Gruppo 24 Ore

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Posted on 6 agosto 2015 by Lelio Simi

Cosa ci dice la semestrale del Gruppo 24 Ore

Con la pub­bli­ca­zione della seme­strale del Gruppo 24 Ore emer­gono alcuni dati inte­res­santi che ci aggior­nano su alcune que­stioni che ave­vamo messo in rilievo nella nostra pre­ce­dente ana­lisi fatta sui bilanci del gruppo, come ad esem­pio lo stop dei fat­tu­rati da digi­tale dopo la ces­sione dell’area Soft­ware. Ma pro­ce­diamo con ordine:

Ricavi

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Lo sto­rico dei ricavi del primo seme­stre vede dise­gnare una para­bola discen­dente: dai 307 milioni del 2007 giù fino ai 169 milioni di euro del 2015. Un dif­fe­ren­ziale di 138 milioni che tra­dotto in punti per­cen­tuale segna un –45% siamo quindi molto vicini a un dimez­za­mento dei ricavi nei nove anni di bilan­cio presi in con­si­de­ra­zione. Va anche detto che nel con­fronto seme­stre su seme­stre dopo anni di dif­fe­ren­ziale net­ta­mente nega­tivo (-17% e –14% regi­strati rispet­ti­va­mente nel 2013 e 2014) i dati di quest’anno tor­nano con un segno posi­tivo: +3% del primo seme­stre 2015 su quello del 2014.

Il risul­tato netto del gruppo 24 Ore (par­liamo sem­pre di dati rife­riti al primo seme­stre) è nega­tivo ormai dal 2009 ma negli ultimi tre anni la nega­ti­vità è dimi­nuita dal –21,7 milioni del 2013 al –8,1 del 2015.

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Digi­tale

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Que­sto è uno dei punti più inte­res­santi, a nostro giu­di­zio, per­ché dopo la ces­sione dell’area Soft­ware, il calo dei ricavi da digi­tale era stato netto. La tran­sa­zione per­fe­zio­nata nel 2014 ha sì por­tato nelle casse del gruppo circa 82 milioni di euro ma ha anche avuto effetti nega­tivi, a par­tire dal secondo tri­me­stre 2014, sui ricavi in gene­rale e su quelli da digi­tale in par­ti­co­lare. Una fles­sione che ha toc­cato pro­prio il gruppo edi­to­riale che aveva sem­pre avuto, tra i grandi edi­tori ita­liani, il rap­porto ricavi da digitale/ricavi totali più alto.

Bene guar­dando i dati più in det­ta­glio vediamo come la netta fles­sione del peso del digi­tale sui ricavi totali tra il secondo tri­me­stre 2013 e quello del 2014 (dal 37% al 17%) sia in parte recu­pe­rata oggi con il 33% del secondo tri­me­stre 2015. Se, come scritto nell’atto di ces­sione, la prin­ci­pale moti­va­zione dell’operazione è stata quella di repe­rire la liqui­dità neces­sa­ria per inve­stire nel core busi­ness e in par­ti­co­lare nel digi­tale, qual­che risul­tato posi­tivo l’editore di Con­fin­du­stria lo sta otte­nendo. Va ricor­dato comun­que che le per­cen­tuali sono cal­co­late ine­vi­ta­bil­mente su ricavi totali in decre­scita: la dif­fe­renza tra secondo tri­me­stre 2013 e quello del 2015 è ancora net­ta­mente nega­tiva: –9,6 milioni di euro (pari a –26%). Ovvero c’è ancora un po’ di strada da fare per tor­nare a livelli pre-vendita area Software.

Per­so­nale

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Con­ti­nua il taglio del per­so­nale e dei costi del lavoro: se rispetto al giu­gno 2014 il taglio sul numero medio del per­so­nale è oggi solo di 7 unità nei con­fronti della prima metà del 2011 (solo cin­que anni fa) è di 787 dipen­denti (-39%).

I dati rela­tivi ai gra­fici di que­sto arti­colo sono sca­ri­ca­bili  a que­sto link (Goo­gle Drive).

Market Share Quotidiani Italiani
Posted on 20 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

I Conti in Tasca all’Industria dell’Informazione Italiana

La set­ti­mana scorsa sono stati dif­fusi i risul­tati gestio­nali dei prin­ci­pali edi­tori rela­ti­va­mente ai primi nove mesi del 2012.

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, sulla base dei dati pub­bli­cati, si fanno i conti in tasca all’industria dell’informazione ita­liana, per fare il punto della situa­zione sul suo stato di salute, o meglio misu­rare la feb­bre del settore.

Sono stati presi in  con­si­de­ra­zione i reso­conti inter­medi gestio­nali al 30 set­tem­bre dei prin­ci­pali players per quanto riguarda i gior­nali ita­liani: RCS Media­group, Poli­gra­fici Edi­tore, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 Ore, Espresso-Repubblica.

Buona let­tura.

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