mass media

News Online Italia Giu 2015
Posted on 5 agosto 2015 by Pier Luca Santoro

Audience News Online Italia

Sono stati pub­bli­cati i dati rela­tivi alla total digi­tal audience di Giu­gno ed al tempo stesso l’indagine tri­me­strale sulla dif­fu­sione dell’online in Italia.

La dif­fu­sione dell’online in Ita­lia con­ti­nua a cre­scere in misura mag­giore per la dispo­ni­bi­lità di accesso tra­mite dispo­si­tivi mobili. Risul­tano, infatti, 30,6 milioni gli ita­liani 11–74 anni che dichia­rano di acce­dere a inter­net da smart­phone [+19,5% in un anno[ e 11,6 milioni da tablet [+27,4%]. Col­pi­sce il calo dell’accesso ad Inter­net sia dal lavoro che dal luogo di studio.

Italiani Accesso ad Internet

Nella clas­si­fica delle cate­go­rie più visi­tate nel mese, a giu­gno, le news rag­giun­gono il 68.9% di chi si col­lega ad Inter­net, ovvero il 36.3% della popo­la­zione di età mag­giore di 2 anni. Se la search resta la cate­go­ria con il mag­gior numero di utenti è stra­bi­liante il tempo dedi­cato a “Mem­ber Com­mu­ni­ties”, ai social, che sfiora le 14 ore con­tro poco più di un’ora delle news, cate­go­ria al fondo tra le 15 monitorate.

Categorie Online Giugno 2015

Ho ela­bo­rato i dati rela­tivi alla total digi­tal audience dei siti d’informazione per il mese di giu­gno. Sono state prese in con­si­de­ra­zione tutte le testate a dif­fu­sione nazio­nale o plu­ri­re­gio­nale. Il dato dell’audience è rela­tivo agli utenti unici gior­na­lieri “disag­gre­gati” dalle TAL, ossia dagli accor­pa­menti tra siti diversi sotto lo stesso brand.

I primi 5 siti di news fanno il 41% del totale dell’audience delle testate sele­zio­nate, al lordo delle sovrap­po­si­zioni. Tra i primi 10 siti d’informazione 4 non sono di quo­ti­diani con una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea. Tra i por­tali d’informazione spicca Ita­lia Online che som­mando Vir­gi­lio e Libero News rag­giunge circa 350mila utenti unici giornalieri.

Se si esclude TGCom24, che pur depu­rato dalle aggre­ga­zioni ha valori molto ele­vati, l’online resta una fron­tiera semi sco­no­sciuta per gli altri canali tele­vi­sivi di news con sia RAI che SKY suscet­ti­bili di ampi mar­gini di miglio­ra­mento, diciamo. Lin­kie­sta non decolla ed è dif­fi­cile imma­gi­nare che ormai possa dav­vero farlo, ma anche Affari Ita­liani, prima testata all digi­tal in Ita­lia, non rac­co­glie grandi risul­tati in ter­mini di audience. Il Foglio non pervenuto.

