le monde

Google Contributi Francesi
Pubblicato il 10 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Tanto Rumore per Nulla

Come cer­ta­mente molti ricor­dano la set­ti­mana scorsa è stato siglato l’accordo tra Goo­gle e l’Association de la presse d’information poli­ti­que et géné­rale, asso­cia­zione della stampa fran­cese nata nel mag­gio del 2012 pro­prio per rin­for­zare la capa­cità nego­ziale nei con­fronti del colosso di Moun­tain View.

L’accordo pre­vede la crea­zione di un fondo desti­nato a soste­nere lo svi­luppo dell’informazione online per un importo nei pros­simi 3–5 anni di 60 milioni di euro e segue quello rag­giunto a metà dicem­bre in Bel­gio del quale non sono però stati resi noti i ter­mini eco­no­mici riman­dando ad una gene­rica col­la­bo­ra­zione tra i gior­nali in lin­gua fran­cese e Google.

Ora Fran­ci­sco Pinto Bal­se­mao, Pre­si­dente dell’EPC [Euro­pean Publi­shers Coun­cil], secondo quanto ripor­tato da Reu­ters,  dice che l’offerta di Goo­gle deve essere estesa in tutta Europa. Neces­sità che tra gli altri anche il Pre­si­dente della FIEG, Giu­lio Anselmi, ha riba­dito recentemente.

The Media Brie­fing, in un arti­colo sulla que­stione, parla giu­sta­mente di vit­to­ria di Pirro mostrando quale sia l’incidenza dei 60 milioni di euro rispetto al fat­tu­rato del set­tore in Fran­cia ma anche solo rispetto a quello del Figaro Group.

Come spiega Louis Drey­fus, CEO di «Le Monde»: “…que­sto accordo non cam­bia il modello eco­no­mico della stampa e coloro che si basano sugli aiuti, siano essi il fondo di Goo­gle o i fondi sta­tali, per tirare avanti sba­gliano. I media pos­sono con­tare sola­mente su se stessi e sulla capa­cità di rin­no­vare la pro­pria offerta per uscire dalla crisi”.

Tanto rumore per nulla.

Google Contributi Francesi

Pubblicato il 22 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Digital & Open

Anche que­sta set­ti­mana all’interno della mia colonna per l’ Euro­pean Jour­na­lism Obser­va­tory pro­se­gue la serie di case stu­dies sulle prin­ci­pali testate gior­na­li­sti­che del vec­chio continente.

Dopo aver ana­liz­zato, in ordine cro­no­lo­gico di pub­bli­ca­zione, «Il Sole24Ore», «Le Monde», «El Pais» ed in ultimo il «Finan­cial Times», que­sta set­ti­mana ven­gono esa­mi­nati i risul­tati, e le moti­va­zioni degli stessi, di uno dei quo­ti­diani gene­ra­li­sti più auto­re­voli a livello inter­na­zio­nale: il «The Guardian».

Ad un anno dall’annuncio dell’adozione di una stra­te­gia “digi­tal first” il punto della situa­zione del quo­ti­diano anglosassone.

Stiamo così creando all’interno dell’Osservatorio Euro­peo di Gior­na­li­smo, credo di poter dire, un archi­vio libe­ra­mente con­sul­ta­bile di diverse posi­zioni ed approcci al “dilemma del pri­gio­niero”, in modo da for­nire a chi lo desi­deri gli ele­menti di base per il ben­ch­mar­king rispetto alla pro­pria realtà edi­to­riale. Ci man­te­niamo anche noi, così come il «The Guar­dian», digi­tal e open.

Buona let­tura e buon lavoro.

