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Millenials & News
Pubblicato il 29 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

La Sfida dei Millennials

Tra i diversi pro­blemi da risol­vere nella tran­si­zione, nell’evoluzione digi­tale, per le diverse testate, sicu­ra­mente la scarsa capa­cità di attra­zione, anche online, verso i mil­len­nials, o net gene­ra­tion che dir si voglia, è sicu­ra­mente uno dei più rile­vanti in ter­mini di prospettive.

Com­Score ha for­nito Digi­Day con i dati dell’audience dei siti noti per la loro popo­la­rità con la gene­ra­zione nata all’incirca tra il 1980 e il 2000, come Buz­z­feed e Upwor­thy, che li ha messi a con­fronto con quelli di testate più tra­di­zio­nali quali il The New York Times o The Wall Street Journal.

I dati pub­bli­cati da Digi­Day con­sen­tono di farsi un idea sulla con­si­stenza del pro­blema di rela­zione con i mil­len­nials e sulle motivazioni.

Tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, se si esclude Cosmo­po­li­tan, quelle che hanno una mag­gior com­po­si­zione di per­sone della net gene­ra­tion tra il pro­prio pub­blico non sono testate tradizionali. 

Al primo posto, con il 71.3%, figura Elite Daily che [guarda caso?] sotto il logo della testata si dichiara “The Voice of Generation-Y”, un altro modo per defi­nire i millenials.

Se si esa­mina la linea edi­to­riale delle testate con il mag­gior numero di pub­blico gio­vane, come ad esem­pio Vice, si vede come le hard news e la poli­tica abbiano uno spa­zio mar­gi­nale rispetto a quello delle testate tra­di­zio­nali e come il lin­guag­gio, il “tono di voce” sia ben diverso da quello nor­mal­mente adot­tato dai giornali.

Insomma, se volete avere un pub­blico gio­vane, e delle pro­spet­tive per i pros­simi 20 anni, dedi­ca­tevi a loro, par­late il loro lin­guag­gio e dei loro inte­ressi. Non era tanto dif­fi­cile da imma­gi­nare, no?

Millenials & News

 

SocialDebates
Pubblicato il 28 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Conformismo Social

Molti crea­tori e soste­ni­tori dei social media hanno spe­rato che le piat­ta­forme come Face­book e Twit­ter avreb­bero potuto pro­durre ambiti di discus­sione dove coloro con posi­zioni mino­ri­ta­rie potes­sero sen­tirsi più liberi di espri­mere le pro­prie opi­nioni, ampliando così il dibat­tito pub­blico con l’aggiunta di nuove pro­spet­tive per la discus­sione di tutti i giorni sulle que­stioni socio-economiche e politiche.

Pew Research ha con­dotto un son­dag­gio per veri­fi­care la fon­da­tezza dell’ipotesi par­tendo dalle rive­la­zioni Snowden-NSA . Dai risul­tati pub­bli­cati emerge come in realtà sia addi­rit­tura il contrario.

SocialDebates

Secondo i dati for­niti da Pew risulta che su Face­book e Twit­ter gli utenti sono stati anche meno pro­pensi a con­di­vi­dere le loro opi­nioni che in molti ambienti face-to-face, ed infatti il titolo dei risul­tati dello stu­dio è: “Social Media e la Spi­rale del Silenzio”.

Sia offline e online, le per­sone hanno dichia­rato di essere più dispo­sti a con­di­vi­dere le loro opi­nioni sulle rive­la­zioni Snowden-NSA se pen­sas­sero che il pub­blico era d’accordo con loro. Emerge come se le per­sone erano social­mente più vicine, come, ad esem­pio, nel caso di coniugi o mem­bri della fami­glia, mag­giore era la pro­ba­bi­lità è che gli inter­vi­stati riten­gono il loro parere abbi­nati. Aspetto che evi­den­zia come gli “amici” sul social net­work più popo­loso del pia­neta siano in realtà pre­va­len­te­mente con­tatti deboli.

Da segna­lare infine come Face­book e Twit­ter siano state per il caso Snowden-NSA [e per gli altri?] la fonte meno impor­tante di infor­ma­zioni, rispet­ti­va­mente solo per il 15 ed il 3% del cam­pione con­tro il 58% della Tv ed il 34% delle testate online. Ele­mento che apre a più di una rifles­sione sul ruolo dei social come fonte d’informazione.

