kindle

Pubblicato il 9 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Books vs E-Books

La scorsa set­ti­mana il dibat­tito, la con­ver­sa­zione,  per chi si inte­ressa al com­parto edi­to­riale nel suo com­plesso, è stata for­te­mente incen­trata sul com­parto dei libri.

La noti­zia della deci­sione da parte di Bar­nes & Noble di met­tere sul mer­cato la pro­pria catena di libre­rie  ed il sor­passo della ven­dita di libri elet­tro­nici rispetto ai tra­di­zio­nali per Ama­zon, hanno rin­sal­dato le pre­vi­sioni di chi vede un futuro tutto digi­tale in campo editoriale.

Nico­las Negro­ponte si schiera aper­ta­mente dalla parte di non vede altra pos­si­bi­lità che non sia la morte del libro fisico al quale fa Eco chi invece mette la mano sul fuoco sui volumi di carta.

Rife­ri­menti, tanto equi­li­brati quanto qua­li­fi­cati, sul tema sono stati pro­po­sti da Giu­seppe Gra­nieri nei giorni scorsi for­nendo spunti diversi al riguardo.

Da parte mia ritengo che la deci­sione di Kindle, il più cele­bre dei let­tori per libri elet­tro­nici, di intro­durre dei video­ga­mes sia un segnale altret­tanto forte di dove real­mente il mer­cato sia ed andrà a collocarsi.

Non ho, ovvia­mente, una rispo­sta certa al futuro dei libri, ma resto sor­preso da come si ragioni sem­pre in ter­mini di alter­na­tiva invece che di inte­gra­zione.

E’ la stessa domanda che si pone New­sweek in un arti­colo sul tema che viene cor­re­dato da un’interessante info­gra­fica nella quale capeg­gia il que­sito “does one have to win?” [deve per forza vin­cere solo uno?].

Nell’epoca in cui si cele­bra il con­cetto di win-win, sor­prende spia­ce­vol­mente come il con­fronto sia pre­va­len­te­mente in ter­mini di con­trap­po­si­zione.  In una nazione come l’Italia in cui l’alpha­be­ti­cal divide è una tri­ste realtà, le pre­oc­cu­pa­zioni dovreb­bero incen­trarsi su altri aspetti e la ristretta mino­ranza di let­tori attivi con­cen­trarsi su come faci­li­tare un per­corso vir­tuoso invece di lasciarsi andare  a con­flitti ideo­lo­gici e pre­vi­sioni che lasciano il tempo che trovano.


Pubblicato il 16 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

e Readers: una guida [inutile] all’acquisto

Se, come il sot­to­scritto, fre­quen­tate i “social­cosi” avrete cer­ta­mente notato come l’entusiasmo per gli e rea­der, Kindle in pri­mis, sia alle stelle.

Per que­sto, augu­ran­domi di essere in tempo utile, ho pen­sato di pro­porre una guida ai modelli con schermo di mag­gior dimen­sioni di que­sto dispo­si­tivo che imma­gino sarà nella lista dei regali di molti internauti.

La tabella sot­to­stante sin­te­tizza i prin­ci­pali modelli dispo­ni­bili attual­mente sul mer­cato ed il det­ta­glio delle loro carat­te­ri­sti­che; clic­cando sull’immagine avrete accesso ad infor­ma­zioni in grado di sod­di­sfare ogni vostra curio­sità al riguardo.

Vale sicu­ra­mente la pena di con­si­de­rare che, da un lato, come per tutti i dispo­si­tivi di elet­tro­nica di con­sumo, i prezzi sono desti­nati a calare e, dall’altro lato, che è sem­pre più evi­dente la pro­pen­sione degli edi­tori di quo­ti­diani ad orien­tarsi verso gli smart­pho­nes [log in con account Face­book]. Una volta tanto, anche per quanto riguarda l’Italia, i motivi di que­sto orien­ta­mento sono docu­men­tati.

Se fate parte della schiera di per­sone che pro­prio non rie­sce ad aste­nersi dal com­prare o rega­lare que­sto dispo­si­tivo non dite che non siete stati avvi­sati.

Pubblicato il 1 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Kindle publishing for blogs

L’ e — rea­der che dovrebbe risol­le­vare le sorti dell’editoria pro­pone ora anche un ser­vi­zio per leg­gere i blogs.

Secondo quanto sono riu­scito a com­pren­dere, Ama­zon inten­de­rebbe [il ser­vi­zio è in beta] pro­porre que­sto ser­vi­zio per qual­siasi blog e non solo per i più famosi/letti uti­liz­zando i feed rss.

Ai let­tori ver­rebbe richie­sto un paga­mento men­sile che dovrebbe aggi­rarsi in una fascia di prezzo com­presa tra i 1 e i 2 us dol­la­ri­sal mese; dei quali ben il 70% andrebbe ad Ama­zon ed il restante agli autori — blogger.

Se gli ordini di gran­dezza fos­sero que­sti anche per i quo­ti­diani, mi pia­ce­rebbe sapere quali con­teggi siano stati fatti per attri­buire al ritro­vato tec­no­lo­gico il ruolo di ciam­bella di sal­va­tag­gio dell’editoria.

Kindle publishing for blogs

Qua­lun­que sia la vostra opi­nione ed il vostro orien­ta­mento rela­ti­va­mente a que­sto gnu media non pre­oc­cu­pa­te­vene troppo e soprat­tutto non fate­vene por­tare un esem­plare dall’amico del cugino reca­tosi negli Sta­tes, non ne var­rebbe la pena. Pare infatti che in Europa, a causa di con­tra­sti con le com­pa­gnie tele­fo­ni­che sulle tarif­fa­zioni, nella migliore delle ipo­tesi, biso­gnerà atten­dere ancora a lungo prima di poter usu­fruire del servizio.

