google plus

Human Highway
Posted on 16 marzo 2015 by Giacomo Fusina

Open Data: i vincitori del concorso

Lo scorso 17 feb­braio, Data­Me­dia­Hub e Human High­way hanno indetto un con­corso infor­male sull’analisi dei dati pro­dotti da UAC Meter nel mese di gen­naio 2015. Il data­set è stato reso dispo­ni­bile sul sito di Human High­way ed è stato sca­ri­cato 81 volte fino al 7 marzo, giorno di chiu­sura del con­corso. I dati in esso con­te­nuti si rife­ri­scono a oltre 80mila arti­coli com­parsi su 73 testate d’informazione online e per ogni arti­colo pre­sen­tano URL, titolo e tag, data di pub­bli­ca­zione e numero di con­di­vi­sioni su quat­tro social net­work (Face­book, Twit­ter, Goo­gle Plus e LinkedIn).

Il lavoro più inte­res­sante è stato pro­dotto da Ste­fano Perna e da Pier­luigi Vitale di Data Fac­tory: il loro wid­get — pro­dotto con Tableau — si basa sull’idea della social sphere e mette in evi­denza tutte le dimen­sioni pre­senti nel data­set, evi­den­ziando in modo effi­cace gli arti­coli con il mag­gior numero di con­di­vi­sioni. Inol­tre, l’interattività del wid­get con­sente di indi­vi­duare alcuni seg­menti di noti­zie fil­trando i risul­tati per parola chiave, testata, data di pub­bli­ca­zione, social net­work e sin­golo articolo.

Si nota, tut­ta­via, un po’ ridon­danza tra il ruolo social sphere com­ples­siva e quelle dei sin­goli social e non è facile rico­no­scere molti degli ele­menti nelle sfere a causa della loro dimen­sione con­te­nuta. