il fatto quotidiano

- Clicca per accedere alla versione interattiva -
Pubblicato il 14 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

L’Edicola che non c’è e le Copie Digitali

A marzo 2102 fu annun­ciato in pompa magna il lan­cio di Edi­cola Ita­liana, piat­ta­forma multi-editore per offrire online in un unico sito le diverse testate. Ini­zial­mente la piat­ta­forma avrebbe dovuto ospi­tare sia quo­ti­diani che perio­dici di quat­tro edi­tori pas­sati poi a sei alla fine dell’anno scorso quando si tornò a par­lare del pro­getto. Di fatto, ad oggi, non si hanno noti­zie del livello di avan­za­mento e se sono occorsi 9 mesi per giun­gere dalle dichia­ra­zioni di intenti alla crea­zione del con­sor­zio, e com­ples­si­va­mente sono pas­sati 15 mesi, è facile imma­gi­nare che i tempi non siano brevi.

Per­so­nal­mente, tra feb­braio e marzo di quest’anno, ho pro­vato a con­tat­tare alcuni dei mem­bri del con­si­glio di ammi­ni­stra­zione del con­sor­zio Edi­cola Ita­liana per inse­rirne le pro­spet­tive nel mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” ma dopo un lungo ter­gi­ver­sare non ho avuto, ahimè, il pia­cere di otte­nere risposte.

Nel frat­tempo, come noto, da gen­naio di quest’anno ADS ha ini­ziato a pub­bli­care i dati delle copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Se per i perio­dici, esclu­dendo gli inserti alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani, i volumi di ven­dita sono mar­gi­nali così non è per i gior­nali, o almeno per alcuni di essi.

I primi cin­que quo­ti­diani per ven­dite rea­liz­zano l’86% del totale mostrando una con­cen­tra­zione di gran lunga supe­riore a quella della carta stam­pata. Da quando sono stati resi dispo­ni­bili i dati le ven­dite di copie digi­tali sono pas­sate da 188mila a 242mila con un incre­mento del 28.7%.

«Il Sole24Ore», primo quo­ti­diano per numero di copie digi­tali ven­dute, ha regi­strato nei primi quat­tro mesi di quest’anno un incre­mento del 56% e ad aprile il peso di que­sto for­mato è del 26.8% sul totale delle copie ven­dute [edi­cole + abbonamenti].

Peso quasi dop­pio rispetto a «Il Cor­riere della Sera», che cre­sce del 34%, e di «la Repub­blica», che invece cre­sce “sola­mente” del 6.7%. Anche se i valori asso­luti sono infe­riori rile­vante la quota di copie digi­tali anche per «Il Fatto Quo­ti­diano» con un peso del 16.7% sul totale delle copie ven­dute ed il “feno­meno” di «L’Unione Sarda» con oltre 7mila copie [+12.7% vs gen­naio 2013] per un peso del 13.8% sul totale. Per tutti gli altri quo­ti­diani le copie digi­tali restano asso­lu­ta­mente marginali.

Il gra­fico, rea­liz­zato da Human High­way,  con l’evoluzione delle ven­dite delle copie digi­tali nel primo qua­dri­me­stre di quest’anno, mostra a colpo d’occhio le dina­mi­che evolutive.

- Clicca per accedere alla versione interattiva -

- Clicca per acce­dere alla ver­sione interattiva -

 

Utente sostenitore Fatto
Pubblicato il 4 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Crowdfunding di Fatto

All’inizio di quest’anno Peter Gomez, diret­tore dell’edizione online del «Il Fatto Quo­ti­diano», aveva chie­sto ai pro­pri let­tori come tro­vare l’equilibrio eco­no­mico sul web per la testata rice­vendo nume­rosi com­menti ed indicazioni.

Ieri è sem­pre il suo diret­tore ad annun­ciare il lan­cio di un ini­zia­tiva di richie­sta di soste­gno al gior­nale che acco­glie una parte di quelle indi­ca­zioni. Scrive Gomez che: “Quest’anno, se andrà bene, ilfattoquotidiano.it chiu­derà 800.000 euro sotto il punto di pareg­gio. Che rag­giun­gerà, forse, solo nel 2014″.

