mass media

Leggere sui muri
Pubblicato il 24 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Lettera Aperta a Casaleggio

Ho letto con atten­zione ed inte­resse i diversi capi­toli di “Press Obi­tuary” pub­bli­cati a par­tire da set­tem­bre sul blog di Beppe Grillo fir­mati da Gian­ro­berto Casa­leg­gio. Al di là del mes­sag­gio poli­tico — aspetto nel quale non voglio entrare, limi­tan­domi solo alla sfera pro­fes­sio­nale della que­stione — alcune considerazioni.

In ordine cro­no­lo­gico di pub­bli­ca­zione degli articoli:

  • Press obi­tuary/1 Pub­bli­cità - Si tratta di dati molto spesso vec­chi. Ad esem­pio il gra­fico sulla pub­bli­cità è stato pub­bli­cato oltre due anni fa; non a caso il trend che viene mostrato si ferma al 2010, esi­stono dati più attuali sul feno­meno . Sem­pre in quell’articolo si fa rife­ri­mento ai finan­zia­menti pub­blici scri­vendo che “fa rife­ri­mento al mer­cato ame­ri­cano dove i gior­nali non sono finan­ziati dallo Stato con con­tri­buti diretti e indi­retti”. Si tratta di un’affermazione che non cor­ri­sponde al vero come [di]mostra la tabella del Reu­ters Insti­tute for the Study of Journalism.
  • Press obituary/2 Estin­zioneViene mostrata una mappa della pre­sunta estin­zione degli stessi. Anche in que­sto caso i dati sono vec­chi e risal­gono ad oltre cin­que anni fa. Non a caso la mappa pre­vede l’estinzione dei quo­ti­diani USA nel 2017 [tra meno di tre anni] cosa che comun­que la si veda mi appare, per­lo­meno, non realistica.
  • Press obituary/3 Ice­berg Ita­liaNel terzo arti­colo viene fatto un elenco dell’estinzione dei gior­nali che parte addi­rit­tura dal 2015 con­tra­ria­mente alle pre­vi­sioni effet­tuate nell’articolo pre­ce­dente. Il caso vuole, diciamo, che di 4 testate citate come pros­sime all’estinzione effet­ti­va­mente una è pros­sima alla chiu­sura. Che que­sto avvenga per volontà poli­tica, a pre­scin­dere da conti dei gior­nali, è un aspetto che credo sia impor­tante tenere in con­si­de­ra­zione. Inol­tre nella lista ven­gono inse­riti quo­ti­diani che non rice­vono con­tri­buti pub­blici [come si desume dal link da voi stessi inse­rito] e che fran­ca­mente indi­care come pros­simi all’estinzione in tali tempi mi pare dav­vero azzardato.
  • Press obi­tuary/4 Pure Player 2013Nel quarto arti­colo, sui pure players, pur rin­gra­ziando per l’attenzione dedi­cata a Data­Me­dia­Hub, fatico a capirne il senso [in qs caso anche dal punto di vista poli­tico]. Infatti si tratta di testate che non godono, come noto, di alcun soste­gno pub­blico e la cui com­parsa dovrebbe essere salu­tata con pia­cere da chi, come par­rebbe essere il suo caso, guarda al nuovo, alla Rete, come medium di sviluppo.
  • Press obi­tuary/5 I gruppi edi­to­riali - Nel quinto arti­colo, su crollo in borsa prin­ci­pali edi­tori,  si cita il rap­porto FIEG come fonte dei dati. Ho riguar­dato con atten­zione il pre citato rap­porto senza tro­vare dati sull’andamento bor­si­stico dei titoli degli edi­tori. Credo, inol­tre, che con­si­de­rare l’andamento bor­si­stico come indi­ca­tore sia abba­stanza fuor­viante poi­ché sog­getto a fat­tori di spe­cu­la­zioni [e di gio­chi di cor­date interne/esterne agli edi­tori]. Ad esem­pio il 19 novem­bre tutti i titoli del com­parto hanno avuto un’impennata “anomala”.
  • Press obi­tuary/6 Robo­tic jour­na­lismNel sesto, ed ultimo arti­colo, si parla di robo­tic jour­na­lism indi­can­dolo come causa della fine dei gior­nali. Mi pare che si fac­cia una certa con­fu­sione tra gior­nali e gior­na­li­sti. Infatti, ammesso e non con­cesso che sia dav­vero così, il pro­blema sarebbe per i gior­na­li­sti non per i gior­nali che anzi, even­tual­mente, ne bene­fi­ce­reb­bero con un dra­stico abbat­ti­mento dei costi.

