informazione online

Altro
Pubblicato il 3 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Nient’Altro da Aggiungere?

Con­clu­diamo il lavoro di ana­lisi, basato sui dati Audi­web da PC, con i dati degli ultimi 18 mesi della sezione, del chan­nel “altro”, di quello che per motivi diversi che abbiamo pro­vato ad iden­ti­fi­care non ricade in un a sezione spe­ci­fica dei quo­ti­diani online.

Anche oggi, di tutti i brand gestiti da Audi­web — 820 —  ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 all digi­tal [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 car­ta­cei, che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo una misura: la quota di utenti unici gior­na­lieri rela­tivi al solo chan­nel ALTRO, quando pre­sente (21 car­ta­cei e 8 all digi­tal), sul totale degli utenti unici asso­ciati a tutti i chan­nel. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014.

I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

Nel com­plesso la quota del chan­nel altro è dop­pia per le testate all digi­tal rispetto a quelle che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

La punta mas­sima è di TGCOM24 con quasi due terzi dei con­te­nuti attri­buiti a que­sto canale.

Audi­web nono­stante l’impegno di for­nire entro aprile i dati non più som­mati a quelli dei siti part­ner non lo ha fatto. Anche per que­sto comin­ciano ad avere pro­blemi veri di con­cor­renza con com­Score. Alcuni cen­tri media comin­ciano a essere stanchi. 

In attesa di avere, final­mente, i dati disag­gre­gati, il det­ta­glio delle sin­gole testate [clic­cate, “gio­cate” e riflet­tete, please] lascia diversi punti inter­ro­ga­tivi sul valore ed il peso delle aggre­ga­zioni da un lato e, dall’altro lato, sulla quota di traf­fico che gene­rano i con­te­nuti gra­tuiti, non remu­ne­rati, ai blog­ger, che per alcune testate sicu­ra­mente nel com­plesso hanno un peso spe­ci­fico rilevante.

Com­ment is free.

Utenti unici car­ta­cei - Quota (vedi a schermo intero)

 

Utenti unici all digi­tal - Quota (vedi a schermo intero)

audiwebhomepage
Pubblicato il 2 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Home Page delle mie Brame

Dopo l’ana­lisi dell’andamento della rea­der­ship online di ieri, abbiamo voluto veri­fi­care la rile­vanza della home page, sia in ter­mini di peso sul totale degli utenti unici che a livello di pagine viste, ana­liz­zan­done la ten­denza negli ultimi 18 mesi.

Anche in que­sto caso, di tutti i brand gestiti da Audi­web — 820 — ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 pure players [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo due misure: gli utenti unici gior­na­lieri e le pagine viste al giorno. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014. Sono con­si­de­rati i dati asso­ciati al solo chan­nel home­page, pre­sente per 24 dei 50 brand presi in con­si­de­ra­zione (16 car­ta­cei e 8 all digital).

Abbiamo ana­liz­zato utenti unici e pagine viste, per le 24 testate prese in con­si­de­ra­zione che hanno un chan­nel “Home­page”, in valori asso­luti. Abbiamo anche ana­liz­zato l’incidenza, solo per quanto riguarda il numero di utenti unici nel giorno medio, della home page sul totale. I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

Il data­base che stiamo creando costi­tui­sce le fon­da­menta del lavoro che andremo a svol­gere quo­ti­dia­na­mente una volta usciti dalla attuale “fase beta”, pre­su­mi­bil­mente a settembre.

Utenti unici car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

 

Utenti unici all digi­tal (vedi a tutto schermo)

 

Pagine viste car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

 

Pagine viste all digi­tal (vedi a tutto schermo)

 

Con­si­de­riamo ora la quota di utenti unici gior­na­lieri rela­tivi al solo chan­nel home­page, quando pre­sente, sul totale degli utenti unici asso­ciati a tutti i chan­nel [non il totale del brand, ma la somma dei sin­goli chan­nel]. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014.

Come mostra il gra­fico sot­to­stante la media gene­rale del peso della home page sul totale degli utenti unici nel giorno medio si asse­sta intorno al 20%. Il trend è in calo, con­fer­mando come com­ples­si­va­mente search e social abbiano sem­pre più un ruolo pre­va­lente e come le noti­zie siano sem­pre più unbran­ded. Tra i quo­ti­diani che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea spicca il Gior­nale di Sici­lia abbon­dan­te­mente sopra il 40% di quota.

Utenti unici car­ta­cei — Quota (vedi a tutto schermo)

Ancora infe­riore la quota per i pure players, per le testate “all digi­tal”, che si asse­stano media­mente ad un quota del 10% del totale. Segno evi­dente che si tratta di utenti poco fide­liz­zati e che per­lo­più le testate sono di seconda let­tura rispetto ai mainstream.

Com­ment is free.

