informazioni online

Pubblicato il 28 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Rappresentazioni della Notizia

Mapeas, in asso­cia­zione con Clip Syn­di­cate, visua­lizza sulla mappa mon­diale le prin­ci­pali noti­zie pub­bli­cate da diverse agen­zie di stampa e broa­d­ca­ster tra i quali AFP, Fox, Nbc & Asso­cia­ted Press.

Le noti­zie sono sud­di­vise in cin­que cate­go­rie che pos­sono essere sele­zio­nate secondo il pro­prio inte­resse o, al con­tra­rio, visua­liz­zate tutte.

Ad una minore dimen­sione del cer­chio cor­ri­sponde una noti­zia più datata, più vecchia.

Info­mous, pur essendo ancora in ver­sione spe­ri­men­tale, appare ancora più inte­res­sante per carat­te­ri­sti­che e poten­zia­lità delle stesse.

Basato sul con­cetto delle clouds, delle nuvole di parole, per­mette di visua­liz­zare le noti­zie aggre­gan­dole per canali tema­tici, cro­no­lo­gi­ca­mente ed anche sulla base della popo­la­rità dei tweets.

Pas­sando il cur­sore sul ter­mine d’interesse ven­gono visua­liz­zati i det­ta­gli ed i link per appro­fon­dire ulteriormente.

Esi­ste la pos­si­bi­lità di eli­mi­nare alcune parole e, al rila­scio della ver­sione defi­ni­tiva, sarà pos­si­bile un uti­lizzo “sociale” dello stru­mento che potrà essere incor­po­rato nel pro­prio sito o blog.

The Atlan­tic e gli ita­lia­nis­simi amici di Venice Ses­sion sono esempi con­creti di come possa essere utilizzato.

Pubblicato il 17 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Nuovi Modelli d’Informazione Giornalistica

Il mer­cato mon­diale dei gior­nali online e offline nel 2009 ha avuto ricavi di ven­dite e pub­bli­cità per 164 miliardi di dol­lari, secondo le stime di PwC. E’ stato un giro d’affari supe­riore a quelli dei libri per un terzo, dei film per il dop­pio, dei video­game per due terzi e delle regi­stra­zioni musi­cali addi­rit­tura per otto volte tanto.

Ma è un mer­cato in declino. Nel trien­nio 2007–2009 si è ridotto del 50% negli USA, del 21% nel Regno Unito, del 18% in Ita­lia e di valori supe­riori al 10% in dodici dei 30 paesi OECD.

Il rap­porto di ricerca dell’OECD «The evo­lu­tion of news and the Inter­net» ha rile­vato le tra­sfor­ma­zioni dell’industria gior­na­li­stica, l’impatto di Inter­net sulla catena del valore, i nuovi modelli di busi­ness e di attori che vanno emer­gendo in que­sto settore.

L’editoria gior­na­li­stica non è sol­tanto un impor­tante fat­tore di cono­scenza e di demo­cra­zia, attra­verso la for­ma­zione dell’opinione pub­blica, è anche un impor­tante attore eco­no­mico, che fa da traino sul mer­cato dei con­sumi e pro­duce occu­pa­zione. La chiu­sura di molti gior­nali in paesi avan­zati, come quelli ricor­dati, ha pro­vo­cato uno spo­sta­mento delle per­sone impie­gate nelle pro­fes­sioni gior­na­li­sti­che o ammi­ni­stra­tive verso la pro­du­zione digi­tale di noti­zie e fuori dell’informazione.

Nel 2008, secondo gli ultimi dati WAN, in 18 paesi OECD eser­ci­ta­vano la pro­fes­sione gior­na­li­stica oltre 120 mila per­sone e lavori col­le­gati altre 750 mila circa.

Il rap­porto di ricerca con­stata che nel trien­nio 2007–2009 non è dimi­nuito il numero dei let­tori di gior­nali. Anzi, si sono veri­fi­cati feno­meni di sosti­tu­zione dell’acquisto: dalla free press, la nuova forma di dif­fu­sione delle noti­zie che adotta il più tra­di­zio­nale sup­porto car­ta­ceo, alle alter­na­tive dei siti online, spesso adot­tati dagli stessi quo­ti­diani su carta, all’esplosione di sup­porti digi­tali, che hanno i van­taggi della velo­cità di cir­co­la­zione e della faci­lità d’accesso e di costru­zione par­te­ci­pata della conoscenza.

Con le nuove tec­no­lo­gie è aumen­tato a dismi­sura il numero dei pro­dut­tori d’informazione e comu­ni­ca­zione in dif­fe­renti formati.

Delle faci­li­ta­zioni tec­no­lo­gi­che ha sof­ferto par­ti­co­lar­mente la stampa locale, sca­val­cata da «buz­z­ma­ga­zine», più infor­mati, primi a dare le noti­zie e molto più numerosi.

La pub­bli­cità ha dirot­tato le sue inser­zioni su altri media più pene­tranti e a minor costo. E’ dovuto cam­biare il modo d’informare, per­chè il con­fronto con la cono­scenza par­te­ci­pata e senza fron­zoli, imme­diata, dell’offerta ondine ha influen­zato la distin­ti­vità, la qua­lità e il costo dell’offerta dei gior­nali su carta, che non si giu­sti­fi­cano se non con mag­giori, diverse e più accat­ti­vanti pro­po­ste, stretti come sono tra la TV, la radio e i nuovi media.

E’ cam­biata la catena del valore al let­tore, da quando il gior­na­li­sta è venuto allo sco­perto o per la com­pe­tenza tec­nica, infe­riore alle attese o per la capa­cità di scrit­tura, che non cor­ri­sponde alla velo­cità di let­tura di chi vuole arri­vare subito al dun­que ed è por­tato a sele­zio­nare secondo mar­ca­tori di sin­tesi e inter­pre­ta­zione dei fatti.

Il sistema gior­na­li­stico nuovo pri­vi­le­gia una gestione dei con­te­nuti in pro­du­zione diretta continua.

Quando si parla di «morte del gior­nale» non si tiene conto però della capa­cità di adat­ta­mento e tra­sfor­ma­zione che stanno avendo certi quo­ti­diani, apparsi e spe­ri­men­tati in Rete e con­ver­titi su carta, come com­ple­mento delle noti­zie veloci e come ripresa dei dibat­titi e delle tema­tiz­za­zioni esplose online.

Il rap­porto pro­pone di dare un ruolo cen­trale alle noti­zie, che sono al cen­tro dell’interesse pub­blico, di col­le­garle online e offline siner­gi­ca­mente e di non gestirle come entità sepa­rate, di dare spa­zio alla par­te­ci­pa­zione e all’intervento del let­tore, non più dispo­sto al vec­chio ruolo pas­sivo di una volta, di ricon­si­de­rare i con­cetti della libertà di stampa, della qua­lità e della gover­nance delle noti­zie, di pun­tare su una diver­si­fi­ca­zione e com­pe­ti­zione dei media a bene­fi­cio della par­te­ci­pa­zione e sod­di­sfa­zione del lettore.

Se que­sta è rag­giunta secondo le regole del mar­ke­ting diretto, della pro­prietà intel­let­tuale e degli stan­dard tec­nici, è facile che il gior­nale si avvii a caval­care con effi­ca­cia le esi­genze rive­late da Internet.

Estratto da: Irio­spark