Gli auguri mor­tali ven­gono da lon­tano, già Jean Bau­dril­lard nel suoRequiem for the Mediadel 1972 si sca­gliava con­tro il sistema mass­me­dia­tico uni­la­te­rale e ver­ti­cale. Nel 2005 faceva seguito Bruce Ster­ling, uno degli autori più influenti del cyber­punk, conDead Media Mani­fe­sto”: una guida per i pale­on­to­logi dei media che ne pre­ve­deva il collasso.

La tec­no­lo­gia che cam­bierà il gior­na­li­smo si chiama con­te­nuto, aper­tura, tra­spa­renza e condivisione.

Vedo che in tutti gli arti­coli pub­bli­cati si parla di uno stu­dio su press obi­tuary di pros­sima pub­bli­ca­zione. Credo che di cose che non vanno bene nel mondo dei gior­nali ce ne siano dav­vero parec­chie, se volesse il con­tri­buto di Data­Me­dia­Hub per lo stu­dio saremmo dispo­ni­bili, pur­chè si parli dav­vero dei difetti dell’informazione in ter­mini di strut­tura di costi, di pro­cesso d’informazione e di gestione e, pos­si­bil­mente, si indi­chino delle pos­si­bili solu­zioni come, tra i tanti pro­viamo a fare, anche, da que­sti spazi.

Leggere sui muri

Open & Citizen Journalism
Pubblicato il 13 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Open & Citizen Journalism

Sesta pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata a Open Jour­na­lism e Citi­zen Jour­na­lism.

Si parte da lon­tano con le prime forme di gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo in ter­mini di con­tro­di­pen­denza dai main­stream media con Indy­Me­dia ed il movi­mento di Seat­tle con “non odiare i media, diventa media”. Dopo aver for­nito una pos­si­bile defi­ni­zione di cosa sia il citi­zen jour­na­lism viene ana­liz­zata la sua rile­vanza nell’attuale eco­si­stema dell’informazione per arri­vare a come l’open jour­na­lism possa essere stru­mento di coin­vol­gi­mento e fide­liz­za­zione dei let­tori, delle persone.

In con­clu­sione viene for­nito il deca­logo del gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo e si riflette su come possa e debba esservi una con­di­vi­sione non solo “ideale” ma anche eco­no­mica del con­tri­buto delle per­sone nella costru­zione della notizia.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Ad inte­gra­zione una mia pre­sen­ta­zione uti­liz­zata per la for­ma­zione effet­tuata sul tema ai com­po­nenti della reda­zione di un quo­ti­diano nazionale.

La pros­sima set­ti­mana, il 19.11.2014, si parla di “La Rete Demo­cra­ti­cizza l’Informazione?” Si ricorda che è pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14  @pedroelrey /@radiofujiko.

News Machine
Pubblicato il 3 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Innovare l’Informazione

Tiscali e Super Sum­mit, piat­ta­forma ita­liana per rea­liz­zare e seguire eventi e webi­nar, tra  14 al 29 otto­bre, hanno pro­po­sto  “Inno­vare l’informazione”, pano­ra­mica sulla nuova infor­ma­zione, un ponte tra il vec­chio e il nuovo per sti­mo­lare il dibat­tito, un modo per pro­vare a com­pren­dere quali saranno le pro­spet­tive future e quale potrebbe essere il destino dei media.

Il ciclo di webi­nar, rivolto in par­ti­co­lare agli addetti ai lavori, ha rac­colto 19 inter­venti su diversi temi legati al mondo dei media e dell’informazione. Inter­venti tutti di asso­luto inte­resse che val­gono il tempo inve­stito nell’ascolto.

