innovazione editoria

Pubblicato il 26 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

iTunes model per gli editori

Gli edi­tori sta­tu­ni­tensi Time inc, Conde Nast e Hearst, secondo le indi­scre­zioni rac­colte dal New York Times, si sareb­bero con­sor­ziati, for­mando una società ad hoc con quote pari­ta­rie, per lan­ciare una edi­cola virtuale.

Il quo­ti­diano d’oltreoceano, citando fonti “bene infor­mate sui fatti”, riporta che il con­sor­zio di edi­tori dovrebbe rea­liz­zare un sistema, un soft­ware, per la visione degli arti­coli delle rivi­ste sui diversi sup­porti digi­tali quali smart­pho­nes ed e– reader.

L’edicola vir­tuale è stata ribat­tez­zata l’iTunes dell’informazione, si trat­te­rebbe di un mar­ket­place per i sin­goli con­te­nuti sul quale gli edi­tori dovreb­bero avere piena gestione e con­trollo dei con­te­nuti come il ser­vi­zio per sca­ri­care le can­zoni. L’Observer riporta che con que­sto sistema sarebbe pos­si­bile acqui­stare anche le edi­zioni cartacee.

Che la mobi­lità possa essere il vei­colo per riu­scire ad otte­nere il paga­mento delle noti­zie digi­tali è l’ ipo­tesi che attual­mente par­rebbe più plau­si­bile. Un primo ten­ta­tivo è stato effet­tuato all’inizio di que­sto mese pro­prio da una delle case edi­trici che par­te­ci­pe­rebbe alla joint ven­ture che ha reso dispo­ni­bile per iPhone l’edizione inte­grale di GQ a 2,99 dol­lari. E’ evi­dente come il con­sor­zio nascente rap­pre­senti, sotto que­sto pro­filo, l’evidenza del timore degli edi­tori di un per­corso indi­vi­duale a rischio di fallimento.

Credo che que­sto, come altri, siano ten­ta­tivi, espe­ri­menti, dove­rosi che con­sen­ti­ranno di com­pren­dere meglio le effet­tive dispo­ni­bi­lità e rea­zioni dei let­tori, ma non penso che siano ini­zia­tive di svi­luppo e riqua­li­fi­ca­zione effettiva.

Sono molto scet­tico sulle effet­tive pos­si­bi­lità di suc­cesso di que­sta ini­zia­tiva essendo asso­lu­ta­mente con­corde con quanto afferma l’ottimo Marco Bardazzi.

Pubblicato il 3 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Mezzi & Messaggi

La vera novità del gior­na­li­smo digi­tale rispetto al gior­na­li­smo tra­di­zio­nale con­si­ste nella pos­si­bi­lità da parte degli utenti, dei let­tori, di inte­ra­gire, di avere una par­te­ci­pa­zione attiva.

La dif­fe­renza tra un gior­nale di carta ed un gior­nale digi­tale, oltre alla pos­si­bi­lità di attua­liz­za­zione con mag­gior fre­quenza e rapi­dità, è rap­pre­sen­tata dai com­menti e dalle inte­ra­zioni con l’utenza nella rap­pre­sen­ta­zione della notizia.

Il futuro della noti­zia e dun­que del gior­na­li­smo è sociale. La richie­sta di par­te­ci­pa­zione da parte di una fetta con­si­stente di let­tori sem­pre più sma­li­ziati ed infor­mati, con­fer­mata sem­pre nelle ricer­che più recenti, è una opzione non più tra­scu­ra­bile rispetto alla quale biso­gna avere il corag­gio di spe­ri­men­tare senza indugio.

Il cit­ta­dino, pri­vato degli spazi di par­te­ci­pa­zione attiva dei quali ha goduto in pas­sato , vuole for­nire il suo con­tri­buto e la sua opi­nione attra­verso i media. Se è vero e valido che ogni cosa è com­men­ta­bile, non si com­prende per­chè que­sto non debba avve­nire per l’editoria. L’epoca del news mana­ge­ment è da rite­nersi pros­sima alla fine. In tal senso la tec­no­lo­gia è esclu­si­va­mente un ele­mento faci­li­tante, non un fine ma un mezzo per rag­giun­gere un obiettivo.

