gliere. Sul tema il 12 set­tem­bre esce il libro “I gior­nali del futuro, il futuro dei gior­nali” del quale è pos­si­bile avere qual­che ante­prima.
  • Edi­cole — La crisi della carte stam­pata ha col­pito le edi­cole e chio­schi di Parigi costretti a chiu­dere nono­stante gli annunci di piani d’investimento. 

OTT Grafo

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

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Posted on 31 agosto 2015 by Andrea Spinosi Picotti, Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Con­tri­bu­to­ria — Nata ad ini­zio 2014 «Con­tri­bu­toria», la piat­ta­forma col­la­bo­ra­tiva di scrit­tura “peer-to-peer” per i gior­na­li­sti e dei gior­na­li­sti, chiu­derà. A par­tire dal 1 otto­bre il sito web ospi­terà gli arti­coli in forma di archi­vio, in modo che tutto il lavoro pro­dotto dai mem­bri possa essere visua­liz­zato e condiviso.
  • Lin­ke­din — Gli arti­coli che le per­sone con­di­vi­dono su Lin­ke­dIn for­ni­sce bene­fici limi­tati agli edi­tori. Secondo l’analisi di Sim­ple Reach, società di misu­ra­zione e distri­bu­zione delle pre­sta­zioni, il traf­fico verso gli edi­tori è calato del 44% quest’anno.
  • Twit­ter in Ita­lia — Gra­zie alle rile­va­zioni effet­tuate da Glo­bal­We­bIn­dex nei primi 6 mesi del 2015, è stata rea­liz­zata quest’interessante info­gra­fica con i numeri degli utenti che uti­liz­zano Twit­ter in Ita­lia. Un focus sulle atti­vità svolte sulla piat­ta­forma, a par­tire dal pro­filo demo­gra­fico degli utenti fino agli inte­ressi ed ai loro comportamenti.
  • Brand & Social Media — I Social Media sono parte inte­grante dei piani di mar­ke­ting online per molti brand. Pochi rie­scono a farlo in bene in maniera coe­rente, troppo spesso sem­brano favo­rire la quan­tità alla qua­lità. Una ricerca curata da Steve Spon­der rivela che i con­su­ma­tori sono sco­rag­giati dai troppi aggiornamenti.
  • Wea­ra­bles — Dal momento del debutto nel mer­cato dei dispo­si­tivi indos­sa­bili, secondo l’International Data Cor­po­ra­tion [IDC], Apple si è posi­zio­nata al secondo posto nel mer­cato dei Wearables.
  • E-Mail Mar­ke­ting — Avere una New­slet­ter curata è par­ti­co­lar­mente utile in par­ti­co­lare per le pic­cole imprese. Qui tro­vate 7 esempi per la rea­liz­za­zione. Gra­zie a Mail­Chimp invece una guida di stile sui con­te­nuti da pubblicare.
  • Ban­ner — Secondo Bob Arnold, di Goo­gle Media Lab, i banner pub­bli­ci­tari otten­gono solo una cat­tiva repu­ta­zione, ma come per una qual­siasi cam­pa­gna di mar­ke­ting, il suc­cesso di una cam­pa­gna ban­ner dipende dalla qua­lità creativa.

Pianeta FB

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True Engagement
Posted on 27 agosto 2015 by Pier Luca Santoro