Ne ho ripresi alcuni, quelli che per­so­nal­mente mi sono sem­brati di mag­gior inte­resse, per favo­rirne e faci­li­tarne la visione. Pur­troppo avendo tutti i video l’autoplay par­tono insieme. Non esi­stendo la pos­si­bi­lità di eli­mi­nare que­sta opzione vi chiedo la pazienza di farlo manual­mente per poterli vedere uno per volta. Sorry.

1) Gami­fi­ca­tion dell’informazione — Come l’informazione possa diven­tare sem­pre più a impatto visivo e inte­rat­tiva secondo i modelli del gioco.

2) Nuovi lin­guaggi - I nuovi lin­guaggi e busi­ness dell’editoria e del gior­na­li­smo secondo Fede­rico Fer­razza, vice­di­ret­tore di Wired.

3) Digi­tal PR e social - Digi­tal Pr e capa­cità di ascolto per una comu­ni­ca­zione social effi­cace secondo Daniele Chieffi, Respon­sa­bile uffi­cio stampa web Eni

4) Gene­ra­zione X - Gene­ra­zione X, come si infor­mano i gio­vani secondo Daniele Gras­succi, co-fondatore di Skuola.net

Last but not least, Jacopo Ton­delli pre­senta i suoi Stati Generali

Le curve mostrano la frequenza di tweet con hashtag #Ebola e la produzione di articoli sul tema di Ebola sulle principali testate online italiane (valori normalizzati a 100)
Pubblicato il 31 ottobre 2014 by Giacomo Fusina

Le armoniche di Ebola

Sono pas­sati otto anni dalla cele­bre prima pagina di Time. L’uomo dell’anno del 2006 sei stato tu: tu al cen­tro della Rete e la Rete al cen­tro del mondo. Allora ini­ziava a sof­fiare il vento dei social ma i social che cono­sciamo oggi non esi­ste­vano ancora (Face­book, per dire, nel 2006 aveva solo 12 milioni di utenti e Twit­ter era appena nato). L’intuizione all’origine della prima pagina di Time sug­ge­riva che ogni per­sona con­nessa stesse diven­tando un gene­ra­tore di con­te­nuto e che la Rete sarebbe stata pre­sto per­vasa di opi­nioni, crea­zioni, rating, arti­coli, imma­gini e video dei pro­pri utenti.

Oggi sap­piamo che una quota con­si­stente degli UGC è di tipo per­so­nale, spesso non acces­si­bile al pub­blico, tal­volta istan­ta­nea e vola­tile. E anche la parte pub­blica è di scarso inte­resse per chi non ha rela­zioni con il sog­getto che la pro­duce. Abbon­dano fidan­zati e gat­tini, sel­fie e vestiti, feste e vacanze ma è dif­fi­cile chia­mare “con­te­nuti” que­sto ammasso disor­di­nato di ego­fa­nìa*.

Quello che abbiamo visto nascere in que­sti otto anni non è la prassi dello UGC ma dello UAC, non la Gene­ra­zione dei con­te­nuti ma l’Amplificazione dei con­te­nuti pro­dotti e river­sati in Rete da parte degli utenti. Coloro che gene­rano con­te­nuti rile­vanti per un qual­che pub­blico sono meno dell’1% del totale degli utenti: lo You di Time non era per tutti, era per pochi. Per tutti, invece, è la pos­si­bi­lità di con­di­vi­dere, apprez­zare e segna­lare i con­te­nuti digi­tali di attua­lità e d’intrattenimento.

Gli utenti in Rete for­mano la cassa di riso­nanza dei con­te­nuti pro­dotti da una pic­cola parte di gene­ra­tori. La Rete vibra con loro e ne esalta alcune armo­ni­che, pro­prio come avviene a uno stru­mento musi­cale acustico.

