Linkiesta

Analisi Social Quotidiani Online Italian In Depth
Posted on 25 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Social, SEO, Visite Dirette & Refferrals dei Quotidiani Online Italiani

Dopo la pubblicazione di venerdì della desk research sul traffico proveniente dai social per i principali quotidiani online italiani, sia sulla mia bacheca personale di Facebook che all’interno di “Indigeni Digitali”, gruppo di discussione tanto numeroso quanto qualificato, da parte di diverse persone è stata effettuata la richiesta di vedere anche i valori assoluti e non soltanto le percentuali.

La tesi sostenuta è che le percentuali non mostrassero i rapporti di forza delle varie testate poiché, ad esempio, il 20% di 30mila utenti unici è molto meno del 9% di 300mila utenti unici.

Mi sono armato di pazienza, e di calcolatrice, ed ho cercato di soddisfare la richiesta. Oggi i dati con i valori assoluti integrati anche con i dati di visite dirette e referrals che il 22 ultimo scorso non erano stati pubblicati per tutte le testate prese in considerazione.

Per il calcolo sono stati presi i dati Audiweb a settembre 2013 – ultimo dato disponibile ad oggi – e sono state applicate le percentuali indicate dallo strumento [ɸ] utilizzato per l’analisi.

Per quanto riguarda Repubblica.it agli utenti unici indicati da Audiweb sono stati sottratti 91.491 utenti unici di Tom’s Hardware, a Il Post 95.641 utenti unici di Soldionline net e 31.626 di FilmTV ed a Lettera43 151.317 utenti unici di circuito local affiliati per raccolta adv, poiché tali valori se per Repubblica.it hanno un peso relativamente basso per le altre due testate avrebbero generato una distorsione nella lettura dei dati.

Personalmente credo che i valori assoluti [vd tavola sottostante] aggiungano poco o nulla, se non soddisfare il “celolunghismo” di qualcuno o, nella migliore delle ipotesi, avere funzione di promemoria per chi non li avesse presenti, anzi forse, al contrario, dicono meno delle incidenze percentuali che invece sono un riferimento omogeneo per tutte le testate prese in esame.  Come mi scrive l’amico Vincenzo Cosenza, con il quale mi sono confrontato su valore e significato dei dati, il discorso da fare alla base è che non esiste la metrica definitiva “silver bullett”. Ognuna offre un punto di vista della storia. Ecco perchè vanno tutte valutate congiuntamente per avere il quadro completo di ciò che funziona e di cosa fanno i lettori.

Analisi Social Quotidiani Online Italiani Valori Assoluti

Proprio per offrire un quadro il più completo possibile, partendo dai valori assoluti del traffico proveniente dai social ho voluto ulteriormente approfondire l’analisi incrociando il dato con il numero di fans su Facebook e dei followers su Twitter [ᵹ].

Nella tavola sotto riportata vi sono dunque la stima degli utenti unici che provengono da social ed il dato di rapporto, di incidenza percentuale, tra questi ed il numero di fans e followers. A titolo esemplificativo, se Fanpage ha 235mila accessi da social e per questa testata Facebook pesa il 99.8% del totale del traffico da social risultano oltre 234mila provenienti da “casa Zuck” che rappresentano il 10.9% del totale dei fan della testata in questione.

Dall’analisi emerge come sia La Stampa.it il quotidiano che ha il miglior rapporto [quasi 1:4] tra fans ed accessi al proprio sito, mentre “fanalino di coda” è Il Fatto online con solo il 2.4% che visitano il sito dell’oltre 1,1 milioni di fans.

Per quanto riguarda Twitter il rapporto tra numero di followers e visite, come in qualche modo lasciava già intuire l’incidenza percentuale pubblicata venerdì, è assolutamente marginale. La testata che miglior risultato ottiene – si fa per dire – è Linkiesta all’1%.

Il newswire per eccellenza parrebbe dunque favorire il “news-snacking”, la visione del titolo della notizia, magari abbondantemente ritweetatata, senza la lettura dell’articolo. Si tratta di un aspetto assolutamente non trascurabile.

Emerge fondamentalmente come, ad eccezione di Repubblica e Fanpage, per tutte le altre testate il traffico dai social sia assolutamente marginale e come non vi sia assolutamente una correlazione diretta tra la numerosità di fans e followers ed il numero di accessi al sito della testata.

Probabilmente, come emergeva dal confronto con Andrea Iannuzzi, direttore dell’AGL, l’Agenzia Giornali Locali del Gruppo Editoriale L’Espresso, non è questo il risultato che una testata si deve attendere dalla propria presenza all’interno dei social contrariamente a quella che è l’opinione più diffusa.

