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RadioMonitor
Pubblicato il 19 febbraio 2015 by Stefano Chiarazzo, Pier Luca Santoro

RadioMonitor. La radio è viva, ma tanto bene non sta

Sono stati rila­sciati da Euri­sko i dati rela­tivi a 60mila inter­vi­ste dell’indagine Radio­Mo­ni­tor Cati con­dotte nel secondo seme­stre 2014. Il gra­fico sot­to­stante sin­te­tizza gli ascolti delle prin­ci­pali radio nazio­nali [pas­sando il mouse si visua­liz­zano i dati].

Il totale degli ascol­ta­tori radio­fo­nici in Ita­lia resta alto ma è dimi­nuto di 533.000 unità, dai 34.416.000 del 2° seme­stre 2013 ai 33.883.000 del 2° seme­stre 2014. Dove sono finiti? Pro­ba­bil­mente tra ripo­si­zio­na­menti dei grandi net­work – vedi l’operazione “svec­chia­mento” di Radio RAI – le offerte delle web radio e, soprat­tutto, feno­meni come Spo­tify pos­sono avere optato per una mag­gior per­so­na­liz­za­zione. La radio si ascolta sem­pre più dalla TV e da dispo­si­tivi mobili come smart­phone e tablet dove è in com­pe­ti­zione con altri ser­vizi “ruba-tempo”. Per quanto si possa essere, o meno, grandi sup­por­ter del mezzo radio­fo­nico non stu­pi­rebbe per­tanto una reale per­dita secca.

Se limi­tiamo la somma alle sole radio nazio­nali [al netto delle dupli­ca­zioni] vediamo che dal 2013 al 2014 hanno subito una per­dita totale di più di due milioni di ascol­ta­tori. Qui una pos­si­bile spie­ga­zione è che tale delta si sia river­sato sulle radio locali.

Leg­gendo i dati del secondo seme­stre, oltre al calo gene­ra­liz­zato di tutte le radio nazio­nali, ci hanno col­pito in par­ti­co­lare due risultati:

- Radio Ita­lia solo­mu­si­cai­ta­liana ha perso meno di RDS e Radio Dee­jay salendo così dal 4° al 2°. Mario Volanti, Edi­tore e Pre­si­dente Radio Ita­lia, ha sot­to­li­neato come “solo due anni fa il nostro distacco dalla seconda radio era di 1.150.000 ascol­ta­tori ed era­vamo in quinta posizione”;

- Radio 105 si con­ferma la seconda radio ita­liana per ascolto nel quarto d’ora medio – con­si­de­rato come misura della fedeltà dell’audience – dimez­zando il diva­rio con RTL 102.5 e aumen­tando il distacco dalla terza, la rivale Radio Deejay.

Insomma qual­cuno che fa un po’ meglio c’è. Cosa fare per inver­tire il trend? Pro­ba­bil­mente serve mag­gior corag­gio nella dif­fe­ren­zia­zione e spe­ri­men­ta­zione sia in ter­mini di palin­se­sti, con­te­nuti e talent scou­ting che nell’offrire ser­vizi rile­vanti e custo­miz­za­bili tra­mite web e mobile.

Visto il trend degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari nel 2014 che evi­den­zia una fles­sione infe­riore alla media, ed a molti altri medium, gli spazi di una ripresa non sono poi così imma­gi­ni­fici. Che la radio viva, ma torni in salute.

Mercato ADV 2014

Mix Digital 2014
Pubblicato il 18 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Et Voilà la Réclame

17esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata all’andamento degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari in Ita­lia nel 2014.

In mezz’ora, inter­val­lata da musica scelta ad hoc, in tema, com­men­tiamo i dati rela­tivi alla comu­ni­ca­zione d’impresa [“above the line”] nel nostro Paese. Inve­sti­menti in adver­ti­sing che a fine 2014, in ter­mini reali, al netto dell’inflazione tor­nano ai livelli del 1990. Infatti, negli ultimi tre anni è stata bru­ciata tutta la cre­scita dei 25 anni pre­ce­denti e si è ritor­nati, appunto, a cin­que lustri fa.

Focus su area digi­tal, unica area in cre­scita, e sul media mix, sti­mato, degli inve­sti­menti in quest’ambito con i social a rap­pre­sen­tare ancora una quota mino­ri­ta­ria rispetto al totale, la search che con­ti­nua a domi­nare la scena ed il video adver­ti­sing che sopra­vanza, con pro­ie­zioni di ulte­riore cre­scita anche nel 2015 e negli anni a venire.