Utenti unici all digi­tal - Quota (vedi a tutto schermo)

A mar­gine si segnala che ieri Audi­web ha pub­bli­cato un’anteprima dei dati della total digi­tal audience che, final­mente, verrà resa pub­blica dai dati di luglio in poi. Il com­parto delle news, ad ecce­zione della posta elet­tro­nica, è quello dove il mobile ha la minor inci­denza come già emer­geva dai dati pub­bli­cati in que­sto spa­zio un mese fa.

Dei 20 top brand del data­base Audi­web nel mese di marzo 3 sono testate gior­na­li­sti­che: Repubblica.it, Corriere.it e Gazzetta.it. L’incidenza degli utenti unici nel giorno medio è rispet­ti­va­mente del 22, 23 e 19%. La noti­zia è immo­bile.

Pubblicato il 1 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Andamento della Readership Online In Italia

Abbiamo voluto veri­fi­care l’andamento della rea­der­ship dell’informazione online nel nostro Paese dal novem­bre 2012 ad oggi [pre­ce­den­te­mente i dati erano pre­sen­tati in forma distinta].

Di tutti i brand gestiti da Audi­web  - sono 820 —  ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 all digi­tal [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo due misure: gli utenti unici gior­na­lieri e le pagine viste al giorno. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014. Sono con­si­de­rati i dati asso­ciati ai soli brand, non è presa in con­si­de­ra­zione la divi­sione in chan­nel. I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

A livello di totale gene­rale i 35 quo­ti­diani online con una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea mostrano un trend in fles­sione ed i primi 4 mesi del 2014 sono sem­pre infe­riori al periodo cor­ri­spon­dente del 2013 sia per quanto riguarda gli utenti unici che, ancor più, per quanto attiene le pagine viste. Trend che che per quanto riguarda le prin­ci­pali testate risulta ancora più marcato.

Utenti unici car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

Diversa la ten­denza dei quo­ti­diani all digi­tal che invece com­ples­si­va­mente mostrano un trend posi­tivo. Osser­vando il det­ta­glio delle testate biso­gna però rile­vare come pesino l’ingresso di testate che prima non erano rile­vate da Audi­web a comin­ciare da Affaritaliani.it.

Posi­tivo in par­ti­co­lare il trend di Fan­Page e Huf­f­Post Ita­lia a cui fanno da con­tra­sto le nega­ti­vità di ANSA e TGCOM24.

Utenti unici all digi­tal (vedi a tutto schermo)

Com­ples­si­va­mente la rea­der­ship dell’informazione online, in ter­mini di utenti unici nel giorno medio, si atte­sta intorno agli 8.5 milioni di per­sone pari al 67% del totale degli utenti attivi nel giorno medio secondo Audiweb.

In attesa della total digi­tal audience, di cui pro­prio oggi verrà pre­sen­tata la seconda ante­prima, impos­si­bile non rile­vare come da PC l’attenzione nei con­fronti delle noti­zie sia, nella migliore delle ipo­tesi, rima­sta immu­tata nel tempo e le pagine viste — per effetto del mobile, appunto? — subi­scano un calo non trascurabile.

Si segnala infine che gli 8.5 milioni di let­tori che quo­ti­dia­na­mente, in media, frui­scono di infor­ma­zione online rap­pre­sen­tano poco più di un terzo di coloro che leg­gono un gior­nale su carta nel nostro Paese secondo l’ultima rile­va­zione Audipress.

Com­ment is free.

Pagine viste car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

Pagine viste all digi­tal (vedi a tutto schermo)

Penetrazione siti informazione Europa
Pubblicato il 4 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Penetrazione dei Siti d’Informazione in Europa

com­Score, che misura l’audience online in 18 nazioni in Europa su un totale di 44 nel mondo, ha pub­bli­cato i dati della pene­tra­zione dei siti di noti­zie, d’informazione, a set­tem­bre 2013 per tutti i Paesi nei quali effet­tua il moni­to­rag­gio nel nostro continente

Media­mente in Europa 8 per­sone su 10 visi­tano un sito d’informazione nel mese. Al top si col­lo­cano i Paesi della Peni­sola Scan­di­nava tutti oltre il 95% della popo­la­zione online.

L’Italia è sopra la media dell’80.2% delle nazioni esa­mi­nate con una pene­tra­zione dell’85.8%.

Com­ples­si­va­mente 338 milioni di per­sone hanno visi­tato un sito web d’informazione, tra­mite un com­pu­ter desk­top o lap­top, durante il mese. I primi 3 siti in que­sta cate­go­ria erano Yahoo! News Net­work, BBC e Mail Online.

