Posted on 23 settembre 2013 by

Manifesto Digitale

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«Il Mani­fe­sto» vuole rilan­ciare la pro­pria stra­te­gia di con­te­nuti e di sot­to­scri­zione, allar­gando l’audience a più ampie fasce d’età e “nativi digi­tali” in Ita­lia e soprat­tutto ita­liani all’estero. E’ un cam­bia­mento in atto da circa due anni ed è favo­rito dall’introduzione di canali digi­tal only, che con­sen­tano la spe­ri­men­ta­zione e i test di nic­chie di inte­resse dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bili tra­mite la stampa e la distribuzione.

 Il 22 aprile scorso è stata lan­ciata l’app per iPad, la quale è basata inte­ra­mente su tec­no­lo­gie iOS native e con­te­nuti HTML5 responsive.

Da qual­che giorno è online la cam­pa­gna di cro­w­d­fun­ding con con for­mule di micro­fi­nan­zia­mento o di pre abbo­na­mento - da 2 a 220 euro — che si pone l’obiettivo di rac­co­gliere 40mila euro da qui alla fine di otto­bre per rin­no­vare com­ple­ta­mente il sito.

Il Manifesto Crowdfunding

Il cam­bia­mento radi­cale con­si­ste nella rimo­du­la­zione dell’offerta del gior­nale che met­terà al cen­tro le diverse audience sui diversi dispo­si­tivi e momenti di uti­lizzo. Una login uni­fi­cata per­met­terà al let­tore di sce­gliere il livello di par­te­ci­pa­zione, non solo all’informazione pub­bli­cata sull’edizione quo­ti­diana, ma soprat­tutto alla com­mu­nity che sarà atti­vata sulla piat­ta­forma web. La nuova pre­senza online del mani­fe­sto sarà infatti com­po­sta da edi­zioni quo­ti­diane in digi­tale su Web e app native iOS e Android, ma soprat­tutto da una com­mu­nity di let­tori e con­tri­bu­tor a vario livello. Il sito ospi­terà blog e ini­zia­tive edi­to­riali indi­pen­denti sulla scia delle ultime due edi­zioni di China Files, oltre che cam­pa­gna di cro­w­d­fun­ding per sup­por­tare ini­zia­tive gior­na­li­sti­che con distri­bu­zione digitale.

Tra gli espe­ri­menti già rea­liz­zati figu­rano le edi­zioni spe­ciali pro­dotte da China Files, dispo­ni­bili sull’App iPad, Kindle e Web. E’ stato pub­bli­cato in for­mato Kindle un numero spe­ciale di Alias rela­tivo alla bien­nale di Vene­zia tra­dotto in inglese

Ver­ranno rilan­ciati i blog ospi­tando guest wri­ter, e col­le­zioni tema­ti­che pro­dotte da orga­niz­za­zioni e autori diversi saranno con­fe­zio­nate in pro­dotti digi­tali su tablet, smart­phone e ebook.

Il sito diven­terà una com­mu­nity, dove i let­tori potranno iscri­versi e leg­gere i con­te­nuti con una strut­tura pay­wall, effet­tuare sot­to­scri­zioni di diverso livello che abi­li­te­ranno la let­tura su web, smart­phone, tutti i canali digi­tali o bundle digitale-carta. Nell’editoriale pub­bli­cato a firma di Mat­teo Bar­tocci, mem­bro del con­si­glio di ammi­ni­stra­zione del quo­ti­diano, viene dichia­rata la volontà di soste­nersi esclu­si­va­mente gra­zie al let­to­rato. Un sito senza pub­bli­cità che “non sia per gli inser­zio­ni­sti o per atti­rare «traf­fico» con fil­mati di gat­tini o l’ultimo gos­sip. Un sito di noti­zie e di «com­mu­nity» finan­ziato dai lettori”.

Gli utenti saranno inse­riti in un unico data­base senza distin­zione di moda­lità di abbo­na­mento o di let­tura, creando una login per cia­scun abbo­nato, il quale potrà par­te­ci­pare alla discus­sione, soste­nere delle cam­pa­gne mirate, sta­bi­lire le prio­rità di inve­sti­mento del gior­nale for­nendo il sup­porto morale od eco­no­mico alle ini­zia­tive che pre­fe­ri­sce. Si vuole far cre­scere la par­te­ci­pa­zione e cono­scere appro­fon­di­ta­mente i gusti e le abi­tu­dini dell’audience. Anche le offerte com­mer­ciali saranno mirate e per­so­na­liz­zate sul sin­golo let­tore. Un algo­ritmo cal­co­lerà un ran­king del let­tore secondo diversi para­me­tri, e for­nirà con­te­nuti mirati e offerte di sot­to­scri­zione age­vo­late per aumen­tare la fidelizzazione.

Il pro­getto verrà imple­men­tato a step e si con­clu­derà indi­ca­ti­va­mente a fine anno. Nel 2014 ver­ranno rila­sciati nuovi pro­dotti edi­to­riali, coin­vol­gendo anche le edi­zioni Alias e Le Monde Diplomatique.

L’immagine sotto ripor­tata mostra il cam­bia­mento negli ultimi 18 mesi del quo­ti­diano con il 95% delle entrate deri­vante da ven­dite e abbo­na­menti [nel 2011 era il 58%], il crollo della pub­bli­cità dall’11 al 4% dei ricavi e l’assenza del finan­zia­mento pubblico.

Il Manifesto Ricavi
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