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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Bea­con — Non par­liamo ovvia­mente di una ricca cola­zione o di un bel brunch ma di tec­no­lo­gia e comu­ni­ca­zione d’impresa. Il maga­zine fem­mi­nile Elle nell’edizione di set­tem­bre met­terà in grado i pro­pri inser­zio­ni­sti di trac­ciare passo dopo passo, let­te­ral­mente, la redemp­tion delle azioni di cou­po­ning. Si tratta di un’idea molto inte­res­sante con la quale il gruppo di lavoro al quale ho par­te­ci­pato l’anno scorso ha vinto l’AdHac­ka­ton orga­niz­zato all’epoca da WAN-IFRA.
  • Clip­ping — Da qual­che giorno Sli­de­Share, piat­ta­forma di con­di­vi­sione di pre­sen­ta­zioni con 70 milioni di utenti unici al mese, con­sente di “clip­pare” sin­gole slide per rag­grup­parle  e poi [ri]condividerle. Opzione molto inte­res­sante che offre la pos­si­bi­lità di creare mash-up di valore aggiun­gendo un’ulteriore ele­mento agli stru­menti di con­tent cura­tion ed alla pre­senza azien­dale sui social.
  • L’Attenzione è Moneta Sonante — Brian Solis e Hugh MacLeod di Gaping­Void hanno rea­liz­zato per Lin­ke­dIn un e-book di oltre una tren­tina di pagine su sto­ry­tel­ling, con­tent mar­ke­ting e din­torni. Il libro: “Atten­tion is a Cur­rency”, è sca­ri­ca­bile gra­tui­ta­mente [pre­via regi­stra­zione] e fra i con­te­nuti testuali di asso­luto inte­resse ed i magni­fici dise­gni di MacLeod è, tra l’altro, uno splen­dido esem­pio di con­tent marketing.
  • Face­book Rele­vance Score - Rele­vance Score è stato lan­ciato da Face­book a Feb­braio come metrica di valu­ta­zione dell’efficacia degli annunci su social net­work. Uno stu­dio ha preso in con­si­de­ra­zione migliaia di annunci pub­bli­cati e ne ha ana­liz­zato l’EPMI, l’engagements per 1.000 impres­sions. Da studiare.
  • Ho Tanta Voglia di Web Design — Un elenco dav­vero esau­stivo di oltre 80 risorse gra­tuite, tool, siti web e tipo­gra­fica, per il web design.
  • [Ec]Citazioni - Bil­lio­naire Maga­zine, rivi­sta sta­tu­ni­tense dedi­cata, come dice il titolo, all’1%, a quella quota di popo­la­zione che vive nel lusso, ha pub­bli­cato su Twit­ter una frase in difesa del suo pub­blico di rife­ri­mento attri­buen­dola a Mahatma Gan­dhi. Pro­ba­bil­mente Bil­lio­naire Maga­zine dovrebbe inve­stire in un fact chec­ker, infatti Gan­dhi quella frase non l’ha mai pro­nun­ciata e la fonte, pro­ba­bil­mente, è  Nicho­las Klein, lea­der socia­li­sta e sin­da­ca­li­sta. Sul tema vale la let­tura anche l’articolo di Dan Cola­russo, Exe­cu­tive Edi­tor Digi­tal della Reu­ters, “My Men­tor Taught Me That Lit­tle Mista­kes Are Big Mistakes”.
  • Ana­lisi di Clima — Nelle reda­zioni c’è biso­gno di mag­gior alle­gria e, per­chè no, diver­ti­mento, scrive, citando i suoi 7 anni di espe­rienza lavo­ra­tiva alla CNN, Katie Hawkins-Gaar. Le ana­lisi di clima orga­niz­za­tivo sono una pra­tica con­sueta in molte grandi aziende da almeno 30 anni, forse è arri­vata l’ora di farle in un ambiente per­tur­bato quale quello dei quo­ti­diani per [ri]partire anche da lì.

True Engagement

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Unfollow Me
Posted on 25 agosto 2015 by Pier Luca Santoro