Penetrazione siti informazione Europa

E’ impor­tante con­si­de­rare che nella rile­va­zione di com­Score sono con­si­de­rati sol­tanto coloro che si col­le­gano ad Inter­net da desk­top e lap­top, da PC, così come avviene per Audi­web attual­mente. Nel caso di com­Score però i dati sono men­sili e non del giorno medio come quelli pub­bli­ca­mente dispo­ni­bili  di Audi­web che invece mostrano una pene­tra­zione di circa il 60% dei siti d’informazione sulla base di que­sto para­me­tro [utenti giorno medio 47.7% di utenti nel mese di set­tem­bre secondo Audiweb].

reach_sett2013

Bonus Track: “36 sei cose che ho impa­rato negli ultimi 3 anni (sui siti d’informazione)”, arti­colo del vice­di­ret­tore di «Wired» del quale, nel bene e nel male, mi  sento di con­di­vi­dere la mag­gior parte dei punti [ad esclu­sione del 13]

Audiweb Device
Pubblicato il 31 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

La Total Digital Audience di Audiweb

Come cer­ta­mente molti sapranno da gen­naio 2014, final­mente, le rile­va­zioni Audi­web non saranno più sola­mente da desk­top, da per­so­nal com­pu­ter ma inclu­de­ranno anche i dati rela­tivi alla navi­ga­zione, agli accessi ad inter­net [anche attra­verso appli­ca­zioni] da mobile, da smart­phone e tablet.

A metà otto­bre nel corso di IAB Semi­nar Display Adver­ti­sing è stato pre­sen­tato il suo fun­zio­na­mento, for­niti i det­ta­gli sulla meto­do­lo­gia e sul cam­pione che sarà costi­tuito da 3000 per­sone per gli smart­phone e 1.000 tablet e si andranno ad aggiun­gere alle 41mila per­sone del cam­pione da un PC con meter installato.

Dal 2014 sarà vigore un nuovo rego­la­mento per evi­den­ziare nei dati le com­po­nenti di audience ‘’orga­ni­che’’ di un publi­sher e quelle ‘’aggre­gate’’ deri­vanti da accordi edi­to­riali di ces­sione traffico.

Final­mente di una “brand/channel X”, per cia­scun sito rile­vato, sapremo quanta parte dell’audience attri­buire alla navi­ga­zione solo PC, solo smart­phone e solo tablet;  e quanta alla sovrap­po­si­zione PC/Smartphone, PC/Tablet o PC/smartphone/tablet.

Dai dati anti­ci­pati nel corso della pre­sen­ta­zione si evi­den­zia come in realtà coloro che navi­gano esclu­si­va­mente da mobile siano  una ristretta mino­ranza rispetto al totale degli inter­nauti del nostro Paese. L’immagine sot­to­stante for­ni­sce il det­ta­glio dei dati a set­tem­bre 2013.

Audiweb Device

Dalla rile­va­zione di ago­sto 2013 i dati della “total digi­tal audience” men­sile [un dato diverso dagli utenti nel giorno medio] sareb­bero di 23,5 milioni di per­sone da PC, 9,2 milioni da smart­phone e 4 milioni da tablet.

La slide numero 16 della pre­sen­ta­zione spiega come fun­zio­nerà l’“Unique Audience” dedu­pli­cata con il det­ta­glio dei con­sumi da web-browsing rispetto ai con­sumi  da apps.  Quello che però non è chiaro è come verrà con­teg­giata invece la dupli­ca­zione dell’audience, ovvero se la stessa per­sona che accede in momenti diversi della gior­nata da distinti device sarà con­tata comun­que come una sola o meno; un det­ta­glio non trascurabile.

Comun­que sia si tratta cer­ta­mente di un impor­tante passo avanti che con­sen­tirà alle aziende di pia­ni­fi­care le pro­prie cam­pa­gne online con mag­gior pre­ci­sione mirando alle per­sone che uti­liz­zano un  deter­mi­nato device ed adat­tando il for­mat di comunicazione.

Quanto que­sto invece incre­menti la reach, la pene­tra­zione ed il numero totale di per­sone che visi­tano dei siti d’informazione lo vedremo: Se posso fare una pre­vi­sione, secondo me spo­sterà di poco, si impen­nerà il numero di pagine viste ma cam­bierà mar­gi­nal­mente il numero di utenti unici.

Fuffa Blogger
Pubblicato il 29 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Codice Anti Marchette

Avevo già segna­lato diverso tempo fa come esi­stano pro­po­ste che cir­co­lano per la Rete che stanno al con­tent mar­ke­ting come le tec­ni­che di black hat stanno al SEO, scor­cia­toie uti­liz­zate da per­sone senza scru­poli che rapi­da­mente si ritor­cono con­tro chi ne fa uso e abuso. Un feno­meno suf­fi­cien­te­mente noto agli addetti ai lavori eti­chet­tato comu­ne­mente come “marchette”.

A fine 2011 lan­ciai la pro­po­sta di una sorta di bol­lino blu per i blog, che oggi andrebbe esteso agli account sui social, di sti­lare un deca­logo, par­tendo dalla base offerta da Timu, una sorta di codice di auto­di­sci­plina sulla fal­sa­riga del codice etico della Word of Mouth Mar­ke­ting Asso­cia­tion statunitense.

Credo sia dav­vero arri­vata l’ora di dare con­si­stenza a quell’ipotesi di lavoro.