engage1-550x390
Posted on 14 luglio 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Lenti & Grassi - Fré­dé­ric Fil­loux dalle colonne del suo apprez­za­bi­lis­simo Mon­day Note for­ni­sce un’analisi dei siti web delle prin­ci­pali testate inter­na­zio­nali. Emerge, ad esem­pio, che il sito del NYTi­mes ci mette 4 minuti e sca­rica 2 MB di dati solo per leg­gere un arti­colo. Le per­for­mance miglio­rano invece net­ta­mente se si usa un’applicazione per bloc­care gli ads. Come si suol dire, chi è causa del suo mal pianga se stesso…
  • Twit­ter Pro­gram­ming Edi­tor — Mic, media com­pany con un forte orien­ta­mento ai mil­len­nials, cerca un Twit­ter Pro­gram­ming Edi­tor. In un pano­rama quale quello ita­liano dove pre­va­len­te­mente le testate non hanno delle figure all’interno della reda­zione spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cate ai social, la let­tura della job descrip­tion for­ni­sce la con­ferma del gap esistente.
  • Wha­tsApp — L’uso di Wha­tsApp come canale di distri­bu­zione delle noti­zie, ma anche per il custo­mer ser­vice di aziende, è sem­pre più fre­quente ma di dif­fi­cile gestione. A risol­vere buona parte dei pro­blemi arriva Wasify stru­mento dav­vero inte­res­sante già adot­tato, ad esem­pio, dal Guardian.
  • Sce­na­rio a Medio Ter­mine — Secondo l’analisi di the­Me­dia­Brie­fing, il digi­tale domina le con­ver­sa­zioni ma a medio ter­mine, nel 2020, anche in mer­cati più “evo­luti” di quello ita­liano la carta con­ti­nuerà a dominare.
  • iWatch — Secondo i primi dati dispo­ni­bili sem­bra certo che l’orologio di Apple sia ben lon­tano da essere un suc­cesso ed anche ipo­tiz­zando un miglio­ra­mento nella ten­denza delle ven­dite la curva di ado­zione sarà comun­que molto più lenta di quella di iPhone e iPad. Oltre alle carat­te­ri­sti­che tec­ni­che non esat­ta­mente stra­bi­lianti è l’immagine del pro­dotto a pre­sen­tare delle lacune, a non essere uno sta­tus sym­bol come è invece per gli altri pro­dotti dell’azienda di Cuper­tino. Insomma in que­sto caso la line exten­tion è un flop.
  • Sna­p­chat — Il rede­sing dell’applicazione di mes­sag­gi­stica instan­ta­nea da ieri è impron­tato a valo­riz­zare mag­gior­mente la sezione “Disco­ver”, quella dedi­cata alle news.
  • Web Design — Un elenco di 10 e-books, sca­ri­ca­bili gra­tui­ta­mente, dedi­cati al Web design.

engage1-550x390

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Trend Adv 1 quad 5 yrs
Posted on 15 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

La Morte dell’Adv in Italia in 3 Grafici

Sono stati pub­bli­cati i dati Niel­sen rela­tivi agli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari del primo qua­dri­me­stre 2015 sud­di­visi per mezzo.

Il mer­cato degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari nel solo mese di aprile cala del 3,3%, por­tando il qua­dri­me­stre a –2,3% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Per appro­fon­dire ho ripreso i dati dei primi quat­tro mesi dell’anno dal 2011 ad oggi. Il totale mer­cato in cin­que anni perde circa un terzo degli inve­sti­menti [-31.76%], la stampa [quo­ti­diani e perio­dici] arre­tra del 45.1%, ed anche la TV regi­stra una per­dita di un quarto [-24.7%] rispetto al gennaio-aprile 2011. Se si esclude la rac­colta sulla por­zione di web attual­mente non moni­to­rata: search e social, anche Inter­net non se la passa molto meglio e si atte­sta al –26.4%.

I gra­fici sotto ripor­tati mostrano i trend ed il det­ta­glio per cia­scun medium, pas­sando il cur­sore è pos­si­bile vedere il det­ta­glio dei valori lad­dove non visualizzati.

Si tratta di dati che riflet­tono fon­da­men­tal­mente due aspetti. Da un lato, a pre­scin­dere da ele­menti con­giun­tu­rali, evi­den­ziano come vi sia una forte ten­sione sui prezzi con anche la Tv che nel ten­ta­tivo di reg­gere [cosa che i dati dimo­strano non fun­zio­nare] ha costi per grp in pic­chiata, a prezzi di saldo. Dall’altro lato, soprat­tutto, denun­ciano un valore calante, risi­bile, sem­pre più mar­gi­nale della pub­bli­cità avver­tita, in par­ti­co­lare da quelle fette di pub­blico di mag­gior inte­resse per le imprese, come un fastidio.

Non c’è ricerca che non indi­chi come la comu­ni­ca­zione tra pari, il pas­sa­pa­rola, sia ampia­mente il mezzo di comu­ni­ca­zione più effi­cace e quanto sem­pre meno valore abbiano gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari classici.

L’adv è morto, o comun­que mori­bondo, e i modelli di busi­ness che si basano solo su quest’area hanno la stessa pro­spet­tiva. Come si suol dire, sapevatelo!

world-press-trends-2015-10-638
Posted on 8 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

World Press Trends 2015

WAN-IFRA, l’associazione inter­na­zio­nale che rap­pre­senta le 3mila media com­pa­nies più impor­tanti al mondo, ha pub­bli­cato, come ogni anno, l’edizione 2015 di World Press Trends.

