la stampa

Prima Comunicazione Social Media Editor
Pubblicato il 2 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Buona la Prima

«Prima Comu­ni­ca­zione», dopo che il 13 gen­naio scorso, in occa­sione del mio ini­zio a «La Stampa» come “tem­po­rary social media edi­tor”, aveva pub­bli­cato la noti­zia del mio inca­rico, torna ad occu­par­sene nel numero in edi­cola [ed ovvia­mente dispo­ni­bile in ver­sione digi­tale per smart­pho­nes e tablet] da gio­vedì 30 gennaio.

L’articolo rias­sume le diverse aree di spe­ri­men­ta­zione che il quo­ti­diano pie­mon­tese sta effet­tuando con l’obiettivo di creare un eco­si­stema crea­tivo e formativo.

Felice di poter gio­care la partita.

Prima Comunicazione Social Media Editor

Vanity Fair
Pubblicato il 25 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Quote

Bar­bara Sgarzi nei giorni scorsi mi ha inter­vi­stato per «Vanity Fair» rela­ti­va­mente al mio recente in carico di tem­po­rary social media edi­tor per «La Stampa».

Mi è sem­brato inte­res­sante ripren­dere l’ultima delle rispo­ste rela­ti­va­mente al per­corso da fare per i quo­ti­diani ita­liani rela­ti­va­mente a i social media.

Vanity Fair

In caso inte­ressi, è pos­si­bile leg­gere il resto dell’intervista.

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Pubblicato il 21 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Innovazione, Sperimentazione, Contaminazione

Ha preso il via ieri il ciclo di lezioni, di incon­tri, pro­mossi da «La Stampa» [*] sul gior­na­li­smo digi­tale. Il pro­getto: “La Stampa Aca­demy” è svi­lup­pato dal quo­ti­diano pie­mon­tese in col­la­bo­ra­zione con Goo­gle, un primo ele­mento che la dice lunga sulla pro­pen­sione a spe­ri­men­tare ed inno­vare invece di ricer­care ele­menti di con­trap­po­si­zione con il gigante di Moun­tain View.

Il calen­da­rio delle atti­vità si arti­cola sino a fine feb­braio e vede alcuni incon­tri all’interno della sede del gior­nale, calen­da­riz­zati per il 27 gen­naio ed il 03 feb­braio pros­simi, ed un’altra serie di lezioni esclu­si­va­mente in remoto, online.

Dopo il primo incon­tro di ieri, su data e visual jour­na­lism, tema essen­ziale della nascita di que­sto nuovo spa­zio, il per­corso si arti­co­lerà su una serie di temi: dal ruolo big data, con Gianni Riotta, all’esperienza del «The Guar­dian», che, come noto, ha un’ampia sezione dedi­cata, pas­sando per come creare una start-up e la pri­vacy nel data­jour­na­lism. Il ciclo di lezioni si con­clu­derà con un hac­ka­ton finale in cui i par­te­ci­panti, sud­di­visi in gruppi, costrui­ranno in tempo reale dei nuovi pro­getti di gior­na­li­smo digitale.

Il Diret­tore, Mario Cala­bresi, nel suo discorso di aper­tura, ha spie­gato, o ricor­dato — a seconda dei casi — come al gior­na­li­smo nuovo serva con­ta­mi­na­zione, sot­to­li­neando che «La Stampa» farà da incu­ba­tore di start-up per i gruppi di lavoro più meri­te­voli e che, ele­mento tutt’altro tra­scu­ra­bile di que­sti tempi, i pro­getti sele­zio­nati e svi­lup­pati saranno remunerati.

Le iscri­zioni alla com­mu­nity sono aperte sino alle 24:00 di oggi e per tutti i par­te­ci­panti, più di mille al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, oltre allo strea­ming live degli incon­tri, saranno resi dispo­ni­bili i mate­riali uti­liz­zati dai diversi docenti ed i video degli incon­tri per futura consultazione.