Altrettanto probabilmente [ritengo più corretto relativizzare], in assoluto non sono queste le metriche da tenere in considerazione ed analizzare per valutare l’efficacia della propria presenza sui social.

Se l’engagement, il livello di convolgimento, come scrivevo in estrema sintesi ieri, si misura sulla base del time spending e dell’impegno e della partecipazione che richiede, immagino possano essere questi parametri da considerare.

Credo sia necessario segmentare per cluster, attraverso gli appositi strumenti di social network analysis, le persone [fans e followers] per analizzare quali siano più attivi, che tipologia di argomenti prediligano, se siano, o meno, maggiori lettori per quantità di articoli e per profondità di lettura, per tempo speso sul sito, e molto altro ancora.

Ecco, forse, questo mio lavoro potrebbe servire proprio a questo, a convincere i più ostinati, quelli del social media marketing “de noantri”, che l’equazione contenuti facili/tanti like-condivisioni/tanto traffico è come la corazzata potemkin. Se così sarà avrò investito bene il tempo dedicato a raccolta ed elaborazione dei dati.

Comment is free. Buon lavoro.

Analisi Social Quotidiani Online Italian In Depth

Per approfondire ulteriormente il tema, due consigli di lettura:

– “I giornali online e la dipendenza da Facebook”, buona sintesi di Vincenzo Marino per l’International Journalism Festival delle evidenze dalle ricerche statunitensi sul tema.

– “Quello che i mi piace e i retweet non rivelano sulle notizie”, che conferma l’assenza di una correlazione diretta ed univoca tra numero di condivisioni e click, come emerge dalla mia desk research.

[ɸ] Lo strumento utilizzato per la desk research, che tanto interesse, e tante mail nella mia casella di posta elettronica, ha generato è:_______ Se vuoi provare ad indovinare lo spazio dei commenti è a disposizione, anche, per questo [consideriamola una forma primordiale di gamification]. Altrimenti ti chiedo solo un po’ di pazienza. Domani pubblicherò un articolo specificatamente dedicato al tool usato

[ᵹ] Il numero di fans su Facebook e dei followers su Twitter è quello pubblicamente disponibile al 23.11 scorso

[*] Utenti unici Repubblica al netto di 91.491 utenti unici di Tom’s Hardware, come indicato da Audiweb

[#] Utenti unici Il Post al netto di 95.641 utenti unici di Soldionline net & 31.626 di FilmTV, come indicato da Audiweb

[§] Utenti unici Lettera43 al netto di 151.317 utenti unici di circuito local affiliati per raccolta adv, come indicato da Audiweb

NB: Gli utenti unici Audiweb inseriti sono quelli del giorno medio, non mensili.

Analisi Social Quotidiani Online Italiani
Posted on 22 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Quanto Pesano i Social per i Quotidiani Online Italiani

Si parla, e come sempre si straparla, del ruolo di social media e social network per le testate d’informazione.  Allo stato attuale vengono utilizzati prevalentemente come megafono, come amplificatore per ottenere traffico al sito web.

Ma quanto è il traffico generato per ogni testata dai social? E’ proprio su questo aspetto che ho concentrato la mia analisi [#].

Tra le testate che hanno una versione cartacea ho preso in considerazione Corriere.it, Repubblica.it, Stampa.it, IlSole24Ore.com, IlFattoQuotidiano.it, Liberoquotidiano.it e IlGiornale.it. A questi ho ritenuto interessante aggiungere cinque testate all digital: Linkiesta, Il Post, Lettera43, Fanpage  e HuffPost Italia.

Per ciascuna testata sono riportati i risultati degli ultimi tre mesi relativamente a bounce rate, peso della search sul totale delle visite con distinzione tra organica ed a pagamento [che si ottiene per differenza con il totale], il peso dei social, appunto, sul totale delle visite e la spaccatura tra i principali ed anche il traffico che arriva da display ads, dalla pubblicità online effettuata [quando effettuata, ovviamente].

Tra i dati non riportati nella tabella di sintesi dei risultati, è opportuno evidenziare come per HuffPost Italia i referrals pesino ben il 42.53% del totale. Un incidenza straordinariamente più elevata di tutte le altre testate prese in considerazione con Repubblica.it che pesa il 90% del totale. Ovvero la presenza nella home page di Repubblica.it vale oltre un terzo [38%] del totale delle visite al quotidiano diretto da Lucia Annunziata.