Mix Digital 2014

Di par­ti­co­lare inte­resse i dati rela­tivi al mix dei mezzi uti­liz­zati sia da quei macro­set­tori che nel 2014, in con­tro­ten­denza, hanno aumen­tato il livello dei loro inve­sti­menti in adver­ti­sing che di quelli che invece li hanno ridotti. Ad esclu­sione del com­parto ali­men­tare, in entrambi i casi è la tele­vi­sione a rap­pre­sen­tare il grosso della torta aumen­tando la pro­pria inci­denza in maniera più che sen­si­bile dal 2006 ad oggi. È dun­que più la TV che il digi­tale a rubare quota e a cau­sare la con­tra­zione della stampa [il mezzo che mag­gior­mente cala rispetto al 2013].

Inter­net, il digi­tale, cre­sce ma gli inve­sti­menti, anche se vedono il numero di imprese che uti­liz­zano que­sto medium in calo del 5%, restano pre­va­len­te­mente anco­rati al mezzo tele­vi­sivo. La cre­scita di allo­ca­zione di bud­get sulla tele­vi­sione è un indi­ca­tore da un lato dell’abbattimento dei costi per GRP che ha atti­rato mag­gior­mente gli inve­sti­tori e, dall’altro lato, di come la comu­ni­ca­zione “top-down” resti la pre­fe­rita dalle imprese. L’inter­rup­tion mar­ke­ting conti­nua ad essere la moda­lità pri­vi­le­giata nella comu­ni­ca­zione d’impresa nono­stante si parli da circa un decen­nio ormai di per­mis­sion e inbound marketing.

Media Mix Aziende

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

Io Leggo Perchè
Pubblicato il 12 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Gli Editori Italiani si Affidano alla Gamification

In un Paese, il nostro, in cui i let­tori di libri sono da cer­carsi con il lumi­cino i dati rela­tivi al 2014 con 820mila per­sone [-3.4%] che sono uscite dal mondo della let­tura, por­tando al 41% chi legge almeno un libro all’anno, hanno fatto suo­nare più di un cam­pa­nello di allarme all’Associazione Ita­liana Edi­tori che ha lan­ciato #ioleg­go­per­ché, ini­zia­tiva nazio­nale di pro­mo­zione del libro e della let­tura rivolta ai futuri let­tori, fon­data sulla pas­sione dei let­tori di ogni età ed estra­zione che cul­mi­nerà Il 23 aprile in occa­sione della gior­nata mon­diale del libro e del diritto d’autore.

Per rea­liz­zare l’obiettivo si affida ai “mes­sag­geri”, alle per­sone, e soprat­tutto alla gami­fi­ca­tion. All’interno del sito infatti esi­ste un’apposita area costruita ad hoc con una serie di mis­sioni nella migliore tra­di­zione del gioco.

Dopo essersi regi­strati si riceve già un primo bonus di pre­mio per essere dive­nuti “mes­sag­gero di primo livello. Il col­le­gare i pro­pri account social — Face­book, Twit­ter & Insta­gram — frutta 250 punti per cia­scuno di que­sti. Seguono diverse mis­sioni che hanno sem­pre fon­da­men­tal­mente l’obiettivo di gene­rare buzz, passa parola, sia online che off line.

Oltre all’eccessivo accento posto sulla dif­fu­sione dell’iniziativa, su appunto la gene­ra­zione di buzz, l’altro limite con­si­ste in un  game design ecces­si­va­mente basico e senza né una pro­gres­sione nelle dif­fi­coltà di gioco né nei rela­tivi punteggi.

Si tratta comun­que di un’iniziativa inte­res­sante che dalla mia pro­spet­tiva non posso che augu­rarmi che fac­cia da apri­pi­sta ad altre, pos­si­bil­mente meglio strut­tu­rate, vin­cendo igno­ranza e pre-giudizi che sono ancora molto dif­fusi sul valore della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale ed informativo.

Io Leggo Perchè

MAU FB 2014
Pubblicato il 29 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Facebook Continua a Crescere

Sono stati dif­fusi ieri i dati di Face­book rela­tivi all’ultimo tri­me­stre 2014 ed il con­so­li­dato dell’anno.

I ricavi sono cre­sciuti del 49% rispetto al quarto tri­me­stre del 2013 men­tre il totale 2014 aumenta del 58% rispetto al 2013. Tassi di cre­scita da bri­vidi trai­nati dal mobile adver­ti­sing, un tempo area di debo­lezza di Face­book, che ora pesa il 69% del totale ricavi.

FT Facebook

Face­book ora è più popo­loso della Cina. Sono 1.4 miliardi gli utenti unici men­sili, 165 milioni di per­sone in più pari ad un tasso di cre­scita del 13% rispetto all’ultimo tri­me­stre del 2013. Ancora mag­giore la cre­scita degli utenti unici gior­na­lieri che aumen­tano del 17%. Sem­pre più per­sone uti­liz­zano Face­book con cre­scente frequenza.

Più con­te­nuta la cre­scita negli Stati Uniti men­tre quella euro­pea con­ti­nua ad essere a due cifre per quanto riguarda gli utenti unici gior­na­lieri [+12%]. Oltre il 60% il trend di cre­scita dell’area Asia — Paci­fic e quella del resto del mondo.

