indignados

Pubblicato il 1 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Indignati sulla Carta

Dopo Occupy Wall Street e Occupy Lon­don anche gli “indignados“spagnoli hanno deciso di pub­bli­care il loro gior­nale su carta.

Dal 04 feb­braio, «Madrid 15M», que­sto il nome della pub­bli­ca­zione in omag­gio al 15 mag­gio giorno di ini­zio delle pro­te­ste, sarà stam­pato in 20mila copie con 16 pagine a colori e distri­buito nella capi­tale spagnola.

Secondo quanto ripor­tato, non vi sarà né un diret­tore né una reda­zione sta­bile ed il gruppo di lavoro che rea­lizza la pub­bli­ca­zione ne curerà i con­te­nuti a rota­zione. Obiet­tivo della pub­bli­ca­zione è quello di infor­mare le per­sone sulle ragioni della pro­te­sta e offrire un’immagine non ste­ro­ti­pata del movi­mento come invece fareb­bero i media tradizionali.

Essendo que­sta ormai la terza ver­sione su carta parebbe dav­vero che per il movi­mento di pro­te­sta che attra­versa Europa & Stati Uniti “the revo­lu­tion will be newspaperised”.

Pubblicato il 28 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Occupy Facebook: Una Lezione per la Socialità dell’Informazione

La ricerca di socia­lità della noti­zia e di nuovi spazi di espres­sione gior­na­li­stica, in cui sia pos­si­bile affer­mare ciò che si deve dire, non può essere messo a rischio da regole e desi­deri arbi­trari.  E’questa la moti­va­zione di fondo che mi lascia ancora oggi estre­ma­mente scet­tico rela­ti­va­mente all’utilizzo mas­sivo di Face­book da parte dei giornali.

A que­sta prima fon­da­men­tale con­si­de­ra­zione si som­mano anche altri aspetti che mi fanno rite­nere non ido­nee le diverse ini­zia­tive che l’industria dell’informazione, il mar­ke­ting edi­to­riale, pro­pone all’interno del cele­bre social net­work, ten­tando , in realtà, di costruire l’ennesimo wal­led gar­den rin­chiu­den­dosi al suo interno.  E’ un errore sia tat­tico che strategico.

Pre­oc­cu­pa­zioni e con­si­de­ra­zioni che ho avuto modo di ester­nare a più riprese, che le stra­te­gie ed i mezzi di comu­ni­ca­zione uti­liz­zati dal movi­mento occupy e dagli omo­lo­ghi euro­pei indi­gna­dos mi danno modo di qua­li­fi­care meglio.

Si apprende infatti che il movi­mento che si richiama allo slo­gan “we are 99%” sta lavo­rando alla costru­zione di una piat­ta­forma di con­di­vi­sione sociale alter­na­tiva a Face­book con l’obiettivo, da un lato, di supe­rare il con­trollo e la cen­sura del popo­loso social net­work e, dall’altro lato, di costruire un ambiente col­la­bo­ra­tivo tra le diverse anime e le diverse nazioni che lo ani­mano. Una piazza glo­bale che serva da col­lante a livello inter­na­zio­nale per un modello di lea­der­ship decentralizzato.

Dopo aver lan­ciato la pro­po­sta, ed averne defi­nito le carat­te­ri­sti­che salienti, di quella che, appunto, dovrebbe chia­marsi “The Glo­bal Square”, il lavoro è in corso per ren­dere effet­tivo il progetto.

L’idea lan­ciata al riguardo da Pla­ne­tary, orga­niz­za­zione dedi­cata allo svi­luppo della comu­ni­ca­zione digi­tale e della coo­pe­ra­zione, con­tiene a mio avviso un modello che risulta di asso­luto inte­resse per la distri­bu­zione dei con­te­nuti e l’industria dell’informazione che va ben al di là delle spe­ci­fi­cità, per le quali pure è stata con­ce­pito, del movi­mento glo­bale di protesta.

L’architettura infor­ma­tiva con­ce­pita, con­si­gliata, da Pla­ne­tary, per­mette un’effettiva socia­lità della noti­zia, delle infor­ma­zioni, senza però rinun­ciare ad una cor­retta super­vi­sione dei contenuti.

Sia l’ipotesi di uscire da “Casa Zuck” che le moda­lità di rac­cordo e con­di­vi­sione rap­pre­sen­tano, credo dav­vero, un esem­pio con­creto di come un edi­tore, una impresa dedi­cata alla rac­colta, sele­zione e distri­bu­zione di con­te­nuti e infor­ma­zioni, possa effet­ti­va­mente ed effi­ca­ce­mente inte­ra­gire con le per­sone in Rete. C’è da stu­diarla con attenzione.

Pubblicato il 19 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Le Proteste Popolari Insegnate da un Videogioco

Se si dovesse sce­gliere tra tutti gli avve­ni­menti del 2011 quello che nel suo insieme è il più rap­pre­sen­ta­tivo dell’anno che volge al ter­mine, molto pro­ba­bil­mente la scelta cadrebbe sulle rivolte popo­lari in tutto il mondo.

A san­cirlo non è sol­tanto l’ultimo numero del «Time» che quat­tro giorni fa ha eletto sim­bo­li­ca­mente “The Pro­te­ster” come per­so­nag­gio dell’anno, ma la dif­fu­sione del feno­meno con una con­ta­mi­na­zione reci­proca tra quella che è stata defi­nita la rivolta araba e il movi­mento occupy/indignati nel mondo occi­den­tale. Pro­te­ste che non accen­nano a pla­carsi come testi­mo­niato dai dram­ma­tici avve­ni­menti in corso in que­sti giorni in Siria ed Egitto e da quanto ripor­tato da Occupy Toghe­ter, l’associazione che riu­ni­sce tutti i movi­menti di pro­te­sta del così­detto primo mondo.