Pren­diamo il caso di Ebola.
Dal primo ago­sto al 17 otto­bre 2014 sono stati pro­dotti oltre 1.000 arti­coli sul tema sulle prin­ci­pali testate online ita­liane. Gli stessi arti­coli sono stati con­di­visi su Face­book (in gran parte), Twit­ter e Goo­gle Plus 550mila volte nello stesso periodo. Circa 500 con­di­vi­sioni per arti­colo, un dato alli­neato alla media del momento.

Negli stessi giorni Twi­tLine ha rile­vato 66mila Tweet con­te­nenti l’hashtag #Ebola con una fre­quenza media di 3,9 pas­saggi quo­ti­diani nelle time­line degli utenti Ita­liani di Twitter.

Infine, il trend del numero di ricer­che di “Ebola” in Goo­gle News con­sente di stu­diare la curva di atten­zione dedi­cata al tema.

Que­sto sli­de­show richiede JavaScript.

Ebbene, tutte e tre le “casse di riso­nanza” danno la stessa rap­pre­sen­ta­zione del feno­meno. La cor­re­la­zione tra le curve è deci­sa­mente ele­vata, sem­pre com­presa tra 0,7 e 0,87, come si nota anche a occhio dai gra­fici inse­riti qui sopra. La Rete risuona allo stesso modo e le sue armo­ni­che segna­lano la sen­si­bi­lità del mondo sui temi di attualità.

Tal­volta gli arti­coli sulle testate sono “sovra-prodotti” rispetto all’attenzione che rac­col­gono (i pic­chi della curva gri­gia del 9 e del 19 set­tem­bre). Altre volte l’amplificazione degli utenti anti­cipa la rispo­sta delle testate: i pic­chi di Goo­gle News e di Twi­tLine del 9 otto­bre pre­ce­dono la mas­sic­cia pro­du­zione di arti­coli nei giorni successivi.

(*) mani­fe­sta­zione dell’io pro­dotta dalle tracce lasciate in Rete (neo­lo­gi­smo di Human Highway) 

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Twi­tLine: lo stru­mento uti­liz­zato da Human High­way per ana­liz­zare il Twit­ter infor­ma­tion stream ita­liano. Gra­zie a Twi­tLine è pos­si­bile misu­rare la reach & fre­quency di hash­tag, men­tions, link e account su Twit­ter, uni­ta­mente al coin­vol­gi­mento svi­lup­pato (ret­weet, favo­rite). Mag­giori info su Twi­tLine sono dispo­ni­bili su Sli­de­share.

UAC Meter: lo stru­mento di Human High­way per misu­rare i volumi dell’amplificazione sociale pro­dotta in Rete su deter­mi­nati argo­menti di attua­lità. Il meter di UAC ana­lizza gli arti­coli pre­senti su oltre 40 testate online ita­liane e indi­vi­dua per cia­scuno di essi il numero di con­di­vi­sioni pro­dotte su face­book, Twit­ter e Goo­gle Plus.

Goo­gle Trends: i dati qui pre­sen­tati sono stati pre­le­vati da Goo­gle Trends (limi­ta­ta­mente a Goo­gle News) nel periodo com­preso tra il 1 ago­sto e il 17 otto­bre 2014.

Growth
Pubblicato il 28 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

La Creazione di Valore Aggiunto per l’Industria dell’Informazione

Non più tardi di ieri, a con­clu­sione della sin­tesi dell’ana­lisi di Medio­banca sui bilanci dei 7 mag­giori gruppi edi­to­riali del nostro Paese, tra gli ele­menti che citavo, par­lavo della neces­sità di un pro­fondo ripen­sa­mento del pro­dotto sin qui sot­to­po­sto, sia nella ver­sione car­ta­cea che in quella digi­tale, a rivi­si­ta­zioni più o meno azzec­cate che ne hanno di fatto lasciata intatta la strut­tura di base.