MAU FB 2014

Esplo­siva la cre­scita di chi uti­lizza Face­book da mobile con un +34% per quanto riguarda gli utenti unici gior­na­lieri ed una cre­scita del 26% degli utenti unici men­sili rispetto al quarto tri­me­stre del 2013.

Ancor più dirom­pente la cre­scita di chi uti­lizza Face­book solo da mobile. Nell’ultimo tri­me­stre del 2014 erano 526 milioni di per­sone, quasi il dop­pio [+78%] rispetto al periodo cor­ri­spon­dente dell’anno precedente.

Durante la con­fe­renza di pre­sen­ta­zione dei risul­tati Mark Zuc­ker­berg ha dichia­rato che “In the next decade, Face­book is focu­sed on our mis­sion to con­nect the entire world, wel­co­ming bil­lions of peo­ple to our com­mu­nity and con­nec­ting many more peo­ple to the inter­net through Internet.org”, pro­se­guendo affer­mando che “Over the next three years, our main focus is to con­ti­nue to serve and grow our com­mu­nity by deli­ve­ring bet­ter ser­vi­ces for peo­ple and busi­nes­ses around the world”.

MAU FB Mobile

Se in ter­mini di nume­ro­sità di utenti Stati Uniti ed Europa pesano solo il 36% del totale, in ter­mini di ricavi la loro inci­denza sale a ben il 75% del totale. L’ARPU [Ave­rage Reve­nue per User] è infatti di 9$ negli USA e di 3.46$ in Europa rispetto ad una media mon­diale di 2.81$.

La pre­sen­ta­zione sot­to­stante for­ni­sce tutti gli ele­menti di det­ta­glio sui risul­tati del quarto tri­me­stre 2014.

Copie Digitali
Pubblicato il 23 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro, Giacomo Fusina

Edicola Italiana & Copie Digitali

I dati sotto ripor­tati del trend delle ven­dite di copie digi­tali, aggior­nati all’ultimo dato dispo­ni­bile [novem­bre 2014], mostrano come, ad ecce­zione del quo­ti­diano di Con­fin­du­stria, la ten­denza sia piatta. Fon­da­men­tal­mente insomma chi aveva pro­pen­sione ed inte­resse ad abbo­narsi lo ha fatto ed attual­mente non pare esservi grosso spa­zio di ulte­riore crescita.

È in que­sto qua­dro che que­sta set­ti­mana è stata lan­ciata “Edi­cola Ita­liana”, con­sor­zio costi­tuito da Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 Ore, Espresso — Repub­blica, La Stampa — Itedi, Mon­da­dori e Rcs, che offre i quo­ti­diani e perio­dici di que­sti edi­tori; com­ples­si­va­mente una ses­san­tina di titoli.

L’iniziativa, che ha visto la luce con tempi biblici, per come è pro­po­sta attual­mente non ha senso. Infatti, oltre alla sta­gna­zione della ven­dita di copie digi­tali, l’offerta è spe­cu­lare a quanto già pro­po­sto su altri store e sui siti web degli edi­tori coin­volti con la pro­po­sta bundle che riguarda sola­mente i perio­dici e non i quotidiani.

Se si osser­vano i dati di Fran­cia e Spa­gna per ini­zia­tive simili a quella di Edi­cola Ita­liana non si può certo par­lare di suc­cesso, anzi. 

Oltralpe esi­stono tre piat­ta­forme che distri­bui­scono, che ven­dono le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Relay, che vende 158 titoli e appar­tiene a una società dell’editore Lagar­dère, Lekiosk, che peral­tro è pre­sente anche sul mer­cato ita­liano, ed ePresse. Secondo quanto dichia­rato da OJD, l’equivalente della nostrana ADS, nel totale le copie digi­tali hanno rap­pre­sen­tato una fra­zione estre­ma­mente ridotta degli esem­plari ven­duti a paga­mento e, così come avviene in Ita­lia, non hanno di fatto arre­stato il calo com­ples­sivo di vendite.

Copie Francia

In Spa­gna, Orbyt, che è molto più simile al con­sor­zio della nascente Edi­cola Ita­liana, rea­lizza numeri dav­vero ridotti ed, anche in que­sto caso, è tutt’altro che un suc­cesso di ven­dite come cer­ti­ficano i dati dell’Obser­va­to­rio de la prensa dia­ria AEDE –Deloitte

Copie Spagna

È chiaro che osti­narsi a pro­porre tout court la ven­dita di copie digi­tali in maniera spe­cu­lare, iden­tica, alla pro­po­sta car­ta­cea non ha senso. Da infor­ma­zioni rac­colte dal sot­to­scritto pare che sia in pro­gramma la ven­dita di sin­goli arti­coli, così come avviene nei Paesi Bassi con Blendle, anche su Edi­cola Ita­liana. Spe­riamo che non ci vogliano altri quat­tro anni…

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