marketing editoria

Pubblicato il 28 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

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Se ave­ste biso­gno di con­tat­tare il Tele­gram [quo­ti­diano locale sta­tu­ni­tense], qua­lun­que sia il motivo, non avrete pro­blemi nell’identificare con imme­dia­tezza il rife­ri­mento cor­retto gra­zie all’elenco reso dispo­ni­bile pub­bli­ca­mente sul sito web del gior­nale, che è per­fino limi­tante defi­nire esaustivo .

Per chi ama il gior­na­li­smo, vale la pena di segna­lare anche la sezione del quo­ti­diano appo­si­ta­mente dedi­cata alle cor­re­zioni.

C’è da impa­rare qual­cosa in entrambi i casi.

Pubblicato il 6 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Mash Up

Mi sono, final­mente, preso il tempo per leg­gere tutti gli inter­venti dei diversi mem­bri del comi­tato di gestione del Mani­fe­sto e la decina di pagine di com­menti che i let­tori del quo­ti­diano in que­stione hanno lasciato nel tempo.

Ho pen­sato di rea­liz­zare una sorta di mash up, di mix, sele­zio­nando le parti degli inter­venti che mi sono sem­brate di mag­gior inte­resse sia per evi­den­ziare i con­tri­buti, a mio avviso, di mag­gior valore che per tor­nare a dare risalto ad una ini­zia­tiva di grande valore sim­bo­lico che, per quanto a me noto, è senza precedenti.

Domani, ora che il qua­dro è deli­neato con suf­fi­ciente chia­rezza e pra­ti­ca­mente tutti i mem­bri del comi­tato di gestione hanno for­nito le loro indi­ca­zioni, come pro­messo, i miei “due cents” sulla que­stione che mi coin­volge sia come let­tore che professionalmente.

Mi auguro che que­sto dop­pio appun­ta­mento possa essere ele­mento di amplia­mento del dibat­tito e di raf­fi­na­mento delle solu­zioni da implementare.

Gli inter­venti sono elen­cati in ordine di pubblicazione.

Il sito: E’ stato com­ple­ta­mente ridi­se­gnato, dovrebbe essere un nostro punto di forza e di svi­luppo. Com­ple­men­tare al gior­nale (dovrebbe avere delle noti­zie pro­prie e non ripor­tare come fa oggi gli arti­coli già pre­senti sul gior­nale, e i suoi con­te­nuti andranno quo­ti­dia­na­mente messi in rela­zione con quelli del gior­nale), è fon­da­men­tale per la comu­nità dei let­tori, che così può inte­ra­gire con la reda­zione e avere un pro­prio spa­zio di comu­ni­ca­zione, sia a livello sin­golo che per quanto riguarda i cir­coli del mani­fe­sto. Insomma, quello che gli inglesi chia­mano “citi­zen jour­na­lism”, nella spe­ranza che que­sto fac­cia da traino al gior­nale. Attra­verso il sito si potrà così dare con­ti­nuità a cam­pa­gna e ini­zia­tive politico-editoriali. Impor­tante anche la pos­si­bi­lità che il sito del mani­fe­sto fac­cia da punto di rife­ri­mento per la “sini­stra dif­fusa” in rete. [Angelo Mastran­drea]

Di ten­denza signi­fica scar­tare, non nel senso dell’apertura stra­va­gante, della tro­vata. Scar­tare nel senso di costruire con gli ele­menti e del quo­ti­diano alcuni muri por­tanti dell’intervento politico-culturale: il com­mento, il cor­sivo, l’inchiesta, l’analisi, la scheda, il ritratto, l’intervista […] Quando noi siamo nati, era­vamo interni ai mondi di cui scri­ve­vamo, era­vamo giornalisti-militanti e mili­tanti gior­na­li­sti. Vive­vamo nelle assem­blee dei movi­menti di cui poi scri­ve­vamo sul gior­nale. Certo, quelli erano movi­menti, quella era già poli­tica, ma oggi, quando si creano situa­zioni di movi­mento e di impe­gno, non abbiamo spi­rito mili­tante, ne restiamo fuori, men­tre dob­biamo recu­pe­rare inter­nità, per ren­dere più forte, per­ti­nente, inte­res­sante il con­te­nuto gior­na­li­stico. [Norma Ran­geri] Read More

Pubblicato il 23 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Stay

L’80% delle con­ver­sa­zioni avven­gono altrove rispetto al sito web dove sono state gene­rate, o forse per meglio dire, iniziate.

Un dato, quello ripor­tato dall’ info­gra­fica, che fa parte, anche, della mia espe­rienza quo­ti­diana di par­te­ci­pa­zione a Frien­d­Feed, dove l’ultimo caso, in ordine cro­no­lo­gico, al momento della reda­zione di que­sto arti­colo regi­strava oltre 400 com­menti con­tro i “miseri” sei all’interno del blog di chi aveva ori­gi­nato la discus­sione.

