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Pubblicato il 13 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Specializzazione Paga

Sono stati dif­fusi all’inizio di que­sta set­ti­mana i dati ADS con le ven­dite, secondo quanto dichia­rato dagli edi­tori, di cia­scun quotidiano.

Human High­way, da quando ADS ha ini­ziato, al prin­ci­pio di quest’anno, a pub­bli­care anche le copie digi­tali sta facendo un utile ser­vi­zio di rac­colta e visua­liz­za­zione dei dati.

Nella let­tura dei dati pub­bli­cati alcune avver­tenze d’uso pos­sono essere di ausi­lio per la cor­retta inter­pre­ta­zione degli stessi. Come mostra la tabella sot­to­stante, i due quo­ti­diani che ven­dono il mag­gior numero di copie digi­tali, «Il Sole24Ore» e «Il Cor­riere della Sera», hanno una inci­denza non tra­scu­ra­bile delle ven­dite in bundle, in abbi­na­mento carta+digitale, che per il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria pesano il 37.5%% del totale delle copie digi­tali, e per la testata di [ex?] Via Sol­fe­rino rap­pre­sen­tano il 18.3%.

- Fonte: ADS Ottobre 2013 / Clicca per Ingrandire /

- Fonte: ADS Otto­bre 2013 / Clicca per Ingrandire -

Non sono tra­scu­ra­bili nem­meno le ven­dite di copie mul­ti­ple digi­tali che per i due quo­ti­diani eco­no­mico– finan­ziari e per i due “big players”[Corsera & Repub­blica] hanno un-incidenza signi­fi­ca­tiva rispetto al totale.

Osser­vando il trend di ven­dite delle copie digi­tali dal gen­naio 2013 ad oggi si nota come siano «Il Sole24Ore», primo in asso­luto con 103mila copie [pari al 40% del totale delle ven­dite] e «Ita­lia Oggi», i cui valori di abbo­na­menti digi­tali sono ormai quasi pari a quelli per la ver­sione car­ta­cea, i due quo­ti­diani che mostrano la mag­gior dina­mi­cità ed  ed il mag­gior tasso di cre­scita men­tre per tutte le altre testate dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta”

Resta un caso da osser­vare con atten­zione «L’Unione Sarda» che pur avendo la sola edi­zione online⁄digitale a metà prezzo vende la stra­grande parte delle copie in bundle, in abbi­nata, con il ritiro della copia car­ta­cea in edicola.

La carta rin­forza il digi­tale [e vice­versa] e la spe­cia­liz­za­zione paga?  Par­rebbe pro­prio di si.

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A mar­gine si segnala che i dati ADS con la spac­ca­tura per pro­vin­cia, che con­sen­tono di veri­fi­care le nume­rose distor­sioni del sistema, sono fermi a dicem­bre 2012 e dopo tale data è  dispo­ni­bile solo il dato del totale Ita­lia. Gatta ci cova?  Appro­fon­di­remo a breve.

Pubblicato il 26 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Investire sulle Edicole

Ita­lia Oggi del 24 ago­sto scorso pub­blica un’intervista a Luca Dini, Diret­tore dell’edizione ita­liana di Vanity Fair.

Dini, nell’articolo tito­lato Vanity Fair cre­sce senza sconti, dopo aver elen­cato i suc­cessi rac­colti nell’ultimo periodo dalla rivi­sta, sostiene che il taglio prezzo di una rivi­sta sia peri­co­loso poi­ché sva­luta la pub­bli­ca­zione agli occhi del let­tore acqui­rente, con­clu­dendo: “una prima rispo­sta è inve­stire in edi­cola e sulla fide­liz­za­zione: in tal senso Vanity Fair è cre­sciuto negli anni e in qualità” .

Sono con­cetti che mi tro­vano asso­lu­ta­mente d’accordo sia pour cause in veste di gior­na­laio che, come ho avuto modo di affer­mare, indos­sando la giacca di [sedi­cente] esperto di marketing.

Sono certo che sia com­pren­si­bile il mio stu­pore, ed evi­den­te­mente il mio disap­punto, quando il giorno dopo aver letto l’intervista all’arrivo di Vanity Fair n°34 del 1 set­tem­bre 2010 vi si trova la car­to­lina di abbo­na­mento con uno sconto 70% [vd immagine].