Ecco che allora per soste­nere la cre­scita e lo svi­luppo della testata online viene pro­po­sta la richie­sta di un ver­sa­mento di 3,99€ men­sili per diven­tare utenti-sostenitori del quo­ti­diano. Cifra che, secondo quanto ripor­tato, per­mette di:

- Par­te­ci­pare in diretta alla riu­nione di reda­zione de ilfattoquotidiano.it ogni gio­vedì alle ore 16.00, lasciare i tuoi com­menti e sug­ge­rire gli argo­menti e le noti­zie da trat­tare durante la set­ti­mana.
– Acce­dere a tre anni di archi­vio car­ta­ceo html a par­tire da una set­ti­mana indie­tro rispetto alla data del giorno in corso
– Sce­gliere, tra­mite un son­dag­gio on line, una delle cin­que inchie­ste pro­po­ste dalla reda­zione. L’inchiesta più votata sarà appro­fon­dita dai nostri gior­na­li­sti e video-reporter e pub­bli­cata su ilfattoquotidiano.it

Utente sostenitore Fatto

Mi piace l’idea pro­po­sta di poter avere un filo diretto con la reda­zione anche se per­so­nal­mente avrei tro­vato moda­lità diverse da quelle pro­po­ste che mi appa­iono cir­co­scritte ed ecces­si­va­mente limi­tate. Mi piace anche l’idea di ren­di­con­tare ogni quat­tro mese come sono state inve­stite le somme rice­vute a soste­gno dello svi­luppo del gior­nale e l’idea di base di co-creazione di valore, come avevo già scritto quat­tro mesi fa.

Non mi piace il nome di utente-sostenitore, che poteva tro­vare cer­ta­mente una miglior defi­ni­zione, un nome meno “mec­ca­nico”. Trovo debole la pro­po­sta di accesso all’archivio con una set­ti­mana di ritardo, una pro­po­sta di valore estre­ma­mente limi­tato che credo possa inte­res­sare un numero di per­sone esiguo.

Se, come viene detto, si tratta di un work in pro­gress non resta che coglierne gli aspetti posi­tivi ed atten­dere i futuri svi­luppi e le ine­vi­ta­bili cor­re­zioni di tiro.

Pubblicato il 15 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

L’[Un]Social Media Marketing dell’Informazione Italiana

Ter­mi­nata la pausa nata­li­zia ritorna la mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory. Si inau­gura il 2013 con un’analisi di un cam­pione di alcune testate nazio­nali, sia all digi­tal che non, cer­cando di veri­fi­care com­por­ta­menti, stra­te­gie messe in atto e livello di coin­vol­gi­mento delle per­sone su Face­book e Twitter.

L’infografica sot­to­stante sin­te­tizza i prin­ci­pali risul­tati men­tre i dati com­pleti ed il com­mento agli stessi sono dispo­ni­bili sul sito dell’Osservatorio Euro­peo di Giornalismo.

Infografica Engagement Informazione Italiana

Co-creazione-valore-con-il-cliente
Pubblicato il 4 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

Co-creazione di Valore

Col­ti­vare il dia­logo con le per­sone e ascol­tarne le moti­va­zioni, acco­glien­done opi­nioni e sug­ge­ri­menti, è la stra­te­gia più effi­cace a dispo­si­zione di un’azienda per miglio­rare i pro­pri pro­dotti e ser­vizi e inven­tarne di nuovi, model­lan­doli sulle esi­genze espresse dalle per­so­nen stesse. Que­sta stra­te­gia ha un nome, si chiama mar­ke­ting con­ver­sa­zio­nale e co-creazione di valore.

Pro­cesso di co-creazione che dovrebbe essere l’essenza di quello che comu­ne­mente si rac­chiude nella defi­ni­zione di Web 2.0 per troppo tempo col­pe­vol­mente tra­scu­rato, anche, dai gior­nali e ricer­cato sem­pre più dalle per­sone, che richia­mavo a chiare let­tere ragio­nando su quelli che a mio avviso dovranno essere i capi­saldi del 2013 per l’industria dell’informazione.

Men­tre il mondo intero guarda con atten­zione ed inte­resse al “freemium-based meter” annun­ciato da Andrew Sul­li­van per la sua ini­zia­tiva edi­to­riale indi­pen­dente, che pare ini­ziare sotto buoni auspici ma che, come dicevo ieri non  credo possa essere preso ad esem­pio per una strut­tura che ha costi impor­tanti e dun­que neces­sita di un insieme più arti­co­lato di fonti di ricavo, in Ita­lia, final­mente, qual­cuno ini­zia ad appli­care i prin­cipi della co-creazione anche in ambito editoriale.

