Linkiesta

Analisi Social Quotidiani Online Italian In Depth
Pubblicato il 25 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Social, SEO, Visite Dirette & Refferrals dei Quotidiani Online Italiani

Dopo la pub­bli­ca­zione di venerdì della desk research sul traf­fico pro­ve­niente dai social per i prin­ci­pali quo­ti­diani online ita­liani, sia sulla mia bacheca per­so­nale di Face­book che all’interno di “Indi­geni Digi­tali”, gruppo di discus­sione tanto nume­roso quanto qua­li­fi­cato, da parte di diverse per­sone è stata effet­tuata la richie­sta di vedere anche i valori asso­luti e non sol­tanto le percentuali.

La tesi soste­nuta è che le per­cen­tuali non mostras­sero i rap­porti di forza delle varie testate poi­ché, ad esem­pio, il 20% di 30mila utenti unici è molto meno del 9% di 300mila utenti unici.

Mi sono armato di pazienza, e di cal­co­la­trice, ed ho cer­cato di sod­di­sfare la richie­sta. Oggi i dati con i valori asso­luti inte­grati anche con i dati di visite dirette e refer­rals che il 22 ultimo scorso non erano stati pub­bli­cati per tutte le testate prese in considerazione.

Per il cal­colo sono stati presi i dati Audi­web a set­tem­bre 2013 – ultimo dato dispo­ni­bile ad oggi – e sono state appli­cate le per­cen­tuali indi­cate dallo stru­mento [ɸ] uti­liz­zato per l’analisi.

Per quanto riguarda Repubblica.it agli utenti unici indi­cati da Audi­web sono stati sot­tratti 91.491 utenti unici di Tom’s Hard­ware, a Il Post 95.641 utenti unici di Sol­dion­line net e 31.626 di FilmTV ed a Lettera43 151.317 utenti unici di cir­cuito local affi­liati per rac­colta adv, poi­ché tali valori se per Repubblica.it hanno un peso rela­ti­va­mente basso per le altre due testate avreb­bero gene­rato una distor­sione nella let­tura dei dati.

Per­so­nal­mente credo che i valori asso­luti [vd tavola sot­to­stante] aggiun­gano poco o nulla, se non sod­di­sfare il “celo­lun­ghi­smo” di qual­cuno o, nella migliore delle ipo­tesi, avere fun­zione di pro­me­mo­ria per chi non li avesse pre­senti, anzi forse, al con­tra­rio, dicono meno delle inci­denze per­cen­tuali che invece sono un rife­ri­mento omo­ge­neo per tutte le testate prese in esame.  Come mi scrive l’amico Vin­cenzo Cosenza, con il quale mi sono con­fron­tato su valore e signi­fi­cato dei dati, il discorso da fare alla base è che non esi­ste la metrica defi­ni­tiva “sil­ver bul­lett”. Ognuna offre un punto di vista della sto­ria. Ecco per­chè vanno tutte valu­tate con­giun­ta­mente per avere il qua­dro com­pleto di ciò che fun­ziona e di cosa fanno i lettori.

Analisi Social Quotidiani Online Italiani Valori Assoluti

Pro­prio per offrire un qua­dro il più com­pleto pos­si­bile, par­tendo dai valori asso­luti del traf­fico pro­ve­niente dai social ho voluto ulte­rior­mente appro­fon­dire l’analisi incro­ciando il dato con il numero di fans su Face­book e dei fol­lo­wers su Twit­ter [ᵹ].

Nella tavola sotto ripor­tata vi sono dun­que la stima degli utenti unici che pro­ven­gono da social ed il dato di rap­porto, di inci­denza per­cen­tuale, tra que­sti ed il numero di fans e fol­lo­wers. A titolo esem­pli­fi­ca­tivo, se Fan­page ha 235mila accessi da social e per que­sta testata Face­book pesa il 99.8% del totale del traf­fico da social risul­tano oltre 234mila pro­ve­nienti da “casa Zuck” che rap­pre­sen­tano il 10.9% del totale dei fan della testata in questione.