L’iniziativa non ha pre­ce­denti nel pano­rama edi­to­riale ita­liano ed è la più con­creta evi­denza dell’effettiva volontà del gior­nale di aprirsi a inno­va­zione, spe­ri­men­ta­zione e con­ta­mi­na­zione, come ha sot­to­li­neato, tra gli altri, anche il Sot­to­se­gre­ta­rio alla Pre­si­denza del Con­si­glio dei mini­stri del Governo Letta con delega all’Editoria e all’Attuazione del pro­gramma di governo Noi di Data­Me­dia­Hub saremo ben con­tenti di col­la­bo­rare agli svi­luppi del pro­getto met­tendo a dispo­si­zione le com­pe­tenze del nostro gruppo di lavoro.

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto attual­mente col­la­bora con «La Stampa» come “tem­po­rary mana­ger” in qua­lità di social media editor.

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Pubblicato il 14 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

InnovAzioni e SperimentAzioni

Una cosa è certa, il 2014 sem­bra essere dav­vero l’anno del fare, dello sperimentare.

Dopo l’annuncio del lan­cio di Data­Me­dia­Hub, a cui stiamo lavo­rando per imple­men­tare il sito che tra una set­ti­mana dovremmo riu­scire già ad aggior­nare quo­ti­dia­na­mente, sem­pre da ieri sono “tem­po­rary mana­ger” per «La Stampa» in qua­lità di social media editor.

Le ragioni ed il senso sono spie­gate dal diret­tore del quo­ti­diano pie­mon­tese nell’articolo pub­bli­cato sul sito web del gior­nale: “Social  Media, da oggi a La Stampa porte aperte agli inno­va­tori della  Rete”, in cui Mario Cala­bresi, appunto, spiega come a suo avviso “que­sta è l’occasione giu­sta per pas­sare dalle parole ai fatti: lasciare che il gior­na­li­smo tra­di­zio­nale si con­ta­mini con le migliori espe­rienze della rete”. Dif­fi­cile non con­di­vi­derne la pro­spet­tiva al di là del mio coin­vol­gi­mento personale.

https://twitter.com/mariocalabresi/status/422761643144384512

Al di là delle moti­va­zioni espresse dal diret­tore del gior­nale tori­nese, quale sia una parte dell’innovazione nella scelta effet­tuata lo spie­gano, da due pro­spet­tive com­ple­men­tari, che si inte­grano tra loro, Carlo Felice Dalla Pasqua e «Il Ducato», gior­nale online dell’Istituto per la For­ma­zione al gior­na­li­smo di Urbino, che in entrambi i casi pon­gono l’accento sul fatto che sia un non gior­na­li­sta [il sot­to­scritto] a rico­prire que­sta posi­zione per una testata.

Quando circa 7 anni fa ho ini­ziato a cono­scere da vicino il set­tore edi­to­riale e sono rima­sto let­te­ral­mente ester­re­fatto nel con­sta­tare come sia carat­te­riz­zato, in buona parte ancor oggi, da logi­che orga­niz­za­tive e gestio­nali che in altri settori/mercati sono state abban­do­nate almeno dalla metà degli anni ’90.

Ritengo che una con­ta­mi­na­zione, un con­tri­buto di per­sone che, forti di espe­rienze in altri mer­cati, por­tino una ven­tata di novità, “occhi nuovi” con cui approc­ciare pro­blemi vec­chi, exper­tise che adat­tato si puo’ tran­quil­la­mente appli­care,  sia uno degli ele­menti essen­ziali per scar­di­nare, in senso posi­tivo, il sistema, ancora una volta al di là del mio caso personale.

Rin­gra­zio Mario Cala­bresi, Marco Bar­dazzi e, ovvia­mente, Anna Masera, per la fidu­cia accor­da­tami. Farò di tutto per appor­tare il mio con­tri­buto posi­tivo alla scelta fatta da  «La Stampa».  Lascia­temi que­sta prima set­ti­mana di rodag­gio e poi ini­ziate a giu­di­care. Lo spa­zio dei com­menti e il mio account Twitter sono a dispo­si­zione per rac­co­gliere idee, spunti e, se del caso, critiche.