“Peo­ple Power” è un video­gioco, del genere stra­te­gico, che con­sente a chiun­que lo desi­deri di calarsi nei panni del lea­der di una pro­te­sta civile.

Il gioco, rea­liz­zato a novem­bre di quest’anno, inse­gna a sce­gliere le tat­ti­che ed i mezzi della pro­te­sta simu­lando diverse situa­zioni, diversi sce­nari con i quali cimen­tarsi per riu­scire a rag­giun­gere l’obiettivo. Una volta sca­ri­cato il video­game [con una dona­zione di 10$] si entra a far parte di una com­mu­nity sia per lo svi­luppo di nove mappe di gioco, nuovi sce­nari, che di per­sone con quest’interesse in comune, costruendo così di fatto un net­work tra coloro che vogliono appren­dere la resi­stenza civile e stra­te­gie non violente.

In tale ambito, si segnala inol­tre, sep­pure di fat­tura deci­sa­mente infe­riore anche “Occupy The Game” che ruota intorno allo stesso tema foca­liz­zan­dosi sulle pro­te­ste del movi­mento Occupy Wall Street come sug­ge­ri­sce il nome.

Se le pro­te­ste non sono un gioco, ancora una volta i gio­chi sono media per comu­ni­care e apprendere.

Pubblicato il 16 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Indignati & Indegni

Ad un mese esatto dall’inizio delle mobi­li­ta­zioni popo­lari che stanno attra­ver­sando la Spa­gna anche ieri è stata una gior­nata di pro­te­ste nelle prin­ci­pali città della peni­sola iberica.

A Bar­cel­lona, nella mat­ti­nata di ieri, durante la pro­te­sta di fronte al Par­la­ment de Cata­luña vi sono stati epi­sodi di vio­lenza e fron­teg­gia­menti con le forze dell’ordine che hanno sor­preso e susci­tato stu­pore per il carat­tere paci­fico del movi­mento degli indi­gna­dos sino a que­sto momento, che infatti dalla sua pagina web uffi­ciale si è imme­dia­ta­mente dis­so­ciato dai fatti.

Nel pome­rig­gio hanno inco­min­ciato a cir­co­lare sul web foto che attri­bui­vano la respon­sa­bi­lità degli scon­tri ad agenti delle forze dell’ordine in bor­ghese infil­trati con l’apposito com­pito di pro­vo­care ten­sioni. La mia rea­zione al riguardo è stata di cau­tela così come quella degli organi di infor­ma­zione spagnoli.

Il video sot­to­stante mostra chia­ra­mente che si è trat­tato di una azione tesa a dele­git­ti­mare il movi­mento di pro­te­sta e che, dopo che gli agenti pro­vo­ca­tori sono stati accer­chiati dai mani­fe­stanti che li ave­vano indi­vi­duati come respon­sa­bili degli atti vio­lenti, los mos­sos [la poli­zia regio­nale auto­noma cata­lana] in divisa sono costretti ad inter­ve­nire ed a scor­tarli al sicuro.

Oltre a rimar­care la sostan­ziale dif­fe­renza tra indi­gnati ed inde­gni, il video evi­den­zia il distin­guo tra infor­ma­zione e disin­for­ma­zione ai tempi della Rete.

Update del 17.06: Mi vedo costretto ad inse­rire un video diverso da quello ori­gi­na­ria­mente pro­po­sto ieri che non risulta più visi­bile pro­ba­bil­mente per cen­sura.   Nei fatti il nuovo video è iden­tico all’originale, dal quale si distin­gue solo per i sot­to­ti­toli anche in castel­lano oltre che in cata­lano, ed è stato cari­cato da un utente diverso da quello che aveva cari­cato per primo le imma­gini. Con 300mila visioni, for­tu­na­ta­mente, saranno cer­ta­mente molti coloro che l’hanno sca­ri­cato ed ora pos­sono ren­derlo nuo­va­mente dispo­ni­bile. Si Illu­dono coloro che cer­cano di oscu­rare l’informazione in Rete.

Gra­zie a 140nn [& a Luca Ala­gna] per averlo scovato.

Pubblicato il 28 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Festeggiamenti per la Champions League

Nono­stante l’esposizione media­tica delle occu­pa­zioni paci­fi­che rea­liz­zate dal movi­mento spa­gnolo degli indi­gna­dos, dopo le ele­zioni ammi­ni­stra­tive di dome­nica scorsa, sia deci­sa­mente calata rispetto alla sett­ti­mana pre­ce­dente, le pro­te­ste, le acam­pa­das non sono cessate.

Pro­ba­bil­mente inco­rag­giate dal minor cla­more e spinte dalle pro­te­ste dei com­mer­cianti che lamen­tano un calo del giro di affari del 70% a causa delle occu­pa­zioni che bloc­che­reb­bero l’afflusso dei turi­sti, le auto­rità hanno deciso ieri in mat­ti­nata di sgom­brare l’occupazione di Bar­cel­lona in Plaza de Catalunya.

La moti­va­zione uffi­ciale, spiega il Con­se­jero de Inte­rior, Felip Puig, sarebbe stata di natura pre­ven­tiva per evi­tare inci­denti in caso di festeg­gia­menti per la pos­si­bile vit­to­ria della Cham­pions Lea­gue da parte della squa­dra della città nella finale di oggi.

Come mostra l’ampio foto­re­por­tage rea­liz­zato i risul­tati rag­giunti sono stati dia­me­tral­mente oppo­sti rispetto all’obiettivo dichiarato.

–Imma­gine pub­bli­cata anche da El Pais -

Chi è nell’errore com­pensa con la vio­lenza ciò che gli manca in verità e forza — Johann Wol­fgang Goethe -