E’ di ieri il post di una “fashion blog­ger”, poi rimosso sicu­ra­mente per un’azione legale nei suoi con­fronti, ma facil­mente visi­bile usando la cache di Goo­gle, di  “outing” rispetto allo scam­bio orga­niz­zato di “like” e com­menti sui blog. Si legge che la com­mu­nity, un gruppo segreto su Face­book chia­mato “Blog­ger and The City”, ha un pre­ciso obiettivo:

[.….]Scopo del gruppo? Molto sem­plice scam­bio di Mi Piace e Com­menti tra gli appar­te­nenti al gruppo. Ogni volta che ognuno dei blog­ger pub­blica un post gli altri devono clic­care Mi Piace e lasciare un com­mento. Occorre farlo anche in un deter­mi­nato tempo altri­menti si rischia pena­liz­za­zione da parte degli amministratori[.….]

Una delle per­sone indi­cate tra gli ammi­ni­stra­tori del gruppo ha liqui­dato sul suo pro­filo per­so­nale Face­book, aperto e visi­bile a tutti,  la vicenda affer­mando che si tratta di affer­ma­zioni non veri­tiere e calunniose.

Nell’articolo ven­gono ripor­tati screen­shot delle con­ver­sa­zioni tra gli appar­te­nenti al gruppo che sono invece ine­qui­vo­ca­bili rispetto alla veri­di­cità delle affer­ma­zioni fatte nel pre­ci­tato post. Una per tutti que­sta sotto ripor­tata. [Update ore 09:00: Mi segna­lano che molte alcune [#] delle per­sone coin­volte lavo­rano con que­sta agen­zia spe­cia­liz­zata, ed infatti alla voce “fashion blog­ger” i nomi coin­ci­dono. La cosa è ancora più grave]

Fuffa Blogger

Se il pas­sa­pa­rola è indi­cato in tutte le inda­gini come la forma di comu­ni­ca­zione che gode di mag­gior fidu­cia da parte delle per­sone è giu­sto tute­lare e pre­ser­vare que­sto valore. Credo debba essere un aspetto al quale tutti coloro che si occu­pano con serietà e pro­fes­sio­na­lità di comu­ni­ca­zione d’impresa deb­bano pre­stare la dovuta atten­zione invece di liqui­darla in una bat­tuta tra amici come avviene attualmente.

E’ ora di un “codice anti mar­chette” che sia valido per i gior­na­li­sti ma anche per le per­sone comuni . E’ ora di assu­mersi la giu­sta respon­sa­bi­lità per­so­nale che la con­ces­sione di fidu­cia da sem­pre implica.

Nielsen WOM

[#] Update del 31/10/2013: Si riceve la seguente pre­ci­sa­zione dal tito­lare dell’agenzia citata nell’articolo e dove­ro­sa­mente pub­bli­chiamo quanto dichiarato:

Nel suo arti­colo, lei indica (cito)  molte delle per­sone coin­volte lavo­rano con que­sta agen­zia specializzata .
Se con­fronta la lista delle blog­ger che fanno parte del nostro net­work con quella del post de “La Blog­ger Mafia” (sem­pre da lei lin­kato recu­pe­ran­dolo tra­mite cache di Goo­gle) noterà che le per­sone ricon­du­ci­bili al nostro gruppo sono cin­que su un totale di ottanta.
Con­se­guen­te­mente affer­mare che molte delle per­sone coin­volte col­la­bo­rano con BloggerAgency.it è un’informazione a mio avviso non corretta.
Tengo comun­que a pre­ci­sare che la nostra orga­niz­za­zione non è a cono­scenza (e non è tenuta ad esserlo) delle atti­vità che cia­scuna blog­ger svolge per pro­muo­versi auto­no­ma­mente.  Asso­ciare il nostro nome a que­sta pole­mica — indi­cando la cosa come cir­co­stanza ancor più grave -  è quindi a mio avviso impro­prio e rischia di dare una visione distorta della vicenda.
Infine non capi­sco per quale motivo veniamo presi in con­si­de­ra­zione sol­tanto noi come agen­zia e non altre realtà ana­lo­ghe che — a loro volta — hanno blog­ger che com­pa­iono nella ben nota lista.

Dati Giorno medio
Pubblicato il 2 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

[Dis]Informazione Online

Sono stati dif­fusi un paio di giorni fa i dati Audi­web del mese di agosto.

Fatte ancora una volta le dove­rose pre­messe rispetto al fatto che i dati misu­rano esclu­si­va­mente gli accessi da PC esclu­dendo il mobile la cui rile­vanza è cre­scente. Ho estratto le diverse fonti d’informazione online a carat­tere nazio­nale o comun­que pluriregionale.

La tabella rea­liz­zata è in ordine ascen­dente per numero di utenti unici nel giorno medio. Come si può vedere, nella tabella vi sono alcune testate evi­den­ziate in rosso. Ovvia­mente c’è un motivo.

Da qual­che mese infatti Audi­web, final­mente, per ogni brand, per ogni testata for­ni­sce il det­ta­glio del totale.

Si viene così a sco­prire [regi­stra­tevi gra­tui­ta­mente e veri­fi­ca­telo per­so­nal­mente, ve lo con­si­glio, se posso]  che il totale di «La Repub­blica» è infi­ciato da circa 80mila utenti unici di Tom’s Hard­ware, testata “part­ner” che però ben poco ha a che fare con il quotidiano.

