manipolazione

Pubblicato il 21 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Odio Mediatico

Che l’agenda set­ting pro­po­sto dai media [ad esclu­sione di rare ecce­zioni] fosse stru­men­tale alla mani­po­la­zione dell’opinione pub­blica è un aspetto che è stato docu­men­tato e che fa parte della cor­nice nella quale va con­te­stua­liz­zata l’attuale crisi nazio­nale ed inter­na­zio­nale dell’editoria.

Una con­ferma, pur­troppo, viene dalla ricerca pre­sen­tata venerdì 18 dicem­bre dall’Osser­va­to­rio sui media della Carta di Roma rela­ti­va­mente a immi­gra­zione e asilo nei media italiani.

Lo stu­dio è rife­rito ai primi sei mesi del 2008 e riguarda le edi­zioni serali dei tele­gior­nali delle prin­ci­pali emit­tenti in chiaro del nostro paese [Rai, Media­set e La7] oltre ad un cam­pione di sei quo­ti­diani [Cor­riere della Sera, La Repub­blica, l’Unità, Il Gior­nale, Avve­nire e Metro]. Su un totale di 5.684 ser­vizi di tele­gior­nale andati in onda durante il periodo di rile­va­zione, solo 26 affron­tano l’immigrazione senza con­tem­po­ra­nea­mente legarla a un fatto di cro­naca o al tema della sicurezza.

Il ruolo dell’immigrato viene discri­mi­nato pesan­te­mente sia dalla stampa che dalle tele­vi­sioni gene­ra­li­ste nazio­nali sia per ter­mi­no­lo­gia uti­liz­zata che per la con­te­stua­liz­za­zione delle noti­zie; sono aspetti che erano emersi già nel 2002 nei risul­tati di uno stu­dio effet­tuato dal Cen­sis sul mede­simo tema di fondo. Cat­tive noti­zie con­fer­mate per l’editoria nostrana.

Più odio nei prossimi notiziari

Che il Mini­stro Maroni si occupi urgen­te­mente di que­sta per­ma­nente cam­pa­gna d’odio che ha per­ma­nenza e ampli­fi­ca­zione di gran lunga supe­riore a quella che pare lo animi tanto in que­sti giorni; sarebbe un atto respon­sa­bile e doveroso.

Pubblicato il 2 settembre 2009 by Pier Luca Santoro

Advertorials & Berlustories

Gli adver­to­rials, per chi non lo sapesse, sono arti­coli reda­zio­nali pro­mo­zio­nali masche­rati da noti­zia senza che ne venga, come obbli­ga­to­rio, dichia­rato con ade­guata evi­denza il fine pubblicitario.

Il quo­ti­diano anglo­sas­sone “The Guar­dian” dalla metà di ago­sto in poi ha pub­bli­cato una serie di arti­coli dedi­cati agli adver­to­rials con par­ti­co­lare rife­ri­mento alle deci­sioni prese dall’ ASA – l’equivalente bri­tan­nico del nostro Isti­tuto di Auto­di­sci­plina Pubb­bli­ci­ta­ria – nei con­fronti di “The Daily Express” che è stato san­zio­nato per ben quat­tro volte per que­sta pra­tica in sole due settimane.

Sono que­ste moda­lità che ingan­nano il pub­blico ed al tempo stesso, a mio avviso, svi­li­scono ulte­rior­mente la già scarsa cre­di­bi­lità del gior­na­li­smo, delle quali ho avuto modo di par­lare rela­ti­va­mente di recente con spe­ci­fico rife­ri­mento ad un gior­nale che ne ha addi­rit­tura fatto pra­tica quo­ti­diana e dun­que linea di pro­dotto, di busi­ness senza che nes­suno [ad esclu­sione del sot­to­scritto] appa­ren­te­mente abbia sol­le­vato obie­zioni al riguardo.

Non ci si sor­prenda per­ciò se il nostro Pre­si­dente del Con­si­glio uti­lizza, anche, que­sto mezzo per pro­muo­vere la pro­pria imma­gine affi­dan­dosi a Signore e Signo­rini di casa pro­pria, con­fer­mando, coe­ren­te­mente alla sua con­ce­zione di gior­na­li­smo e di uti­lizzo dei media, che il modello a lui caro era ed è rima­sto quello di una infor­ma­zione senza domande ed ovvia­mente senza risposte.

Esem­plare sotto que­sto pro­filo l’apertura e la con­clu­sione della inter­vi­sta pub­bli­cata ieri su “Il Gior­nale” [di casa] che a tutta pagina pub­bli­cava con il titolo “Ecco cosa penso di que­sto momento” la visione di Mr B. sullo sce­na­rio mon­diale pas­sando, ovvia­mente per la que­relle con “L’Avvenire” e con il quo­ti­diano diretto da Ezio Mauro.

Insomma nell’epoca dell’ asso­pi­mento e dell’ intor­pi­di­mento delle coscienze, dell’ info­tait­ment, di [par­don] tette e culi,  il potere attual­mente ha tro­vato un nuovo mezzo per pro­se­guire sulla pro­pria strada supe­ran­dosi nella con­ce­zione mani­po­la­to­ria di cosa sia informazione.

Se gli arti­coli pro­mo­zio­nali masche­rati da noti­zie ven­gono defi­niti con il neo­lo­gi­smo adver­to­rials , come dovremmo defi­nire le inter­vi­ste pro­mo­zio­nali? Per­so­nal­mente avrei pen­sato di coniare il ter­mine Ber­lu­sto­ries, si accet­tano suggerimenti.

berlujoker