media influence

Posted on 21 ottobre 2011 by Pier Luca Santoro

InterAzioni

L’articolo pubblicato in questi spazi, che evidenziava la distanza che esiste nella conversazione tra aziende e persone nei social media, con particolare riferimento all’area dei media, ha aperto un dibattito estremamente interessante  relativamente a quali metriche, quali criteri siano gli indicatori più corretti per determinare efficacia ed efficienza in quest’area della comunicazione d’impresa.  Le domande, gli spunti di riflessione proposti da Piero Taglia rappresentano un primo contributo al quale seguirà a breve un post a più mani, sollecitato da Stefano Mizzella, per continuare a parlarne, facendo convergere esperienze e punti di vista diversi, al quale hanno già dato la loro adesione, oltre al sottoscritto, diversi professionals che operano in  quest’area.

I risultati della ricerca, commissionata da eCircle, su modalità e livello di interazione via e-mail e social media può rappresentare, credo, un ulteriore elemento di riflessione, un  ulteriore spunto al confronto in  corso.

L’indagine, condotta in sei Paesi Europei, Italia inclusa, ha monitorato il “dialogo digitale”, la conversazione come viene definita, su  Facebook, Twitter ed email, raccogliendo opinioni e vissuto di 5mila persone relativamente alle loro abitudini ed impressioni relativamente alla relazione con le imprese attraverso i media digitali.

In tutti i Paesi coinvolti nello studio la quasi totalità dei rispondenticonsulta il proprio profilo almeno una volta alla settimana. Gli utenti italiani sono al primo posto per l’intensità di utilizzo [“almeno una volta al giorno”] e hanno in media molti più amici, contatti, per profilo rispetto agli utenti degli altri Paesi europei.

I sei mercati europei analizzati nello studio possono essere suddivisi in due gruppi: Germania, Francia e Paesi Bassi sono i Paesi dell’email [oltre un terzo degli utenti può essere raggiunto solo con email o newsletter] mentre Regno Unito, Italia e Spagna sono i Paesi “multi-canale” [la maggior parte degli utenti utilizza sia email che social media], indicazione non trascurabile per la definizione dellìartciolazione dei mezzi con i quali comunicare.

La raccomandazione finale è quella di focalizzare la propria attenzione più sulle motivazioni che sottostanno a determinati comportamenti di chi utilizza i social network. Un focus più sull’efficacia che sull’efficienza di utilizzo dei canali, dei mezzi a disposizione.

L’infografica sottostante, che rappresenta la sintesi dei risultati emergenti, evidenzia chiaramente come le attese siano di una relazione fondata su interazione, coinvolgimento e correttezza dell’informazione. Aspettative che, se incrociate con quanto rilevato dalle indagini più recenti, sembrano confermare il gap da colmare sulla percezione di ciò che appare rilevante alle imprese rispetto a quanto interessa alle persone. Ennesima conferma, a prescindere dal resto, dell’importanza fondamentale dell’ascolto.

Posted on 30 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

WikiLeaks è più Influente del Wall Street Journal

Wikileaks nell’ultimo anno ha avuto un impatto estremamente rilevate sul giornalismo e sui media a livello internazionale.

La dimostrazione dell’influenza dell’organizzazione guidata da Julian Assange sull’informazione è lampante se si considera da un lato la guerra mediatica che si è recentemente scatenata relativamente alla corsa alla pubblicazione dei file su Guantanamo e, dall’altro lato,  dal numero di articoli che il quotidiano più influente al mondo, il New York Times, ha pubblicato nei primi quattro mesi del 2011 utilizzando come fonte WikiLeaks.

Ho voluto approfondire il tema dell’influenza sulle notizie e sui media utilizzando uno dei tool più diffusi: Klout.

Sulla base dei parametri presi in considerazione da Klout, WikiLeaks risulta essere maggiormente influente del Wall Street Journal e dunque di moltissimi altri mezzi d’informazione.

Come segnalato recentemente dal “Time”,  WikiLeaks è candidato a diventare uno strumento per il giornalismo della stessa rilevanza del Freedom of Information Act .

Il coraggio è contagioso!

- Clicca per Accedere ai Dati Completi -

Posted on 25 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Quello che Google ha Imparato nel 2010, da Google

Il video, pubblicato all’inizio di questo mese, riassume, a fini evidentemente promozionali, alcune delle principali evidenze raccolte da Google relativamente al comportamento dell’utenza online, alla tipologia di ricerche ed all’influenza delle stesse.