Pubblicato il 23 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

I Giornali si Possono Risanare

Con­ti­nuiamo, con­ti­nuo, dalle colonne dell’Osservatorio Euro­peo di Gior­na­li­smo, ad esa­mi­nare spe­ri­men­ta­zioni e modelli di pro­po­sta ai let­tori da parte di alcune delle prin­ci­pali testate gior­na­li­sti­che del vec­chio con­ti­nente, dopo l’analisi della set­ti­mana scorsa del «Sole24Ore» ed il con­tri­buto di grande valore for­nito dalla pub­bli­ca­zione dello stu­dio del Reu­ters Insti­tute for Jour­na­lism,  è oggi la volta di un gior­nale gene­ra­li­sta di grande tra­di­zione, il fran­cese «Le Monde».

Con­ti­nue­remo, con­ti­nuerò nelle pros­sime set­ti­mane ad ana­liz­zare altre testate inter­na­zio­nale cer­cando di arri­vare nel tempo, attra­verso l’analisi di diversi case stu­dies, ad offrire un pano­rama com­pleto su i diversi modelli di busi­ness e le distinte solu­zioni che ven­gono adottate.

Buona let­tura.

Pubblicato il 28 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

L’Uragano dell’Informazione

Come fac­cio quasi ogni mat­tina, stavo dando un’occhiata alla ver­sione online dei prin­ci­pali quo­ti­diani quando, arri­vato al terzo, qual­cosa ha ini­ziato a stri­dere, per­fino ad infa­sti­dirmi, spin­gen­domi ad approfondire.

Ho così veri­fi­cato che l’apertura, il primo titolo in testa, delle home page di tutti i mag­giori gior­nali euro­pei è dedi­cata a Irene l’uragano che sta col­pendo gli Stati Uniti. Non c’è quo­ti­diano per il quale la noti­zia prin­ci­pale non sia rela­tiva a que­sto evento atmo­sfe­rico eccezionale.

Jeff Jar­vis parla di #storm­porn ridi­co­liz­zando la qua­lità della coper­tura gior­na­li­stica, ed in par­ti­co­lare quella tele­vi­siva, dell’uragano.

Se è pos­si­bile com­pren­dere che i gior­nali inglesi dedi­chino tanta rile­vanza ai fatti poi­chè per loro la quota di traf­fico, di visite, che arriva dagli USA è una quota rile­vante, che que­sto avvenga anche per i gior­nali ita­liani, fran­cesi e spa­gnoli desta in me più di qual­che per­ples­sità e preoccupazione.

Se la teo­ria com­plot­ti­sta potrebbe rile­vare una stra­te­gia della disat­ten­zione rispetto ad altri fatti che cer­ta­mente hanno rile­vanza supe­riore nei rispet­tivi Paesi, per­so­nal­mente pro­pendo per una non meno pre­oc­cu­pante omo­lo­ga­zione al ribasso.

L’audience dri­ven jour­na­lism, il gior­na­li­smo che punta tutto sull’attrazione dell’audience, si evolve, pare ad ogni lati­tu­dine, in karaoke jour­na­lism annul­lando di fatto le poten­zia­lità di plu­ra­lità di visione e di pen­siero della Rete in nome degli accessi da ven­dere agli inve­sti­tori pubblicitari.

Tutto cam­bia, nulla muta.

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Pubblicato il 26 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Il Provincialismo dei Quotidiani Italiani

Che i files rela­tivi a quanto avve­niva a Guan­ta­namo dif­fusi dai mag­giori quo­ti­diani inter­na­zio­nali aves­sero sca­te­nato una sorta di guerra media­tica è apparso subito evidente.

Wiki­Leaks è diven­tata non solo sim­bolo della libertà di espres­sione ma anche fonte indi­spen­sa­bile per i gior­na­li­sti e per atti­rare visi­ta­tori alle pagine delle edi­zioni online dei quo­ti­diani. Fabio Chiusi sostiene che sia una guerra che fa bene ai let­tori che gra­zie alla  gara al rialzo hanno bene­fi­ciato di una coper­tura infor­ma­tiva più ampia sul tema.