Diceva Arthur Scho­pe­n­hauer che l’egoi­smo teo­re­tico pos­siede la coe­renza della pura fol­lia; esso non abbi­so­gna di con­fu­ta­zione — che è impos­si­bile — bensì di cure. E’ straor­di­na­rio quanto l’affermazione sia cal­zante in que­sto caso.

Amplierò il ragio­na­mento in maniera più orga­nica domani par­lando di edi­cola del futuro e futuro delle edicole.

Pubblicato il 2 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Riproduzione Riservata

Ita­lia Oggi da tempo si distin­gue per la scor­ret­tezza delle pra­ti­che, masche­rando da arti­coli i publi­re­da­zio­nali, come è stato più volte segna­lato [e docu­men­tato] in que­sti spazi.

Nell’edizione di oggi si tocca il fondo e si ha per­sino il corag­gio di apporre la dici­tura « ripro­du­zione riser­vata » a chiu­sura di quello che è smac­ca­ta­mente il frutto del “copia — incolla” di un comu­ni­cato stampa for­nito dall’agenzia.

Fin­chè gli arti­coli saranno scritti sul dorso degli annunci pub­bli­ci­tari la cre­di­bi­lità del gior­na­li­smo è condannata.

Pubblicato il 18 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Senza ScrEzio

Ita­lia Oggi riporta le dichia­ra­zioni di Ezio Mauro, rila­sciate a mar­gine della pre­sen­ta­zione agli inve­sti­tori del nuovo D qual­che giorno fa, ci sono un paio di pas­saggi che vale la pena asso­lu­ta­mente di riprendere.

Da un lato il diret­tore di Repub­blica afferma che biso­gna “offrire al let­tore pac­chetti di noti­zie online con appro­fon­di­menti, com­menti e con­si­gli. Offerte spe­ciali di news a paga­mento, estra­po­late dal nastro con­ti­nuo dell’informazione gior­na­liera, in modo che il pub­blico impari a cogliere il valore aggiunto dell’indagine gior­na­li­stica”.

Sono dichia­ra­zioni che vei­co­lano una visione sul futuro delle noti­zie che mi appa­iono in asso­luto con­tra­sto rispetto a quelle rila­sciate in pre­ce­denza secondo le quali “L’edicola….è un luogo dove si incon­trano l’offerta di infor­ma­zione e il diritto con­sa­pe­vole di essere infor­mati. I let­tori fer­mano l’automobile, scen­dono dal tram per cer­care in edi­cola pro­prio que­sto. Que­sto luogo dove si cerca e si offre infor­ma­zione

Il timore che le dichia­ra­zioni fos­sero solo parole di cir­co­stanza, auguri di spe­ranze in cuor pro­prio dimen­ti­cate, adat­tate al con­te­sto in maniera evi­den­te­mente stu­diata era già stato espresso in que­sti spazi, ma che la dico­to­mia fosse così pro­fonda pre­oc­cupa poi­ché potrebbe essere il frutto di una carenza di visione stra­te­gica oltre­ché la mani­fe­sta­zione di pro­fonde lacune di memo­ria.

Ezio Mauro con­ti­nua affer­mando che ” L’errore dell’ultimo decen­nio? Aver avva­lo­rato nel let­tore l’idea che tutte le noti­zie fos­sero gra­tuite. Adesso dob­biamo dare il via a un  inver­sione cul­tu­rale e valo­riz­zare il lavoro che c’è die­tro ogni pub­bli­ca­zione”.

Vale la pena di ricor­dare [pare che le lacune di memo­ria siano una costante] che quel che viene descritto in sin­tesi è l’effetto. La causa è l’illusione di aver cre­duto che tutti i pro­venti potes­sero deri­vare da una cre­scita inar­re­sta­bile degli inve­sti­menti pubblicitari.

Non è molto distante il tempo, per citare il caso più lam­pante, in cui gli edi­tori com­pra­vano intere piat­ta­forme di blog, o ne crea­vano di nuove tout court, rea­liz­zando inve­sti­menti signi­fi­ca­tivi che rite­ne­vano sareb­bero stati [stra]ripagati dalla rac­colta pub­bli­ci­ta­ria. L’amica Titti ed io, tra gli altri, c’eravamo al tempo [e qual­cosa dicemmo al riguardo nell’oblio gene­rale che regnava allora sul tema], imma­gino che anche Ezio Mauro fosse pre­sente.  Se i vuoti di memo­ria fos­sero così nume­rosi si potrebbe pen­sare, a malin­cuore, ad aspetti patologici.