Se in que­sto caso l’escamotage ha un peso rela­ti­va­mente scarso, così come anche per «La Gaz­zetta dello Sport» che ingloba nel totale poco più di 28mila utenti unici di «Max», ben diversa è la situa­zione delle altre testate.

Dei 474mila di «TGCOM24»,  ben 138mila in realtà sono di Meteo.it, quasi un terzo. Anche «Quo­ti­dia­no­Net» non scherza e prova a gio­care, come si suol dire, tra il lusco e il bru­sco inse­rendo nei suoi 298mila utenti unici 82mila di Hard­ware Upgrade, 27mila di Dicios.it, 26mila di Pro­mo­qui e 12mila di Pron­toim­prese, per un totale di 147mila utenti unici [quasi il 50%]  che ben poco hanno a che fare con le testate del gruppo.

Anche le testate “all digi­tal” hanno impa­rato il truc­chetto pare. Infatti dei 210mila utenti unici di «Lettera43» ben 142mila sono del cir­cuito locale, testate che ade­ri­scono al net­work solo per la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria ma che ben poco hanno a che fare con la testata diretta da Paolo Madron. Non va meglio con «Il Post» che tra i suoi 130mila utenti unici conta ben 62mila di Soldionline.net e 39mila di FilmTV, l’83% del totale.

I dati, oltre che nel for­mato tabel­lare “clas­sico” sot­to­stante, sono stati resi gra­fi­ca­mente, se preferite.

La disin­for­ma­zione corre online. Quando pia­ni­fi­cate su delle testate fatevi dare il det­ta­glio dall’agenzia e/o dal cen­tro media. Mi sa che è meglio.

Dati giorno medio Inter­net Audience
Audi­web Data­base, dati ago­sto 2013 — Audi­web powe­red by Nielsen
Brand Utenti unici Pagine viste (.000) Tempo per utente (mm:ss)
La Repub­blica 1.054.816 7.100 05:35
Cor­riere della Sera 839.100 6.095 05:22
Libero Noti­zie 624.770 1.888 01:35
La Gaz­zetta dello Sport 508.097 3.188 04:36
TGCOM24 474.097 2.625 03:38
Affa­ri­ta­liani 359.206 2.102 03:41
Blogo.it 353.779 1.469 02:36
ANSA 318.849 1.921 04:06
La Stampa.it 305.349 1.435 03:44
Quotidiano.net 298.455 1.118 02:49
Il Sole 24 ORE 285.408 1.390 04:13
Fan­page 276.454 854 04:15
Il Fatto Quotidiano 239.677 886 04:07
City­news 258.547 763 02:55
Lettera43 210.851 706 02:34
Il Mes­sag­gero 196.402 691 03:10
Quo­ti­diani Espresso 190.121 1.124 03:43
Cor­riere dello Sport 162.313 1.022 04:21
Il Gior­nale 144.038 499 03:29
Il Post 130.482 528 02:31
Vir­gi­lio Notizie 105.871 506 03:37
Yahoo! News Websites 98.382 242 01:44
Leggo 79.356 308 04:45
Il Mat­tino 64.971 476 06:12
Rai News 58.788 245 02:52
Dago­Spia 57.121 383 06:20
l’Unità Online 40.322 165 03:51
SKY.it TG24 32.565 79 01:44
Gior­na­let­ti­smo 26.147 75 02:31
Linkiesta.it 19.484 37 02:34

 

Ah “il gio­chino” vale anche per i set­ti­ma­nali ovvia­mente. Ad esem­pio, «Donna Moderna» “vanta” 280mila utenti unici, un numero straor­di­na­rio nel deso­lante pano­rama dei perio­dici online, pec­cato che di que­sti la bel­lezza, si fa per dire, di 138mila [circa il 50%] ven­gano da 3BMeteo.

- Clicca per Ingrandire -
Pubblicato il 20 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Agende e Analfabetismi Digitali

Si parla, poco, dav­vero troppo poco, dell’agenda digi­tale per l’Italia, ma forse non tutti sanno che la que­stione è da inse­rire nella più ampia agenda digi­tale Euro­pea, pro­gramma di ampio respiro con obiet­tivi spe­ci­fici alle quali ogni stato mem­bro dell’Unione Euro­pea deve adem­piere entro il 2020 ed una serie di sotto-obiettivi con avan­za­menti biennali.

Per quanto riguarda il bien­nio 2013–2014 l’UE ha sta­bi­lito una lista di prio­rità, di obiet­tivi da rag­giun­gere in que­sti due anni, con  7 aree di inter­vento e 101 azioni che i governi di cia­scun Paese devono intra­pren­dere allo scopo. Le 7 macroa­ree sono:

  1. Mer­cato unico digitale
  2. Inte­ro­pe­ra­bi­lità e standard
  3. Fidu­cia e sicurezza
  4. Accesso a Inter­net veloce e ultra-veloce
  5. La ricerca e l’innovazione
  6. Miglio­rare l’alfabetizzazione digi­tale, le com­pe­tenze e l’inclusione
  7. Abi­li­ta­zione dei bene­fici deri­vanti dall’ICT per la società dell’UE

Nell’area dedi­cata all’agenda digi­tale euro­pea viene visua­liz­zata una sco­re­board, un cru­scotto gra­fico che indica il livello di avan­za­mento rela­ti­va­mente agli obiet­tivi definiti.