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UP2U
Pubblicato il 4 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Se il Giornale va in Scena con gli Users Generated Content

All’inizio di que­sta set­ti­mana «La Stampa» ha lan­ciato “UP2U”, talent show users gene­ra­ted con­tent nato da un’idea della gior­na­li­sta Giu­lia Vola, che qual­che anno fa ha fatto un’esperienza nel mondo teatrale.

Per par­te­ci­pare i can­di­dati, di età com­presa tra i 18 e i 35 anni, devono inviare alla reda­zione un pro­vino ine­dito. Un video, lungo non più di cin­que minuti, che rac­conti [attra­verso i gesti, le parole o l’espressione cor­po­rea] le realtà quo­ti­diane. Ogni per­for­mance deve inter­pre­tare uno tra i seguenti temi di attua­lità: lavoro, cit­ta­di­nanza, gene­ra­zioni, cro­naca [stra]ordinaria, cor­pore sano, amore e rivoluzione.

Sul mini-sito creato ad hoc c’è anche un blog dove scam­biarsi opi­nioni e con­si­gli su come rea­liz­zare i fil­mati. L’ultimo giorno per inviare i video — per posta, via mail o tra­mite un upload sul sito — è il 7 gen­naio. Dopo tale data la gara entrerà nel vivo. Ver­ranno sele­zio­nati trenta fina­li­sti. Dodici [ovvero i primi due delle sei cate­go­rie] saranno scelti dallla “giu­ria popo­lare”, dalle per­sone che potranno votare i video sele­zio­nati, gli altri 18 da una giu­ria di esperti di tea­tro e giornalisti.

Il 23 gen­naio il primo ver­detto. Per chi supera que­sto sco­glio si spa­lan­che­ranno le porte della reda­zione. I pre­scelti, infatti, ver­ranno nello stu­dio de La Stampa tv a regi­strare una per­for­mance. Tutti i video rea­liz­zati saranno cari­cati online. Ci saranno anche i back­stage delle regi­stra­zioni e le inter­vi­ste ai pro­ta­go­ni­sti. Dal 9 marzo via alla seconda fase. I “live” affron­te­ranno il giu­di­zio di entrambe le giu­rie: quella popo­lare e quella di qua­lità. I vin­ci­tori scelti dalla Rete si esi­bi­ranno il 14 aprile ai Can­tieri Ogr, una delle grandi realtà indu­striali di Torino che si è rein­ven­tata labo­ra­to­rio arti­stico. Gli altri, invece, il giorno dopo, sol­che­ranno il palco del Tea­tro Carignano.

UP2U

L’iniziativa del quo­ti­diano tori­nese mi pare inte­res­sante da diversi punti di vista.

Sotto il pro­filo gior­na­li­stico costi­tui­sce una nuova moda­lità di nar­ra­zione, di rac­con­tare la cro­naca quo­ti­diana. Uti­lizza la mul­ti­me­dia­lità della Rete for­nen­dola di una “let­tura arti­stica” della nostra quo­ti­dia­nità vista con gli occhi del let­tore, delle persone.

E’ anche un modo per creare enga­ge­ment, coin­vol­gi­mento online e, al tempo stesso, pre­si­diare sul ter­ri­to­rio di rife­ri­mento del quo­ti­diano un rap­porto diretto, un aspetto troppo a lungo tra­scu­rato nella rela­zione con i lettori.

Ini­zia­tiva deci­sa­mente fuori dal comune che mi [pre]occuperò di moni­to­rare nel tempo per veri­fi­carne il livello di ade­sione da parte delle persone.

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Pubblicato il 22 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Social Media Policy Quotidiane

Anna Masera,  Social Media Edi­tor di «La Stampa», nel corso di que­sta set­ti­mana ha pub­bli­cato il deca­logo per l’uso dei social media da parte dei gior­na­li­sti del quo­ti­diano torinese.

