libertà informazione

Pubblicato il 18 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Questo NON è un Post

Chi mi cono­sce da tempo sa con quale rilut­tanza uti­lizzi, in rife­ri­mento a me stesso ed ai temi pro­po­sti quo­ti­dia­na­mente, i ter­mini «blog­ger» e «post».

Ho sem­pre imma­gi­nato di essere una per­sona che ha delle cose da dire, ipo­tiz­zando che il ter­mine arti­colo non dovesse essere appan­nag­gio esclu­sivo di chi si occupa full time [che è diverso da pro­fes­sio­nal­mente] di giornalismo.

Que­sta per­so­nale opi­nione è tal­mente radi­cata che anche per que­sto spa­zio alla defi­ni­zione con­ven­zio­nale di blog pre­di­ligo quella meno usuale di zona tem­po­ra­nea­mente auto­noma.

Recen­te­mente, a com­mento dell’infografica sullo stato della blo­go­sfera nel 2010, mi chie­devo se il ter­mine blog fosse dive­nuto un for­mat edi­to­riale, rilan­ciando il tema per appro­fon­dirlo nei giorni successivi.

Argo­mento rilan­ciato ed appro­fon­dito da Slate che pur segna­lando alcune dif­fe­renze “tec­ni­che” rileva altret­tanto come blog e web maga­zi­nes si asso­mi­glino sem­pre di più.

I con­fini si assot­ti­gliano, si fanno sem­pre più labili, ren­dendo dav­vero dif­fi­cile trac­ciare una linea netta di demar­ca­zione tra cosa sia un post e cosa un arti­colo, tra cosa sia un blog e cosa un web maga­zine, un quo­ti­diano on line.

Sono segnali ine­qui­vo­ca­bili di come nel tempo la con­ta­mi­na­zione abbia lavo­rato su entrambi i fronti, tra­sfe­rendo il valore dalla noti­zia al com­mento, all’analisi della stessa.

Il primo vero punto di non ritorno su cosa sia infor­ma­zione ai tempi del web.

Pubblicato il 9 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

A Sostegno dell’Infodiversità

In una nazione nella quale l’infodiversità è seria­mente minac­ciata da potenti asso­cia­zioni cri­mi­nali e peri­co­lose con­cen­tra­zioni di potere. Un paese in cui si veri­fi­cano inquie­tanti com­mi­stioni tra il nobel della pace e quello del mar­ke­ting editoriale.

Comun­que la si pensi, per poter con­ti­nuare a farlo, il soste­gno ad un quo­ti­diano che sto­ri­ca­mente rap­pre­senta un capo­saldo della libertà d’informazione merita di essere promosso.

 

Pubblicato il 30 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Iperconcentrazione della Stampa in Italia

Le 24 pagine dello spe­ciale rega­lato per cele­brare i primi 40 anni di vita del Mani­fe­sto sono tutte da guar­dare e da leggere.

Offrono uno spac­cato appro­fon­dito dello stato dell’arte dei media nel nostro paese da diverse pro­spet­tive, sin­te­tiz­zando la massa di infor­ma­zioni con info­gra­fi­che chiare e ben realizzate.

Tra tutte ho scelto quella rela­tiva all’iperconcentrazione della stampa nel nostro paese che mostra come circa il tre quarti del mer­cato sia nelle mani di cin­que gruppi edi­to­riali: RCS, L’Espresso, Mon­da­dori, Il Sole24Ore e Cal­ta­gi­rone; det­ta­gliando per cia­scun edi­tore la tipo­lo­gia di attività.

Se pochi attori deten­gono il mer­cato e rie­scono ad avere bilanci in pas­sivo viene natu­rale pen­sare o che non sap­piano fare il pro­prio mestiere o che gli inte­ressi eco­no­mici di chi detiene il comando di que­sti gruppi siano rivolti altrove.  Nes­suna delle due ipo­tesi è di con­forto per chi lavora, a vario titolo, in que­sto settore.

- clicca per ingrandire —

Rin­gra­zio gli amici del Mani­fe­sto per avermi for­nito il file imma­gine sopra­ri­por­tato con cor­te­sia e sol­le­ci­tu­dine. Ricordo che lo spe­ciale è dispo­ni­bile per il down­load gra­tuito.

Pubblicato il 28 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

40 Cents per un Peluche [per Pensatori Liberi]

Il Mani­fe­sto, secondo i dati rela­tivi alle dif­fu­sioni dei quo­ti­diani rila­sciati ieri, scende per la prima volta sotto le 20mila copie.

Non è un buon modo, pur­troppo, per festeg­giare l’anniversario di quarant’anni di [r]esistenza del gior­nale che cade pro­prio oggi.

Per l’occasione il quo­ti­diano comu­ni­sta mette in ven­dita il gior­nale a 40 cen­te­simi omag­giando uno spe­ciale sulla libertà di stampa che è di grande valore per qua­lità dei contenuti.

Una ini­zia­tiva di pre­gio che pro­se­gue nella dire­zione giu­sta. Se non riu­sci­ste a tro­varlo potete sca­ri­carlo libe­ra­mente a par­tire da stasera.

Dice Ales­san­dro Robec­chi, in uno dei rari casi in cui non uti­lizza la sua fic­cante iro­nia, che la vita comin­cia a 40 anni.

Avendo già for­mu­lato qual­che minimo sug­ge­ri­mento, oggi non posso che limi­tarmi a for­mu­lare alla reda­zione i miei migliori auguri. Per il sot­to­scritto dopo 33 anni di let­tura del quo­ti­diano in que­stione , sep­pur con fre­quenze diverse in distinti periodi, sarebbe come per­dere il primo pelu­che; anche se lo teniamo impol­ve­rato in uno scaf­fale nasco­sto siamo con­tenti di sapere di averlo.