Social Debates

Marketers-Changing-Media-Mix-Aug20141
Pubblicato il 20 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Come Cambia il Marketing Media Mix

Il Chief Mar­ke­ting Offi­cer Coun­cil ha inter­vi­stato 525 senior mana­ger nel mondo [19% in Europa] dell’area mar­ke­ting per iden­ti­fi­care le ten­denze, le evo­lu­zioni del mar­ke­ting media mix. I risul­tati del report “State of Mar­ke­ting 2014″ sono d’interesse sia per chi si occupa di mar­ke­ting che per coloro che ope­rano all’interno dei diversi media poi­ché for­ni­scono indi­ca­zioni sulla pro­pen­sione d’investimento per mezzo.

Secondo il rap­porto, circa i due terzi o più dei top mana­gers nel mar­ke­ting stanno pro­get­tando di aumen­tare i loro inve­sti­menti per: Social adver­ti­sing  [71%]; Video online [71%]; Social media [cam­pa­gne non-pubblicitarie; 69%]; Retar­ge­ting [67%]  e Search engine mar­ke­ting [66%]. 

Dall’altro lato i tagli più grandi sono pre­vi­sti per: Quo­ti­diani [con il 39% di dimi­nu­zione della spesa almeno in una certa misura]; Perio­dici [36%]; TV [24%]; Radio [23%] e Outdoor/affissioni [21%].

Non è sol­tanto l’area digi­tale a cre­scere a disca­pito dei media tra­di­zio­nali ma, soprat­tutto, ad ecce­zione dei video, la mag­gior pro­pen­sione ad inve­stire si alloca su mezzi che bypas­sano gli edi­tori. L’ennesima con­ferma, se neces­sa­rio, che il bino­mio vendite-pubblicità NON è più un modello di busi­ness soste­ni­bile. Amen!

Marketers-Changing-Media-Mix-Aug20141

Onlive Vs Traditional
Pubblicato il 18 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Digital vs Traditional Media Consumption

Glo­bal­We­bIn­dex ha rila­sciato i risul­tati del suo Media Con­sump­tion Insight Report rela­tivo al terzo tri­me­stre 2014. Nel rap­porto viene ana­liz­zato il tempo speso nel con­sumo dei media tra­di­zio­nali rispetto a a quelli digi­tali. I risul­tati sono rela­tivi a 32 mer­cati, nazioni, Ita­lia com­presa, e si basano su inter­vi­ste con­dotte ad un cam­pione di oltre 40mila utenti di internet.

Emerge come su 32 nazioni siano solo 6 quelle dove il tempo dedi­cato ai media tra­di­zio­nali è supe­riore rispetto a quello digi­tale. Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente il nostro Paese il gap è meno accen­tuato rispetto ad altre nazioni ma comun­que i media digi­tali supe­rano quelli tradizionali.

Onlive Vs Traditional

Se il con­sumo di tele­vi­sione e radio resta ancora for­te­mente anco­rato ad una frui­zione tra­di­zio­nale, sono invece i quo­ti­diani il medium che, ad esclu­sione della fascia d’età 55–64 anni, viene con­su­mato pre­va­len­te­mente online.

Online VS Traditional by Medium

In tutti i Paesi presi in con­si­de­ra­zione è il social net­wor­king l’attività pre­va­lente svolta online. Se a que­sto aggiun­giamo il micro blog­ging [Twit­ter] e la lettura/produzione di con­te­nuti sui blog, l’area social arriva a pesare media­mente il 50% del tempo speso online.

Com­ples­si­va­mente il con­sumo di TV online e dei quo­ti­diani si equi­vale — entrambi con il 12% del tempo speso — , infe­riore quello della radio al 10%.

Il gra­fico di sin­tesi sotto ripor­tato mostra il det­ta­glio per cia­scuna nazione, Ita­lia com­presa. Ed è pro­prio il nostro Paese, dopo le nazioni delle “eco­no­mie emer­genti”, ad essere quello con il mag­gior tempo speso online, addi­rit­tura più che gli Stati Uniti, ed una quota molto rile­vante di tempo dedi­cato ai social.

