libertà di stampa

Audiweb Charlie
Pubblicato il 14 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

I Media & Charlie Hebdo

Riprende dopo la pausa nata­li­zia “In Media Stat Virus: Il mondo dei media nell’era di Twit­ter” con la pun­tata di ieri dedi­cata al trat­ta­mento infor­ma­tivo da parte dei media [ita­liani] della vicenda Char­lie Hebdo.

Excur­sus sul tema inter­val­lato da musica a tema che abbiamo sco­vato in Rete come quella del video sottostante.

In mezz’ora abbiamo pro­vato a descri­vere come i gior­nali, sia nella loro ver­sione car­ta­cea che online, ma anche le tele­vi­sioni, abbiano rap­pre­sen­tato gli eventi sca­tu­riti dall’attentato ter­ro­ri­stico del 7 gen­naio scorso, con un un occhio anche ai dati come d’abitudine.

Audiweb Charlie

Non poteva ovvia­mente man­care una parte dedi­cata a come invece le per­sone hanno par­te­ci­pato attra­verso i social, sot­to­li­nean­done le dif­fe­renze rispetto alla par­te­ci­pa­zione reale fuori dai con­fini fran­cesi. Feno­meno rac­colto sotto la defi­ni­zione di slack­ti­vism, o il più mac­che­ro­nico ter­mine: indivanados.

jesuischarlie_twitter_italia_emozioni

Nel pod­cast sot­to­stante, come sem­pre, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

“In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” pro­se­guirà sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. È pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 @pedroelrey / @radiofujiko.

EU Media Crisis
Pubblicato il 5 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

[S]Fiducia e Lavoro nei Media in Europa

In occa­sione della gior­nata mon­diale dedi­cata alla libertà di stampa il Par­la­mento Euro­peo ha pub­bli­cato un’infografica di sin­tesi sulla situa­zione in Europa dall’avvento della crisi, dal 2008, ad oggi.

Secondo i dati dif­fusi il mezzo d’informazione verso il quale gli euro­pei nutrono mag­gior fidu­cia sarebbe la radio, seguito da tele­vi­sione e carta stam­pata. L’informazione otte­nuta attra­verso la Rete gode di un livello di fidu­cia infe­riore a quella riser­vata ai media tradizionali.

Emerge inol­tre come in Austria, Bel­gio, Dani­marca, Ger­ma­nia, Spa­gna, Fin­lan­dia, Fran­cia, Croa­zia, Ita­lia, Paesi Bassi, Por­to­gallo e Regno Unito, tra il 2008 ed il 2012 a causa della crisi siano stati più di 12mila i gior­na­li­sti che hanno perso il posto di lavoro.

Infine, Il Par­la­mento euro­peo ricorda che sta attual­mente esa­mi­nando due rap­porti sulla libertà di stampa. L’obiettivo è quello di “garan­tire una mag­giore tra­spa­renza e  libertà di infor­ma­zione, in un momento in cui più della metà degli euro­pei dif­fida di tele­vi­sione e stampa” secondo i dati del Euro­ba­ro­me­tro e si accen­tuano com­por­ta­menti non etici da parte dei media. Il rap­porto sulla libertà di stampa nel mondo, scritto dal libe­rale olan­dese Marie­tje Schaake , dovrebbe essere sot­to­po­sto al voto del Par­la­mento in giu­gno di quest’anno.

EU Media Crisis

Pubblicato il 16 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Ultim’Ora della Libertà di Stampa

Il gior­na­li­sta Russo Jad­z­hi­mu­rad Kama­lov, fon­da­tore del quo­ti­diano «Cher­no­vik», è stato ucciso que­sta notte poco dopo la mez­za­note ora locale all’uscita dai locali del quo­ti­diano nella capi­tale del Dague­stan in Caucaso.

Il gior­nale, noto per le sue inchie­ste sul malaf­fare dei poli­tici locali, già nel 2009 era stato minac­ciato di chiu­sura dalle auto­rità del Cau­caso pro­prio per il suo ruolo e la sua indipendenza.

L’assassinio del diret­tore del quo­ti­diano rien­tra in un più ampio qua­dro di costanti minacce e inti­mi­da­zioni nei con­fronti dei gior­na­li­sti che non si pie­gano alle regole impo­ste dal soda­li­zio tra cri­mi­na­lità e gover­nanti del luogo.

Al momento, per quanto veri­fi­cato, nes­sun quo­ti­diano euro­peo ne parla ancora. Infor­ma­zioni sono dispo­ni­bili sul sito di CPJ, Com­mit­tee to Pro­tect Jour­na­lists, e «Ria­no­vo­sti».  Altre infor­ma­zioni di base su Twit­ter.