In aper­tura, come pre­messa alla pub­bli­ca­zione del deca­logo, viene scritto che:

Que­sta bozza di “ social media policy” risale a gen­naio 2012, quando sono stata nomi­nata Social Media Edi­tor a La Stampa. L’abbiamo tenuta inter­na­mente come punto di rife­ri­mento, ma su grande richie­sta abbiamo deciso di pub­bli­carla, per­chè non è certo un docu­mento segreto ed è un lavoro “in pro­gress” che può bene­fi­ciare del con­tri­buto di tutti, anche di chi ci legge da fuori. Quindi ben­ven­gano i vostri com­menti, nel limite dell’accettabile, qui sotto: li valu­terò tutti atten­ta­mente e se saranno costrut­tivi ne terrò conto per aggiu­stare il tiro e aggior­nare quelle che vogliono essere delle sem­plici linee guida per un lavoro di squa­dra, nel rispetto dell’individualità di ciascuno.

 Rac­colgo l’invito.

Se i 10 punti sono cer­ta­mente un buon punto di par­tenza, e va altret­tanto cer­ta­mente apprez­zata la pub­bli­ca­zione, mi pare che siano pre­va­len­te­mente nor­ma­tivi e non ten­gano in con­si­de­ra­zione quelli che pos­sono essere i buoni com­por­ta­menti, le “best prac­ti­ces” da incoraggiare.

In tal senso vale la pena di pren­dere spunto da quelle del «The New York Times» che sono estre­ma­mente ampie, meno pun­tual­mente defi­nite, e che si appel­lano fon­da­men­tal­mente all’utilizzo del buon senso da parte dei pro­pri gior­na­li­sti ed effet­tuano un inte­res­sante richiamo al rap­porto con i lettori.

Più pun­tuali invece quelle del «The Guar­dian», che risal­gono al 2010, segnando la distanza, anche, tem­po­rale che inter­corre tra l’utilizzo dif­fuso di social media e social net­work da parte dei media del nostro Paese rispetto a quelli esteri, e che si com­pon­gono di 8 punti tra i quali ve ne sono, almeno, due che aggiun­ge­rei al deca­logo di «La Stampa».

Li tra­duco per faci­lità di lettura.

Punto 2 —  Focus su con­tri­buti costrut­tivi rico­no­scendo e pre­miando i con­tri­buti intelligenti.

Punto 7 — Inco­rag­giare i let­tori a con­tri­buire con le loro pro­spet­tive, cono­scenze e com­pe­tenze aggiun­tive. Rico­no­scere posi­ti­va­mente i loro contributi.

Ad inte­gra­zione di que­sti spunti offerti da altre testate, una mia per­so­nale inte­gra­zione che por­rei al punto uno di qua­lun­que policy:

- Social media e social net­work per­met­tono di comu­ni­care e rela­zio­narsi con i let­tori, e con i poten­ziali tali, in un modo com­ple­ta­mente distinto dagli altri mezzi. NON usa­teli come un mega­fono per­so­nale o azien­dale, la con­ver­sa­zione da pari a pari, con chic­ches­sia,  è un ele­mento essen­ziale, usate que­sta oppor­tu­nità per sta­bi­lire e rin­for­zare la rela­zione tra voi, la testata ed i lettori.

Se ancora non avete rea­liz­zato la social media policy della vostra testata [o della vostra impresa] e siete alla ricerca di ispi­ra­zione, il posto giu­sto per tro­varla è “Social Media Gover­nance” che ne con­tiene un data­base di ben 247  sud­di­vise per settore.

Esi­ste anche un tool, uno stru­mento, che vi guida, attra­verso un serie di domande mirate, alla rea­liz­za­zione della vostra social media policy.

Se, col­pe­vol­mente, non l’aveste ancora fatto, ini­ziate ora a defi­nire la vostra social media policy e man­te­ne­tela aggior­nata nel tempo.

