informazione

Unità
Pubblicato il 30 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Tre Righe e Mezzo

In tre righe e mezzo si liquida un gior­nale con 90 anni di sto­ria. Comun­que la si pensi è un giorno tri­ste. Com­ment is free!

I liqui­da­tori di Nuova ini­zia­tiva edi­to­riale spa in liqui­da­zione, società edi­trice de l’Unità, a seguito dell’assemblea dei soci tenu­tasi in data odierna comu­ni­cano che il gior­nale sospen­derà le pub­bli­ca­zioni a far data dal 1 ago­sto 2014.

UnitàDa leg­gere l’editoriale di Carlo But­ta­roni sulla vicenda.

SERP
Pubblicato il 29 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Fate il Vostro Titolo

Le volte in cui fac­cio for­ma­zione mi rendo conto che prima [o almeno assieme] di una visione stra­te­gica sui muta­menti in corso e su come affron­tarli le per­sone neces­si­tano stru­menti pra­tici per la quo­ti­dia­nità del loro lavoro.

Ecco per­chè, dopo i 3 tool per Twit­ter segna­lati ieri, oggi pro­pongo Goo­gle SERP Snip­pet Optimization.

Lo scopo prin­ci­pale del Snip­pet Opti­mi­za­tion Tool SERP è quello di for­nire a web­ma­ster ed agli edi­tori di con­te­nuti, dun­que anche ai gior­na­li­sti, ele­menti per costruire stra­te­gi­ca­mente titoli di pagina e meta descrip­tion tag che si tra­dur­ranno in risul­tati este­ti­ca­mente gra­de­voli e accat­ti­vanti nei risul­tati orga­nici di ricerca di Google.

Con que­sto stru­mento, è pos­si­bile otti­miz­zare il con­te­nuto dei tuoi titoli e snip­pets per mas­si­miz­zare il click-through rate da Goo­gle. In altre parole, è pos­si­bile aumen­tare il traf­fico dei motori di ricerca orga­nica per una spe­ci­fica parola chiave … anche se non è pos­si­bile miglio­rare il posizionamento.

Que­sta tat­tica può essere par­ti­co­lar­mente utile in situa­zioni in cui si sa che pro­ba­bil­mente non si supe­re­ranno altri siti [ad esem­pio un con­cor­rente molto forte, una pagina di Wiki­pe­dia, un sito web del governo, etc.] per deter­mi­nate parole chiave.

Buon lavoro!

SERP

Futuro Quotidiano
Pubblicato il 17 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Futuro Quotidiano

In un momento in  cui i nuovi entranti, le testate alla digi­tal, ancora non rie­scono a far qua­drare i conti ed a causa delle dif­fi­coltà di far qua­drare i bilanci il diret­tore Alfieri lascia Lin­kie­sta, nasce con oggi una nuova testata all digi­tal: Futuro Quotidiano.

La nuova testata, diretta da Giam­piero Mar­razzo, la cui pub­bli­ca­zione era stata anti­ci­pata da Dago­spia circa un mese fa, avrà una reda­zione com­po­sta da un desk cen­trale, che verrà gestito da gior­na­li­sti pro­fes­sio­ni­sti seniors che si sono for­mati negli anni presso alcune delle più impor­tanti testate nazio­nali. A que­sti si aggiun­ge­ranno una serie di desk gestiti in remoto da col­la­bo­ra­tori indi­pen­denti che, facendo rife­ri­mento al cen­trale, aggior­ne­ranno i con­te­nuti del sito in tempo reale, anche per uti­liz­zare al meglio una delle prin­ci­pali pecu­lia­rità della Rete, la multimedialità.

La scelta del nome, Futuro Quo­ti­diano, rispec­chia lo spi­rito gior­na­li­stico con il quale si strut­tu­rerà l’intero impianto edi­to­riale: la sele­zione delle noti­zie e dei ser­vizi [poli­tici, eco­no­mici, legati all’energia, all’Expo ’15, all’agenda digi­tale, al turi­smo e alla cul­tura], insieme al taglio dei pezzi saranno tutti impron­tati al futuro, quello che va da “adesso a domani”: uno sce­na­rio che nell’immaginario col­let­tivo man­tiene ancora un’accezione posi­tiva e allo stesso tempo non perde di concretezza.