Sem­pre ieri il Finan­cial Times ha annun­ciato il lan­cio di  FirstFT, nuovo pro­dotto edi­to­riale del pre­sti­gioso quo­ti­diano economico-finanziario che il new head of aggre­ga­tion  del gior­nale [figura pro­fes­sio­nale che al pari di molte altre non  mi pare attual­mente pre­sente nelle reda­zioni dei nostri gior­nali] descrive così:

In an age of infor­ma­tion over­load where rea­ders are shy­ing away from the per­pe­tual social media stream, tru­sted edi­to­rial judg­ment and aggre­ga­tion is an increa­sin­gly valua­ble con­ve­nience for busy rea­ders. FirstFT is care­fully craf­ted, ana­ly­sed and illu­stra­ted by our world-class jour­na­lists and pro­vi­des a new way for rea­ders to get the FT’s take on the essen­tial news of the day.

Allo stesso tempo, Blendle, iTu­nes del gior­na­li­smo che pro­pone la ven­dita di sin­goli arti­coli  a prezzi varia­bili tra tra € 0,10 e € 0,80 al pezzo, annun­ciava di aver rice­vuto la non tra­scu­ra­bile somma di 3.8 milioni di dol­lari da The New York Times Com­pany e da Axel Sprin­ger per favo­rire l’espansione di que­sta start-up Olan­dese in tutta Europa.

Anche nel nostro Paese è recente il pas­sag­gio a paga­mento di Good Mor­ning Ita­lia, ser­vi­zio di accu­rata sele­zione delle noti­zie nazio­nali ed inter­na­zio­nali tanto apprez­zatonato da gior­na­li­sti impie­gati nelle reda­zioni di diverse testate che evi­den­te­mente hanno avuto poco spa­zio e ascolto “costrin­gen­doli” ad un’iniziativa auto­noma al di fuori del loro prin­ci­pale ambito lavorativo.

Win Win

Da qual­che mese, come molti cer­ta­mente sapranno, esi­ste già l’iTunes del gior­na­li­smo ita­liano: Eta­lia [*], piat­ta­forma che offre ai sin­goli gior­na­li­sti, e ad altre cate­go­rie di pro­fes­sio­nals, ma anche agli edi­tori, la pos­si­bi­lità di ven­dere i sin­goli con­te­nuti con diverse opzioni che vanno dal sin­golo pezzo sino all’abbonamento al gior­nale e/o alla rivi­sta.

I gior­nali sono morti, come si pro­clama ormai da almeno un lustro, ma la que­stione non è se siano morti quelli di carta e quante spe­ranze, quante pos­si­bi­lità abbiano quelli digitali/online, è l’idea di gior­nale come pac­chetto mono­li­tico ad essere defunta e con essa i modelli di busi­ness che l’hanno carat­te­riz­zato negli ultimi 100 anni.

La crea­zione di valore aggiunto per l’industria dell’informazione passa, anche, dalla sot­tra­zione, dal non imporre con­te­nuti che non inte­res­sano, dal sele­zio­nare per il let­tore quel che è è rile­vante per lui e sola­mente per lui e per il quale dun­que cre­scerà la pro­pen­sione a pagare per la fruizione.

Growth

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto ha ope­rato come con­su­lente, anche, per Etalia.

Media ITA & YouTube
Pubblicato il 17 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

I Media Italiani & YouTube

You­Tube è un canale pri­vi­le­giato per rag­giun­gere gio­vani e gio­va­nis­simi, Pub­blico che resta com­ples­si­va­mente molto distante dai canali infor­ma­tivi tra­di­zio­nali inclusi i siti web dei quo­ti­diani generalisti.

Ad esclu­sione dei canali tele­vi­sivi è dav­vero ridotta all’osso la pre­senza dell’informazione tra­di­zio­nale nella “Top30” di Social­ba­ker che for­ni­sce i dati sui primi 30 media ita­liani per numero di fol­lo­wer e numero di video visti.

RAI è il primo dei media del nostro Paese per numero di fol­lo­wer, di iscritti al pro­prio canale, ma sci­vola nella seconda metà della clas­si­fica per numero di video visti. Esat­ta­mente all’opposto La7 che invece pur avendo un numero rela­ti­va­mente ridotto di iscritti è terza nel ran­king per video visti; pro­ba­bil­mente gra­zie a Crozza.