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Popolarità Politici
Pubblicato il 9 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

La Popolarità Mediatica dei Candidati alla Presidenza del Consiglio

Si dice spesso che i media tra­di­zio­nali siano auto­re­fe­ren­ziali, ego­cen­trici. La dina­mica pare essere molto simile anche per quanto riguarda la Rete dove è forte la con­cen­tra­zione rela­ti­va­mente a quanto avviene al suo interno.

E’ così anche nel caso delle ele­zioni pros­sime ven­ture con un attento moni­to­rag­gio a quanto avviene su Inter­net ed in par­ti­co­lare all’interno delle due reti sociali più note: Face­book e Twitter.

Nell’ultimo mese sono nate diverse ini­zia­tive in tal senso sia da parte di quo­ti­diani online quali «La Stampa», che nel suo spe­ciale ele­zioni ha creato uno spa­zio defi­nito le voci della poli­tica al cui interno sono mostrati le atti­vità di poli­tici e par­titi per i due pre­ci­tati social net­work, e diverse pro­po­ste indi­pen­denti quali Twi­tAn­to­nio, Italia2013 e Poli­sMe­ter che non moni­tora solo i social ma anche la Rete più in generale.

In una Paese quale l’Italia con la più bassa pene­tra­zione di Inter­net sarebbe però inte­res­sante anche sapere e capire quale popo­la­rità, quanto spa­zio viene dato a par­titi e poli­tici negli altri media.

Se i dati del Cen­tro d’Ascolto dell’Informazione Radio­te­le­vi­siva segna­lati ieri for­ni­scono uno spac­cato della share of voice all’interno dei tele­gior­nali nazio­nali dei diversi par­titi arriva ora, final­mente, un moni­to­rag­gio anche degli altri media.

“La popo­la­rità corre sui media” è un’iniziativa rea­liz­zata da tre società asso­ciate tra loro che si occu­pano di moni­to­rag­gio e for­ni­tura della ras­se­gna di stampa, web e video, che, avendo sostan­zial­mente i dati in casa, 1000 fonti gior­na­li­sti­che quo­ti­diane più impor­tanti del Paese, tra quo­ti­diani nazio­nali e locali, set­ti­ma­nali e perio­dici, siti web, agen­zie di infor­ma­zione, blog e fonti isti­tu­zio­nali, per rile­vare quante volte i can­di­dati alle ele­zioni poli­ti­che 2013 ven­gono citati.

Nello spa­zio dedi­cato alla pre­ge­vole ini­zia­tiva un’infografica inte­rat­tiva rias­sume le cita­zioni dei sei prin­ci­pali can­di­dati alla Pre­si­denza del Con­si­glio. Le per­cen­tuali si rife­ri­scono alla quota di cita­zioni otte­nute da cia­scun can­di­dato sul totale delle cita­zioni rile­vate. Tutto si rife­ri­sce alla tota­lità delle 1000 fonti. Il fil­tro con­sente di appro­fon­dire la let­tura per: argo­menti , fonti e testate.

Popolarità Politici

In argo­menti viene rile­vata la com­pre­senza nell’articolo del nome del can­di­dato e della parola-chiave argo­mento; per fonti si evi­den­ziano i risul­tati di gruppi omo­ge­nei di testate, come ad esem­pio le sole fonti web o i quo­ti­diani locali, infine con il fil­tro testate si con­fron­tano le cita­zioni dei can­di­dati sulle testate che nel giorno hanno pre­sen­tato in asso­luto il mag­gior numero di citazioni.

Anche se i domi­na­tori asso­luti in ter­mini di cita­zioni sono Monti e Ber­lu­sconi è inte­res­sante veri­fi­care come, ad esem­pio, «Il Cor­riere della Sera» dedi­chi al Pre­si­dente del Con­si­glio uscente più del dop­pio di quelle di Ber­lu­sconi e oltre il tri­plo di quelle per Ber­sani, o come «la Repub­blica» dedi­chi al Cava­liere il dop­pio delle cita­zioni rispetto a Ber­sani che invece domina su «Libero» anche se cer­ta­mente non si tratta di men­zioni posi­tive in que­sto caso.