Dall’analisi emerge come sia La Stampa.it il quo­ti­diano che ha il miglior rap­porto [quasi 1:4] tra fans ed accessi al pro­prio sito, men­tre “fana­lino di coda” è Il Fatto online con solo il 2.4% che visi­tano il sito dell’oltre 1,1 milioni di fans.

Per quanto riguarda Twit­ter il rap­porto tra numero di fol­lo­wers e visite, come in qual­che modo lasciava già intuire l’incidenza per­cen­tuale pub­bli­cata venerdì, è asso­lu­ta­mente mar­gi­nale. La testata che miglior risul­tato ottiene – si fa per dire – è Lin­kie­sta all’1%.

Il new­swire per eccel­lenza par­rebbe dun­que favo­rire il “news-snacking”, la visione del titolo della noti­zia, magari abbon­dan­te­mente rit­wee­ta­tata, senza la let­tura dell’articolo. Si tratta di un aspetto asso­lu­ta­mente non trascurabile.

Emerge fon­da­men­tal­mente come, ad ecce­zione di Repub­blica e Fan­page, per tutte le altre testate il traf­fico dai social sia asso­lu­ta­mente mar­gi­nale e come non vi sia asso­lu­ta­mente una cor­re­la­zione diretta tra la nume­ro­sità di fans e fol­lo­wers ed il numero di accessi al sito della testata.

Pro­ba­bil­mente, come emer­geva dal con­fronto con Andrea Ian­nuzzi, diret­tore dell’AGL, l’Agenzia Gior­nali Locali del Gruppo Edi­to­riale L’Espresso, non è que­sto il risul­tato che una testata si deve atten­dere dalla pro­pria pre­senza all’interno dei social con­tra­ria­mente a quella che è l’opinione più diffusa.

Altret­tanto pro­ba­bil­mente [ritengo più cor­retto rela­ti­viz­zare], in asso­luto non sono que­ste le metri­che da tenere in con­si­de­ra­zione ed ana­liz­zare per valu­tare l’efficacia della pro­pria pre­senza sui social.

Se l’engagement, il livello di con­vol­gi­mento, come scri­vevo in estrema sin­tesi ieri, si misura sulla base del time spen­ding e dell’impegno e della par­te­ci­pa­zione che richiede, imma­gino pos­sano essere que­sti para­me­tri da considerare.

Credo sia neces­sa­rio seg­men­tare per clu­ster, attra­verso gli appo­siti stru­menti di social net­work ana­ly­sis, le per­sone [fans e fol­lo­wers] per ana­liz­zare quali siano più attivi, che tipo­lo­gia di argo­menti pre­di­li­gano, se siano, o meno, mag­giori let­tori per quan­tità di arti­coli e per pro­fon­dità di let­tura, per tempo speso sul sito, e molto altro ancora.

Ecco, forse, que­sto mio lavoro potrebbe ser­vire pro­prio a que­sto, a con­vin­cere i più osti­nati, quelli del social media mar­ke­ting “de noan­tri”, che l’equazione con­te­nuti facili/tanti like-condivisioni/tanto traf­fico è come la coraz­zata pote­m­kin. Se così sarà avrò inve­stito bene il tempo dedi­cato a rac­colta ed ela­bo­ra­zione dei dati.

Com­ment is free. Buon lavoro.

Analisi Social Quotidiani Online Italian In Depth

Per appro­fon­dire ulte­rior­mente il tema, due con­si­gli di lettura:

- “I gior­nali online e la dipen­denza da Face­book”, buona sin­tesi di Vin­cenzo Marino per l’International Jour­na­lism Festi­val delle evi­denze dalle ricer­che sta­tu­ni­tensi sul tema.

- “Quello che i mi piace e i ret­weet non rive­lano sulle noti­zie”, che con­ferma l’assenza di una cor­re­la­zione diretta ed uni­voca tra numero di con­di­vi­sioni e click, come emerge dalla mia desk research.