Ne esi­ste una gene­rale della media di tutte le nazioni ed una per cia­scun Paese. Sot­to­ri­por­tate quella gene­rale e quella rela­tiva all’Italia così da mostrare a colpo d’occhio quale e quanta sia la distanza del nostro Paese rispetto alla media del totale delle nazioni dell’Unione Europea.

- Digital Agenda EU -

- Digi­tal Agenda EU -

- Digital Agenda Italy -

- Digi­tal Agenda Italy -

Sem­pre nell’area dedi­cata all’agenda digi­tale euro­pea è pos­si­bile visua­liz­zare gra­fi­ca­mente una mole impor­tanti di dati sul tema ed effet­tuare com­pa­ra­zioni al riguardo. Dati tutti di grande inte­resse la cui let­tura vale asso­lu­ta­mente il tempo speso. Anche in que­sto caso, come d’abitudine non posso che con­si­gliare di farlo.

Per­so­nal­mente ne ho sele­zio­nati, anche per sin­tesi, tre.

Il primo è rela­tivo al livello di alfa­be­tiz­za­zione infor­ma­tica della popo­la­zione ita­liana rispetto alla media dei 27 stati mem­bri ed indica con chia­rezza l’analfabetismo dila­gante nel nostro Paese, anche, sotto il pro­filo della capa­cità di uti­lizzo dell’ICT. Si noti come la scuola sia com­ple­ta­mente assente nel pro­cesso di for­ma­zione in tal senso.

Analfabeti Digitali

- Clicca per Ingrandire -

Gli altri due gra­fici sot­to­stanti sono ine­renti alla pene­tra­zione della let­tura di fonti d’informazione online, con il primo che mostra la ten­denza nel corso degli anni ed il con­fronto con la media UE, ed il secondo che foto­grafa la situa­zione nel 2011 [ultimo dato dispo­ni­bile] per cia­scuno stato membro.

In entrambi i casi balza all’occhio, ancora una volta, la distanza del nostro Paese dalla mag­gior parte delle altre nazioni ed ovvia­mente rispetto alla media degli stessi.

- Clicca per Ingrandire -

- Clicca per Ingrandire -

-  Clicca per Ingrandire -

- Clicca per Ingrandire -

Agende e anal­fa­be­ti­smo digi­tali. Com­ment is free.

Importanza caratteristiche notizie
Pubblicato il 11 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Sovvertire l’Ordine [dei Giornalisti]

In occa­sione dei 50 anni della legge isti­tu­tiva dell’ Ordine dei Gior­na­li­sti la scorsa set­ti­mana sono stati pre­sen­tati i risul­tati della la ricerca “I gior­na­li­sti ita­liani, l’etica pro­fes­sio­nale e l’informazione on line” [via].

L’indagine è stata rea­liz­zata tra il 7 e il 19 gen­naio 2013 tra­mite 1.681 inter­vi­ste on line som­mi­ni­strate a un cam­pione di gior­na­li­sti ita­liani: per il 57,9% pro­fes­sio­ni­sti, per il 35,3% pub­bli­ci­sti, per il 6,8% pra­ti­canti o altro.

Lo stu­dio si divide in due parti: la prima riguar­dante l’etica e la deon­to­lo­gia pro­fes­sio­nali, la seconda foca­liz­zata sull’informazione via Inter­net e sulle sue con­se­guenze sul mondo dei media e della pro­fes­sione. Sul sito dell’ODG sono libe­ra­mente sca­ri­ca­bili sia la sin­tesi dei risul­tati che gli oltre 130 gra­fici di det­ta­glio, come sem­pre, se riu­scite a rita­gliarvi mezz’ora di tempo con­si­glio di leg­gere i secondi che con­sen­tono di approfondire.

Per quanto riguarda l’etica e la deon­to­lo­gia pro­fes­sio­nale dei gior­na­li­sti dei sedici com­por­ta­menti ana­liz­zati nes­suno è pre­sente in misura rile­vante secondo la mag­gio­ranza dei gior­na­li­sti: anzi, in 15 casi su 16 non si rag­giunge il 29% e in 11 casi addi­rit­tura il 19%. Dun­que, a parere di gran parte della cate­go­ria in Ita­lia il lavoro gior­na­li­stico non è messo in grado di rispet­tare ade­guati stan­dard etico-deontologici. Lo con­ferma la valu­ta­zione dell’etica rela­ti­va­mente ai diversi media – espressa tra­mite voto da 1/minimo a 10/massimo – secondo la quale solo la radio ottiene un voto medio di suf­fi­cienza [6.2] men­tre i perio­dici spe­cia­liz­zati arri­vano a 5.7, i quo­ti­diani a 5.4, Inter­net a 5.3, i perio­dici non spe­cia­liz­zati a 5.1, la tele­vi­sione pub­blica a 4.8, la tele­vi­sione pri­vata a 4.1.