La testata che ha il maggior numero di accessi diretti è Il Fatto con il 55.45% del totale, segno di una buona fedeltà alla testata. Per contro il livello più basso è di Fanpage che ha solo 8.44% di accessi diretti. Nel complesso, escludendo Lettera43, tutte le testate all digital hanno un incidenza degli accessi diretti che è meno della metà di quella della versione online dei giornali tradizionali.

Corriere.it è la testata con il minor traffico dai social con un incidenza di meno del 3% sul totale delle visite, all’estremo opposto Fanpage che attira quasi il 78% del totale delle visite in questo modo. Nel complesso per le testate all digital, ad esclusione di Lettera43, i social hanno un peso eccezionalmente più elevato che per i quotidiani che hanno l’equivalente versione cartacea.

Tra i social si conferma lo strapotere di Facebook che genera sempre intorno al 90% del totale del traffico che arriva da questi canali. Il Post “leader” su Twitter con oltre 11% del traffico dalla piattaforma di microblogging.

Sono sempre le testate all digital ad avere il maggior tasso di rimbalzo con Linkiesta addirittura al 70%. Le persone arrivano sul sito dai social e “scappano via”. E’ evidente che si impone una riflessione.

Infine, è IlSole24Ore ad avere il maggior peso di visite da motori di ricerca, mentre Repubblica è la testata online, tra quelle considerate, che maggior traffico riceve da diplay ads, le cui percentuali sono comunque infinitesimali.

Analisi Social Quotidiani Online Italiani

Almeno la prossima volta che verrò, incautamente, invitato come relatore a parlare di questi temi ci confronteremo su fatti, su dati, e non sulle, pur sempre rispettabilissime, opinioni. Buon lavoro.

[#] Per l’analisi è stato utilizzato un tool professionale che ha anche una versione “light” gratuita. I dettagli sullo strumento utilizzato, ed altri parametri non riportati nella tavola di sintesi dei risultati della desk research svolta, sono a disposizione su richiesta alla mia casella di posta elettronica.

Condivisioni per SN
Posted on 28 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2012 in Italia

Human Highway, , società di ricerche di mercato che, tra l’altro,  ha realizzato UAC Meter, strumento di osservazione e analisi della diffusione dell’informazione online sui social network, ha reso disponibili i dati relativi alle condivisioni sociali delle diverse fonti d’informazione nel nostro Paese nel 2012.

Dall’analisi dell’amplificazione sociale delle notizie emerge come ogni giorno in Italia le diverse fonti d’informazione, dalle versioni online dei quotidiani ai blog passando per le testate all digital, vengano pubblicati mediamente 2mila articoli al giorno che vengono condivisi da 250mila persone quotidianamente.

Evidenza di come i social media siano, anche, mezzi di distribuzione e diffusione dei mass media, come segnalava Tom Foremski, autorevole [ex] giornalista del «Financial Times», che ne ha  riassunto l’idea appunto con l’acronimo di SoDOMM [The Social Distribution of Mass Media]. Evidenza inoltre sia del passaggio dall’impression all’expression, dalla pura esposizione ai contenuti di un media a quello di lettura, apprezzamento e condivisione che del passaggio dallo user generated content allo user amplified content.

Il tasso di amplificazione sociale delle notizie di una testata diventa così un indice che esprime adesione, consenso o dissenso, partecipazione e coinvolgimento.

Per il 2012 sono state analizzate 40 testate che hanno prodotto 644mila articoli generando 54 milioni di “like” su Facebook e 4 milioni di tweet.

Se si conferma, come era già emerso dalle precedenti analisi,  che a primeggiare sono «La Repubblica» ed «Il Corriere della Sera», che da soli accorpano il 66,1% del totale delle condivisioni, la sorpresa viene da «Giornalettismo», testata all digital che si colloca al quarto posto, dopo «Il Fatto Quotidiano», per numero di condivisioni e che colpisce l’immaginario collettivo con un articolo su distrazione e potenzialità cerebrali dell’uomo che colleziona 112.749 condivisioni facendone la notizia più condivisa in assoluto nel 2012.

E’ interessante notare come la quarta notizia più condivisa [76.648 condivisioni] sia relativa ad una “bufala” pubblicata da «Il Mattino» di Napoli e poi dallo stesso corretta.

Grazie alla collaborazione di @nelsonmau, data journalist e recente co-fondatore di Dataninja, sito di recente creazione nato per raccogliere una serie di esperimenti di data-journalism, i dati pubblicati da Human Highway sono stati ulteriormente elaborati per approfondire il tema.