[tweet https://twitter.com/svaroschi/status/286743248913956865 lang=‘it’]

E’ il caso dell’edizione online del «Il Fatto Quo­ti­diano» che a firma del suo Diret­tore Peter Gomez, a testi­mo­nianza dell’importanza attri­buita alla cosa, chiude l’anno chie­dendo ai pro­pri let­tori come tro­vare l’equilibrio eco­no­mico sul web per la testata.

Suc­cede che la richie­sta, al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, rac­co­glie 475 com­menti. Cer­ta­mente un’inezia rispetto ai 400mila che media­mente visi­tano il sito del gior­nale in que­stione ma nella mag­gior parte dei casi emer­gono spunti dav­vero interessanti.

E’ il caso, ad esem­pio, del com­mento di Vit­to­rio Capozzi che sug­ge­ri­sce di “con­cre­tiz­zare il primo gior­nale on-line ‘peer-reviewed’: per met­tere a valore con metodo le com­pe­tenze disci­pli­nari dei let­tori, una comu­nità ‘peer-to-peer’ per una rigo­rosa veri­fica del gior­na­li­smo che incon­tra le disci­pline. Un espe­ri­mento di spes­sore inter­na­zio­nale, di trans­di­sci­pli­na­rità gior­na­li­stica, che potrebbe non essere com­plesso da imple­men­tare”, o, per citarne almeno un altro, di quello di Mau­ri­zio Mineo che afferma “sug­ge­ri­rei una mag­giore inte­gra­zione tra sito e gior­nale: per esem­pio, negli arti­coli del gior­nale rimandi al sito [tra­mite url accor­ciati come quelli su twit­ter, bit.ly/…, clic­ca­bili sulla ver­sione elet­tro­nica!] per appro­fon­di­menti — anche video — sull’argomento, come anche qual­cosa di simile al “Come è andata a finire” della tra­smis­sione Report. […] 4€ al mese non sono esa­ge­rati: come “pre­mium” potrei imma­gi­narmi l’accesso all’archivio del gior­nale per non abbo­nati e la let­tura su sito di una sele­zione di arti­coli e inchie­ste del gior­nale in con­tem­po­ra­nea alla pub­bli­ca­zione degli stessi [penso per esem­pio agli edi­to­riali delle firme del gior­nale, Marco Tra­va­glio, Anto­nio Padel­laro, che rara­mente appa­iono sui rispet­tivi blog]”.

Quelli sopra­ri­por­tati sono solo due, per bre­vità, dei tanti com­menti e sug­ge­ri­menti dav­vero inte­res­santi, che con­si­glio di leg­gere, rac­colti dal gior­nale nei tre giorni dalla pubblicazione.

Esem­pio con­creto di come creare senso di com­mu­nity e valore aggiunto attra­verso il con­vol­gi­mento delle per­sone, da seguire come buona pra­tica.

Co-creazione-valore-con-il-cliente

Condivisioni per SN
Pubblicato il 28 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2012 in Italia

Human High­way, , società di ricer­che di mer­cato che, tra l’altro,  ha rea­liz­zato UAC Meter, stru­mento di osser­va­zione e ana­lisi della dif­fu­sione dell’informazione online sui social net­work, ha reso dispo­ni­bili i dati rela­tivi alle con­di­vi­sioni sociali delle diverse fonti d’informazione nel nostro Paese nel 2012.

Dall’ana­lisi dell’amplificazione sociale delle noti­zie emerge come ogni giorno in Ita­lia le diverse fonti d’informazione, dalle ver­sioni online dei quo­ti­diani ai blog pas­sando per le testate all digi­tal, ven­gano pub­bli­cati media­mente 2mila arti­coli al giorno che ven­gono con­di­visi da 250mila per­sone quotidianamente.

Evi­denza di come i social media siano, anche, mezzi di distri­bu­zione e dif­fu­sione dei mass media, come segna­lava Tom Forem­ski, auto­re­vole [ex] gior­na­li­sta del «Finan­cial Times», che ne ha  rias­sunto l’idea appunto con l’acronimo di SoDOMM [The Social Distri­bu­tion of Mass Media]. Evi­denza inol­tre sia del pas­sag­gio dall’impression all’expression, dalla pura espo­si­zione ai con­te­nuti di un media a quello di let­tura, apprez­za­mento e con­di­vi­sione che del pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied content.

Il tasso di ampli­fi­ca­zione sociale delle noti­zie di una testata diventa così un indice che esprime ade­sione, con­senso o dis­senso, par­te­ci­pa­zione e coinvolgimento.