Non è nel mezzo ma nel mes­sag­gio che va tro­vata la solu­zione e l’equilibrio per una riva­lu­ta­zione dei mezzi di infor­ma­zione e comu­ni­ca­zione su carta. L’inca­pa­cità di leg­gere il futuro ha cer­ta­mente minato l’iniziativa impren­di­to­riale ita­liana è dav­vero arri­vato il momento di porre rime­dio anche in ambito editoriale.

E’ dove­roso segna­lare, infine, che par­rebbe che i gior­na­li­sti abbiano in buona parte con­sa­pe­vo­lezza del pro­cesso in essere men­tre il mana­ge­ment abbia un approc­cio più cauto. Que­sto aspetto fa cer­ta­mente parte dei ruoli e della con­sueta con­flit­tua­lità tra diverse fun­zioni all’interno delle orga­niz­za­zioni azien­dali, è sicu­ra­mente di ulte­riore freno al per­corso da compiere.

The YOU Era

Pubblicato il 30 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Media ed Innovazione

E’ appa­ren­te­mente para­dos­sale che in un periodo quale quello attuale, in cui gli spunti e le pos­si­bi­lità offerte al gior­na­li­smo non sono forse mai stati così nume­rosi, si fati­chi a tro­vare delle solu­zioni con­di­vise e con­di­vi­si­bili sul futuro dei media ed in par­ti­co­lare, per quanto di mio spe­ci­fico inte­resse, su quale sarà il destino della carta stam­pata. Emble­ma­tico di que­sta situa­zione di fre­ne­sia e nevrosi l’HuffPost di ieri che chiede ai suoi let­tori di votare per deter­mi­nare chi sia “The ulti­mate game chan­ger in media”.

Mi sem­bra asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile rile­vare come la com­ples­sità del pro­blema e la rela­tiva solu­zione risie­dano fon­da­men­tal­mente sui modelli orga­niz­za­tivi ed indu­striali e nei risvolti poli­tici dell’editoria tra­di­zio­nale come ricorda al ter­mine di un’ inte­res­san­tis­simo arti­colo Alberto D’ Ottavi.

Una acce­le­ra­zione all’innovazione, almeno in ter­mini di faci­li­ta­tore stru­men­tale , potrebbe venire da Mana­ging News, la cui ultima ver­sione, aggior­nata al 21 otto­bre scorso, con­sente di creare con sem­pli­cità ed effi­ca­cia al tempo stesso aggre­ga­zioni e con­ver­sa­zioni. La Knight Foun­da­tion for­ni­sce più di cin­quanta esempi di come que­sta solu­zione, sca­ri­cata da oltre mille utenti nei primi cin­que giorni dal momento in cui è stata resa dispo­ni­bile, possa essere uti­liz­zata.

Anche nel nostro paese si smuo­vono le acque e nascono ini­zia­tive che sicu­ra­mente trac­ciano la linea dell’orizzonte. Tra tutte quelle neo­nate e nascenti, di par­ti­co­lare inte­resse, a mio avviso, quella pro­mossa dal duo Gra­nieriMai­strello che nelle inten­zioni va oltre la fun­zione di sem­plice aggre­ga­zione di con­te­nuti rivol­gen­dosi ad una fascia ampia di inter­nauti con l’obiettivo di for­nire loro ser­vi­zio in ter­mini di sele­zione e sem­pli­fi­ca­zione. Ini­zia­tiva alla quale spero di poter for­nire il mio con­tri­buto da giornalaio.

innovation

Vale la pena di ricor­darsi, infine, come è stato sot­to­li­neato da Luca De Biase, che nel mondo dell’innovazione c’è solo un difetto peg­giore che essere troppo in ritardo: essere troppo in anticipo.

L’innovazione non è una linea retta. Oscilla, rim­balza, sbanda e tra­balla” — John Nai­sbitt

Pubblicato il 3 settembre 2009 by Pier Luca Santoro

Innova retail & Edicola del futuro

Stanno per par­tire due pro­getti pilota per l’innovazione del com­mer­cio al det­ta­glio e degli acqui­sti su internet.

I due pro­getti, deno­mi­nati rispet­ti­va­mente “Shop­tech” e “Innova Retail”, come ripor­tato nel comu­ni­cato stampa rila­sciato da FIDACon­f­com­mer­cio a fine ago­sto, sono nati per soste­nere la qua­li­fi­ca­zione della rete distri­bu­tiva in ambito ali­men­tare e per favo­rire l’innovazione all’interno di pic­cole e micro imprese.