Ed infine, per­ché ci si rife­ri­sce esclu­si­va­mente all’informazione, alle noti­zie, on line e sem­pre meno a quelle su carta? Al [ri]lancio di una testata che è fon­da­men­tal­mente l’inserto car­ta­ceo di un quo­ti­diano car­ta­ceo per­chè par­lare solo di on line?

Senza scrE­zio, caro diret­tore, fac­cia memo­ria e ci rifletta. Grazie.

Pubblicato il 9 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

La reputazione on line dei quotidiani italiani

Ita­lia Oggi ha com­mis­sio­nato ad Act Value l’analisi della distri­bu­zione dei com­menti posi­tivi e nega­tivi on line per cin­que quo­ti­diani della nostra nazione.

Uti­liz­zando uno stru­mento messo a punto dalla società di con­su­lenza, sono stati moni­to­rati i com­menti degli inter­nauti rela­ti­va­mente a “Il Fatto”, “Il Gior­nale”, “Libero”, “L’Unità” e “La Repub­blica”. Al momento dello scan­da­glio di blog e social net­works “il Fatto” non era ancora appro­dato in edi­cola ma era pre­sente solo sul web con “L’Antefatto”.

Dall’analisi effet­tuata sul sen­ti­ment dei navi­ga­tori, “Il Gior­nale” è il quo­ti­diano che mag­giori cri­ti­che rac­co­glie su inter­net, men­tre “Il Fatto” è quello che ottiene mag­giori con­sensi. La ten­denza degli “oppo­sti estre­mi­smi”, peral­tro, sta attual­mente pre­miando entrambe le testate che, secondo le prime anti­ci­pa­zioni sulle dif­fu­sioni dei quo­ti­diani a novem­bre, hanno ten­denze più che positive.

Se Face­book possa o meno essere rite­nuto lo spec­chio della rete è opi­na­bile, quel che appare certo è che i gruppi di soste­ni­tori e detrat­tori pre­senti sul cele­ber­rimo social net­work con­fer­mano com­ples­si­va­mente la ten­denza gene­rale sep­pur con accenti meno spic­cati. Il popolo di Face­book sicu­ra­mente ama meno “Libero” ed il suo diret­tore rispetto alla media degli internauti.

Visti i risul­tati al di là di ogni aspet­ta­tiva regi­strati dal quo­ti­diano diretto da Anto­nio Padel­laro si com­prende con faci­lità quale sia la con­cre­tezza ed il valore della repu­ta­zione on line; come dice­vano i latini fama nihil est cele­rius [nulla è più rapido dei “rumors”].

Sotto que­sto pro­filo, resta la curio­sità di sapere lo sco­ring asse­gnato da Act Value al quo­ti­diano che ha com­mis­sio­nato la ricerca che pur­troppo non sono stati resi noti.

Anche su You Tube “Il Fatto” è il quo­ti­diano che riscuote mag­giori con­sensi con com­menti posi­tivi alla mag­gio­ranza dei video pub­bli­cati dalla testata in que­stione che otten­gono anche un ampio numero di visua­liz­za­zioni [oltre 38mila].

Com­ples­si­va­mente, nono­stante lo “stra­po­tere” di Tra­va­glio & Co, la testata che ha un mag­gior equi­li­brio è “L’Unità” di Con­cita De Gre­go­rio che rac­co­glie com­menti posi­tivi e nega­tivi pra­ti­ca­mente in egual misura otte­nendo così indi­ret­ta­mente il rico­no­sci­mento di un buon equi­li­brio nella linea edi­to­riale basato anche sulla scelta di non dare al “gos­sip poli­tico” gli spazi che molti altri quo­ti­diani hanno invece concesso.

Dif­fi­cile entrare in mag­gior det­ta­glio per man­canza pur­troppo di dati approfonditi.

Se dopo le recenti ana­lisi sulle dina­mi­che ed il valore del pas­sa­pa­rola favo­rito dai quo­ti­diani ci si [pre]occupa anche della repu­ta­zione on line credo si stia final­mente pro­ce­dendo nella giu­sta direzione.

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