Il vero feno­meno è Pupia Cam­pa­nia TV, web tv regio­nale che supera Euro­news [in ita­liano], Zelig, MTV e la RAI per numero di visua­liz­za­zioni dei video.

PupiaTV

Per quanto riguarda i quo­ti­diani l’unica pre­senza è quella de IlSe­co­lo­XIX di Genova, seguito, per visua­liz­za­zioni video, dall’agenzia di stampa  Adnkronos.

Nella parte bassa della clas­si­fica tro­viamo Pano­rama con soli 660 iscritti ma quasi 3 milioni di visua­liz­za­zioni video, laeffe,  la TV del gruppo Fel­tri­nelli, con 3446 iscritti e circa 800mila visua­liz­za­zioni video,  Inter­na­zio­nale con 712 fol­lo­wer e  85mila visua­liz­za­zioni, e Wired Ita­lia con 1291 iscritti e poco più di 43mila visua­liz­za­zioni video.

Pare dav­vero che anche que­sta resti un’occasione di con­tatto, di rela­zione, mancata.

Adv per mezzo Ago 2014
Pubblicato il 10 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Investimenti Advertising Italia

Sono stati dif­fusi i dati su gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per mezzo per il periodo gen­naio — ago­sto 2014. 

La ten­denza è ulte­rior­mente peg­gio­ra­tiva rispetto a luglio che regi­strava un calo dell’0.5% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente ed un — 2.2% in con­fronto ai primi sette mesi del 2013. Finito “l’effetto mon­diali” [Il mese di giu­gno si era chiuso a +5,5%] insomma riprende l’andamento nega­tivo degli inve­sti­menti in adver­ti­sing classico.

Rela­ti­va­mente ai sin­goli mezzi, la tv cre­sce del +0,9% nel periodo cumu­lato gen­naio – ago­sto, ma chiude il sin­golo mese a –18%. Il mezzo Stampa con­ferma il peg­gio­ra­mento di luglio, calando del –10,4% nei primi otto mesi e del –7,7% in ago­sto. Inter­net, escluso search e social, con­ferma comun­que l’inversione di ten­denza avviata a giu­gno, chiu­dendo il mese di ago­sto a +6,8% ed in pro­gres­sivo si atte­sta al +0,9%.

Nei primi 8 mesi dell’anno, la quota degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari su Inter­net pesa il 7.5% del totale, quasi pari a quella dei perio­dici [7.8%]. La stampa com­ples­si­va­mente pesa il 21% del totale advertising.

 

Per quanto riguarda gli inve­sti­menti sulla carta stam­pata i perio­dici hanno un anda­mento ancora peg­giore dei quo­ti­diani. In par­ti­co­lare i quo­ti­diani nel loro com­plesso regi­strano –10,1% a fat­tu­rato e –7,1% a spa­zio, men­tre i perio­dici segnano un calo a fat­tu­rato del –11,1% e a spa­zio del –10,9% con i set­ti­ma­nali che regi­strano un anda­mento nega­tivo a fat­tu­rato del –10,8% ed a spa­zio –7,6%. Com­ples­si­va­mente si evi­den­zia dun­que una mag­gior ten­sione sui listini che sulla ven­dita di spazi di per se stessa.

Twitter Cartoon
Pubblicato il 6 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

In Media Stat Virus

A par­tire da domani 7 otto­bre, appun­ta­mento fisso tutti i mar­tedì su Radio Città Fujiko con “In Media Stat Virus”: Il mondo dei media nell’era di Twitter.

Ogni mar­tedì mezz’ora con il sot­to­scritto e Fran­ce­sca Cle­men­toni dalle 13:00 alle 13:30 a par­lare di media e din­torni. È pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 @pedroelrey / @radiofujiko.

Non siete di Bolo­gna e vi volete ugual­mente rovi­nare il pranzo? No pro­blem, potete ascol­tarci in strea­ming.

Salvo pos­si­bili varia­zioni nelle pun­tate da qui alla fine dell’anno par­le­remo di:

07.10.2014 – Poli­tici & Social Media

14.10.2014 — Media & Social Media, amore-odio?

