Posted on 23 febbraio 2010 by

Nano Share

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Ogni anno i “guer­ri­glieri della comu­ni­ca­zione” si ritro­vano a Bar­cel­lona al festi­val The Influen­cer nel quale per tre giorni ven­gono illu­strate le tec­ni­che di comu­ni­ca­zione, con­ven­zio­nal­mente defi­nite alter­na­tive, per sen­si­bi­liz­zare l’opinione pub­blica su temi di inte­resse gene­rale per la col­let­ti­vità quali, ad esem­pio, il riscal­da­mento glo­bale o la con­fi­sca degli spazi pubblici.

Tra i par­te­ci­panti dell’edizione che si è appena con­clusa spicca il col­let­tivo ita­liano Iocose che in quel con­te­sto ha lan­ciato la sua ultima crea­zione: SØKKØMB, una ghi­gliot­tina in kit facil­mente assem­bla­bile, “stile IKEA”, solu­zione « low-cost dise­gnata appo­si­ta­mente per tutti i cit­ta­dini inte­res­sati nella giu­sti­zia fai da te. ».

Sem­pre Iocose, paral­le­la­mente, ha lan­ciato il con­corso on line NoTube Con­test 2010. Come si legge nel rego­la­mento, si tratta di iden­ti­fi­care e segna­lare il video cari­cato sulla cele­bre piat­ta­forma di con­di­vi­sione dei video che, da un lato, sia il più pos­si­bile privo di signi­fi­cato e, dall’altro, non risponda ai cri­teri più basici della comu­ni­ca­zione sul web quali l’assenza di parole chiave e il col­le­ga­mento ad un sito web.

Una giu­ria d’eccezione, com­po­sta dall’italiano “Bifo” Berardi, Kon­rad Bec­ker e Patrick Lichty, giu­di­cherà le segna­la­zioni per­ve­nute entro il 28 Marzo 2010.

Il con­corso, coe­ren­te­mente con la mis­sion del col­let­tivo, ha l’obiettivo pro­vo­ca­to­rio, a mio avviso in chiave posi­tiva, di evi­den­ziare i limiti dell’osses­sione del numero, degli accessi, dei con­te­ni­tori tanto ampi quanto poten­zial­mente insignificanti.

A testi­mo­nianza della fram­men­ta­zione dell’audience, per­sino in ambito tele­vi­sivo ini­zia a farsi largo il con­cetto di nano share, anche per quello che è con­si­de­rato il mass media per eccellenza

Gli aspetti sol­le­ci­tati dal lavoro del col­let­tivo for­mano dun­que parte a pieno titolo del dibat­tito in corso sul futuro dei media tra­scu­rarli per­chè espressi pro­vo­ca­to­ria­mente in chiave non con­ven­zio­nale o appa­ren­te­mente visio­nari potrebbe rive­larsi l’ennesimo limite da rim­pian­gere a posteriori.

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