Emerge come il 72,2% delle condivisioni sia attinente ad argomenti relativi alla cronaca o alla politica del nostro Paese mentre lo sport raccoglie solo il 5,2%. O gli  sportivi dunque preferiscono continuare a discutere al bar oppure i quotidiani sportivi non stanno facendo un buon lavoro sui social network.

Si evidenzia inoltre la conferma dell’assoluto strapotere di Facebook rispetto a Twitter e Google+. Picchi nel numero di condivisioni si osservano il 23 febbraio, l’11 marzo, il 9 maggio ed il 24 di giugno. Date che non corrispondono agli hashtag più utilizzati su Twitter, quali terremoto o Brindisi per citarne alcuni, e che evidenziano le differenze tra Facebook e Twitter.

Argomenti più condivisi 2012

Differenza che emerge anche dalla spaccatura di quali siano le testate maggiormente condivise su Facebook e quali invece su Twitter con il primo più tradizionalista ed il secondo che lascia maggior spazio a testate all digital quali «Il Post» o «Linkiesta».

Come “sottoprodotto” infine, emerge, o meglio si conferma, la profonda differenza tra “like” e coinvolgimento, tra contare i “followers” e avere una conversazione con loro, come testimonia, a titolo esemplificativo, «La Gazzetta dello Sport» che su Facebook ha 773.569 “mi piace” ma non compare tra i primi dieci, e che altrettanto su Twitter conta 623.125 “followers” ma raccoglie un numero di condivisioni infinitesimale.

Condivisioni per SNCliccando sulle immagini avrete accesso ai grafici qui pubblicati in forma interattiva ed altre infoirmazioni che consentono di approfondire ulteriormente.

Update: Poichè attraverso commenti sui social network si rileva che forse non era stato espresso originariamente con sufficiente chiarezza, si segnala che le analisi che sono state fatte in collaborazione con Dataninja [confronti tra testate, classificazione delle news, incidenza dei tre SN] non possono dirsi rappresentative del totale dell’informazione – i 644mila articoli – poichè sono prodotte solo sui top articoli censiti, analizzati da HH, pari a meno dell’1 per mille degli articoli pubblicati. La specificazione non è mai ovvia; sorry.

Italia Oggi Linkiesta & Il Post
Posted on 14 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Fattori Esogeni ed Endogeni

Nella mia rubrica per l’European Journalism Observatory questa volta si focalizza l’attenzione sulle start up all digital dell’informazione nel nostro Paese.

Focus sia su realtà nazionali, quali «Linkiesta» ed «Il Post», che su testate locali, come «Varese News», per provare a capire problemi ed opportunità del giornalismo online in Italia.

Come anticipa il titolo, pare che l’insostenibile leggerezza dell’essere solamente online non sia solamente legato a fattori esogeni ma anche, o forse soprattutto, endogeni.

Buona lettura.

Posted on 26 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Linkiesta Deve Ricapitalizzare

Già il recente rapporto, realizzato da Nicola Bruno e Rasmus Kleis Nielsen per il Reuters Institute for the Study of Journalism, aveva evidenziato come per le start up all digital dell’informazione del nostro paese la sopravvivenza fosse da considerarsi un successo.

«Italia Oggi» ieri ha riportato alcune indiscrezioni relative ad una di esse: «Linkiesta». Secondo quanto pubblicato i ricavi annuali attualmente si attesterebbero intorno ai 400mila euro mentre i costi, in base a quanto dichiarato dal Direttore Jacopo Tondelli e pubblicato nel precitato studio RSJ, si aggirerebbero intorno agli 800mila euro all’anno. Da qui la necessità di liquidità con gli 80 soci del quotidiano online only a ricapitalizzare per un totale di un milione di euro.

Nuovo ossigeno all’impresa del giornale che spera di arrivare a break even, e dunque di gererare ricavi per 800/850mila euro, entro un anno e mezzo grazie ad una migliore raccolta pubblicitaria affidata, pare, ad una nuova concessionaria, accordi con siti europei d’informazione giornalistica,  per creare un network internazionale che condivida notizie e approfondimenti e rafforzarne la visibilità, e di conseguenza il valore, agli occhi degli inserzionisti pubblicitari.

Aumento dei ricavi che passa anche attraverso una diversificazione ed un ampliamento dell’offerta con fornitura di contenuti propri originali a terzi, ad altre testate, e la pubblicazione di e-book. Probabile anche l’ingresso di un nuovo socio di capitali straniero, pare statunitense.

Ovviamente non si possono che fare i migliori auguri di successo a «Linkiesta». Allo stato attuale si conferna che “survival is success“.

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