21.10.2014 – Il dilemma del pri­gio­niero. Come soprav­vi­vere alla crisi dei media tradizionali

28.10.2014 – Social Media Stra­tegy Istituzioni

04.11.2014 – Tac­chi, dati e dat­teri. Il pano­rama dell’informazione online nel nostro Paese

12.11.2014 – Open Jour­na­lism e Citi­zen Journalism.

19.11.2014 – La Rete Demo­cra­ti­cizza l’Informazione?

25.11.2014 – Fact Chec­king: Noti­zie che non lo Erano.

04.12.2012 – DataJournalism

11.12.2012 – I Media & Pza Fon­tana a 35 Anni di Distanza

18.12.2012 – La Rap­pre­sen­ta­zione del Natale attra­verso i Media e la Comu­ni­ca­zione d’Impresa

E’ dav­vero il caso di dirlo: stay tuned!

Twitter Cartoon

Audipress 2014
Pubblicato il 1 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Dati di Lettura Quotidiani Cartacei & Digitali

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­press di let­tura dei quo­ti­diani nel nostro Paese.

I dati rela­tivi all’edizione Audi­press 2014/I-II  [16 set­tem­bre 2013 – 6 luglio 2014] rile­vano per la prima volta con­te­stual­mente la let­tura delle copie car­ta­cee e delle copie digi­tali replica in Italia.

I dati mostrano come le copie digi­tali abbiamo un peso estre­ma­mente ridotto in ter­mini di rea­der­ship rispetto alla sola ver­sione car­ta­cea dei quotidiani.

La “rosa” resta ampia­mente il quo­ti­diano più letto d’Italia. Cosa ben diversa da quello che invece è il più ven­duto.

I let­tori di quo­ti­diani tra­di­zio­nali supe­rano abbon­dan­te­mente i let­tori di quo­ti­diani online che ammon­tano nel giorno medio a ben meno della metà dei quo­ti­diani cartacei.

L’infografica inte­rat­tiva [dati per ‘000] rias­sume i dati emer­genti dall’indagine Audipress [*]

[*] L’indagine Audi­press, attra­verso un que­stio­na­rio inno­va­tivo, ha esplo­rato le moda­lità di let­tura degli ita­liani, par­tendo dalla testata per poi appro­fon­dire le diverse ver­sioni usu­fruite.
I dati Audi­press 2014/I-II sono pre­sen­tati secondo due tar­get: “Let­tori carta e/o replica” e “Let­tori carta”. Qual­siasi altra metrica di rife­ri­mento non riflette l’ufficialità del dato Audi­press. L’indagine non pre­senta quindi i let­tori totali delle copie replica.
L’innovazione nel modello di rac­colta dei dati non rende in alcun modo com­pa­ra­bili i risul­tati dell’edizione Audi­press 2014/I-II con i dati delle pre­ce­denti edi­zioni.
I dati Audi­press 2014/I-II sono il risul­tato della cumu­la­zione di 50.676 inter­vi­ste personali,condotte con il sistema CAPI Dop­pio Schermo, su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo della popo­la­zione ita­liana di 14 anni e oltre.
Le inter­vi­ste sono state rea­liz­zate lungo un calen­da­rio di 35 set­ti­mane com­ples­sive, dal 16 set­tem­bre 2013 al 6 luglio 2014. Gli Isti­tuti ese­cu­tori del field sono Doxa ed Ipsos; il dise­gno del cam­pione e l’elaborazione dei dati sono stati effet­tuati da Doxa; i con­trolli sono a cura di Reply.

Linea Evolutiva Giornali
Pubblicato il 12 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Evoluzione del Consumo d’Informazione negli Ultimi 5 Anni

La ricerca di Ban­zai Media e Human High­way è giunta quest’anno alla sesta edi­zione. L’analisi si svolge dal 2009 ogni anno all’inizio dell’estate per seguire i cam­bia­menti pro­dotti dalle nuove tec­no­lo­gie e dai nuovi stili di ricerca, con­sumo e par­te­ci­pa­zione dei con­te­nuti d’informazione.