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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Mobile Immo­bile — I let­tori dei quo­ti­diani online da mobile, ed in par­ti­co­lare da smart­phone, cre­scono a vista d’occhio. Così non è invece per gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, e gli edi­tori ini­ziano a fare i conti con il “mobile gap”. Non si tratta di un pro­blema del gaz­zet­tino di Pol­lena Troc­chia, con rispetto par­lando, ma di testate del cali­bro del New York Times e/o del The Wall Street Jour­nal. La dimo­stra­zione che la tanto citata chart di Mary Mee­ker, sulla dif­fe­renza tra tempo speso ed inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, ripro­po­sta anno dopo anno come evi­denza dei trend, è come la coraz­zata Potëmkin.
  • Sel­fie Pay — Che fos­simo nell’epoca dei sel­fie ormai lo dicono per­sino al TG1 ogni due per tre. Adesso però Master­Card sta spe­ri­men­tando un metodo di paga­mento gra­zie agli auto-scatti. L’idea di per se stessa avrebbe senso, è sulle con­se­guenze che mi tre­mano le ginocchia…
  • Page Mes­sa­ging — Face­book, a meno di un mese dell’introduzione di que­sta nuova opzione, ha rila­sciato una guida per il buon uso dei mes­saggi da parte degli ammi­ni­stra­tori delle pagine azien­dali. Adesso non avete più scuse per non rispon­dere alle per­sone se non l’ignavia.
  • Veni, Vidi, Video — Grande movi­mento da parte dei media per il video adver­ti­sing, seg­mento, come noto, in grande espan­sione che sti­mola gli appe­titi di tele­vi­sioni, gior­nali online e molti altri, a colpi di acqui­si­zioni da cen­ti­naia di milioni di euro, men­tre gli inve­sti­menti su You­Tube cre­scono del 40% anno su anno. Lo rac­conta con tutti i det­ta­gli del caso il Finan­cial Times.
  • Con­tro­di­pen­denza - La rea­zione di con­tro­di­pen­denza nelle rela­zioni affet­tive ed inter­per­so­nali è una moda­lità per man­te­nere una “distanza di sicu­rezza” in quelle rela­zione sen­tite come molto intime e che atti­vano aspetti di dipen­denza vis­suti come minac­cia. È stato il caso in  pas­sato di “blog­ger” vs gior­na­li­sti o di molti “haters” sui social da tempo . Adesso sem­bra essere la volta dei giganti di Inter­net, o OTT, che dir si voglia come spiega egre­gia­mente, come d’abitudine, Fré­dé­ric Fil­loux nel suo arti­colo “Why Europe Hates US Inter­net Giants In Six Charts”
  • Iper­te­sto — Il 24 Ago­sto 1965 Ted Nel­son usò per la prima volta il ter­mine iper­te­sto, da lui coniato, in una pre­sen­ta­zione alla Asso­cia­tion for Com­pu­ting Machi­nery. Sono pas­sati 50 anni da allora e la stra­grande mag­gio­ranza delle testate online del nostro Paese con­ti­nua a non usarlo con­vinti che i link por­tino via i visi­ta­tori. Sigh!
  • Psi­co­lo­gia dei “Like” — Se il valore delle azioni sui social deve essere valu­tata in base al time spen­ding come metro di valu­ta­zione dell’engagement delle per­sone, i like sono l’azione più mec­ca­nica, meno impe­gna­tiva e coin­vol­gente. Le cin­que moti­va­zioni che por­tano le per­sone a met­tere un like, un mi piace, su Face­book val­gono comun­que il tempo di lettura.

Unfollow Me

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Mobile Adv 2014
Posted on 18 agosto 2015 by Pier Luca Santoro

Global Mobile Advertising

IAB Mobile Mar­ke­ting Cen­ter of Excel­lence, IAB Europe e IHS Tech­no­logy hanno rila­sciato i dati sul mobile adver­ti­sing nel mondo.

Com­ples­si­va­mente gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per il mobile cre­scono del 65% pas­sando da 14.563 milioni di euro a 23.997 milioni di euro. Di que­sti il 47.4% è in display, il 46.1% paid search ed il 6.6 mes­san­ging. È il display a cre­scere, aumen­tando di quasi 6 punti per­cen­tuali la pro­pria quota fatto 100 il totale degli inve­sti­menti, più di ogni altra categoria/formato. A fronte infatti di una cre­scita media del 65% il display cre­sce del 88%, la paid search del 55% ed il mes­san­ging “solo” del 13%.

Gli Stati Uniti restano il mer­cato prin­ci­pale con il 45% del totale degli inve­sti­menti, segue l’Asia Paci­fica con il 36.5% e l’Europa al 16.7%. In Europa gli inve­sti­menti com­ples­si­va­mente aumen­tano del 58%, meno che la media complessiva.

Vi sono dif­fe­renze signi­fi­ca­tive in ter­mini di inve­sti­menti per con­ti­nente. In Europa con­ti­nua a domi­nare la paid search che rac­co­glie il 53.3% del totale della spesa pub­bli­ci­ta­ria men­tre in Ame­rica Latina, Africa e Medio Oriente è il mes­san­ging il for­mato pre­va­lente sul quale le aziende investono.

Il det­ta­glio dei dati nella pre­sen­ta­zione sottostante.

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