Con­si­de­rando il basso livello di pene­tra­zione di Inter­net rispetto a buona parte delle altre nazioni prese in con­si­de­ra­zione è evi­dente come chi usa la Rete la usi con inten­sità maggiore.

Online Time per Activity

App Mobile Grafo
Pubblicato il 9 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

I Dati sull’Utilizzo di Applicazioni per le News In Italia

Audi­web ha rila­sciato i primi dati sull’audience da mobile. Data­Me­dia­Hub è entrata in pos­sesso anche dei dati di det­ta­glio rela­tivi ai top 500 app a marzo di quest’anno. Abbiamo estra­po­lato i dati rela­tivi alle app di news.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC.

Come mostra il gra­fico rela­tivo agli utenti unici nel giorno medio men­sili [dati per ‘000] sotto ripor­tato, la prima appli­ca­zione per numero di utenti NON è una testata gior­na­li­stica bensì un aggre­ga­tore, per la pre­ci­sione pro­ba­bil­mente il miglior aggre­ga­tore di noti­zie in cir­co­la­zione attualmente.

È l’ennesima con­ferma, se neces­sa­rio, che il gior­nale, inteso come entità nella sua inte­rezza è in via di estin­zione. I sin­goli con­te­nuti, via social e search, hanno sem­pre mag­gior pre­do­mi­nanza su quello che fino ad oggi [ieri?] abbiamo inteso come fonte d’informazione.

 

I cin­que motivi del suc­cesso di Fli­p­board sono così sintetizzabili:

1) Man­te­ni­mento del fascino delle rivi­ste e dei gior­nali nell’ espe­rienza di lettura:

Con titoli chiari, intui­tivi, cate­go­riz­za­zione e dimen­sioni imma­gini per­fet­ta­mente accop­piate, Fli­p­board ha unito il meglio della stampa e mondi digi­tali. L’uso intel­li­gente di redat­tori e algo­ritmi per inca­na­lare i con­te­nuti in base alle pre­fe­renze dell’utente e la pre­sen­ta­zione come rivi­sta dà all’utente un mag­gior con­trollo sugli argo­menti e l’intera espe­rienza è simile alla let­tura di un gior­nale stampato.

2) Flussi gesti­bili dei contenuti:

Nel suo cuore, Fli­p­board è un aggre­ga­tore di noti­zie. Noti­zie, foto, video, arti­coli, blog, link — da tutta una varietà di reti sociali come Face­book, Twit­ter, Lin­ke­dIn e pub­bli­ca­zioni online. E que­sto non è un com­pito facile da rea­liz­zare, con­si­de­rando l’enorme quan­tità di que­sti con­te­nuti. Ma attra­verso carat­te­ri­sti­che come sto­rie di coper­tina, titoli chiari, con­te­nuti per­so­na­liz­zati, cura­tion, facile con­di­vi­sione sociale e ricerca intui­tiva, Fli­p­board rie­sce pro­porre dei con­te­nuti in flussi gestibili.

3) Il richiamo di nuovi contenuti:

Fli­p­board è un mash up di con­te­nuti da social net­work, blog, rivi­ste, gior­nali e altre fonti curata esclu­si­va­mente in base agli inte­ressi degli utenti, offre sem­pre il fascino di con­te­nuti fre­schi, aggior­nati. Con la recente acqui­si­zione di Zite da CNN, Fli­p­board ha il van­tag­gio aggiunto di un potente motore di rac­co­man­da­zione per attrarre e man­te­nere gli utenti con con­te­nuti su misura su base giornaliera.

4) L’esperienza utente:

Con un’interfaccia utente che è stata l’invidia di molti pro­dut­tori di app, Fli­p­board è stato un cla­mo­roso suc­cesso su que­sto fronte. Bro­w­sing, la ricerca, la per­so­na­liz­za­zione, la sot­to­scri­zione di rivi­ste — ogni azione ese­guita sul app è una lezione di user experience.

5) Coin­vol­gi­mento degli utenti:

Se dicono che il suc­cesso di un app sta nel come molti utenti tor­nano ad essa, nell’effettivo uti­lizzo, Fli­p­board è modello di esem­pio come dimo­strano, anche i dati sull’Italia.

