jay rosen

Posted on 27 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

L’Impatto di Internet sul Giornalismo & l’Industria dell’Informazione

Durante l’estate «The Economist» ha realizzato uno speciale dell’evoluzione degli ultimi anni sia sotto il profilo concettuale di sviluppo di nuovi giornalismi, in termini di mezzi e format, che di analisi delle dinamiche economiche offrendo al lettore un panorama davvero esauriente dello stato dell’arte.

Il video sottostante realizzato dal settimanale britannico, oltre ad essere un ottimo esempio di storytelling, riprende le argomentazioni di Jay Rosen, favorevole alle evoluzioni in corso, e di Nicolas Carr che invece evidenzia i lati negativi sia in termini di impatto economico che, a suo dire, di qualità dell’informazione.

Sul tema da leggere con attenzione l’articolo pubblicato da Slate sulle evoluzioni del giornalismo digitale, ancora una volta sia in riferimento alla produzione di contenuti che economico.

Personalmente, in sintesi, ritengo che i vantaggi apportati nel complesso all’ecosistema dell’informazione dalla Rete siano superiori agli svantaggi, che pure esistono. Certamente il binomio vendite + pubblicità che ha sostenuto sin ora l’industria dell’informazione non appare più essere un modello perseguibile e dovrà, in tempi e modalità distinte a seconda delle diverse nazioni e delle caratteristiche di ciascuna testata [o di quelle che sopravviveranno, almeno], essere sostituito da un approccio che fondi il modello di business su criteri transmediatici e multipiattaforma.

Posted on 3 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Cane da Guardia

Luca De Biase ieri ha prodotto quella che mi pare l’analisi più equilibrata e professionale sul ruolo e sul significato di Wikileaks all’interno di quello che viene comunemente definito l’ecosistema dell’informazione.

L’analisi di Jay Rosen sui motivi che conducono fonti autorevoli ad affidarsi a Wikileaks invece che alle fonti tradizionali è, a mio avviso, il naturale corollario, il complemento che consente di riflettere per comprendere il significato  complessivo delle iniziative di Julian Assange.

I passaggi chiave del video ricordano come la fiducia, la legittimazione degli organi d’informazione sia pesantemente minata [“…the legitimacy of the press itself is in doubt in the minds of the leakers. And there’s good reason for that…”]  a causa fondamentalmente del mutamento del loro ruolo, concludendo che il ruolo di cane da guardia un tempo esercitato dalla stampa è finito, morto e quel che abbiamo ora è Wikileaks [“….The watchdog press died, and what we have is WikiLeaks instead”].

Il riposizionamento, per restare nella metafora, da cane da guardia a cane di compagnia non funziona e, come sempre avviene, lascia spazi ad altri in grado di soddisfare il bisogno di informazione dell’utenza. Se il vuoto non fosse stato colmato da Wikileaks ci avrebbe pensato qualcun’altro, il problema non è Assange bensì lo stato attuale dell’informazione.


Posted on 27 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Twitter: 15 x 17

Jay Rosen, mindcaster e professore di giornalismo, segnala quelli che sono a suo avviso i top 15 da seguire su Twitter per chi si interessa, o è comunque coinvolto a vario titolo, al giornalismo ed al mondo dei media:

“If you’re among the 5 per cent of users who have ‘lists’ turned on, here’s my list of the top 15 journalism and new media linkers: @lavrusik, @journalismnews, @paulbradshaw, @ksablan, @romenesko, @cressman, @jeffsonderman, @macloo, @mediatwit, @dangillmor, @GregMitch, @BenLaMothe, @stevebuttry, @mathewi, @NiemanLab – Jay Rosen.”

Restando sempre nel mondo dei 140 caratteri, credo valga assolutamente il tempo investito una lettura di 17 modi per visualizzare l’universo di Twitter, suddivisi a loro volta in quattro categorie: network diagrams, maps, analytics, and abstract.

Confusion vs Information

Qualunque sia la fonte o la modalità di rappresentazione l’importante ovviamente è riuscire a dare un senso alle parole.

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