Osser­vando l’andamento delle inten­zioni di voto dei diversi son­daggi elet­to­rali pare che il più pena­liz­zato dalla rela­ti­va­mente scarsa espo­si­zione media­tica sia pro­prio Ber­sani la cui coa­li­zione perde ter­reno men­tre se ne avvan­tag­gia in maniera signi­fi­ca­tiva quella gui­data da Ber­lu­sconi ed anche quella che fa rife­ri­mento a Monti sep­pure in maniera non pro­por­zio­nale alla grande espo­si­zione di cui gode.

La con­ferma, se neces­sa­rio, che per una buona comu­ni­ca­zione elet­to­rale non è solo la quan­tità a fare la differenza.

Intenzioni di Voto

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Pubblicato il 4 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

La Mia PropostaSciocc per i Quotidiani Online Italiani

Il tanto atteso discorso di Ber­lu­sconi ha sor­tito il suo effetto e la bou­tade sul rim­borso dell’IMU ha tenuto banco per tutta la gior­nata di ieri ed è la noti­zia prin­ci­pale di aper­tura di tutti i quo­ti­diani oggi in edicola.

Discorso che è stato accolto pre­va­len­te­mente con ama­rezza ed iro­nia dalle per­sone su Twit­ter. Secondo Topsy, stru­mento tra i più affi­da­bili tra quelli dispo­ni­bili gra­tui­ta­mente, l’hashtag #pro­po­sta­shock e stato twit­tato 20.578 volte sino alla mez­za­notte di ieri con un picco di 3644 tweet alle 15:00 e la ver­sione pro­po­sta dal PD #pro­po­sta­sciocc ha avuto 3.622 men­tion con un picco di 583 tweet alle 14:00. Per entrambe le tag uno dei “top tweet” è rela­tivo ad un’immagine che mette assieme i titoli di diversi gior­nali sulle pre­ce­denti pro­messe, come noto non man­te­nute, di tagli fiscali da parte del Cava­liere, men­tre per il solo #pro­po­sta­shock è l’affermazione di Cetty D., spe­cia­liz­zata in satira, che ottiene 651 ret­weet e 169 favoriti.

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Nono­stante, come mostra l’immagine sopra ripor­tata, la tag più uti­liz­zata sia stata quella del solo nome di “Mr.B”, i prin­ci­pali gior­nali online hanno ripreso la que­stione, ad esclu­sione di quelli aper­ta­mente schie­rati a favore delle “Ber­lu­sto­ries”, neo­lo­gi­smo che credo valga la pena di coniare ispi­ran­dosi al più famoso advertorials.

Se for­tu­na­ta­mente in que­sto caso, ad ecce­zione del «Mes­sag­gero» che cita solo i tweet ma non l’autore, viene rispar­miato il tweet ano­nimo il trat­ta­mento delle due coraz­zate dell’informazione online ita­liana fa riflettere.

In entrambi i casi infatti sia «Il Cor­riere della Sera» che «la Repub­blica» pub­bli­cano una foto­gal­lery di alcuni tweet da loro sele­zio­nati. Una scelta che evi­den­te­mente non può essere giu­sti­fi­cata da dif­fi­coltà tec­ni­che nell’embeddare, nell’inserire il tweet ori­gi­nale [e rela­tivo link alla fonte] stante anche le recenti miglio­rie appor­tate da Twit­ter in tal senso create pro­prio allo scopo.

La foto­gal­lery genera pagine viste, è dun­que lam­pante l’obiettivo di entrambe le testate. Una scelta che non è rispet­tosa del let­tore, degli autori dei tweet e nep­pure, a mio modo di vedere, degli inserzionisti.

Che sia pos­si­bile farlo lo dimo­stra, se neces­sa­rio, «La Stampa» che invece, for­tu­na­ta­mente, sce­glie una strada diversa pub­bli­cando lo sto­rify dei prin­ci­pali tweet dando un senso edi­to­riale attra­verso una sele­zione ragionata.