Di seguito il det­ta­glio delle app com­prese nelle top 500 [le testate non elen­cate sono al di sotto del ran­king di Audi­web dun­que] con tutti i para­me­tri forniti.

Gobal Digital Audience
Pubblicato il 27 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

World Press Trends 2014

I prin­ci­pali dati della ricerca annuale “World Press Trends” con­dotta dalla World Asso­cia­tion of New­spa­pers and News Publishers.

Le ten­denze mon­diali dell’[ex] indu­stria dell’informazione. Com­ment is free.

Desktop Advertising
Pubblicato il 19 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Digital Advertising

Magna Glo­bal e Zeni­thOp­ti­me­dia hanno rila­sciato le pre­vi­sioni di sce­na­rio degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari a livello mondiale.

Per l’immediato futuro, per l’anno in corso, Zeni­thOp­ti­me­dia pre­vede che le nazioni di quella che defi­ni­sce l’Europa peri­fe­rica, e che [sigh!] include l’Italia, sono nega­tive. Si tratta dell’unica area del mondo nella quale gli inve­sti­menti in adver­ti­sing con­ti­nue­ranno  a calare. Per il periodo 2013 — 2016 sarà l’Europa, insieme al Giap­pone, l’area con il minor svi­luppo. Le pre­vi­sioni sono di una cre­scita tra il 2 ed il 3%.

In que­sto sce­na­rio cam­bia ovvia­mente il peso dei diversi mezzi con Inter­net in con­ti­nuo svi­luppo e la carta stam­pata [ma in parte anche la tele­vi­sione] in calo.

Global Ad SpendingPer quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente la cre­scita degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online search, social e mobile hanno una ten­denza posi­tiva men­tre invece il display è in calo.

I ban­ner non fun­zio­nano e gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, le aziende se ne ren­dono sem­pre più conto. È anche que­sto un forte segnale, un ulte­riore ele­mento rela­ti­va­mente alla effet­tiva pos­si­bi­lità da parte dei quo­ti­diani online di uscire dalla crisi gra­zie a pagine viste e click who­res.

Desktop Advertising

HH Quotidiani Online
Pubblicato il 15 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Total Audience & Mobile Only

Con­ti­nuiamo ad appro­fon­dire il feno­meno dell’utilizzo totale della Rete e di quello da mobile, sia com­ples­si­va­mente che per quanto riguarda in maniera spe­ci­fica i quo­ti­diani online. Dopo i dati da oltreo­ceano pub­bli­cati ieri è adesso, final­mente, la volta dell’Italia.

La ghiotta occa­sione viene dai dati pub­bli­cati ieri da Human High­way, società di ana­lisi ed inda­gini online con la quale  Data­Me­dia­Hub col­la­bora da tempo.

Human High­way ha rea­liz­zato in Aprile una ricerca su un cam­pione di 800 indi­vi­dui rap­pre­sen­ta­tivi dell’utenza Inter­net nel giorno medio per alcuni dei ser­vizi online più popolari. 

Sono state ana­liz­zate le moda­lità di frui­zione di 10 aree d’interesse e appli­ca­zioni online, dal meteo ai ser­vizi finan­ziari, pas­sando per Face­book e quo­ti­diani online. In molti casi, rispetto alle stime di Audi­web, che come noto allo stato attuale misura solo chi si con­nette da PC, è neces­sa­rio aggiun­gere una quota com­presa tra il 15% e il 35% di mobile only.

Se si esclude Insta­gram dove per la sua stessa natura il mobile only arriva a pesare oltre l’80%, la quota mag­giore va ai ser­vizi meteo, con il 43% di mobile only, a Goo­gle maps, con il 35% ed a Twit­ter, anch’esso intorno al 35%.

Inte­res­santi anche le quote di over­lap, la per­cen­tuale di coloro che frui­scono del mede­simo ser­vi­zio online sia da pc che in mobi­lità. In que­sto caso regna sovrano Face­book con oltre il 44% delle per­sone che lo uti­lizza sia da desk­top che da mobile.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente i quo­ti­diani online sono quelli che hanno la minor quota di per­sone che ne frui­scono esclu­si­va­mente in mobi­lità, atte­stan­dosi media­mente al 18.3% del totale, con­fer­mando la rela­tiva “immo­bi­lità” che emer­geva dai dati pub­bli­cati ieri rela­ti­va­mente agli USA. La causa è pro­ba­bil­mente da ricer­carsi nella com­bi­na­zione di inter­facce media­mente delu­denti ed il fatto che per alcuni dei prin­ci­pali quo­ti­diani la ver­sione mobile non è gra­tuita con­tra­ria­mente al sito web.

