libertà di stampa

EU Media Crisis
Pubblicato il 5 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

[S]Fiducia e Lavoro nei Media in Europa

In occa­sione della gior­nata mon­diale dedi­cata alla libertà di stampa il Par­la­mento Euro­peo ha pub­bli­cato un’infografica di sin­tesi sulla situa­zione in Europa dall’avvento della crisi, dal 2008, ad oggi.

Secondo i dati dif­fusi il mezzo d’informazione verso il quale gli euro­pei nutrono mag­gior fidu­cia sarebbe la radio, seguito da tele­vi­sione e carta stam­pata. L’informazione otte­nuta attra­verso la Rete gode di un livello di fidu­cia infe­riore a quella riser­vata ai media tradizionali.

Emerge inol­tre come in Austria, Bel­gio, Dani­marca, Ger­ma­nia, Spa­gna, Fin­lan­dia, Fran­cia, Croa­zia, Ita­lia, Paesi Bassi, Por­to­gallo e Regno Unito, tra il 2008 ed il 2012 a causa della crisi siano stati più di 12mila i gior­na­li­sti che hanno perso il posto di lavoro.

Infine, Il Par­la­mento euro­peo ricorda che sta attual­mente esa­mi­nando due rap­porti sulla libertà di stampa. L’obiettivo è quello di “garan­tire una mag­giore tra­spa­renza e  libertà di infor­ma­zione, in un momento in cui più della metà degli euro­pei dif­fida di tele­vi­sione e stampa” secondo i dati del Euro­ba­ro­me­tro e si accen­tuano com­por­ta­menti non etici da parte dei media. Il rap­porto sulla libertà di stampa nel mondo, scritto dal libe­rale olan­dese Marie­tje Schaake , dovrebbe essere sot­to­po­sto al voto del Par­la­mento in giu­gno di quest’anno.

EU Media Crisis

Pubblicato il 16 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Ultim’Ora della Libertà di Stampa

Il gior­na­li­sta Russo Jad­z­hi­mu­rad Kama­lov, fon­da­tore del quo­ti­diano «Cher­no­vik», è stato ucciso que­sta notte poco dopo la mez­za­note ora locale all’uscita dai locali del quo­ti­diano nella capi­tale del Dague­stan in Caucaso.

Il gior­nale, noto per le sue inchie­ste sul malaf­fare dei poli­tici locali, già nel 2009 era stato minac­ciato di chiu­sura dalle auto­rità del Cau­caso pro­prio per il suo ruolo e la sua indipendenza.

L’assassinio del diret­tore del quo­ti­diano rien­tra in un più ampio qua­dro di costanti minacce e inti­mi­da­zioni nei con­fronti dei gior­na­li­sti che non si pie­gano alle regole impo­ste dal soda­li­zio tra cri­mi­na­lità e gover­nanti del luogo.

Al momento, per quanto veri­fi­cato, nes­sun quo­ti­diano euro­peo ne parla ancora. Infor­ma­zioni sono dispo­ni­bili sul sito di CPJ, Com­mit­tee to Pro­tect Jour­na­lists, e «Ria­no­vo­sti».  Altre infor­ma­zioni di base su Twit­ter.

Pubblicato il 15 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Libertà di Stampa & Dichiarazioni Malinconiche

Il Pre­si­dente della Fieg, Carlo Malin­co­nico, si sca­glia a scop­pio ritar­dato con­tro la man­canza di libertà di stampa in Italia.

La scorsa set­ti­mana, in occa­sione dell’incontro con i rap­pre­sen­tanti dell’ Inter­na­tio­nal Press Insti­tute, cita lo stu­dio di Repor­ters Sans Fron­tie­res ricor­dan­do­sene per porre l’accento sulla con­cen­tra­zione di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sul mezzo tele­vi­sivo del nostro paese.

Visto il silen­zio assor­dante che indi­scri­mi­na­ta­mente tutti i quo­ti­diani in Ita­lia hanno appli­cato a que­sta noti­zia, sen­tirne par­lare a distanza di un mese non può che ren­dere ulte­rior­mente malin­co­nici sullo stato dell’informazione nel nostro paese.

Diceva Luigi Einaudi che «la libertà eco­no­mica è la con­di­zione neces­sa­ria per la libertà poli­tica», è evi­dente come non sia que­sto il caso.

Pubblicato il 24 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Silenzio Assordante

Appa­ren­te­mente con­trad­dit­to­rio, il silen­zio assor­dante è una sen­sa­zione che sono certo cia­scuno di noi ha vis­suto almeno una volta nella vita.

E’ esat­ta­mente que­sto stato d’animo che mi ha mosso ad appro­fon­dire il silen­zio stampa, tra­sver­sale ad ogni orien­ta­mento poli­tico, sulle gravi carenze, sulle limi­ta­zioni, che pre­senta l’informazione nel nostro paese.