Futuro Quo­ti­diano intende pro­durre news e inchie­ste esclu­sive, lon­tane dall’informazione gene­ra­li­sta. Una scelta di posi­zio­na­mento ben pre­cisa, distante dai ten­ta­tivi rea­liz­zati sin ora, che potrebbe essere, final­mente, un rife­ri­mento di suc­cesso. L’immagine sot­to­stante rias­sume i key pil­lars della nascita del nuovo quo­ti­diano all digital.

A tutta la reda­zione della testata un grosso in bocca al lupo da parte mia e di tutta DataMediaHub.

Futuro Quotidiano

Internet Ranking Mobile Siti d'Informazione
Pubblicato il 14 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

L’Informazione da Mobile in Italia

Dopo aver visto i dati sull’utilizzo delle app di news, e social,  nel nostro Paese, ampliamo lo sguardo con i dati degli utenti unici men­sili che acce­dono ai diversi siti d’informazione, delle testate, da mobile. Ven­gono prese in con­si­de­ra­zione tutte le fonti d’informazione online del nostro Paese incluse nel Audi­web mobile top 500 brands aggior­nato a marzo 2014.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC. 

I dati non sono para­go­na­bili con quelli dif­fusi pub­bli­ca­mente che invece di essere men­sili  - utenti unici, col­le­gati almeno una volta nel mese tra­mite device mobili - sono rela­tivi al giorno medio. Resta il fatto che da mobile gli equi­li­bri rispetto all’audience da PC si spo­stano in maniera considerevole.

Se Repubblica.it man­tiene sal­da­mente la prima posi­zione si affac­ciano pre­po­ten­te­mente nuovi player che scal­zano dal secondo posto Corriere.it.

Oltre a TGCOM24 sono alcune delle testate all digi­tal, Fan­page, Il Post e Lettera43 [anche se per que­ste due biso­gna sem­pre con­si­de­rare le aggre­ga­zioni sotto il loro brand], a emer­gere rispetto agli utenti unici da desktop.

Sep­pure alcune delle prin­ci­pali testate da mobile abbiano il pay­wall, è impos­si­bile non rile­vare come i valori in gioco siano estre­ma­mente risi­cati nella stra­grande mag­gio­ranza dei casi, con un numero di utenti unici dav­vero ridotto rispetto a quelli che acce­dono da PC.

Credo che ci siano due aspetti da sot­to­li­neare al riguardo. In pri­mis un’esperienza di let­tura che da smart­phone defi­nire delu­dente è un eufe­mi­smo. Dall’altro lato la con­ferma che l’informazione, così come è con­ce­pita e dise­gnata attual­mente, non coin­volge, inte­ressa poco; le per­sone acce­dono sem­pre più da mobile ad Inter­net ma fanno altro. Meglio pren­derne nota [e agire di conseguenza?].

Il gra­fico sot­to­stante riporta gli utenti unici men­sili [In blu testate con cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, in rosso testate all digi­tal e in giallo “ibridi”].

Di seguito il det­ta­glio di tutti i brand d’informazione com­presi nei top 500 con tutti i para­me­tri for­niti da Audiweb.

Una legenda per le metri­che:

Uni­que audience (.000): utenti unici, col­le­gati almeno una volta nel MESE tra­mite device mobili [smart­phone + tablet, al netto dalle sovrap­po­si­zioni] da qual­siasi luogo [casa, uffi­cio, scuole, uni­ver­sità, luo­ghi pub­blici di accesso…]
Active Reach (%): la per­cen­tuale di utenti attivi che hanno visi­tato un sito o uti­liz­zato un’applicazione nel periodo con­si­de­rato
Uni­verse Reach (%): la per­cen­tuale di utenti unici [18–74 anni] che hanno visi­tato il sito o uti­liz­zato l’applicazione rispetto al totale popo­la­zione ita­liana di rife­ri­mento [18–74 anni].
Time per per­son: tempo speso in media per per­sona nel mese
Web Page Per Per­son: pagina viste in media per per­sona nel mese
Total Minu­tes: il totale del tempo speso online tra­mite device mobili [smart­phone + tablet, al netto dalle sovrap­po­si­zioni] dagli utenti attivi, nel periodo con­si­de­rato
Total Page Views (.000): totale delle pagine viste (via device mobili) dagli utenti attivi, nel periodo considerato.

Il Mattino
Pubblicato il 11 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Il Mattino ha Loro in Bocca

Spiace dirlo ma il gruppo Cal­ta­gi­rone si distin­gue più di altri per una cat­tiva gestione dei social e que­sto arti­colo sarebbe da inse­rire nella serie “de noan­tri” a tutti gli effetti.