Col­pi­sce la dif­fe­renza, in molti casi dav­vero signi­fi­ca­tiva, tra le per­sone, i let­tori, ed i gior­na­li­sti rela­ti­va­mente a quali siano le azioni neces­sa­rie per accre­scere l’etica. Come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­stante l’opinione di cosa sia neces­sa­rio fare è dav­vero molto diversa. Un pos­si­bile indi­ca­tore della attuale distanza tra pub­blico, tra “clienti” [i let­tori] ed “i for­ni­tori” [i giornalisti].

Miglioramenti Etica Giornalismo

Una distanza che si aggrava pesan­te­mente per quanto riguarda l’importanza delle diverse carat­te­ri­sti­che dell’informazione, delle noti­zie. Da parte dei gior­na­li­sti viene attri­buita una forte rile­vanza alla como­dità di frui­zione delle noti­zie, con il 76,2% dei rispon­denti che ritiene molto o abba­stanza impor­tante che le noti­zie siano facili da tro­vare, veloci da tro­vare e comode da leg­gere e, per con­tra­sto, nel 51,8%   dei casi ritiene che sia poco o per niente impor­tante che siano vere, veri­fi­cate, serie ed affi­da­bili, aspetto quest’ultimo che, giu­sta­mente, è invece rile­vante per il 75,7% della popolazione.

Anche su livello di appro­fon­di­mento delle noti­zie, sulla loro affi­da­bi­lità e, signi­fi­ca­ti­va­mente, sul rispetto della dignità delle per­sone la diver­genza di opi­nioni non è tra­scu­ra­bile come illu­stra una delle due tabelle di sin­tesi dei risul­tati sul tema ripor­tata qui sotto. La tavola sinot­tica degli indici — slide 55 — mostra come solo per il 12,3% dei gior­na­li­sti sia molto impor­tante l’utilità dell’informazione for­nita; per­cen­tuale che scende al 10,8% per quanto riguarda l’approfondimento. Sono tutti aspetti peri­co­lo­sa­mente pre­oc­cu­panti, credo dav­vero, sulla deriva dei pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione.

Importanza caratteristiche notizie

Sono aspetti che ven­gono con­fer­mati nell’analisi del pro­filo d’immagine dei diversi media. In par­ti­co­lare per quanto riguarda Inter­net e l’informazione online, giu­di­cata molto o abba­stanza in cre­scita dal 95% dei rispon­denti, emerge forte con­cen­tra­zione sul con­te­ni­tore e sul modo di por­gere e scarsa impor­tanza del con­te­nuto. Non sor­prende che dun­que, di riflesso, solo il 37,1% del cam­pione ritenga che nei pros­simi cin­que anni sem­pre più ita­liani saranno dispo­sti a pagare per avere su Inter­net noti­zie e com­menti di qua­lità o comun­que da da loro desi­de­rati — vd slide 122 -.

Distanza che è con­fer­mata dal pro­filo ideale dei diversi media che era emerso dall’indagine “Ping pong tra carta e rete”, rea­liz­zata sem­pre da Astra Ricer­che, a metà otto­bre 2012.

E’ dav­vero neces­sa­rio sov­ver­tire, urgen­te­mente, l’ordine [dei giornalisti].

Profilo d'Immagine Internet

L’Amplificazione Sociale di una Notizia nell’Oline
Pubblicato il 14 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Acquisizione e Condivisione dell’Informazione di Attualità

Human High­way, per conto di Liquida, ha con­dotto una ricerca sul ruolo dell’online nell’informazione di attua­lità nel nostro Paese ana­liz­zando il pro­cesso di acqui­si­zione delle noti­zie e su come avvenga la distri­bu­zione attra­verso par­te­ci­pa­zione e con­di­vi­sione dei let­tori, delle per­sone. I risul­tati della ricerca, effet­tuata su un cam­pione stra­ti­fi­cato di 2029 casi, rap­pre­sen­ta­tivo degli utenti inter­net ita­liani, sono stati pub­bli­cati ieri in tarda serata.

La ricerca ana­lizza gli effetti dei social net­work nell’informazione di attua­lità, quelle che ven­gono defi­nite le 4 fasi di vita della noti­zia, dall’acquisizione della noti­zia sino alla con­di­vi­sione e dif­fu­sione in Rete pas­sando per l’approfondimento suc­ces­sivo e il con­fronto sociale sulla noti­zia, e il pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied content.

E’ stato moni­to­rato l’andamento del numero di con­di­vi­sioni per giorno negli ultimi 300 giorni rile­vando i 38 prin­ci­pali siti di infor­ma­zione ita­liani, sia appar­te­nenti alla cate­go­ria dei quo­ti­diani car­ta­cei che alle testate all digi­tal. Le con­di­vi­sioni prese in esame sono quelle pro­dotte su Face­book, Twit­ter e Goo­gle Plus.