I quo­ti­diani di tutto il mondo dedi­cano ampio spa­zio alla vicenda ed in par­ti­co­lare, ovvia­mente, i gior­nali che sono “media part­ner” di Wiki­leaks danno grande risalto alla docu­men­ta­zione dif­fusa anche nell’edizione car­ta­cea. E’ Così per El Pais, Le MondeDaily Tele­graph ma non per Repub­blica, che pure insieme al set­ti­ma­nale L’Espresso figura tra i mezzi d’informazione accre­di­tati dall’organizzazione gui­data da Julian Assange, nè per nes­sun altro dei gior­nali ita­liani.

Il dizio­na­rio della lin­gua ita­liana defi­ni­sce il ter­mine pro­vin­cia­li­smo come: arre­tra­tezza cul­tu­rale, chiu­sura men­tale, con­for­mi­smo, carat­teri che si riten­gono pro­pri della pro­vin­cia. Non trovo per­so­nal­mente miglior descri­zione per defi­nire l’orientamento dei quo­ti­diani della nostra nazione, anche, in que­sta occasione.

Pubblicato il 10 marzo 2011 by Pier Luca Santoro

5 Formule per 5 Giornali

“El Pais” inau­gura un altro blog: “Perio­di­smo con Futuro” dedi­cato, come lascia intuire il nome, al gior­na­li­smo del futuro ed al futuro del gior­na­li­smo. La qua­lità degli autori, che già ave­vano aperto un loro canale nel social net­work lan­ciato dal quo­ti­diano spa­gnolo a metà 2010, e la bontà degli arti­coli pub­bli­cati in que­sti primi giorni dall’esordio ne fanno cer­ta­mente una risorsa da inse­rire nei bookmark.

Nel pezzo di aper­tura del 07 marzo ven­gono ripresi gli inter­venti che i diret­tori dei cin­que quo­ti­diani che hanno dif­fuso i docu­menti di Wiki­Leaks hanno effet­tuato durante una tavola rotonda sul futuro dell’informazione e la sua sostenibilità.

Sono 5 for­mule diverse, 5 approcci distinti al tema che con­fer­mano come non esi­sta un per­corso certo ed uni­voco ma si sia ancora in una fase sperimentale.

Da un lato “The Guar­dian” con una filo­so­fia, un modello di web aperto che il suo diret­tore difende a spada tratta con­vinto che gli utenti non deb­bano pagare per i con­te­nuti infor­ma­tivi on line. Dall’altro lato Bill Kel­ler del “New York Times” ed il mete­red pay­wall con solu­zioni free­mium basate sull’intensità di uti­lizzo e  “Le Monde” con un abbo­na­mento alle edi­zioni digi­tali che con­sente l’accesso ad archivi e con­te­nuti esclusivi.

Su una cosa tutti sem­brano con­cor­dare: domani leg­ge­remo l’ipergiornale.

Bill Kel­ler — The New York Times:

Javier Moreno — El Pais:

Georg Mascolo — Der Spie­gel:

Alan Rusbrid­ger — The Guar­dian:

Syl­vie Kauf­f­man — Le Monde:

Pubblicato il 1 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Rassegna della Documentazione Wikileaks Disponibile

Il rila­scio ad ondate della docu­men­ta­zione da parte di Wiki­leaks, da un lato, fa parte di una ben pre­cisa stra­te­gia di dif­fu­sione e comu­ni­ca­zione che con­sen­tirà di pro­lun­gare ulte­rior­mente “il ciclo di vita” della noti­zia, dall’altro potrebbe essere det­tata da dif­fi­coltà “tec­ni­che” legate ai con­ti­nui attac­chi infor­ma­tici ed alle per­se­cu­zioni in atto.