Suc­cede che ad ini­zio di que­sto mese «Il Mat­tino», uno dei quo­ti­diani del gruppo edi­to­riale in que­stione che con que­sta vicenda fa en plein dopo “l’ Hash­tag Mar­ke­ting de Noan­tri” de «Il Mes­sag­gero» e il “Social Media Mar­ke­ting de Noan­tri” del «Il Gaz­zet­tino», riporta su Face­book la noti­zia dell’imprenditrice romana scom­parsa e poi ritro­vata a Pompei.

La noti­zia è ripor­tata cor­ret­ta­mente ma i let­tori, i fan della pagina, nella solita let­tura fret­to­losa e super­fi­ciale, inter­pre­tano male e si sca­te­nano nella solita ridda di pole­mi­che sull’incapacità del gior­na­li­sta e/o del [non] gestore della pagina.

Come d’abitudine nes­suno inter­viene. Non vi è mode­ra­zione, dia­logo, e dun­que i com­menti si sus­se­guono in un cre­scendo di rim­pro­veri, o peggio.

La brand image, que­sta sco­no­sciuta, ha loro in bocca…

Il Mattino

App Mobile Grafo
Pubblicato il 9 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

I Dati sull’Utilizzo di Applicazioni per le News In Italia

Audi­web ha rila­sciato i primi dati sull’audience da mobile. Data­Me­dia­Hub è entrata in pos­sesso anche dei dati di det­ta­glio rela­tivi ai top 500 app a marzo di quest’anno. Abbiamo estra­po­lato i dati rela­tivi alle app di news.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC.

Come mostra il gra­fico rela­tivo agli utenti unici nel giorno medio men­sili [dati per ‘000] sotto ripor­tato, la prima appli­ca­zione per numero di utenti NON è una testata gior­na­li­stica bensì un aggre­ga­tore, per la pre­ci­sione pro­ba­bil­mente il miglior aggre­ga­tore di noti­zie in cir­co­la­zione attualmente.

È l’ennesima con­ferma, se neces­sa­rio, che il gior­nale, inteso come entità nella sua inte­rezza è in via di estin­zione. I sin­goli con­te­nuti, via social e search, hanno sem­pre mag­gior pre­do­mi­nanza su quello che fino ad oggi [ieri?] abbiamo inteso come fonte d’informazione.

 

I cin­que motivi del suc­cesso di Fli­p­board sono così sintetizzabili:

1) Man­te­ni­mento del fascino delle rivi­ste e dei gior­nali nell’ espe­rienza di lettura:

Con titoli chiari, intui­tivi, cate­go­riz­za­zione e dimen­sioni imma­gini per­fet­ta­mente accop­piate, Fli­p­board ha unito il meglio della stampa e mondi digi­tali. L’uso intel­li­gente di redat­tori e algo­ritmi per inca­na­lare i con­te­nuti in base alle pre­fe­renze dell’utente e la pre­sen­ta­zione come rivi­sta dà all’utente un mag­gior con­trollo sugli argo­menti e l’intera espe­rienza è simile alla let­tura di un gior­nale stampato.

2) Flussi gesti­bili dei contenuti:

Nel suo cuore, Fli­p­board è un aggre­ga­tore di noti­zie. Noti­zie, foto, video, arti­coli, blog, link — da tutta una varietà di reti sociali come Face­book, Twit­ter, Lin­ke­dIn e pub­bli­ca­zioni online. E que­sto non è un com­pito facile da rea­liz­zare, con­si­de­rando l’enorme quan­tità di que­sti con­te­nuti. Ma attra­verso carat­te­ri­sti­che come sto­rie di coper­tina, titoli chiari, con­te­nuti per­so­na­liz­zati, cura­tion, facile con­di­vi­sione sociale e ricerca intui­tiva, Fli­p­board rie­sce pro­porre dei con­te­nuti in flussi gestibili.

3) Il richiamo di nuovi contenuti:

Fli­p­board è un mash up di con­te­nuti da social net­work, blog, rivi­ste, gior­nali e altre fonti curata esclu­si­va­mente in base agli inte­ressi degli utenti, offre sem­pre il fascino di con­te­nuti fre­schi, aggior­nati. Con la recente acqui­si­zione di Zite da CNN, Fli­p­board ha il van­tag­gio aggiunto di un potente motore di rac­co­man­da­zione per attrarre e man­te­nere gli utenti con con­te­nuti su misura su base giornaliera.