Pubblicato il 15 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Libertà di Stampa & Dichiarazioni Malinconiche

Il Pre­si­dente della Fieg, Carlo Malin­co­nico, si sca­glia a scop­pio ritar­dato con­tro la man­canza di libertà di stampa in Italia.

La scorsa set­ti­mana, in occa­sione dell’incontro con i rap­pre­sen­tanti dell’ Inter­na­tio­nal Press Insti­tute, cita lo stu­dio di Repor­ters Sans Fron­tie­res ricor­dan­do­sene per porre l’accento sulla con­cen­tra­zione di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sul mezzo tele­vi­sivo del nostro paese.

Visto il silen­zio assor­dante che indi­scri­mi­na­ta­mente tutti i quo­ti­diani in Ita­lia hanno appli­cato a que­sta noti­zia, sen­tirne par­lare a distanza di un mese non può che ren­dere ulte­rior­mente malin­co­nici sullo stato dell’informazione nel nostro paese.

Diceva Luigi Einaudi che «la libertà eco­no­mica è la con­di­zione neces­sa­ria per la libertà poli­tica», è evi­dente come non sia que­sto il caso.

Pubblicato il 24 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Silenzio Assordante

Appa­ren­te­mente con­trad­dit­to­rio, il silen­zio assor­dante è una sen­sa­zione che sono certo cia­scuno di noi ha vis­suto almeno una volta nella vita.

E’ esat­ta­mente que­sto stato d’animo che mi ha mosso ad appro­fon­dire il silen­zio stampa, tra­sver­sale ad ogni orien­ta­mento poli­tico, sulle gravi carenze, sulle limi­ta­zioni, che pre­senta l’informazione nel nostro paese.

In una nazione dove l’informazione è troppo spesso merce di scam­bio, che il silen­zio dell’editoria nostrana potesse essere il prezzo del favore rice­vuto ama­reg­gia ma non sorprende.

Deci­sa­mente più ano­malo il silen­zio sul web dove appa­ren­te­mente nes­suno sem­brava interessato.

Tra i diversi quo­ti­diani on line l’unico accenno viene fatto dal neo nato Lettera43 che tratta la noti­zia par­lando della Fran­cia senza rife­ri­mento alcuno alle dina­mi­che del nostro paese.

Le ricer­che sia dei ter­mini “libertà di stampa” che “clas­si­fica libertà di stampa” rila­scia­vano risul­tati pre­va­len­te­mente datati alle inda­gini pre­ce­denti di RSF.

Anche l’unico quo­ti­diano nazio­nale che tratta la noti­zia non com­pare nelle ricer­che su goo­gle news nep­pure uti­liz­zando le stesse parole [chiave di ricerca “rsf libertà di stampa”] che con­sen­tono di iden­ti­fi­care l’articolo nel sito del giornale.

Torna in mente allora come, secondo quanto pub­bli­cato da Goo­gle Tra­spa­rency, sia uno dei primi paesi per numero di richie­ste gover­na­tive di rimo­zione dei dati al cele­bre motore di ricerca e che la nostra nazione abbia una clas­si­fi­ca­zione di con­trollo sociale sul web “medio”.

Nep­pure casuale l’impennata di siti inac­ces­si­bili con un picco pro­prio il 20 Otto­bre [giorno del rila­scio del rap­porto di RSF] che uti­liz­zando herdict.org si ottiene, come testi­mo­nia il gra­fico sot­to­stante che con­ferma la ten­denza già evi­den­ziata dall’analisi del traf­fico bloc­cato da fonti gover­na­tive per quanto riguarda goo­gle news.it come illu­stra l’immagine soprarriferita.

Sep­pure sia allo stato attuale impos­si­bile averne cer­tezza, sulla base delle evi­denze rac­colte le pro­ba­bi­lità che su que­sta vicenda vi sia stato un inter­vento gover­na­tivo di cen­sura, di addo­me­sti­ca­mento di verità sco­mode in un momento già teso poli­ti­ca­mente, sono estre­ma­mente elevate.

Diceva Albert Camus che l’assurdo nasce dal con­fronto tra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silen­zio del mondo, è cer­ta­mente que­sto uno dei casi.

Rin­gra­zio Gior­gio Jan­nis, Gian­luigi Cogo, Cate­rina Poli­caro, Luca Ala­gna e Gino Toc­chetti per il sup­porto offerto nella ricerca di que­sto spic­chio minimo di verità

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