Que­sta evo­lu­zione trova con­ferma anche in ter­mini di accessi alle edi­zioni on line dei quo­ti­diani e potrebbe avere un ulte­riore impatto nega­tivo in ter­mini di pro­spet­tive sui già miseri ritorni che gli edi­tori com­ples­si­va­mente otten­gono dal web in ter­mini di reve­nues pub­bli­ci­ta­rie.

La rea­zione degli edi­tori a que­sto feno­meno attual­mente par­rebbe essere quella di affi­darsi mag­gior­mente ai blog all’interno delle loro piat­ta­forme, gene­rando un modello di e-journalism dove i gior­nali asso­mi­gliano sem­pre più ai blog e vice­versa, ren­dendo, forse, ancor più com­plessa la situa­zione.

Ad adbun­da­tiam, in que­sto modo, da un lato, si legit­ti­mano le attese di un rico­no­sci­mento eco­no­mico da parte di quelli che sapien­te­mente Roberto Favini ha defi­nito “i giardinieri”e, dall’altro, si rischia di com­pli­care la già spi­nosa que­stione sulla tra­spa­renza di quanto viene pubblicato.

Ai tempi della mia gio­vi­nezza era in voga, tra le tante, una can­zone il cui ritor­nello: “Oh, won’t you stay, just a lit­tle bit lon­ger, please let me hear you say that you will, say you will” sem­bra com­po­sto ad hoc per descri­vere le attuali aspi­ra­zioni fru­strate degli editori.

Tor­ne­remo sicu­ra­mente a par­larne, anche di per­sona.

Pubblicato il 17 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Lezioni di Marketing per Editori [2nd free lesson]

Ho sem­pre pen­sato che nei momenti in cui è neces­sa­rio fare pres­sione com­mer­ciale fosse deci­sa­mente pre­fe­ri­bile imple­men­tare delle pro­mo­zioni anzi­ché inter­ve­nire diret­ta­mente sul prezzo con la scontistica.

Sono aspetti sia tat­tici che stra­te­gici quelli che mi hanno indotto ad ope­rare in tal senso nel corso delle mie espe­rienze professionali.

Il prezzo è un ele­mento fon­da­men­tale del posi­zio­na­mento di marca ed ogni inter­vento deve essere valu­tato con estrema atten­zione per evi­tare di modi­fi­carlo incon­sa­pe­vol­mente. In campo edi­to­riale, con spe­ci­fico rife­ri­mento alle pub­bli­ca­zioni set­ti­ma­nali e men­sili, come ho avuto modo di evi­den­ziare, il cut price, il 3x2, la pro­mo­zio­na­lità sul prezzo è la regola, il ter­mo­me­tro della dispe­ra­zione con­tin­gente, che spinge a variare i prezzi di ven­dita al pub­blico delle rivi­ste con una fre­quenza che ha dell’incredibile ed a effet­tuare pro­po­ste di abbo­na­mento ver­go­gnose [*].

L’oggetto, la pro­mo­zione, nella mente del cliente non sono ele­mento per­ma­nente [si sa che l’oggetto/il regalo per defi­ni­zione domani non ci sarà] e, dun­que, non solo non si viene a modi­fi­care l’immagine del brand ma si sal­va­guar­dia nel medio ter­mine la mar­gi­na­lità dei pro­dotti. Mar­gi­na­lità che bene­fi­cia anche del fatto che l’oggetto rega­lato ha un valore fac­ciale di 100 ma viene acqui­stato ad un prezzo molto infe­riore con­sen­tendo un van­tag­gio all’impresa anche sotto que­sto profilo.

E’, ancora una volta, esat­ta­mente quel che fa El Pais con la cam­pa­gna sottoriportata.

Come potete rile­vare voi stessi nell’annuncio si gioca sul ter­mine “suena” [suona] nell’headline dove il ter­mine ha valenza sia rispetto all’oggetto della pro­mo­zione che, più in gene­rale, rela­ti­va­mente alla pro­po­sta vei­co­lata. In que­sto modo viene man­te­nuto pres­so­ché inal­te­rato il prezzo [399€ per un anno] ma si incen­tiva il let­tore, al quale viene sem­pre data l’opzione dell’abbonamento in edi­cola, ad impe­gnarsi per un periodo significativo.

Pren­derne nota potrebbe averne un senso per chi si occupa, o meglio, dovrebbe occu­parsi, di mar­ke­ting in ambito edi­to­riale.

[*] Pro­vate a fre­quen­tare i gruppi su face­book o i forum su inter­net dei gior­na­lai per sco­prire tutte le alert che girano avvi­sando di togliere le car­to­line di abbo­na­mento dalle riviste.