Pubblicato il 22 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

E paper, kindle e il futuro dell’editoria

La let­tura appro­fon­dita del new­spa­pers outlook 2009 fugava ampia­mente le devia­zioni tec­no­lo­gi­che di geek e gior­na­li­sti diso­rien­tati alla ricerca di cer­tezze nel mezzo e non nel mes­sag­gio evi­den­ziando, tra l’altro, come fosse risi­bile la pro­pen­sione e l’interesse verso gli e-readers.

A ulte­riore con­ferma della mar­gi­na­lità di kindle rela­ti­va­mente agli svi­luppi futuri dell’editoria arriva la ricerca fina­liz­zata dalla Piper Jaf­fray & Co. i cui risul­tati sono stati resi dispo­ni­bili e sin­te­tiz­zati da eMar­ke­ter non più tardi di ieri.

Come emerge chia­ra­mente dalla tavola di sin­tesi sot­to­stante, circa il 65% degli inter­vi­stati non mani­fe­sta inte­resse alcuno nei con­fronti degli e readers.

e readers

Con­si­de­rando le dif­fe­renze e il com­ples­sivo mag­gior livello di ado­zione delle tec­no­lo­gie [tele­fo­nini esclusi] da parte degli sta­tu­ni­tensi rispetto agli ita­liani direi, e mi auguro, che il capi­tolo « e paper-kindle-futuro dell’editoria/giornali » possa con­si­de­rarsi defi­ni­ti­va­mente concluso.

Come viene giu­sta­mente rile­vato: “What a con­su­mer is buy­ing is the con­tent, not neces­sa­rily the for­mat.” .

Il pro­cesso di adat­ta­mento e moder­niz­za­zione dell’editoria ed il rela­tivo dibat­tito al quale par­te­ci­piamo con inte­resse – e spero con posi­ti­vità – è al momento in una fase in cui nes­suno pare avere delle solu­zioni con­vin­centi sul tema.

Ini­ziando a fare ordine e puli­zia dagli orpelli [tec­no­lo­gici e non] futili pro­ce­de­remo più spe­diti verso l’obiettivo.

Pubblicato il 24 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Gnu Media

L’hype del momento per il nostrano gior­na­li­smo par­reb­bero essere le nuove tec­no­lo­gie ed i rela­tivi nuovi mezzi di pub­bli­ca­zione messi a dispo­si­zione dalle stesse.

In ordine di appa­ri­zione si pre­sen­tano le seguenti meraviglie:

  • Mine, sug­ge­stivo pro­getto edi­to­riale di rea­liz­za­zione di un maga­zine appa­ren­te­mente per­so­na­liz­zato [5 testate pre­se­le­zio­nate] stam­pato in 31mila copie ed inviato come pdf ad ulte­riori 200mila lettori/indirizzi email con la bene­di­zione di Lexus. I fun­da­men­tals del pro­getto e la straor­di­na­ria inno­va­zione si basano par­rebbe su 3 ele­menti distin­tivi che non potranno che deter­mi­narne il suc­cesso trac­ciando final­mente il per­corso smar­rito da mass media e gior­na­li­sti d’antan:
    • L’esiguità dei numeri che rispetto al totale dei let­tori sta­tu­ni­tensi è irrisoria
    • L’abolizione dei feed rss che prima con­sen­ti­vano un livello di per­so­na­liz­za­zione deci­sa­mente superiore
    • L’ignoranza dell’esistenza, da tempo, di Mee­hive che attinge ad un numero di fonti di gran lunga supe­riore, con­sente [pre­via regi­stra­zione] una mag­gior per­so­na­liz­za­zione e, a com­ple­ta­mento, ha un aggior­na­mento con fre­quenza quasi in tempo reale.
  • L’annun­cio trion­fante per l’innovazione del “Cor­riere della Sera” che diviene il primo quo­ti­diano ita­liano a poter essere sfo­gliato con Kindle2. Tra­scu­rando ele­menti insi­gni­fi­canti quali:
    • Un prezzo di abbo­na­mento ecces­sivo se para­go­nato al saving che l’editore rea­lizza rispetta all’edizione car­ta­cea, imme­dia­ta­mente rile­vato dai lettori.
    • La dispo­ni­bi­lità effet­tiva solo per i let­tori dall’estero che sono una fra­zione minima evi­den­te­mente del quo­ti­diano in que­stione. Per l’esattezza stiamo par­lando di un poten­ziale mas­simo di circa 41mila al giorno [copie dif­fuse all’estero — dati ads 2008] con­tro una tira­tura media su carta di 780mila copie. Big deal!
    • L’essere oggetto di pub­blica “tirata d’orecchie” in cui Anna Masera ricorda che “La Stampa” ha vinto la corsa con almeno un paio di set­ti­mane di vantaggio.

Non me ne voglia Luca De Biase se prendo in pre­stito il motto della testata di cui è respon­sa­bile, ma mi pare dav­vero cal­zante al con­te­sto gene­rale: “Affac­cia­moci al futuro ovun­que sia arri­vato”. Che non si sap­pia dove ci porti, con quali effet­tivi bene­fici ed a costo di cosa paiono aspetti tra­scu­ra­bili a molti sembrerebbe.