La mia “pro­po­sta­sciocc” è quella di adot­tare, ad esem­pio, il for­mat rea­liz­zato recen­te­mente dal «The Washing­ton Post» in occa­sione del giu­ra­mento di Obama. Pro­po­sta di for­mat che ha come sot­to­pro­dotto non tra­scu­ra­bile il rico­no­sci­mento, final­mente, del giu­sto cre­dito alle per­sone  e che con­sente comun­que di mone­tiz­zare pre­sen­tando nume­rosi van­taggi rispetto alle foto­gal­lery. Una base minima di rispetto che dovrebbe essere alla base di una qual­siasi rela­zione, e dun­que anche in quella tra gior­nali e let­tori, per­sone, dalla quale pare invece, ahimè, alcuni quo­ti­diani ita­liani abbiano ancora molto da imparare.

“Bonus track” le word cloud, e rela­tivo link al testo inte­grale, del discorso della discesa in campo e di quello di ieri. Altra infor­ma­zione che mi pare non venga ripor­tata inte­gral­mente dalle testate online. L’informazione credo sia sem­pre meglio for­nirla com­pleta altri­menti se non di parte resta cer­ta­mente parziale.

Il discorso del 3 Febbraio 2013 alla Fiera di Milano

Il discorso del 3 Feb­braio alla 2013 Fiera di Milano

Il discorso della discesa in campo "Per il mio paese"

Il discorso della discesa in campo “Per il mio paese”

Le voci della Politica
Pubblicato il 24 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

Politica & Engagement dei Quotidiani Online

Il Giu­ra­mento di Obama per il secondo man­dato come Pre­si­dente degli Stati Uniti è stata occa­sione per molti quo­ti­diani online in lin­gua inglese di testare, di spe­ri­men­tare moda­lità e for­mat per coin­vol­gere il let­tore, le per­sone. Oltre al caso di “Live Grid” del «The Washing­ton Post» segna­lato pre­ce­den­te­mente, diverse sono state le proposte.

E’ il caso del «The Guar­dian» che nella sua ver­sione dedi­cata agli USA ha chie­sto ai pro­pri let­tori di espri­mere con­si­gli, richie­ste e cri­ti­che ad Obama rac­co­gliendo quanto pro­po­sto in un unico spa­zio inte­rat­tivo creato ad hoc NEL pro­prio sito web.

Message 4 Obama

Con­cet­tual­mente simile l’idea del «The New York Times» che, appunto ha chie­sto ai resi­denti nel District of Colum­bia, quello di Washing­ton dove risie­dono “i vicini di casa” di Obama, di espri­mere i loro pen­sieri rac­co­gliendo però in que­sto caso mes­saggi audio e video.

Più inte­res­sante “Build your own speech”, sem­pre del «The New York Times», che in una sorta di “gioco” per costruire il pro­prio discorso inau­gu­rale par­tendo da un que­stio­na­rio con 5 domande mul­ti­ple choice.

Discorso Inaugurale NYTimes Obama

In maniera simile al «The New York Times» anche il «The Boston Globe»  ha pro­dotto una pro­po­sta inte­rat­tiva che favo­ri­sce il coin­vol­gi­mento del let­tore ed il tempo di per­ma­nenza sul sito. La rea­liz­za­zione del quo­ti­diano di Boston si basa sulla ricerca di parole scelte dal let­tore che ven­gono visua­liz­zate con dei gra­fici inte­rat­tivi mostrando da quali Pre­si­denti degli Stati Uniti sono state pro­nun­ciate riper­cor­rendo i discorsi inau­gu­rali di ele­zione dal 1933 ad oggi, a quello di Obama.

Freedom Obama

Tutte ini­zia­tive che con sen­tono di coin­vol­gere il let­tore bene­fi­ciando dei volumi di traf­fico  e del tempo speso sul sito che que­sto può gene­rare. Ma invece i gior­nali ita­liani a meno di un mese dalle ele­zioni poli­ti­che 2013 che fann0?