[ɸ] Lo stru­mento uti­liz­zato per la desk research, che tanto inte­resse, e tante mail nella mia casella di posta elet­tro­nica, ha gene­rato è:_______ Se vuoi pro­vare ad indo­vi­nare lo spa­zio dei com­menti è a dispo­si­zione, anche, per que­sto [con­si­de­ria­mola una forma pri­mor­diale di gami­fi­ca­tion]. Altri­menti ti chiedo solo un po’ di pazienza. Domani pub­bli­cherò un arti­colo spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cato al tool usato

[ᵹ] Il numero di fans su Face­book e dei fol­lo­wers su Twit­ter è quello pub­bli­ca­mente dispo­ni­bile al 23.11 scorso

[*] Utenti unici Repub­blica al netto di 91.491 utenti unici di Tom’s Hard­ware, come indi­cato da Audiweb

[#] Utenti unici Il Post al netto di 95.641 utenti unici di Sol­dion­line net & 31.626 di FilmTV, come indi­cato da Audiweb

[§] Utenti unici Lettera43 al netto di 151.317 utenti unici di cir­cuito local affi­liati per rac­colta adv, come indi­cato da Audiweb

NB: Gli utenti unici Audi­web inse­riti sono quelli del giorno medio, non mensili.

Analisi Social Quotidiani Online Italiani
Pubblicato il 22 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Quanto Pesano i Social per i Quotidiani Online Italiani

Si parla, e come sem­pre si stra­parla, del ruolo di social media e social net­work per le testate d’informazione.  Allo stato attuale ven­gono uti­liz­zati pre­va­len­te­mente come mega­fono, come ampli­fi­ca­tore per otte­nere traf­fico al sito web.

Ma quanto è il traf­fico gene­rato per ogni testata dai social? E’ pro­prio su que­sto aspetto che ho con­cen­trato la mia analisi [#].

Tra le testate che hanno una ver­sione car­ta­cea ho preso in con­si­de­ra­zione Corriere.it, Repubblica.it, Stampa.it, IlSole24Ore.com, IlFattoQuotidiano.it, Liberoquotidiano.it e IlGiornale.it. A que­sti ho rite­nuto inte­res­sante aggiun­gere cin­que testate all digi­tal: Lin­kie­sta, Il Post, Lettera43, Fan­page  e Huf­f­Post Italia.

Per cia­scuna testata sono ripor­tati i risul­tati degli ultimi tre mesi rela­ti­va­mente a bounce rate, peso della search sul totale delle visite con distin­zione tra orga­nica ed a paga­mento [che si ottiene per dif­fe­renza con il totale], il peso dei social, appunto, sul totale delle visite e la spac­ca­tura tra i prin­ci­pali ed anche il traf­fico che arriva da display ads, dalla pub­bli­cità online effet­tuata [quando effet­tuata, ovviamente].

Tra i dati non ripor­tati nella tabella di sin­tesi dei risul­tati, è oppor­tuno evi­den­ziare come per Huf­f­Post Ita­lia i refer­rals pesino ben il 42.53% del totale. Un inci­denza straor­di­na­ria­mente più ele­vata di tutte le altre testate prese in con­si­de­ra­zione con Repubblica.it che pesa il 90% del totale. Ovvero la pre­senza nella home page di Repubblica.it vale oltre un terzo [38%] del totale delle visite al quo­ti­diano diretto da Lucia Annunziata.

La testata che ha il mag­gior numero di accessi diretti è Il Fatto con il 55.45% del totale, segno di una buona fedeltà alla testata. Per con­tro il livello più basso è di Fan­page che ha solo 8.44% di accessi diretti. Nel com­plesso, esclu­dendo Lettera43, tutte le testate all digi­tal hanno un inci­denza degli accessi diretti che è meno della metà di quella della ver­sione online dei gior­nali tradizionali.

Corriere.it è la testata con il minor traf­fico dai social con un inci­denza di meno del 3% sul totale delle visite, all’estremo oppo­sto Fan­page che attira quasi il 78% del totale delle visite in que­sto modo. Nel com­plesso per le testate all digi­tal, ad esclu­sione di Lettera43, i social hanno un peso ecce­zio­nal­mente più ele­vato che per i quo­ti­diani che hanno l’equivalente ver­sione cartacea.

Tra i social si con­ferma lo stra­po­tere di Face­book che genera sem­pre intorno al 90% del totale del traf­fico che arriva da que­sti canali. Il Post “lea­der” su Twit­ter con oltre 11% del traf­fico dalla piat­ta­forma di microblogging.

