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Posted on 24 luglio 2015 by Donata Columbro

Una settimana nel futuro del giornalismo – Starbucks, New York Times e molto altro

La rubrica dove rac­co­gliamo i link per non per­dere le novità nel mondo dell’informazione.

Caffè e giornale, grazie. Il New York Times offrirà articoli gratuiti attraverso l’app di Starbucks a partire dal 2016. Gli articoli saranno disponibili agli affiliati del programma My Starbucks Rewards, al quale ci si può iscrivere come clienti della catena e gli abbonati al NYT digitale possono guadagnare punti sulla tessera fedeltà. Gli articoli condivisi tratteranno temi sociali, politici ed economici.

Le reti di Instagram. Lo sviluppatore di Netvizz, Bernhard Rieder, un’app che serve a creare reti sociali a partire da contenuti su Facebook (gruppi e pagine), ha ampliato le funzionalità del suo programma aggiungendo la possibilità di scaricare dati da instagram e fare esperimenti di social network analysis.

Cosa vogliono i lettori. Valigia Blu ha promosso un sondaggio per capire quali sono le idee più condivise sul giornalismo: come si informano i lettori, quali aspettative hanno, i canali più utilizzati e i temi più apprezzati. Aspettiamo con curiosità i risultati.

Un tweet, spiegato bene. Il Washington Post ha analizzato un tweet del New York Times per mostrare un esempio di buona pratica da parte di un giornale. Sì. Avete capito bene. Non lo ha criticato. Ha parlato bene di un’altra testata e ne ha diffuso il contenuto. Si tratta di un tweet, senza link, con solo foto, che ha ricevuto più di 5mila condivisioni. Tutti i giornalisti del NYT possono contribuire alla diffusione dei contenuti sui social network del giornale, suggerendo link e materiali attraverso la piattaforma di collaborazione Slack.

Premi all’innovazione. La John S. and James L. Knight Foundation ha annunciato i vincitori della sua Knight News Challenge, 3,2 milioni di dollari per idee che migliorano la partecipazione e l’informazione dei cittadini alle elezioni. I 22 progetti vincenti sono qui. Molti quelli sul tema trasparenza e media a cui ispirarsi.

Più notifiche per tutti. Un esperimento del New York Times per dare la possibilità ai lettori di “abbonarsi” alle rubriche digitali del giornale e ricevere una notifica quando il loro opinionista preferito pubblica un nuovo contenuto. Da lettrice distratta approvo al cento per cento.

Posted on 30 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

MediaBugs

Arriva il correttore di errori della stampa.

Dopo quasi un anno di sperimentazioni ha visto la luce MediaBugs, progetto diretto da Scott Rosembreg e finanziato dalla Knight Foundation. L’iniziativa vuole essere un terreno di confronto civile che riunisca gli errori e migliori la comunicazione tra cittadinanza attiva e giornalisti riunendo tutti gli errori ed omissioni in un solo sito con l’obiettivo di risolverli.

Una volta pubblicato l’errore, i suoi responsabili – redattori, capi servizio o editori – possono spiegare il proprio punto di vista e le misure adottate per risolverlo.

MediaBugs, seppur ancora in beta, ha iniziato ad essere pubblico dal 20 di aprile e sin ora ha raccolta una decina di errori dei quali solo uno è stato corretto al momento. Il servizio attualmente è funzionale solo per la stampa statunitense ed, in particolare, per quella dell’area della baia di San Francisco.

Chissà mai che, come è avvenuto con Spot.Us, non venga realizzata la versione italiana, ce ne sarebbe un gran bisogno.

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