In una nazione dove l’informazione è troppo spesso merce di scam­bio, che il silen­zio dell’editoria nostrana potesse essere il prezzo del favore rice­vuto ama­reg­gia ma non sorprende.

Deci­sa­mente più ano­malo il silen­zio sul web dove appa­ren­te­mente nes­suno sem­brava interessato.

Tra i diversi quo­ti­diani on line l’unico accenno viene fatto dal neo nato Lettera43 che tratta la noti­zia par­lando della Fran­cia senza rife­ri­mento alcuno alle dina­mi­che del nostro paese.

Le ricer­che sia dei ter­mini “libertà di stampa” che “clas­si­fica libertà di stampa” rila­scia­vano risul­tati pre­va­len­te­mente datati alle inda­gini pre­ce­denti di RSF.

Anche l’unico quo­ti­diano nazio­nale che tratta la noti­zia non com­pare nelle ricer­che su goo­gle news nep­pure uti­liz­zando le stesse parole [chiave di ricerca “rsf libertà di stampa”] che con­sen­tono di iden­ti­fi­care l’articolo nel sito del giornale.

Torna in mente allora come, secondo quanto pub­bli­cato da Goo­gle Tra­spa­rency, sia uno dei primi paesi per numero di richie­ste gover­na­tive di rimo­zione dei dati al cele­bre motore di ricerca e che la nostra nazione abbia una clas­si­fi­ca­zione di con­trollo sociale sul web “medio”.

Nep­pure casuale l’impennata di siti inac­ces­si­bili con un picco pro­prio il 20 Otto­bre [giorno del rila­scio del rap­porto di RSF] che uti­liz­zando herdict.org si ottiene, come testi­mo­nia il gra­fico sot­to­stante che con­ferma la ten­denza già evi­den­ziata dall’analisi del traf­fico bloc­cato da fonti gover­na­tive per quanto riguarda goo­gle news.it come illu­stra l’immagine soprarriferita.

Sep­pure sia allo stato attuale impos­si­bile averne cer­tezza, sulla base delle evi­denze rac­colte le pro­ba­bi­lità che su que­sta vicenda vi sia stato un inter­vento gover­na­tivo di cen­sura, di addo­me­sti­ca­mento di verità sco­mode in un momento già teso poli­ti­ca­mente, sono estre­ma­mente elevate.

Diceva Albert Camus che l’assurdo nasce dal con­fronto tra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silen­zio del mondo, è cer­ta­mente que­sto uno dei casi.

Rin­gra­zio Gior­gio Jan­nis, Gian­luigi Cogo, Cate­rina Poli­caro, Luca Ala­gna e Gino Toc­chetti per il sup­porto offerto nella ricerca di que­sto spic­chio minimo di verità

Pubblicato il 9 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

A Sostegno dell’Infodiversità

In una nazione nella quale l’infodiversità è seria­mente minac­ciata da potenti asso­cia­zioni cri­mi­nali e peri­co­lose con­cen­tra­zioni di potere. Un paese in cui si veri­fi­cano inquie­tanti com­mi­stioni tra il nobel della pace e quello del mar­ke­ting editoriale.

Comun­que la si pensi, per poter con­ti­nuare a farlo, il soste­gno ad un quo­ti­diano che sto­ri­ca­mente rap­pre­senta un capo­saldo della libertà d’informazione merita di essere promosso.

 

Pubblicato il 27 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Press Freedom Day Ad

In occa­sione della gior­nata della libertà di stampa del pas­sato 3 mag­gio, il quo­ti­diano suda­fri­cano Cape Times ha pub­bli­cato una cam­pa­gna a soste­gno, in omag­gio alla, gior­nata cele­bra­tiva.

Nella body copy dell’annuncio si legge: “Una volta che è stata stam­pata è dif­fi­cile farla andare via”.

Sep­pure il rife­ri­mento sia evi­den­te­mente alla noti­zia ed al suo impatto in ter­mini, appunto, di non cen­su­ra­bi­lità, la com­bi­na­zione con il visual dove, invece, è chiaro il rife­ri­mento ad inter­net, sug­ge­ri­sce anche cause meno nobili nella disputa tra edi­to­ria tra­di­zio­nale e digitale.

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Pubblicato il 3 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Predatori della Libertà di Stampa

Repor­ters Sans Fron­tiè­res ha pub­bli­cato oggi l’elenco di quelli che defi­ni­sce i pre­da­tori della libertà di stampa.