Sono sem­pre le testate all digi­tal ad avere il mag­gior tasso di rim­balzo con Lin­kie­sta addi­rit­tura al 70%. Le per­sone arri­vano sul sito dai social e “scap­pano via”. E’ evi­dente che si impone una riflessione.

Infine, è IlSole24Ore ad avere il mag­gior peso di visite da motori di ricerca, men­tre Repub­blica è la testata online, tra quelle con­si­de­rate, che mag­gior traf­fico riceve da diplay ads, le cui per­cen­tuali sono comun­que infinitesimali.

Analisi Social Quotidiani Online Italiani

Almeno la pros­sima volta che verrò, incau­ta­mente, invi­tato come rela­tore a par­lare di que­sti temi ci con­fron­te­remo su fatti, su dati, e non sulle, pur sem­pre rispet­ta­bi­lis­sime, opi­nioni. Buon lavoro.

[#] Per l’analisi è stato uti­liz­zato un tool pro­fes­sio­nale che ha anche una ver­sione “light” gra­tuita. I det­ta­gli sullo stru­mento uti­liz­zato, ed altri para­me­tri non ripor­tati nella tavola di sin­tesi dei risul­tati della desk research svolta, sono a dispo­si­zione su richie­sta alla mia casella di posta elettronica.

Condivisioni per SN
Pubblicato il 28 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2012 in Italia

Human High­way, , società di ricer­che di mer­cato che, tra l’altro,  ha rea­liz­zato UAC Meter, stru­mento di osser­va­zione e ana­lisi della dif­fu­sione dell’informazione online sui social net­work, ha reso dispo­ni­bili i dati rela­tivi alle con­di­vi­sioni sociali delle diverse fonti d’informazione nel nostro Paese nel 2012.

Dall’ana­lisi dell’amplificazione sociale delle noti­zie emerge come ogni giorno in Ita­lia le diverse fonti d’informazione, dalle ver­sioni online dei quo­ti­diani ai blog pas­sando per le testate all digi­tal, ven­gano pub­bli­cati media­mente 2mila arti­coli al giorno che ven­gono con­di­visi da 250mila per­sone quotidianamente.

Evi­denza di come i social media siano, anche, mezzi di distri­bu­zione e dif­fu­sione dei mass media, come segna­lava Tom Forem­ski, auto­re­vole [ex] gior­na­li­sta del «Finan­cial Times», che ne ha  rias­sunto l’idea appunto con l’acronimo di SoDOMM [The Social Distri­bu­tion of Mass Media]. Evi­denza inol­tre sia del pas­sag­gio dall’impression all’expression, dalla pura espo­si­zione ai con­te­nuti di un media a quello di let­tura, apprez­za­mento e con­di­vi­sione che del pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied content.

Il tasso di ampli­fi­ca­zione sociale delle noti­zie di una testata diventa così un indice che esprime ade­sione, con­senso o dis­senso, par­te­ci­pa­zione e coinvolgimento.

Per il 2012 sono state ana­liz­zate 40 testate che hanno pro­dotto 644mila arti­coli gene­rando 54 milioni di “like” su Face­book e 4 milioni di tweet.

Se si con­ferma, come era già emerso dalle pre­ce­denti ana­lisi,  che a pri­meg­giare sono «La Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera», che da soli accor­pano il 66,1% del totale delle con­di­vi­sioni, la sor­presa viene da «Gior­na­let­ti­smo», testata all digi­tal che si col­loca al quarto posto, dopo «Il Fatto Quo­ti­diano», per numero di con­di­vi­sioni e che col­pi­sce l’immaginario col­let­tivo con un arti­colo su distra­zione e poten­zia­lità cere­brali dell’uomo che col­le­ziona 112.749 con­di­vi­sioni facen­done la noti­zia più con­di­visa in asso­luto nel 2012.

E’ inte­res­sante notare come la quarta noti­zia più con­di­visa [76.648 con­di­vi­sioni] sia rela­tiva ad una “bufala” pub­bli­cata da «Il Mat­tino» di Napoli e poi dallo stesso corretta.