4) L’esperienza utente:

Con un’interfaccia utente che è stata l’invidia di molti pro­dut­tori di app, Fli­p­board è stato un cla­mo­roso suc­cesso su que­sto fronte. Bro­w­sing, la ricerca, la per­so­na­liz­za­zione, la sot­to­scri­zione di rivi­ste — ogni azione ese­guita sul app è una lezione di user experience.

5) Coin­vol­gi­mento degli utenti:

Se dicono che il suc­cesso di un app sta nel come molti utenti tor­nano ad essa, nell’effettivo uti­lizzo, Fli­p­board è modello di esem­pio come dimo­strano, anche i dati sull’Italia.

Di seguito il det­ta­glio delle app com­prese nelle top 500 [le testate non elen­cate sono al di sotto del ran­king di Audi­web dun­que] con tutti i para­me­tri forniti.

FB-Infographic-Final
Pubblicato il 8 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Social, Notizie [e Bar]

A fine set­ti­mana scorsa Fran­ce­sco  Pic­ci­nini, Diret­tore di Fan­page, ha scritto un arti­colo che se fosse sfug­gito merita asso­lu­ta­mente di essere ripe­scato e letto con la dovuta attenzione.

In “Il gior­nale on line è morto (o forse non è mai esi­stito)” Pic­ci­nini scrive: 

In un gior­nale on line la distri­bu­zione non è più affi­data ad un unico team ma a tre unità: social, search engine, home (dando per assunto che il lay­out sia per­fet­ta­mente adat­ta­bile sia alle ver­sioni desk­top che mobile e tablet). A essere distri­buito non è più il gior­nale inteso nella sua inte­rezza ma i sin­goli con­te­nuti e cia­scun con­te­nuto non è, neces­sa­ria­mente, distri­bui­bile attra­verso i tre canali. Que­sto vuol dire creare con­te­nuti avendo già in mente come saranno dif­fusi. Non è la vit­to­ria dell’algoritmo sull’uomo, tutt’altro: è la vit­to­ria della crea­ti­vità umana, neces­sa­ria per for­zare le logi­che algo­rit­mi­che e andare a bus­sare alla porta del lettore.

New­Whipe, società che si occupa del trac­cia­mento delle noti­zie sui social, ha rila­sciato negli stessi giorni uno stu­dio sulla cre­scente rile­vanza che Face­book assume per i siti d’informazione basan­dosi sull’osservazione di 1.74 miliardi di inte­ra­zioni sul social net­work con fonti d’informazione in lin­gua inglese.

Emerge che: nel primo qua­dri­me­stre di quest’anno le inte­ra­zioni sono aumen­tate del 23%. Il Mail Online è la testata più impor­tante, anche, su Face­book. I con­te­nuti più com­men­tati riguar­dano la poli­tica, quelli più con­di­visi la salute e i più “pia­ciuti” i film, il cinema

Nell’infografica sot­to­stante, rea­liz­zata per sin­te­tiz­zare le prin­ci­pali evi­denze dello stu­dio, vi sono, tra l’altro, 6 con­si­gli per otte­nere il mas­simo da Face­book per i siti d’informazione. La cui gestione deve essere com­ple­ta­mente distinta dalle logi­che e dalle moda­lità di gestione di una fan page di un brand [aggiungo io].

Il primo è di pen­sare alla pro­pria pagina Face­book come alter­na­tiva alla pro­pria home page in ter­mini di atten­zione e cura da dedicarvi.

Che Face­book, ed i social più in gene­rale, abbiano un ruolo sem­pre più rile­vante nella distri­bu­zione della noti­zia è un dato di fatto. Lo è altret­tanto, come giu­sta­mente scrive Vit­to­rio Zam­bar­dino in rispo­sta, ad inte­gra­zione del pezzo del Diret­tore di Fan­page, che “forse farai molti click e molti like e molte impres­sion” ma non è “mas­sag­giando” le per­sone che l’informazione ne gua­da­gnerà nè in qua­lità nè in quan­tità, in valore economico.