L’iniziativa più inte­res­sante è quella del quo­ti­diano pie­mon­tese «La Stampa» che in col­la­bo­ra­zione con LA7 e Goo­gle ha creato su Goo­gle+ uno spa­zio dedi­cato alle ele­zioni. Se l’iniziativa sulla rete sociale di Goo­gle è tesa prin­ci­pal­mente a “creare brand” è lo spa­zio rea­liz­zato ad hoc per l’occasione sul sito che assolve ad altre fun­zioni di engagement .

In par­ti­co­lare sono inte­res­santi dal mio punto di vista “il gioco”, costi­tuito come nel caso del «The New York Times» da un que­stio­na­rio con 20 domande mul­ti­ple choice per sco­prire chi tra i lea­der poli­tici in corsa cor­ri­sponde di più alle pro­prie idee e prio­rità. Apprez­za­bile ini­zia­tiva che però avrebbe richie­sto di mag­gior tra­spa­renza sull’algoritmo uti­liz­zato per la rea­liz­za­zione onde evi­tare sospetti di mal­ce­lati intenti pro­mo­zio­nali a favore di que­sto o quel candidato [#].

Inte­res­sante altret­tanto la pos­si­bi­lità offerta al let­tore di creare un pro­prio mani­fe­sto poli­tico anche se al momento il riscon­tro non pare essere ele­vato con soli 48 utenti che hanno colto que­sta pos­si­bi­lità al momento della reda­zione di que­sto articolo.

Ed ancora “La mac­china della verità” che veri­fica ogni giorno le affer­ma­zioni dei poli­tici con un auto­re­vole fact-checking, messo a punto dalla reda­zione del gior­nale gra­zie alla col­la­bo­ra­zione con i ricer­ca­tori della Fon­da­zione Hume diretta dal pro­fes­sor Luca Ricolfi e “Le voci della poli­tica” che per­mette di veri­fi­care le atti­vità dei par­titi e dei prin­ci­pali can­di­dati sui social net­work e osser­vare come Face­book e Twit­ter rea­gi­scono ai messaggi.

Ini­zia­tiva che resta pra­ti­ca­mente unica a soli 30 giorni dal voto con «La Repub­blica» che invece si dedica ad atti­vità off line ripro­po­nendo “La Repub­blica delle Idee” il 2 e 3 feb­braio a Torino e «Il Sole24Ore» che rea­lizza uno spa­zio ad hoc per le ele­zioni estre­ma­mente sta­tico, tra­di­zio­nale, eccez­zione fatta per l’analisi del mood su Twit­ter e “Live Twit­ter” che comun­que si limita a pro­porre i tweet dei can­di­dati senza inte­rat­ti­vità e coin­vol­gi­mento del let­tore che resta spet­ta­tore; un’occasione spre­cata a pochi giorni dal lan­cio del nuovo sito del quo­ti­diano di Confindustria.

Le voci della Politica

[#] Che sia chiaro che non sostengo che vi sia mani­po­la­zione, sostengo che bastava pen­sarci [è spesso “l’ultimo miglio” che fa la dif­fe­renza] e dichia­rare come è stato costruito.

Pubblicato il 15 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

L’[Un]Social Media Marketing dell’Informazione Italiana

Ter­mi­nata la pausa nata­li­zia ritorna la mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory. Si inau­gura il 2013 con un’analisi di un cam­pione di alcune testate nazio­nali, sia all digi­tal che non, cer­cando di veri­fi­care com­por­ta­menti, stra­te­gie messe in atto e livello di coin­vol­gi­mento delle per­sone su Face­book e Twitter.

L’infografica sot­to­stante sin­te­tizza i prin­ci­pali risul­tati men­tre i dati com­pleti ed il com­mento agli stessi sono dispo­ni­bili sul sito dell’Osservatorio Euro­peo di Giornalismo.

Infografica Engagement Informazione Italiana

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