Si scopre così, tra l’altro, che:

  • Gli acquirenti di un pc portatile effettuano mediamente 14 ricerche sul tema prima di comprare
  • Il 60% delle responsabili d’acquisto ricerca coupons ed offerte speciali online
  • Il 25% di coloro che sono intenzionati a cambiare la propria auto utilizzano internet in mobilità per effettuare le loro ricerche sul tema
  • Il 75% dei pazienti ricerca i sintomi della propria malattia sul web prima di discuterne con il medico
  • Il 40% dei turisti consultano opinioni e commenti online prima di scegliera destinazione e struttura del viaggio

Se i dati forniti confermano ancora una volta l’influenza del web rispetto alle dinamiche di acquisto, secondo i risultati dello studio sull’ Europa Digitale pubblicati da comScore  nei prossimi cinque anni potrebbe esserci una inversione di tendenza, o quantomeno di ruoli, con Facebook in qualità di motore di ricerca e Google, al contrario, in veste di rete sociale.

Se il valore dei motori di ricerca è attualmente indiscutibile, anche nel nostro paese, certamente le reti sociali, i social media sono contesto di aggregazione, condivisione e di forte influenza.

Difficile dire oggi chi dei due competitors trarrebbe maggior vantaggio da un eventuale switch di ruoli. Se fossi chiamato ad una imponderabile previsione personalmente propenderei, visto anche l’enorme gap di redditività, per  la casa di Mountain View.

A margine, si segnala che da ieri Google, come aveva anticipato, ha rilasciato una nuova versione, un aggiornamento del proprio algoritmo per arginare la scalata nei risultati forniti dalle ricerche  di contenuti di bassa qualità.

Posted on 8 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Quora: Influencers e Notorietà

Se, come il sottoscritto, vivete con intensità il web  a quest’ora avrete certamente sentito parlare [e forse avrete già attivato un vostro account] di Quora, neo nato sistema di Q&A sociale, che, dopo un periodo di relativo silenzio sta raggiungendo ora in brevissimo tempo una grandissima notorietà.

Sysomos, utilizzando un sistema proprietario di analisi e mappatura delle reti sociali, ha investigato il tema giungendo alla conclusione che il principale veicolo di crescita, dell’espansione vertigionosa di notorietà ottenuta da Quora a partire da dicembre è Twitter.

Secondo quanto riportato all’interno del corporate blog della società di business intelligence dedicata ai social media, l’elemento scatenante sarebbe riconducibile ad un articolo apparso su TechCrunch come il grafico sottoriportato parrebbe confermare.

Quel che è certo è che Quora piace, come dimostra non solo la sentiment analysis di Sysomos che registra nell’87% dei casi positività,  ma anche i commenti prodotti, tra gli altri, da David Armano e da Journalism.co.uk. Sensazioni che nel mio “abitare la rete” mi sento di confermare.

Quora potrebbe essere la dimostrazione di come “vecchie idee” possano essere riprese ed ottenere successo grazie ad un approccio diverso, certamente si tratta di un caso su influencers e notorietà da non dimenticare nel cassetto.

Posted on 28 aprile 2009 by Pier Luca Santoro

Influence

L’ influenza viene esercitata a fini politici, sociali o commerciali – come noto -attraverso la comunicazione di cui i media [i mezzi appunto] sono il primo veicolo d’elezione tradizionalmente.

La capacità di influenzare “il maggior numero” di individui possibile tramite i mass media è una – se non La – ragion d’essere degli stessi.

Social media e disintermediazione hanno, con una rapidità senza precedenti nella storia recente dell’umanità, stravolto lo scenario tradizionale rivoluzionando il sistema dei media contribuendo all’attuale crisi e imponendo perciò una revisione critica dei mezzi e dei criteri di influenza.

Per questo motivo ho deciso di [ri]pubblicare la mappa sottostante realizzata circa un anno fa.

Cliccando sull’immagine potrete visualizzarla nelle dimensioni di vostro piacimento e stamparla. Se poi voleste collavorare ad un a migliore focalizzazione iscrivendovi a bubble.us potremo farlo.

A vous le balon:

Influence Map

Influence Map

Ulteriori spunti e appunti posso essere reperiti qui & qui.

Vai alla barra degli strumenti