learning games

Posted on 29 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Aducation: Imparare i Principi dell’Advertising Giocando

Admongo è un gioco realizzato dalla FTC statunitense per insegnare regole e principi della comunicazione pubblicitaria.

Il gioco, in stile platform, si articola su 4 livelli principali che hanno al loro interno degli ulteriori sottolivelli per un totale complessivo di 12 aree di gioco.

Dopo aver effettuato una rapida e semplice registrazione è possibile scegliere le caratteristiche ed il sesso del giocatore da impersonificare.

La parte introduttiva è composta da un tutorial che insegna i movimenti basici del gioco. Al termine di ogni livello viene automaticamente salvata la partita così da non perdere i progressi ottenuti.

La prima parte aiuta ad identificare i diversi mezzi e le loro caratteristiche. Si passa dall’outdoor, cartellonistica e pubblicità in movimento, all’abitazione, con cataloghi e riviste ma anche packaging e poster, sino alla comunicazione sul punto vendita fatta di materiali POP, cupon e messaggi promozionali sul proprio telefonino.

La seconda area di gioco si focalizza su logiche e caratteristiche della comunicazione pubblicitaria. Il ruolo della grafica, i messaggi audio e il copy, il testo dei messaggi.

Nel terzo livello sono spiegate le logiche di “targettizzazione” dell’audience, la segmentazione psicografica e per stili di vita. Nel quarto ed ultimo livello viene invece richiesto di divenire autori e creare un proprio annuncio pubblicitario.

E’ possibile rigiocare Admongo tutte le volte che lo si desidera. Personalmente ho completato i 12 livelli in circa un’ora di gioco.

Il gioco, di buona fattura e con una grafica e meccanismi coinvolgenti, non è certamente indicato per chi si occupa di comunicazione professionalmente ma rappresenta assolutamente uno strumento estremamente interessante per chi si avvicina a questo mondo.

La ricca sezione dedicata a formatori e professori fornisce indicazioni utili su come utilizzare in aula lo strumento e numerose informazioni integrative.

Ottima realizzazione che conferma per l’ennesima volta le potenzialità del gioco come mezzo di narrazione, di impersonificazione, e dunque di apprendimento,  di relazione e comunicazione.

Posted on 10 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Conservare le Esperienze e Sviluppare la Conoscenza

Non sappiamo più quante ere tecnologiche sono passate dal 1995, quando nell’industria automobilistica si redigevano le «memorie tecniche». Erano queste delle trascrizioni di conoscenze procedurali elaborate da comunità di pratiche nel lavoro quotidiano, rilevate da osservatori su routine consolidate, per catturare la sapienza degli operatori, correggerla e completarla, in modo da dare una base uniforme di abilità e spingere i team di produzione a integrare flussi di dati e di attività nei processi aziendali.

Il processo produttivo e il sistema di governo erano in sequenza e rendevano necessari interventi gerarchici di cambiamento in relazione alle dinamiche ambientali.

Il processo decisionale richiedeva un certo numero di iterazioni, approssimazioni e aggiustamenti successivi per arrivare a una soluzione, che fosse l’output di un insieme di cicli. Crescevano i costi e non di rado l’andamento dei processi rinunciava al pieno aggiungimento degli obiettivi prefissati e realizzabili.

Le nuove tecnologie dell’informazione hanno messo in sinestesia flusso delle informazioni, decisioni e operatività. Hanno trasformato i ruoli di coordinamento in ruoli di assistenza e supporto all’operatore, che lavora in un team e possiede le competenze e le responsabilità per migliorare gli obiettivi condivisi.

Per la comunicazione e l’apprendimento continuo il videogioco «Child of Eden» può essere un efficacissimo simulatore, che fa sperimentare le tecnologie a supporto delle azioni individuali e collettive nelle reti di operazioni e governo dei flussi aziendali.

Il videogioco è stato creato da Tetsuya Mizuguchi, sviluppato da QEntertainment e pubblicato da Ubisoft. Gira su Xbox 360, PS3 e sarà compatibile con Kinect.

L’azione si svolge tra due secoli in un universo diventato una gigantesca rete, in cui l’umanità è minacciata, tutto ruota intorno a Eden, il futuro di Internet, dove sono conservate le esperienze degli uomini nati e cresciuti sulla Terra, ma ormai lontani nella maggior parte. L’obiettivo del gioco è di salvare Lumi, una creatura del XXI secolo, la prima nata nello spazio.

Quando le esperienze di Eden cominciano ad essere dimenticate, a distorcersi e ad oscurarsi a causa di un virus, arriva il momento di giocare, navigando nei cinque mondi di questa Rete futura per ripulire il sistema e rigenerarlo.

Il videogioco trascina il giocatore dentro mondi sontuosi e impressionanti, fatti di mastondotiche creature acquatiche, che fluttuano leggiadre in un universo di luci azzurrine e motivi floreali, accompagnati da piogge di petali e da complesse strutture meccaniche in continuo movimento.

«Child of Eden» è una sorta di commistione tra uno sparatutto e un gioco musicale, un «rhythm action game» che unisce sonoro, visione e tatto in un’esperienza impressionante e memorabile. Usando le due armi disponibili, il giocatore deve eliminare tutti gli elementi estranei a Eden e deve farsi sfuggire il minor numero possibile di minacce per conquistare il miglior risultato.