HH Quotidiani Online

Gli usi e costumi della Rete legati ai prin­ci­pali device sono pro­fon­da­mente diversi: l’ubiquità per lo Smart­phone [insieme ai limiti dell’interfaccia], il divano per il Tablet e la scri­va­nia per il PC. I luo­ghi di uti­lizzo influen­zano i biso­gni e l’atteggiamento e que­sti deter­mi­nano gli stili di con­sumo. Non con­si­de­rarlo in fase pro­get­tuale non può che por­tare ad una cat­tiva user expe­rience e rela­tive conseguenze.

Di seguito, estratti dalla ricerca, i gra­fici di sin­tesi di quanto emerge rela­ti­va­mente ad alcuni dei prin­ci­pali social nel nostro Paese.

HH Twitter

HH Facebook

HH YouTube

IJF14 Pass
Pubblicato il 28 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

DataMediaHub Verso #IJF14

Ha ini­zio sta­sera con la pre-emption dedi­cata allo scon­tro tra media e potere l’edizione del 2014 del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo. Edi­zione for­te­mente voluta come hanno dimo­strato i risul­tati del cro­w­d­fun­ding, arri­vato addi­rit­tura a supe­rare l’obiettivo pre­fis­sato, gra­zie a 712 dona­tori e 32 gold donors.

Il pro­gramma defi­ni­tivo è online da qual­che giorno e cer­ta­mente tutti coloro che sono inte­res­sati a vario titolo a media ed infor­ma­zione reste­ranno pia­ce­vol­mente sor­presi dalla ric­chezza di con­te­nuti della cin­que giorni peru­gina —  dal 30/4 al 4/5 — con key­note speech, panel discus­sion, work­shop e molto altro ancora.

Per quanto riguarda diret­ta­mente i com­po­nenti di Data­Me­dia­Hub saranno cin­que gior­nate dav­vero fitte di appuntamenti.

Anche quest’anno per tutta la durata del festi­val scri­verò sul sito web dell’International Jour­na­lism Festi­val gli arti­coli di sin­tesi e deco­di­fica dei risul­tati del gruppo di lavoro dedi­cato al moni­to­rag­gio delle con­ver­sa­zioni che riguar­dano #ijf14 sui diversi social.

Per il terzo anno con­se­cu­tivo, quo­ti­dia­na­mente effet­tue­remo, dopo la veri­fica, il fil­trag­gio delle infor­ma­zioni, il rac­conto del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo visto con gli occhi dei par­te­ci­panti. Saranno rea­liz­zate diverse forme di sin­tesi gra­fica come le mappe di social net­work ana­ly­sis ma anche le tag cloud e word cloud. Oltre ai “top tweet”, ai tweet piu rit­wit­tati, saranno for­niti in tempo reale e attra­verso una sin­tesi gior­na­liera dispo­ni­bile sul sito web uffi­ciale della mani­fe­sta­zione, alcuni dati sta­ti­stici come le per­sone più popo­lari, imma­gini e video più dif­fusi, più con­di­visi, e sele­zio­nati, con quello che abbiamo chia­mato “edi­tor picks”, le men­tion, le affer­ma­zioni che meglio rac­con­tano la manifestazione.

La Mappa delle Inte­ra­zioni di ijf13

ijf13

Il pome­rig­gio della prima gior­nata terrò un mini-seminario, un work­shop dedi­cato all’applicazione della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale. Con “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”, pro­verò a for­nire il mio con­tri­buto alla crea­zione di una cul­tura di base sul tema, par­lando dell’applicazione delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici con esempi con­creti delle pos­si­bili appli­ca­zioni in campo editoriale.

Il giorno suc­ces­sivo, il 1 mag­gio, sarà la volta del panel dedi­cato alla data visua­li­za­tion. Farò da mode­ra­tore nel con­fronto su “Data visua­li­za­tion: i dati si fanno belli e diven­tano infor­ma­zione”  in cui si discu­terà della tra­sfor­ma­zione dei dati in infor­ma­zione stra­te­gica  per il gior­na­li­smo e per le aziende. La ragion d’essere di DataMediaHub.