Emerge la netta pre­do­mi­nanza dei siti d’informazione che hanno un cor­ri­spon­dente car­ta­ceo rispetto ai pure players del digi­tale. Un aspetto che con­ferma la dif­fe­renza di ampiezza della base di let­tori, come con­fer­mano anche i dati Audi­web di luglio con, pren­dendo a titolo esem­pli­fi­ca­tivo i due top di cia­scuna cate­go­ria, «Vare­se­News» a 48.076 utenti unici e «Repub­blica» 1.337.329 utenti unici, e che fa riflet­tere sulle dif­fi­coltà ed il per­corso da com­piere per le testate all digi­tal nel nostro Paese.

Anche per quanto riguarda i social net­work spicca la asso­luta pre­do­mi­nanza di Face­book che pro­duce il 91,6% delle con­di­vi­sioni men­tre Twit­ter, teo­ri­ca­mente new­swire dell’informazione, pesa solo il il 7,5%. “Città fan­ta­sma” Goo­gle Plus al 0,9% del totale delle con­di­vi­sioni come mostra il gra­fico di sin­tesi sottoriportato.

Le fonti infor­ma­tive di rife­ri­mento nel caso di un evento straor­di­na­rio per gli utenti inter­net del nostro Paese sono i motori di ricerca [Goo­gle] che ottiene il 50,6% delle pre­fe­renze e resta “top of mind” sep­pure in calo rispetto al 2011, la tele­vi­sione 40,1% e i quo­ti­diani online al 28%. Rispetto all’anno scorso acqui­stano con­si­de­ra­zione Face­book [14,6%] e Twit­ter [3,6%] a sca­pito degli aggregatori/motori di noti­zie. Se cer­ta­mente, come nel caso del con­fronto tra i siti di infor­ma­zione di testate nate dalla carta e quelli solo online, pesa la dif­fe­renza di ampiezza della base di per­sone iscritte a Face­book rispetto a Twit­ter, risulta evi­dente come la piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri  sia fonte di rife­ri­mento attual­mente per le noti­zie solo per una spa­ruta mino­ranza sep­pure in forte cre­scita; sarà bene tenerne conto.

Anche per quanto riguarda l’amplificazione sociale pro­dotta dalla Rete, dai social net­work, in ter­mini asso­luti, è Face­book a regnare sovrano con  4,7 milioni di segna­la­zioni rispetto ai 800mila tweet/retweet e 1 milione di post e com­menti sui blog e 900mila segna­la­zioni a cono­scenti via mail.

Rela­ti­va­mente al per­corso della noti­zia, ed alle 4 fasi di vita già citate, la prima fonte d’informazione resta la tele­vi­sione che è anche il mezzo di comu­ni­ca­zione uti­liz­zato per appro­fon­dire e ripren­dere la noti­zia in tempi suc­ces­sivi sep­pure, come già emer­geva, motori di ricerca e siti d’informazione pri­meg­gino, 59% ver­sus 56% della TV, in que­sto pas­sag­gio, nella fase di appro­fon­di­mento dell’informazione. Social media e social net­work gio­cano invece un ruolo deter­mi­nante nel pro­cesso di ampli­fi­ca­zione e dif­fu­sione dell’informazione come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­ri­por­tata. L’amplificazione sociale per certi temi e certe testate dell’online rap­pre­senta la prima risorsa di atten­zione e di traf­fico sul sito.

La distri­bu­zione dei con­te­nuti passa dun­que in maniera sem­pre più rile­vante attra­verso social media e social net­work ed è in corso il pas­sag­gio dall’impression all’expression, dalla pura espo­si­zione ai con­te­nuti di un media a quello di let­tura, apprez­za­mento e con­di­vi­sione. Face­book e Twit­ter diven­tano “luo­ghi” nei quali gli edi­tori distri­bui­scono e pro­muo­vono il pro­prio con­te­nuto ali­men­tando il rap­porto con i pro­pri lettori.

Pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied con­tent che lascia comun­que il timone in mano all’industria dell’informazione con van­taggi e oneri, di atten­zione e capa­cità di rela­zione con le per­sone, come sem­pre avviene in que­sti casi.

“At the heart of jour­na­lism today is a great para­dox: the indu­stry is in the midst of uncer­tainty cau­sed by the very same tech­no­lo­gies that allow jour­na­lism to reach far broa­der audien­ces, more quic­kly, and with grea­ter input, feed­back, and resour­ces than ever before. We feel stron­gly that journalism’s future is very bright. Tech­no­logy is chan­ging jour­na­lism fore­ver, but the core tech­ni­ques of qua­lity jour­na­lism are more impor­tant than they have ever been” -  The New Jour­na­list: Roles, Skills, and Cri­ti­cal Thin­king, Bene­detti, Cur­rie e Kie­rans, 2010 -

Older Posts