Strutturato su cinque livelli, corrispondenti ai cinque mondi, servono più partite per oltre una dozzina di ore,con un coinvolgimento crescente in situazioni stupefacenti, che danno un’esperienza eccezionale. Le trovate del creatore colgono sempre aIla sprovvista il giocatore, che non sa mai cosa può aspettarsi.

E’ un gioco adatto a persone con spiccata sensibilità artistica, orientate al nuovo e al rischio, pronte ad approfittare di sensazioni differenti dagli altri videogiochi per imparare ad andare al nocciolo delle esperienze, a manutenerle e a scambiarle con altri, come è ormai assegnato ai team aziendali, responsabili di obiettivi, progetti e business.

[Fonte]

Posted on 10 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

Parlamentare per una Settimana

Il sito web del Parlamento della Gran Bretagna ha un’area dedicata all’educazione, alla formazione, dei giovani di età compresa tra i 5 ed i 18 anni. Al suo interno, suddivisa per 3 fasce d’età esiste una sezione dedicata ai giochi con finalità formative, i cosiddetti serious games.

La scorsa settimana è stato lanciato “MP for a week”, gioco dedicato agli adolescenti che permette di vivere virtualmente una settimana nelle vesti di un parlamentare britannico.

Il gioco educativo consente, armati di uno smartphone, di vivere ora per ora la vita da onorevole.

Dopo aver scelto nome, livello di difficoltà, partito [di governo o opposizione] seggio di appartenenza ed i propri interessi specifici viene definito il profilo del giocatore e gli obiettivi da raggiungere.

Una buon a capacità di giudizio nella gestione della comunicazione e skills di time management sono requisiti essenziali per raggiungere con successo il traguardo. Ovviamente non sempre è possibile soddisfare tutti, le prese di decisione sono dunque elemento fondamentale del gioco.

Tra i diversi obiettivi è possibile scegliere anche quello relativo alla presentazione di un’interrogazione parlamentare sul futuro dei media. E’ possibile ripetere più volte il gioco in caso di insuccesso e/o volendo cambiare gli obiettivi specifici di ogni gameplay.

L’ennesima conferma delle grandi potenzialità di questo mezzo comunemente chiamato gioco.

Impossibile non constatare, infine, la profonda differenza in termini di risorse dedicate all’interno dell’omologo sito web della nostra nazione con il quale fare un confronto è davvero impietoso.

Sono aspetti che, se aveste occasione passare da quelle parti, sarà possibile approfondire al GameCamp tra un paio di settimane.

Posted on 7 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Gioco di Squadra & Intelligenza Collettiva

Il MIT Media Lab ha creato Mars Escape, gioco on line per due persone il cui obiettivo è contribuire all’educazione di Nexi.

Obiettivo del gioco è quello di permettere al robot di assolvere a determinati compiti con l’ausilio dell’essere umano. Le strategie e le interazioni sviluppate dai partecipanti servono a fornire le informazioni necessarie al raggiungimento di questo obiettivo.

In Mars Escape il giocatore può mantenere le sembianze umane personificando un astronauta o, al contrario, convertirsi in un robot; lo scenario, come suggerisce il nome, è una stazione spaziale su Marte.

Dopo il breve tutorial è necessario attendere l’estrazione, l’arrivo, di un altro compagno di gioco per poter portare a termine il proprio compito. E’ proprio questo l’aspetto che, a mio avviso, costituisce motivo di particolare interesse, consentendo di comprendere ed affinare il lavoro di gruppo, la coordinazione e l’interazione dei partecipanti. La somma di tutte le giocate dei videogiocatori che prenderanno parte nel tempo, grazie ad un algoritmo, consentirà di favorire lo sviluppo del progetto del gruppo di lavoro dedicato all’iniziativa.

Gioco di squadra e intelligenza collettiva per lo sviluppo di progetti innovativi. Modalità e processi da tenere sempre ben presenti non solo su Marte.

Il gioco è scaricabile liberamente per pc o mac e si basa su un precedente progetto teso a studiare comportamenti sociali e linguaggi dei giocatori on line.

Posted on 29 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Ad Literacy

Per aiutare i bambini a comprendere la pubblicità, la Federal Trade Commission statunitense ha prodotto un gioco ideato per educare la fascia di età pre-adolescenziale [8-12 anni] a comprendere quest’ area della comunicazione.

Come si può leggere nella home page del sito creato ad hoc per lo scopo, “La pubblicità è ovunque, online, all’esterno e in televisione. Chi realizza gli annunci? Come funzionano? Che scopo hanno? Qui lo scoprirai, imparerai ed esplorerai”

Il gioco è composto di 4 livelli di gioco [The Atrium, Assemblimater, Planadtarium and Adgitator] per sviluppare la capacità critica, in termini di capacità di discernere, e comprendere come gli annunci sono “targettizzati”. I giocatori imparano attraverso un percorso esperienziale basato su prodotti reali quali Choco Crunch cereal e Cleanology acne medication.

Sono state realizzate anche due aree di supporto per i genitori e gli insegnanti affinché possano supportare il processo di scoperta ed apprendimento critico favorito dal gioco.

Admongo, integra video, esempi di annunci pubblicitari, un glossario dei termini usati e molto altro ancora rendendolo davvero completo, confermando, se necessario, ruolo ed importanza dell’edutainment.

Un percorso che personalmente mi sento di suggerire non solo ai più piccini.

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