Gra­zie alla col­la­bo­ra­zione di @nelsonmau, data jour­na­list e recente co-fondatore di Data­ni­nja, sito di recente crea­zione nato per rac­co­gliere una serie di espe­ri­menti di data-journalism, i dati pub­bli­cati da Human High­way sono stati ulte­rior­mente ela­bo­rati per appro­fon­dire il tema.

Emerge come il 72,2% delle con­di­vi­sioni sia atti­nente ad argo­menti rela­tivi alla cro­naca o alla poli­tica del nostro Paese men­tre lo sport rac­co­glie solo il 5,2%. O gli  spor­tivi dun­que pre­fe­ri­scono con­ti­nuare a discu­tere al bar oppure i quo­ti­diani spor­tivi non stanno facendo un buon lavoro sui social network.

Si evi­den­zia inol­tre la con­ferma dell’assoluto stra­po­tere di Face­book rispetto a Twit­ter e Goo­gle+. Pic­chi nel numero di con­di­vi­sioni si osser­vano il 23 feb­braio, l’11 marzo, il 9 mag­gio ed il 24 di giu­gno. Date che non cor­ri­spon­dono agli hash­tag più uti­liz­zati su Twit­ter, quali ter­re­moto o Brin­disi per citarne alcuni, e che evi­den­ziano le dif­fe­renze tra Face­book e Twitter.

Argomenti più condivisi 2012

Dif­fe­renza che emerge anche dalla spac­ca­tura di quali siano le testate mag­gior­mente con­di­vise su Face­book e quali invece su Twit­ter con il primo più tra­di­zio­na­li­sta ed il secondo che lascia mag­gior spa­zio a testate all digi­tal quali «Il Post» o «Linkiesta».

Come “sot­to­pro­dotto” infine, emerge, o meglio si con­ferma, la pro­fonda dif­fe­renza tra “like” e coin­vol­gi­mento, tra con­tare i “fol­lo­wers” e avere una con­ver­sa­zione con loro, come testi­mo­nia, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, «La Gaz­zetta dello Sport» che su Face­book ha 773.569 “mi piace” ma non com­pare tra i primi dieci, e che altret­tanto su Twit­ter conta 623.125 “fol­lo­wers” ma rac­co­glie un numero di con­di­vi­sioni infinitesimale.

Condivisioni per SNClic­cando sulle imma­gini avrete accesso ai gra­fici qui pub­bli­cati in forma inte­rat­tiva ed altre infoir­ma­zioni che con­sen­tono di appro­fon­dire ulteriormente.

Update: Poi­chè attra­verso com­menti sui social net­work si rileva che forse non era stato espresso ori­gi­na­ria­mente con suf­fi­ciente chia­rezza, si segnala che le ana­lisi che sono state fatte in col­la­bo­ra­zione con Data­ni­nja [con­fronti tra testate, clas­si­fi­ca­zione delle news, inci­denza dei tre SN] non pos­sono dirsi rap­pre­sen­ta­tive del totale dell’informazione — i 644mila arti­coli — poi­chè sono pro­dotte solo sui top arti­coli cen­siti, ana­liz­zati da HH, pari a meno dell’1 per mille degli arti­coli pub­bli­cati. La spe­ci­fi­ca­zione non è mai ovvia; sorry.

Italia Oggi Linkiesta & Il Post
Pubblicato il 14 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Fattori Esogeni ed Endogeni

Nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory que­sta volta si foca­lizza l’attenzione sulle start up all digi­tal dell’informazione nel nostro Paese.

Focus sia su realtà nazio­nali, quali «Lin­kie­sta» ed «Il Post», che su testate locali, come «Varese News», per pro­vare a capire pro­blemi ed oppor­tu­nità del gior­na­li­smo online in Italia.

Come anti­cipa il titolo, pare che l’insostenibile leg­ge­rezza dell’essere sola­mente online non sia sola­mente legato a fat­tori eso­geni ma anche, o forse soprat­tutto, endogeni.

Buona let­tura.