Per il 2012 sono state ana­liz­zate 40 testate che hanno pro­dotto 644mila arti­coli gene­rando 54 milioni di “like” su Face­book e 4 milioni di tweet.

Se si con­ferma, come era già emerso dalle pre­ce­denti ana­lisi,  che a pri­meg­giare sono «La Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera», che da soli accor­pano il 66,1% del totale delle con­di­vi­sioni, la sor­presa viene da «Gior­na­let­ti­smo», testata all digi­tal che si col­loca al quarto posto, dopo «Il Fatto Quo­ti­diano», per numero di con­di­vi­sioni e che col­pi­sce l’immaginario col­let­tivo con un arti­colo su distra­zione e poten­zia­lità cere­brali dell’uomo che col­le­ziona 112.749 con­di­vi­sioni facen­done la noti­zia più con­di­visa in asso­luto nel 2012.

E’ inte­res­sante notare come la quarta noti­zia più con­di­visa [76.648 con­di­vi­sioni] sia rela­tiva ad una “bufala” pub­bli­cata da «Il Mat­tino» di Napoli e poi dallo stesso corretta.

Gra­zie alla col­la­bo­ra­zione di @nelsonmau, data jour­na­list e recente co-fondatore di Data­ni­nja, sito di recente crea­zione nato per rac­co­gliere una serie di espe­ri­menti di data-journalism, i dati pub­bli­cati da Human High­way sono stati ulte­rior­mente ela­bo­rati per appro­fon­dire il tema.

Emerge come il 72,2% delle con­di­vi­sioni sia atti­nente ad argo­menti rela­tivi alla cro­naca o alla poli­tica del nostro Paese men­tre lo sport rac­co­glie solo il 5,2%. O gli  spor­tivi dun­que pre­fe­ri­scono con­ti­nuare a discu­tere al bar oppure i quo­ti­diani spor­tivi non stanno facendo un buon lavoro sui social network.

Si evi­den­zia inol­tre la con­ferma dell’assoluto stra­po­tere di Face­book rispetto a Twit­ter e Goo­gle+. Pic­chi nel numero di con­di­vi­sioni si osser­vano il 23 feb­braio, l’11 marzo, il 9 mag­gio ed il 24 di giu­gno. Date che non cor­ri­spon­dono agli hash­tag più uti­liz­zati su Twit­ter, quali ter­re­moto o Brin­disi per citarne alcuni, e che evi­den­ziano le dif­fe­renze tra Face­book e Twitter.

Argomenti più condivisi 2012

Dif­fe­renza che emerge anche dalla spac­ca­tura di quali siano le testate mag­gior­mente con­di­vise su Face­book e quali invece su Twit­ter con il primo più tra­di­zio­na­li­sta ed il secondo che lascia mag­gior spa­zio a testate all digi­tal quali «Il Post» o «Linkiesta».

Come “sot­to­pro­dotto” infine, emerge, o meglio si con­ferma, la pro­fonda dif­fe­renza tra “like” e coin­vol­gi­mento, tra con­tare i “fol­lo­wers” e avere una con­ver­sa­zione con loro, come testi­mo­nia, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, «La Gaz­zetta dello Sport» che su Face­book ha 773.569 “mi piace” ma non com­pare tra i primi dieci, e che altret­tanto su Twit­ter conta 623.125 “fol­lo­wers” ma rac­co­glie un numero di con­di­vi­sioni infinitesimale.

Condivisioni per SNClic­cando sulle imma­gini avrete accesso ai gra­fici qui pub­bli­cati in forma inte­rat­tiva ed altre infoir­ma­zioni che con­sen­tono di appro­fon­dire ulteriormente.

Update: Poi­chè attra­verso com­menti sui social net­work si rileva che forse non era stato espresso ori­gi­na­ria­mente con suf­fi­ciente chia­rezza, si segnala che le ana­lisi che sono state fatte in col­la­bo­ra­zione con Data­ni­nja [con­fronti tra testate, clas­si­fi­ca­zione delle news, inci­denza dei tre SN] non pos­sono dirsi rap­pre­sen­ta­tive del totale dell’informazione — i 644mila arti­coli — poi­chè sono pro­dotte solo sui top arti­coli cen­siti, ana­liz­zati da HH, pari a meno dell’1 per mille degli arti­coli pub­bli­cati. La spe­ci­fi­ca­zione non è mai ovvia; sorry.

Older Posts