Sono 40 i poli­tici, i gover­nanti, le nazioni incluse nella lista nera aggior­nata al 2010. Rispetto al 2009 non ci sono varia­zioni di rilievo; ai “soliti noti”: Putin, Gadafi, Kim Jong Il o Hu Jin­tao, si aggiunge sol­tanto il Pre­si­dente Ceceno Ram­zan Kadyrov.

In Europa sono due le nazioni che ven­gono com­prese nella lista, una delle quali, manco a dirlo, è l’Italia stran­go­lata dalle orga­niz­za­zioni cri­mi­nali e dai ripe­tuti attac­chi del Pre­si­dente del Con­si­glio in carica.

Pubblicato il 30 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Iperconcentrazione della Stampa in Italia

Le 24 pagine dello spe­ciale rega­lato per cele­brare i primi 40 anni di vita del Mani­fe­sto sono tutte da guar­dare e da leggere.

Offrono uno spac­cato appro­fon­dito dello stato dell’arte dei media nel nostro paese da diverse pro­spet­tive, sin­te­tiz­zando la massa di infor­ma­zioni con info­gra­fi­che chiare e ben realizzate.

Tra tutte ho scelto quella rela­tiva all’iperconcentrazione della stampa nel nostro paese che mostra come circa il tre quarti del mer­cato sia nelle mani di cin­que gruppi edi­to­riali: RCS, L’Espresso, Mon­da­dori, Il Sole24Ore e Cal­ta­gi­rone; det­ta­gliando per cia­scun edi­tore la tipo­lo­gia di attività.

Se pochi attori deten­gono il mer­cato e rie­scono ad avere bilanci in pas­sivo viene natu­rale pen­sare o che non sap­piano fare il pro­prio mestiere o che gli inte­ressi eco­no­mici di chi detiene il comando di que­sti gruppi siano rivolti altrove.  Nes­suna delle due ipo­tesi è di con­forto per chi lavora, a vario titolo, in que­sto settore.

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Rin­gra­zio gli amici del Mani­fe­sto per avermi for­nito il file imma­gine sopra­ri­por­tato con cor­te­sia e sol­le­ci­tu­dine. Ricordo che lo spe­ciale è dispo­ni­bile per il down­load gra­tuito.

Pubblicato il 28 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

40 Cents per un Peluche [per Pensatori Liberi]

Il Mani­fe­sto, secondo i dati rela­tivi alle dif­fu­sioni dei quo­ti­diani rila­sciati ieri, scende per la prima volta sotto le 20mila copie.

Non è un buon modo, pur­troppo, per festeg­giare l’anniversario di quarant’anni di [r]esistenza del gior­nale che cade pro­prio oggi.

Per l’occasione il quo­ti­diano comu­ni­sta mette in ven­dita il gior­nale a 40 cen­te­simi omag­giando uno spe­ciale sulla libertà di stampa che è di grande valore per qua­lità dei contenuti.

Una ini­zia­tiva di pre­gio che pro­se­gue nella dire­zione giu­sta. Se non riu­sci­ste a tro­varlo potete sca­ri­carlo libe­ra­mente a par­tire da stasera.

Dice Ales­san­dro Robec­chi, in uno dei rari casi in cui non uti­lizza la sua fic­cante iro­nia, che la vita comin­cia a 40 anni.

Avendo già for­mu­lato qual­che minimo sug­ge­ri­mento, oggi non posso che limi­tarmi a for­mu­lare alla reda­zione i miei migliori auguri. Per il sot­to­scritto dopo 33 anni di let­tura del quo­ti­diano in que­stione , sep­pur con fre­quenze diverse in distinti periodi, sarebbe come per­dere il primo pelu­che; anche se lo teniamo impol­ve­rato in uno scaf­fale nasco­sto siamo con­tenti di sapere di averlo.

Pubblicato il 31 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Buon Natale

L’impatto gene­rato dal “caso Repub­blica – Ber­lu­sconi” è argo­mento inter­na­zio­nale che ancora una volta pone la nostra nazione al cen­tro di un dibat­tito la cui con­clu­sione pres­so­ché gene­rale è lo stu­pore per la tol­le­ranza degli ita­liani nei con­fronti di un Pre­si­dente del Con­si­glio che alle loro lati­tu­dini sarebbe stato desti­tuito già da tempo o, più digni­to­sa­mente, avrebbe comun­que ras­se­gnato le pro­prie dimissioni.

Domanda [Why have Ita­lians put up with all this?] alla quale era giunta anche Chiara Vol­pato, docente uni­ver­si­ta­ria e ricer­ca­trice su pre­giu­dizi e ste­reo­tipi, dalle pagine del New York Times che, par­tendo dalla sua pro­spet­tiva, ana­lizza l’atteggiamento verso la parte fem­mi­nile dell’universo del Cava­liere e la sua orchestra.

