le figaro

Pubblicato il 28 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

L’Uragano dell’Informazione

Come fac­cio quasi ogni mat­tina, stavo dando un’occhiata alla ver­sione online dei prin­ci­pali quo­ti­diani quando, arri­vato al terzo, qual­cosa ha ini­ziato a stri­dere, per­fino ad infa­sti­dirmi, spin­gen­domi ad approfondire.

Ho così veri­fi­cato che l’apertura, il primo titolo in testa, delle home page di tutti i mag­giori gior­nali euro­pei è dedi­cata a Irene l’uragano che sta col­pendo gli Stati Uniti. Non c’è quo­ti­diano per il quale la noti­zia prin­ci­pale non sia rela­tiva a que­sto evento atmo­sfe­rico eccezionale.

Jeff Jar­vis parla di #storm­porn ridi­co­liz­zando la qua­lità della coper­tura gior­na­li­stica, ed in par­ti­co­lare quella tele­vi­siva, dell’uragano.

Se è pos­si­bile com­pren­dere che i gior­nali inglesi dedi­chino tanta rile­vanza ai fatti poi­chè per loro la quota di traf­fico, di visite, che arriva dagli USA è una quota rile­vante, che que­sto avvenga anche per i gior­nali ita­liani, fran­cesi e spa­gnoli desta in me più di qual­che per­ples­sità e preoccupazione.

Se la teo­ria com­plot­ti­sta potrebbe rile­vare una stra­te­gia della disat­ten­zione rispetto ad altri fatti che cer­ta­mente hanno rile­vanza supe­riore nei rispet­tivi Paesi, per­so­nal­mente pro­pendo per una non meno pre­oc­cu­pante omo­lo­ga­zione al ribasso.

L’audience dri­ven jour­na­lism, il gior­na­li­smo che punta tutto sull’attrazione dell’audience, si evolve, pare ad ogni lati­tu­dine, in karaoke jour­na­lism annul­lando di fatto le poten­zia­lità di plu­ra­lità di visione e di pen­siero della Rete in nome degli accessi da ven­dere agli inve­sti­tori pubblicitari.

Tutto cam­bia, nulla muta.

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Pubblicato il 21 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Petite histoire des sites médias

Cross Media Con­sul­ting, società fran­cese di con­su­lenza foca­liz­zata nell’aiutare le imprese edi­to­riali alla tran­si­zione sul web, ha rea­liz­zato un inte­res­sante video che riper­corre le tappe essen­ziali nello svi­luppo della ver­sione on line di alcuni quotidiani.

Nel fil­mato viene mostrata l’evoluzione dei siti web di Le Monde, Le Figaro, dello spor­tivo L’Equipe e dell’inglese The Guardian.

Una sco­perta per chi non li ha vis­suti all’epoca, un utile ripasso per non per­derne memo­ria per gli altri.

Pubblicato il 11 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

La Stampa e la Cooperazione Internazionale

L’UAB, con l’appoggio di Inter­na­tio­nal Inter Press Ser­vice ha rea­liz­zato la ricerca “La stampa e la coo­pe­ra­zione inter­na­zio­nale” i cui risul­tati sono stati dif­fusi la scorsa settimana.

Lo stu­dio ha preso in con­si­de­ra­zione nove quo­ti­diani tra i più rap­pre­sen­ta­tivi dell’UE: tre spa­gnoli [ABC, El País e La Van­guar­dia ], tre fran­cesi [Le Figaro, Le Monde e Libé­ra­tion ] e tre inglesi [The Daily Tele­graph, The Guar­dian e The Times].

I mezzi di comu­ni­ca­zione ana­liz­zati dedi­cano solo il 3,5% dello spa­zio al tema della coo­pe­ra­zione inter­na­zio­nale inse­ren­doli nor­mal­mente nella sezione dedi­cata alle noti­zie inter­na­zio­nali, men­tre dovreb­bero più pro­pria­mente essere col­lo­cate in altro ambito, quello rela­tivo alla società.

Tra i quo­ti­diani oggetto dello stu­dio, quelli con un orien­ta­mento poli­tico di cen­tro sini­stra hanno mostrato una mag­gior pro­pen­sione a dedi­care la prima pagina a que­sto tipo di noti­zie, con­tra­ria­mente a quelli con una linea edi­to­riale favo­re­vole al cen­tro destra. Il tema della coo­pe­ra­zione ha dun­que una forte valenza poli­tica e viene uti­liz­zato per fare pres­sione, o meno, nei con­fronti dei governi.

I temi che hanno otte­nuto mag­gior coper­tura sono rela­tivi alle tema­ti­che ambien­tali, alla gover­nance ed alla demo­cra­zia con un peso del 70% sul totale. La riu­nione sul clima di Cope­na­ghen, la mis­sione dell’ONU in Afga­ni­stan e le media­zioni per il disarmo dell’Iran sono le noti­zie che spe­ci­fi­ca­ta­mente mag­gior coper­tura hanno ottenuto.

Sono que­sti temi che potreb­bero rap­pre­sen­tare una oppor­tu­nità con­creta per coloro che voles­sero coglierla svi­lup­pando nuove ini­zia­tive ad hoc in ambito edi­to­riale. In altre nazioni sono già “sul pezzo