Posted on 6 dicembre 2013 by

Commenti Chiarificatori

Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Share on Google+2Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Ieri ho pub­bli­cato un arti­colo di cri­tica ad un’iniziativa lan­ciata da «Il Gior­nale». Le cri­ti­che non sono pia­ciute ad uno dei due repor­ter che rea­liz­ze­ranno, se si rag­giun­gerà la soglia sta­bi­lita di rac­colta fondi, uno dei ser­vizi di “Gli occhi della guerra”. Il caso vuole pro­prio quello dal titolo più esi­la­rante, para­dos­sale: “Libia, il nostro petro­lio è in peri­colo ser­vono 5000 euro”.

Il signor Gian Mica­les­sin, “perde le staffe”, nono­stante voglia imma­gi­nare che un repor­ter di guerra con un cur­ri­cu­lum di tutto rispetto debba essere abi­tuato a situa­zioni di stress emo­tivo, e la mette sul per­so­nale scri­vendo nei commenti:

A Pier Luca San­toro alias “Il Gior­na­laio” non var­rebbe la pena di rispon­dere. E’ uno dei tanti inetti del web che invece di “fare” sputa sulle ini­zia­tive degli altri. Rispon­den­do­gli so di attri­buire ai suoi com­menti un rilievo che non hanno. Ma vor­rei ricor­dare un det­ta­glio. Il sot­to­scritto, Fau­sto Bilo­slavo, e Toni Capuozzo testi­mo­nial di Occhi della Guerra, lavo­rano da trent’anni nel campo del repor­tage a livello inter­na­zio­nale. “Il Gior­nale” è una testata nazio­nale di cui uno può con­di­vi­dere o meno le posi­zioni, ma che offre un punto di vista sulla realtà. Quali sono i meriti pro­fes­sio­nali del signor San­toro? Cos’ha fatto nella sua vita oltre a van­tare una col­la­bo­ra­zione con un fan­to­ma­tico osser­va­to­rio del gior­na­li­smo euro­peo? Pro­ba­bil­mente nulla. Cari amici del web prima di cri­ti­care e spu­tare sen­tenze impa­rate a “fare”. E impa­rate una regola del gior­na­li­smo chia­mare e chie­dere l’opinione di tutti. Anche di quelli che inten­dete attaccare.

Per quanto riguarda ciò che io ho fatto nella mia vita pro­fes­sio­nale si rimanda alla sezione about, che evi­den­te­mente non è stata letta con suf­fi­ciente atten­zione ma solo per tro­vare chi vi fosse a firma dell’articolo visto che mi si cita per nome e cognome, e, se d’interesse, al pro­filo Lin­ke­din per mag­giori det­ta­gli. In rife­ri­mento all’European Jour­na­lism Obser­va­tory credo sia suf­fi­ciente visi­tare la pagina del sito web dedi­cata ai part­ner, tra cui spicca, uno per tutti, il Reu­ters Insti­tute for the Study of Jour­na­lism dell’ Uni­ver­sità di Oxford, per eli­mi­nare i dubbi pour cause del Micaselin.

Ciò pre­messo, ras­si­cura, in caso di biso­gno, la chia­ri­fi­ca­zione offerta dal repor­ter sullo spi­rito reale del cro­w­d­fun­ding, che secondo le dichia­ra­zioni dovrebbe essere di costruire un rap­porto più diretto con i let­tori gra­zie al Web. Web con­tro il quale, in almeno due pas­saggi, si spara a pal­let­toni chia­rendo con effi­ca­cia quale sia il reale vissuto.

Al Mica­les­sin fa eco, in un altro com­mento, Luca Pau­tasso, che secondo quanto si legge sul suo pro­filo Twit­ter è social media edi­tor per una tra­smis­sione di La7, e che para­dos­sal­mente, nono­stante il suo lavoro, parla di “social­qua­lun­que 2.0″.

Sono com­menti chia­ri­fi­ca­tori che con­fer­mano le reali inten­zioni di un’iniziativa, mal con­ge­gnata, per recu­pe­rare visi­bi­lità da parte del gior­nale di fami­glia, e di  quanto pro­fonda sia, anche in que­sto caso, la distanza tra dichia­rato ed il vis­suto e il realizzato.

Gra­zie per la con­ferma all’ipotesi di lavoro. Keep trying.

Keep Trying

Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Share on Google+2Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page