Takea­ways:

  • 2.7 miliardi di per­sone, il 45% di tutti gli adulti, leg­gono un gior­nale di carta e 800 milioni di per­sone, il 42% di tutti gli utenti Inter­net da destop, leg­gono un gior­nale in for­mato digitale/online.
  • Le “3D” dei ricavi per l’industria dell’informazione sono: disrup­ted, digi­tal, diversified.
  • I ricavi da ven­dite ed adver­ting per il car­ta­ceo sono state 92 miliardi dol­lari nel 2014, 87 miliardi di dol­lari invece le reve­nues da ven­dite ed adver­ting per il digitale/online.
  • Negli ultimi 5 anni in Europa la dif­fu­sione dei gior­nali di carta è calata del 21.3%. Nel 2014 il calo è stato del 4.5% rispetto all’anno precedente.
  • Nel 2014 l’11% delle per­sone ha pagato per le news online. In ita­lia il 13%.
  • A livello mon­diale gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per mezzo sono stati così ripar­titi: TV 39.4%, Inter­net 24.1%, Stampa 22.3%, Radio e Out­door entrambi al 6.8% ciascuno.
  • Il pro­gram­ma­tic adver­ti­sing ha rag­giunto la cifra di 21 miliardi di dol­lari di tran­sa­zioni nel 2014; il 20% di tutto il mer­cato display

Di seguito la pre­sen­ta­zione con 50 gra­fici e dati tutti da leg­gere, ed assimilare.

Ad Nausea
Posted on 8 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • Il Silen­zio di Instant Arti­cles: Il 12 mag­gio scorso, come noto, Face­book ha lan­ciato Instant Arti­cles. Il primo giorno Buz­z­Feed, The Atlan­tic, Natio­nal Geo­gra­phic, NBC, e The New York Times hanno pro­dotto degli arti­coli ad hoc [uno a testa] per Instant Arti­cles, men­tre The Guar­dian, BBC, Spie­gel Online e Bild no. Secondo quanto riporta Busi­ness Insi­der, da allora nes­sun nuovo arti­colo è stato pubblicato.
  • Search Engine Opti­mi­za­tion & Bac­klink Ana­ly­sis Tools: Un elenco di 9 tools per il SEO e l’analisi ed il moni­to­rag­gio dei bac­klinks. Utile.
  • Ad Nau­sea: Con­ti­nua, inar­re­sta­bile, la cre­scita nell’utilizzo di Adblock, anche su mobile, da parte delle per­sone. The Eco­no­mist dedica un arti­colo alla que­stione e rac­conta che, ad esem­pio, but ProSiebenSat.1, il secondo gruppo radio tele­vi­sivo euro­peo, afferma che nel 2014 que­sta pra­tica gli è costata €9.2 milioni di man­cati ricavi; circa un quinto del totale dei ricavi dall’online.
  • Spea­kers: Ha destato un certo cla­more la noti­zia di pochi giorni fa secondo la quale l’ex pre­mier bri­tanni Tony Blair avrebbe richie­sto un fee di 450mila euro per un suo speech, para­dos­sal­mente, sulla fame nel mondo. Sta­ti­sta adesso for­ni­sce l’elenco degli spea­ker meglio pagati degli USA. Al top Donald Trump con 1.5 milioni di dol­lari. Non male…
  • Pro­gram­ma­tic Adver­ti­sing: Il pro­gram­ma­tic adver­ti­sing è in cre­scita espo­nen­ziale in tutto il mondo, Ita­lia com­presa ovvia­mente. eMar­ke­ter pub­blica quali sono i prin­ci­pali bene­fici secondo la per­ce­zione dei senior marketers.
  • Vita da Social Media Mana­ger: 10 cose da sapere e da fare per sem­pli­fi­carvi la vita se lavo­rate come social media manager.
  • New­sLynx: Il Tow Cen­ter ha rila­sciato New­sLynx, piat­ta­forma open source di ana­ly­tics per misu­rare l’impatto del gior­na­li­smo. Da testare.

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Ad Nausea

Older Posts
Vai alla barra degli strumenti