Le per­sone, anche nel nostro Paese, pas­sano una grande quan­tità del loro tempo online sui social ed in par­ti­co­lare su Face­book. Noi, i gior­nali, andiamo lì come una volta — è una meta­fora che uso spesso — anda­vamo al bar a incon­trarli, a cono­scerli. I social sono piat­ta­forme di distri­bu­zione del con­te­nuto ma, soprat­tutto, luo­ghi di rela­zione con le per­sone. Dob­biamo capire bene chi sono, quali sono i loro inte­ressi, le loro pre­fe­renze, per poi — con­ti­nuando nella meta­fora — andare via dal bar per bere qual­cosa insieme a casa nostra.

Una “casa” dove vi saranno comu­nità d’interesse, anche di nic­chia, aree di par­te­ci­pa­zione e discus­sione sui temi di rile­vanza per il let­tore, per le persone.

È solo in que­sto modo che siamo in grado di valo­riz­zare la rela­zione. Di creare valore aggiunto — anche eco­no­mico — per le per­sone, i gior­nali e il giornalismo.

FB-Infographic-Final

Gobal Digital Audience
Pubblicato il 27 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

World Press Trends 2014

I prin­ci­pali dati della ricerca annuale “World Press Trends” con­dotta dalla World Asso­cia­tion of New­spa­pers and News Publishers.

Le ten­denze mon­diali dell’[ex] indu­stria dell’informazione. Com­ment is free.

Testate All Digital
Pubblicato il 24 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Pure Players in Pura Perdita

Dopo i dati di alcuni dei prin­ci­pali edi­tori di quo­ti­diani di ieri è oggi la volta dei pure players, delle testate d’informazione ita­liane senza una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

Clau­dio Plaz­zotta, per «Ita­lia Oggi», ha rac­colto i bilanci 2013 di «Lin­kie­sta», News 3.0 [«Lettera43»], «Il Post», Società Edi­trice Mul­ti­me­diale [«Blitz Quo­ti­diano»] ed «Huf­fing­ton Post Italia».

Ad un anno di distanza dalla pre­ce­dente ela­bo­ra­zione, rela­tiva ai dati del 2012, la situa­zione nella sostanza è cam­biata dav­vero di poco e, in alcuni casi è addi­rit­tura peggiorata.

«L’Huffington Post Ita­lia» nel suo primo anno di vita — lan­cio set­tem­bre 2012 — pro­duce meno di un milione di euro di ricavi ed altret­tanti di per­dite nono­stante sia “ospi­tato” per­ma­ne­te­mente all’interno della home page di Repubblica.it.

«Lin­kie­sta» non decolla e spro­fonda sem­pre più nel rosso con voci ricor­renti di messa in liqui­da­zione della società ed enne­sima rica­pi­ta­liz­za­zione a cura di un numero di soci di gran lunga infe­riore agli attuali.

Anche le altre testate all digi­tal, ad ecce­zione di «Dago­spia» per il quale però siamo fermi ai dati 2012, pur cre­scendo nei ricavi, che restano deci­sa­mente mode­sti, il rosso in bilan­cio è, ahimè, la regola.

C’è sicu­ra­mente un pro­blema di bran­ding in un Paese, il nostro, in cui l’informazione online in Ita­lia è domi­nata dallo stra­po­tere del duo­po­lio di Repub­blica — Corsera.

C’è anche un pro­blema di posi­zio­na­mento delle testate che, ad ecce­zione de «Lin­kie­sta» che però si è rita­gliata una nic­chia troppo ridotta, più che com­pe­tere con i media tra­di­zio­nali, come avviene anche in Gran Bre­ta­gna, sono loro alleate. Non hanno posi­zio­na­mento e con­te­nuti chia­ra­mente distin­tivi se non marginalmente.

C’è, ancora, un  pro­blema di modello di busi­ness. È evi­dente che spe­rare di soprav­vi­vere solo attra­verso la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria non è ragio­ne­vole. I conti lo dimo­strano chiaramente.

Amen!

Testate All Digital

Dati x ‘000 di euro

Emozioni virali
Pubblicato il 20 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Emozioni Virali

Hen­ley Wing di Buzz­Sumo uti­liz­zando la piat­ta­forma [se non la cono­sce­ste è l’occasione buona] ha ana­liz­zato il top 10% degli arti­coli con­di­visi online.

Emerge che l’emozione che rende più virale un con­te­nuto è lo sgo­mento, seguito da diver­ti­mento, gioia e pia­cere. La lun­ghezza ideale è intorno ai 2mila carat­teri e la pre­senza di una imma­gine favo­ri­sce ulte­rior­mente la condivisione.

Emozioni virali

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