la nacion

Pubblicato il 27 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

L’Informazione Disegnata

Il Times of India, di cui abbiamo già par­lato oggi,  nell’edizione di sabato 25 set­tem­bre si pre­sen­tava ai pro­pri let­tori  con una prima pagina deci­sa­mente inu­suale carat­te­riz­zata da dise­gni infan­tili per illu­strare le prin­ci­pali noti­zie del giorno.

Lo stesso giorno, l’argentino La Naciòn pub­bli­cava un’inter­vi­sta all’attore Alfredo Casero uti­liz­zando come forma nar­ra­tiva il disegno.

Sono esempi di quo­ti­diani ani­mati, di forme di comu­ni­ca­zione e nar­ra­zione gior­na­li­stica che pos­sono infor­mare con serietà aiu­tando i quo­ti­diani a con­qui­stare nuove fasce di utenza ed a coin­vol­gere mag­gior­mente i gio­vani sem­pre più spinti verso il digitale.

Pubblicato il 15 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Il Buon Giornalismo

Tomàs Eloy Mar­ti­nez, sul quo­ti­diano argen­tino La Nacion, pub­blica alcune rifles­sioni sul gior­na­li­smo e la sua evo­lu­zione.

Il pezzo è la tra­scri­zione del discorso pro­nun­ciato a Bogotà il 28 giu­gno 2005 ad un con­ve­gno orga­niz­zato dalla CAF in col­la­bo­ra­zione con la FNPI.

Il rias­sunto finale, com­po­sto di dodici punti essen­ziali, delle carat­te­ri­sti­che fon­da­men­tali di un buon gior­na­li­smo [ed un buon gior­na­li­sta] mi è sem­brato di inte­resse e di attua­lità straor­di­na­ria, indu­cen­domi a tra­durli tout court.

1.L’unico patri­mo­nio di un gior­na­li­sta è il suo buon nome. Ogni volta che si firma un testo ina­de­guato o infe­dele alla pro­pria coscienza, si perde una parte [o tutto] di que­sto patrimonio.

2.Bisogna difen­dere davanti agli edi­tori il tempo neces­sa­rio per scri­vere un buon testo.

3.Bisogna difen­dere lo spa­zio neces­sa­rio per la reda­zione di un buon testo dalla dit­ta­tura degli impa­gi­na­tori e delle foto­gra­fie con fun­zione esclu­si­va­mente decorativa.

4.Una foto che serva esclu­si­va­mente come illu­stra­zione e non aggiunga nulla non appar­tiene al gior­na­li­smo. A volte, senza dub­bio, una foto può essere più elo­quente di mille parole.

5.Bisogna lavo­rare in gruppo. Una reda­zione è un labo­ra­to­rio nel quale tutti devono con­di­vi­dere i suc­cessi e gli insuc­cessi, e nel quale tutti devono sen­tire che quel che accade ad uno suc­cede a tutti.

6.Non biso­gna scri­vere una sola parola della quale non si è sicuri, né dare una sola infor­ma­zione della quale non si abbia certezza.

7.Bisogna lavo­rare sem­pre con i dati a por­tata di mano, veri­fi­can­doli sin­go­lar­mente e sta­bi­lendo con chia­rezza il signi­fi­cato di ogni parola che si scrive.

8.Evitare il rischio di ser­vire come vei­colo degli inte­ressi di gruppi pub­blici o pri­vati. Un gior­na­li­sta che si dedica a pub­bli­care tutti i comu­ni­cati stampa che gli ven­gono pas­sati senza veri­fi­carli, dovrebbe cam­biare pro­fes­sione e diven­tare postino.

9.La classe poli­tica ed impren­di­to­riale e, in gene­rale, i gruppi di potere all’interno della società , cer­cano di impre­gnare i mezzi di comu­ni­ca­zione con infor­ma­zioni pro­prie, aggiun­gendo, a volte, enfasi alla realtà. Il gior­na­li­sta non deve farsi intrap­po­lare dall’agenda set­ting altrui. Deve col­la­bo­rare per creare una pro­pria agenda.

10.E’ neces­sa­rio usare sem­pre un lin­guag­gio chiaro, con­ciso e tra­spa­rente. In gene­rale, quello che si dice con dieci parole può essere detto in nove o sette.

11.Identificare il cuore e l’inizio di una noti­zia non sem­pre è un com­pito facile. Non lo è nem­meno nar­rare una noti­zia. Non biso­gna mai ini­ziare a scri­vere se non si è certi di poterlo fare con chia­rezza, effi­ca­cia e con il pen­siero rivolto agli inte­ressi del let­tore invece che al proprio.

12.Ricordarsi sem­pre che il gior­na­li­smo è un atto di ser­vi­zio. Il gior­na­li­smo è met­tersi al posto dell’altro, com­pren­dere l’altro e, a volte, essere l’altro.

Sono con­cetti che oltre a dover essere a mio avviso inclusi a pieno titolo nel mani­fe­sto per la slow com­mu­ni­ca­tion, ricor­dano i prin­cipi basici dell’etica pro­fes­sio­nale e del ser­vi­zio al let­tore, ele­menti impre­scin­di­bili di una pro­po­sta di valore per i frui­tori di noti­zie, ancor­più, evi­den­te­mente, se a pagamento.

Pubblicato il 22 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

La Notizia 2.0

La mag­gio­ranza dei siti di noti­zie e dei gior­nali sono dav­vero mal con­ce­piti, molto con­fusi e con poca atten­zione all’utente che li legge.

Per que­sto ritengo utile segna­lare alcune ini­zia­tive online che mi sem­brano inte­res­santi in ter­mini di razio­na­lità ed usa­bi­lità o per l’innovazione nella con­ce­zione di come tra­sfe­rire le noti­zie al lettore.

  • Il quo­ti­diano argen­tino “La Nacion”, mutuan­dolo da que­sta ini­zia­tiva, ha inse­rito nel pro­prio sito una pagina di sin­tesi delle noti­zie. E’ pos­si­bile sele­zio­nare le noti­zie più lette o le più com­men­tate del giorno, della set­ti­mana o del mese. Clic­cando su cia­scuna delle caselle viene visua­liz­zata una sin­tesi della noti­zia sele­zio­nata ed il link all’articolo/approfondimento. Un ottimo sistema per la let­tura veloce delle noti­zie come spesso avviene sul web.

Nube di Notizie Web

  • Doodle Buzz è una nuova inter­fac­cia che per­mette di creare una mappa tipo­gra­fica delle noti­zie d’interesse. Da pro­vare assolutamente.

doodlebuzz

Altre inte­res­santi forme e for­mat di rap­pre­sen­ta­zione delle noti­zie sono dispo­ni­bili qui, come ho avuto modo di segna­lare ad Anna Masera stamane.