Pubblicato il 26 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Linkiesta Deve Ricapitalizzare

Già il recente rap­porto, rea­liz­zato da Nicola Bruno e Rasmus Kleis Niel­sen per il Reu­ters Insti­tute for the Study of Jour­na­lism, aveva evi­den­ziato come per le start up all digi­tal dell’informazione del nostro paese la soprav­vi­venza fosse da con­si­de­rarsi un successo.

«Ita­lia Oggi» ieri ha ripor­tato alcune indi­scre­zioni rela­tive ad una di esse: «Lin­kie­sta». Secondo quanto pub­bli­cato i ricavi annuali attual­mente si atte­ste­reb­bero intorno ai 400mila euro men­tre i costi, in base a quanto dichia­rato dal Diret­tore Jacopo Ton­delli e pub­bli­cato nel pre­ci­tato stu­dio RSJ, si aggi­re­reb­bero intorno agli 800mila euro all’anno. Da qui la neces­sità di liqui­dità con gli 80 soci del quo­ti­diano online only a rica­pi­ta­liz­zare per un totale di un milione di euro.

Nuovo ossi­geno all’impresa del gior­nale che spera di arri­vare a break even, e dun­que di gere­rare ricavi per 800/850mila euro, entro un anno e mezzo gra­zie ad una migliore rac­colta pub­bli­ci­ta­ria affi­data, pare, ad una nuova con­ces­sio­na­ria, accordi con siti euro­pei d’informazione gior­na­li­stica,  per creare un net­work inter­na­zio­nale che con­di­vida noti­zie e appro­fon­di­menti e raf­for­zarne la visi­bi­lità, e di con­se­guenza il valore, agli occhi degli inser­zio­ni­sti pubblicitari.

Aumento dei ricavi che passa anche attra­verso una diver­si­fi­ca­zione ed un amplia­mento dell’offerta con for­ni­tura di con­te­nuti pro­pri ori­gi­nali a terzi, ad altre testate, e la pub­bli­ca­zione di e-book. Pro­ba­bile anche l’ingresso di un nuovo socio di capi­tali stra­niero, pare statunitense.

Ovvia­mente non si pos­sono che fare i migliori auguri di suc­cesso a «Lin­kie­sta». Allo stato attuale si con­ferna che “sur­vi­val is suc­cess”.

Pubblicato il 7 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Infografiche Quotidiane [e dintorni]

Al ter­mine della scorsa set­ti­mana è stato annun­ciato lo stan­zia­mento com­ples­sivo di 123 milioni di euro di fondi diretti all’editoria, i tanto discussi e molto cri­ti­cati fondi di stato di aiuto ai gior­nali, di carta, la cui fina­lità dovrebbe essere ideal­mente di garan­tire un plu­ra­li­smo dell’informazione, da distin­guere dagli ulte­riori fondi indi­retti quali age­vo­la­zioni IVA e tariffe postali ad esempio.

La noti­zia, forse com­plice la rilas­sa­tezza del fine set­ti­mana o forse a causa dell’interesse a non far emer­gere troppo la cosa da parte degli stessi bene­fi­ciari, non ha avuto una grande coper­tura media­tica da parte degli organi d’informazione tra­di­zio­nali con solo «Il Cor­riere della Sera» tra i grandi quo­ti­diani a par­larne.

For­te­mente cri­tici “gli esclusi”, i quo­ti­diani all digi­tal o super­blog come spesso ven­gono defi­niti, con «Let­tera 43» e «Lin­kie­sta»  a pestar giù duro evi­den­ziando tutte le distor­sioni del sistema ed «Il Post» a dar man forte rilan­ciando nono­stante la sen­sa­tezza e la paca­tezza delle opi­nioni del suo Direttore.

Una rea­zione tanto com­pren­si­bile quanto ecces­siva di fronte ad un incer­tezza di rife­ri­menti per il futuro e ad un qua­dro che par­rebbe avere ele­menti di mag­gior equi­li­brio per il futuro con cri­teri appa­ren­te­mente più equi­li­brati che il caso vuole siano par­zial­mente simili a quelli sug­ge­riti in que­sti spazi:

  • No a finan­zia­mento su tira­ture, se del caso su diffusioni/vendite
  • Finan­zia­mento cre­scente al dimi­nuire dell’affollamento pubblicitario
  • Bonus su finan­zia­mento dei cit­ta­dini; per esem­pio se X numero di cit­ta­dini gira il suo 8 per mille a favore di un quo­ti­diano c’e un bonus statale
  • No a finan­zia­mento di organi di par­tito; con l’esistenza già dei finan­zia­menti ai par­titi non c’è biso­gno di una duplicazione
  • Finan­zia­mento a soglia: si fissa una soglia di soprav­vi­venza e si inter­rompe il finan­zia­mento al supe­ra­ra­mento della soglia [*]

Cer­ta­mente, nono­stante risul­tati che final­mente appa­iono inco­rag­gianti, i motivi di ten­sione per chi si è avven­tu­rato, per scelta o per obbligo che sia, nella rea­liz­za­zione di un organo di infor­ma­zione all digi­tal,   non man­cano. E’ pro­prio per que­sta ragione che com­ples­si­va­mente, come credo di aver già avuto modo di affer­mare, sot­to­scrivo la tesi di Mat­teo Bar­tocci: “la cel­lu­losa è troppo impor­tante per lasciarla solo a chi se la può permettere”.

Pro­prio sulla cel­lu­losa, sullo stato, di malat­tia ende­mica, dei gior­nali «Lin­kie­sta» ha rea­liz­zato una serie di info­gra­fi­che che ben foto­gra­fano lo stato dell’essere dei quo­ti­diani ita­liani anche se l’obiettivo è dichia­ra­ta­mente di spa­rare a zero, ancora una volta, sulla que­stione dei finan­zia­menti pubblici.

Per quanto riguarda le edi­cole, il cui dato attuale non è ripor­tato nell’infografica che cita solo il rife­ri­mento del 2004, le stime par­lano di un numero com­preso tra 28 e 30mila con, almeno, 10mila di que­ste a forte rischio di chiu­sura nei pros­simi tre anni.

E’ oppor­tuno, inol­tre, segna­lare che i dati di ven­dita sopra­ri­por­tati di rife­ri­scono sola­mente alle ven­dite in edi­cola ed esclu­dono la quota di abbo­na­menti che per alcuni quo­ti­diani, «Il Sole24Ore» ed «Avve­nire» in pri­mis, è con­si­stente.

Si con­ferma lo stra­po­tere del mezzo tele­vi­sivo in Ita­lia. Media che rispetto alle altre nazioni ha un peso, poli­tico e di ricavi, sen­si­bil­mente supe­riore nel nostro Paese. Fuor­viante [pour cause?] l’indicazione sugli inve­sti­menti per mezzo e pro­ie­zioni che sono fuori con­te­sto rife­ren­dosi a realtà estre­ma­mente distanti dalla nostra per dimen­sioni, situa­zione attuale e prospettive.

Pubblicato il 5 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Quotidiani: Carta vs Digitale

In occa­sione del recente lan­cio, il nuovo quo­ti­diano online “Lin­kie­sta” ha rea­liz­zato un tea­ser, un video pro­mo­zio­nale,  che gioca con sapiente iro­nia sul tema dell’infor­ma­zione digi­tale rispetto a quella tra­di­zio­nale su carta.

A cin­que giorni dal lan­cio la mia per­so­nale impres­sione è posi­tiva. Apprez­za­bile l’introduzione di rubri­che inte­res­santi a par­tire dal pod­ca­sting della rasse­gna stampa del giorno.

Unica nota sto­nata l’editoriale di aper­tura troppo foca­liz­zato  sulle pro­spet­tive di gior­na­li­sti e modelli di busi­ness a tutt’oggi tra­bal­lanti più che sui let­tori. Pur essendo pre­oc­cu­pa­zioni asso­lu­ta­mente legit­time [oltre che un tema di mio grande inte­resse], con­fer­mate anche dal recen­tis­simo rap­porto “State of the Media 2011″ , per­so­nal­mente avrei cen­trato la mia atten­zione mag­gior­mente sul valore aggiunto che si intende for­nire agli utenti così come lo spot su You­Tube lascia intendere.

Buon lavoro comun­que. Con pia­cere, a pre­scin­dere dalle pun­tua­liz­za­zioni, auguro i migliori suc­cessi all’iniziativa.