“Innova Retail”, in par­ti­co­lare, nasce per soste­nere la dif­fu­sione di tec­no­lo­gie infor­ma­ti­che e tele­ma­ti­che avan­zate. Gli eser­cizi ade­renti al pro­getto potranno dotarsi di alcune tra le tec­no­lo­gie più inno­va­tive, tra le quali un sistema touch screen [vetrina inte­rat­tiva] tra­mite il quale i con­su­ma­tori potranno visio­nare le diverse carat­te­ri­sti­che e pro­prietà dei pro­dotti in ven­dita e sca­ri­care sul pro­prio tele­fo­nino le infor­ma­zioni sui pro­dotti, pro­ve­nienza, trac­cia­bi­lità, ricette ed altro. Negli eser­cizi ade­renti all’iniziativa, sarà inol­tre pos­si­bile effet­tuare la video spesa tra­mite un sistema di video con­fe­renza in rete.

Future-Past-Present

Sono que­sti pro­getti ai quali non solo guar­dare con inte­resse ma da con­ce­pire e spe­ri­men­tare con la mas­sima sol­le­ci­tu­dine anche per quanto riguarda il sistema distri­bu­tivo edi­to­riale in gene­rale e l’edicola del futuro nello spe­ci­fico. Non a caso tempo fa ho sug­ge­rito di effet­tuare un’analisi, tesa a miglio­rare le gravi defi­cienze dell’attuale logi­stica del sistema edi­to­riale, osser­vando la distri­bu­zione del fre­sco alimentare.

Credo sia oppor­tuno rea­liz­zare un gruppo di lavoro per­ma­nente sul tema, che mi pia­ce­rebbe chia­mare “l’edicola del futuro ed il futuro dell’edicola”, al quale par­te­ci­pino tutti gli attori della filiera. Ora o mai più.

Pubblicato il 21 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Video in print advertising

Secondo quanto ripor­tato sia dalla BBC che dal Los Ange­les Times, a par­tire dalla metà di set­tem­bre di quest’anno assi­ste­remo alla pub­bli­ca­zione di video annunci all’interno del maga­zine sta­tu­ni­tense Enter­tain­ment Wee­kly, la ver­sione ame­ri­cana di Sor­risi e Can­zoni TV.

Uti­liz­zando un video­chip capace di ripro­durre sino a 40 minuti di fil­mato, nell’edizione del 18 set­tem­bre distri­buita nelle aree di Los Ange­les e New York del pre­ci­tato maga­zine verrà incol­lato un mini schermo da 2 pol­lici che all’apertura della rivi­sta ripro­durrà i video­clip pub­bli­ci­tari di CBS e Pepsi.

Potrete com­pren­derne meglio il fun­zio­na­mento osser­vando il video pub­bli­cato su You­Tube al riguardo.

Agli amanti della tec­no­lo­gia inte­res­serà sapere che il chip è rea­liz­zato dalla Ame­ri­chip [che ha bre­vet­tato qs. solu­zione con il mar­chio regi­strato “Video-in-Print”] ed è spesso 2,7 mm inte­grando, appunto, un pic­colo display TFT LCD da 320 x 240 pixel. La bat­te­ria ha un’autonomia di circa 70 minuti, e puoi essere rica­ri­cata gra­zie alla pre­senza di una con­nes­sione mini-USB.

Newspapers Mini Display

Non è la prima volta che si testano inno­va­zioni tec­no­lo­gi­che per la carta stam­pata ma que­sta mi sem­bra par­ti­co­lar­mente inte­res­sante in pro­spet­tiva per il nostro paese dove la carta stam­pata sof­fre pesan­te­mente la con­cor­renza della tele­vi­sione nella rac­colta pub­bli­ci­ta­ria.

La solu­zione, per come l’ho com­presa, mi sem­bra che, oltre ad un uti­lizzo in ambito promo-pubblicitario, potrebbe offrire anche nuove pro­spet­tive al gior­na­li­smo del futuro ed al pro­cesso di con­ver­genza edi­to­riale.

Ovvia­mente sono tutte [entu­sia­smanti] ipo­tesi da testare e veri­fi­care. Cer­cherò di seguire con la mas­sima atten­zione gli svi­luppi ed i raf­fi­na­menti. Se qual­cuno degli “amici di penna” recan­dosi negli USA riu­scisse a por­tarmi una copia della rivi­sta gli sarei dav­vero grato.