Al momento attuale su Wiki­leaks ed all’interno dei siti web dei quo­ti­diani pre­scelti per la dif­fu­sione, su un totale di oltre 251mila, sono dispo­ni­bili i seguenti documenti:

- 291 memo­ran­dum nell’area dedi­cata di Wikileaks

- 169 docu­menti sul Guar­dian online, sud­di­visi per nazione [nes­suno riguar­dante l’Italia]

- 18 “sta­te­logs” all’interno del New York Times [alcune parti della docu­men­ta­zione sono state oscurate]

- 38 cablo­grammi sono stati resi dispo­ni­bili da El Pais

- Pare che nes­sun docu­mento sia stato pub­bli­cato su Le Monde e Der Spie­gel

- Inte­res­sante l’applicazione rea­liz­zata da Owni che rag­gruppa buona parte della docu­men­ta­zione dispo­ni­bile, men­tre New­sweek spiega come effet­tuare le ricer­che tra i docu­menti degli argo­menti d’interesse.

Sul capo di Julian Assange’ pende un ordine di cat­tura da parte dell’Interpol per la sua estra­di­zione dalla Sve­zia. Il mar­chio rosso indica la mas­sima prio­rità, men­tre l’Interpol afferma di non avere alcuna sua foto dispo­ni­bile il Time lo ha inse­rito nella lista da votare come per­so­nag­gio dell’anno.

Si segnala infine che, secondo Journalism.co.uk, 7500 cablo­grammi [non ancora dif­fusi] riguar­de­reb­bero le rela­zioni con i media.

Pubblicato il 28 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Re è Nudo

Attac­chi infor­ma­tici, minacce e rac­co­man­da­zioni non sono ser­viti a fer­mare la dif­fu­sione annun­ciata da Wiki­leaks degli oltre 250mila docu­menti uffi­ciali inviati da 250 amba­sciate sta­tu­ni­tensi nel tempo.

E’ pre­sto, troppo pre­sto per trarre delle con­clu­sioni, per fare delle con­si­de­ra­zioni degne di quest nome sul valore e l’impatto del con­te­nuto della docu­men­ta­zione diffusa.

Il link glo­bale rea­liz­zato dal Guar­dian ai cin­que quo­ti­diani a cui sono stati inviati i docu­menti e, se acces­si­bile, quello ori­gi­nale dell’organizzazione che li ha dif­fusi sono un buon punto di par­tenza sulla coper­tura mon­diale della questione.

A caldo solo due con­si­de­ra­zioni pos­sono, dalla mia pro­spet­tiva, essere sensate.

Il rila­scio ad ondate della docu­men­ta­zione da parte di Wiki­leaks fa parte di una ben pre­cisa stra­te­gia di dif­fu­sione e comu­ni­ca­zione che con­sen­tirà di pro­lun­gare ulte­rior­mente “il ciclo di vita” della notizia.

I media ita­liani sono parte della pro­vin­cia remota dell’impero ed in quanto tali otten­gono una con­si­de­ra­zione di sta­tus pres­so­chè nulla, imma­gino possa essere uno degli ele­menti su cui riflet­tere nei pros­simi giorni.

Una sola cosa è certa: il re è nudo gra­zie alla rete.

Si segnala infine, l’interessante mappa inte­rat­tiva rea­liz­zata da Spie­gel Online e la rac­colta dei tweets da parte di mol­tis­simi gior­na­li­sti di tutto il mondo.

Pubblicato il 21 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Petite histoire des sites médias

Cross Media Con­sul­ting, società fran­cese di con­su­lenza foca­liz­zata nell’aiutare le imprese edi­to­riali alla tran­si­zione sul web, ha rea­liz­zato un inte­res­sante video che riper­corre le tappe essen­ziali nello svi­luppo della ver­sione on line di alcuni quotidiani.

Nel fil­mato viene mostrata l’evoluzione dei siti web di Le Monde, Le Figaro, dello spor­tivo L’Equipe e dell’inglese The Guardian.

Una sco­perta per chi non li ha vis­suti all’epoca, un utile ripasso per non per­derne memo­ria per gli altri.

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