Le tre diret­trici evo­lu­tive sono individuate:

[1] Nell’accesso mobile ai contenuti,

[2] Nella pro­gres­siva dif­fe­ren­zia­zione tra pro­dotti edi­to­riali a paga­mento e pro­dotti gratuiti,

[3] Nella rela­zione sem­pre più stretta tra i siti d’informazione e i Social Networks.

Le prin­ci­pali evi­denze rac­colte dall’indagine su 2.031 casi vali­dati e, per quanto riguarda i dati sulla con­di­vi­sione sociale delle noti­zie, rica­vati da UAC Meter, sono le seguenti.

Il peso dei mezzi tra­di­zio­nali [Radio e TV] come prima fonte d’informazione in caso di neces­sità scende in modo costante nei cin­que anni della rile­va­zione. I siti di news non decollano,anzi arre­trano un po’, men­tre è evi­dente il trend cre­scente dei social, in par­ti­co­lare Face­book, e dei motori di ricerca. In par­ti­co­lare l’impatto di Face­book come fonte di prima infor­ma­zione sale dal 5% del 2011 al 14% del 2014.

L’87% di coloro che citano almeno una App di News spon­ta­nea­mente ne fa un uso almeno set­ti­ma­nale ma non uti­lizza alcun tipo di accesso a siti Web o App d’informazione online a paga­mento. Il restante 13% dichiara di uti­liz­zarne almeno uno; si tratta di circa 1 milione e 150 mila indi­vi­dui che sot­to­scrive una qual­che forma di abbo­na­mento digitale.

Linea Evolutiva Giornali

L’andamento del numero di con­di­vi­sioni degli arti­coli rile­vati su qua­ranta testate d’informazione di attua­lità mostra un trend di cre­scita costante e soste­nuto: negli ultimi 38 mesi il numero di con­di­vi­sioni degli arti­coli sui tre social net­work è aumen­tato del 400%, pas­sando dalle 100mila medie di fine 2011 alle 500mila medie della pri­ma­vera 2014.

Il numero medio di con­di­vi­sioni per arti­colo — ampli­fy­ing power —  mostra un trend in cre­scita del 200% negli ultimi 38 mesi. L’amplifying power cre­sce meno del numero di con­di­vi­sioni per­ché nello stesso periodo è aumen­tato [più o meno rad­dop­piato] il numero di arti­coli pro­dotti dalle testate sotto osser­va­zione. La media della pri­ma­vera 2014 è di 232 con­di­vi­sioni per sin­golo arti­colo pub­bli­cato: il dato varia molto da testata e testata e ovvia­mente dipende in modo signi­fi­ca­tivo dal tema trattato.

Social Sharing e Traffico News

Ogni con­di­vi­sione vale 4,4 visite social-driven: la con­di­vi­sione genera un numero mag­giore di occa­sioni d’incontro tra i let­tori e il con­te­nuto della testata. Chi con­di­vide sti­mola la let­tura e, tal­volta, genera la visita di fol­lo­wer, amici e fan sulle pagine del sito Web della testata.

I siti d’informazione sono quindi defi­ni­ti­va­mente plug­gati nei social. Dai social, fon­da­men­tal­mente Face­book, dipende una quota con­si­stente del loro traf­fico Web, sul quale si basano i ricavi pub­bli­ci­tari. La dit­ta­tura dell’audience ha dise­gnato pro­dotti edi­to­riali in cui lo stile e l’agenda sono influen­zati dalla ricerca della mas­si­miz­za­zione dei volumi di con­sumo. La dina­mica della con­di­vi­sione sociale spinge ulte­rior­mente in que­sta dire­zione. Molti pro­dotti Web e gra­tuiti dei quo­ti­diani car­ta­cei e dei nuovi edi­tori pure digi­tal si sono tra­sfor­mati in tabloid d’intrattenimento.

Di seguito la pre­sen­ta­zione com­pleta dei risul­tati della ricerca

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