L’attacco di que­sti giorni da parte di Fel­tru­sconi è solo un tas­sello nel dise­gno stra­te­gico che, par­tendo da un uso poli­tico spinto dei media e della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, ha carat­te­riz­zato sin dall’inizio il per­corso, dalla “discesa in campo”, l’operato di Sil­vio Bona­ven­tura. a sal­va­guar­dia dei pro­pri inte­ressi; men­tre Craxi scap­pava ad Ham­ma­met ed agli ita­liani veniva pre­le­vata d’ufficio una per­cen­tuale della pro­pria liqui­dità sui conti cor­renti ban­cari per fron­teg­giare l’esplosione del debito pub­blico che egli aveva ampia­mente con­tri­buito a gene­rare e che è stato sin qui abil­mente man­te­nuto nelle tre legi­sla­ture più buie dal dopo­guerra ad oggi.

L’editoriale del Pre­si­dente Fnsi Roberto Natale, pub­bli­cato in prima pagina dal Mani­fe­sto di sabato 29, rap­pre­senta la più pre­cisa rico­stru­zione di que­sto per­corso: “Il cer­chio che si sta chiu­dendo era stato aperto quin­dici anni fa, al momento della famosa “discesa in campo”: nella video­cas­setta che arrivò in tutte le reda­zioni dei tele­gior­nali c’era già una pro­gram­ma­tica eli­mi­na­zione di ogni pos­si­bile media­zione gior­na­li­stica dal rap­porto diretto con gli elet­tori”. Pro­se­guendo: “Il modello caro al pre­mier era ed è rima­sto quello di una “infor­ma­zione senza domande”: incom­pa­ti­bile con ogni paese decen­te­mente demo­cra­tico, con ogni sistema for­nito di stru­menti ade­guati a rego­lare i con­flitti di inte­resse. E tut­ta­via pra­ti­cato con suc­cesso in Ita­lia [con suc­cesso anche per­so­nale di coloro che, soprat­tutto nel ser­vi­zio pub­blico, sulle inter­vi­ste senza domande hanno costruito bril­lanti carriere].”

Tas­selli che fanno parte di uno stesso dise­gno di cen­sura, disin­for­ma­zione e sem­pli­fi­ca­zione pour cause teso ad una gestione ad per­so­nam della nazione, che avevo già evi­den­ziato tempo fa ripren­dendo le parole di Michele Serra che nella sua rubrica quo­ti­diana [“L’Amaca”] scri­veva:“…….que­sto schifo non trova una defi­ni­zione tec­nica con­vin­cente nella parola “regime”. Si chiama con­for­mi­smo, o ser­vi­li­smo, o pigri­zia intel­let­tuale, o doci­lità pro­fes­sio­nale, o zelo azien­da­li­sta, ed è molto peg­gio, per­ché affonda le sue radici non in regole liber­ti­cide o in cen­sure con­cla­mate, ma nella pro­gres­siva assue­fa­zione di un paese intero……all’ inci­vile assetto dell’ infor­ma­zione in Ita­lia“.

Ora, come ricorda, ad inte­gra­zione, El Pais: “Ber­lu­sconi saca la artil­le­ría pesada. Tras tra­spa­sar a Kaká, Ber­lu­sconi no reforzó el Milan, pero invir­tió 15 mil­lo­nes de euros en un nuevo direc­tor para Il Gior­nale: Vit­to­rio Fel­tri, vete­rano perio­di­sta con fama de kil­ler de la infor­ma­ción” [tra­duz.],facente fun­zione di ven­ti­la­tore e citato recen­te­mente anche in que­sti spazi

I let­tori hanno già deciso quale sia il loro livello di fidu­cia nell’informazione e del resty­ling delle influenze scien­te­mente effet­tuato in que­sti anni. Non si può, dun­que, che con­di­vi­dere le con­clu­sioni del pre­si­dente Fnsi: “Que­sto cer­chio va spez­zato, prima che sia troppo tardi. E di tempo non ce n’è più molto”.

Mi pia­ce­rebbe poter festeg­giare il [e, per­chè no, con] Natale brin­dando al ripri­stino dell’ Art.21 della Costi­tu­zione, solo allora, sve­gliati dal tor­pore, potremo ripren­dere a par­lare con coscienza del futuro del gior­na­li­smo e dei gior­nali nel nostro paese.

 Berlusconi

PS: Come ho avuto modo di dire: I just chan­ged my pro­file pic­ture on Frien­d­Feed, Twit­ter and Face­book to remind to all my con­tacts that Italy is under attack and press free­dom is seriou­sly trea­te­ned by our PM Mr B. If you agree with me please chance your pic­ture as well. All sizes here: http://www.vincos.it/2009/08/30/berlusconi-joker-icone-per-la-liberta-di-stampa/

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