Il 2 mag­gio si passa alla rea­liz­za­zione di con­te­nuti con l’hackathon in cui sei gruppi di lavoro, coor­di­nati da altret­tanti men­tor tra cui due dei co-fondatori di Data­Me­dia­hub, si dedi­che­ranno per tutta la gior­nata a temi distinti: sanità, eco­no­mia, sport, poli­tica, ricerca e svi­luppo. L’evento, il cui hash­tag uffi­ciale è #hackijf14, vedrà il sup­porto del quo­ti­diano “La Stampa” con la pro­pria web car — che sarà pre­sente ed attiva nel corso di tutta la mani­fe­sta­zione — ed il live blog­ging della gior­nata. I risul­tati ver­ranno pre­sen­tati il giorno suc­ces­sivo ed i migliori lavori saranno pub­bli­cati, anche, nell’area Media­lab del sito del quo­ti­diano con il quale col­la­boro come social media editor.

Sem­pre il 2 mag­gio modero un panel dedi­cato alla metri­che ed al loro impatto per il futuro del gior­na­li­smo, e dei gior­nali, nell’era digi­tale. Il con­fronto vedrà la par­te­ci­pa­zione di esperti inter­na­zio­nali del cali­bro di Tony Haile, CEO Chart­beat, Stef­fen Kon­rath, fon­da­tore Liquid New­sroom, e Andrea Ian­nuzzi, diret­tore dell’AGL, l’Agenzia Gior­nali Locali del Gruppo Edi­to­riale L’Espresso. Tema che mi è par­ti­co­lar­mente caro da tempo poi­chè, come altri, ritengo che sia neces­sa­rio andare oltre le pagine viste per evi­tare i click who­res che fanno affon­dare il gior­na­li­smo digi­tale e per recu­pe­rare red­di­ti­vità per i quo­ti­diani online.

La mat­tina del giorno suc­ces­sivo, il 3 mag­gio, sarò a fare cola­zione con Good Mor­ning Ita­lia, pro­getto è nato a gen­naio 2013 e che da allora, ogni mat­tina, “dà la sve­glia” a migliaia di abbo­nati con uno sguardo infor­mato e una sin­tesi dei fatti da tenere in considerazione.

Per l’ultima gior­nata del festi­val, il 4 mag­gio, è la volta di un’interessante case study. Un altro dei mem­bri di Data­Me­dia­Hub inter­vi­sta Daniel Ha, co-fondatore e CEO di Disqus, com­pany che rac­co­glie 200 milioni di com­men­ta­tori e un miliardo e due­cento milioni di visite uniche.

Ci vediamo lì

IJF14 Pass

Corriere Mundial
Pubblicato il 22 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

[Ri]Lanci Sulla Carta

«Il Cor­riere della Sera» nella seconda metà di mag­gio, in coin­ci­denza con le ele­zioni, si appre­sta a lan­ciare un edi­zione spe­ciale del quo­ti­diano: “La Ripresa”, dedi­cato a coprire in det­ta­glio tutti gli aspetti eco­no­mici legati al recu­pero eco­no­mico del nostro Paese.

Secondo quanto riporta il «Finan­cial Times», lo spe­ciale avrà una tira­tura di 20 milioni di copie ed i costi saranno coperti da una doz­zina di grandi aziende spon­sor dell’iniziativa.

Da indi­scre­zioni rac­colte dal sot­to­scritto pare che sia in pro­gramma la mede­sima ope­ra­zione anche per «La Gaz­zetta dello Sport», molto pro­ba­bil­mente in con­co­mi­tanza con i mon­diali di calcio.

In entrambi i casi le copie ver­ranno reca­pi­tate a casa di altret­tante fami­glie ita­liane copren­done quasi la totalità.

A memo­ria, esclu­dendo la distri­bu­zione delle pagine gialle, credo che si tratti della più grande ope­ra­zione di sam­pling mai vista in ambito edi­to­riale in Italia.

Se nelle dichia­ra­zioni il futuro è nel digi­tale, il [ri]lancio avviene sulla carta…

Corriere Mundial

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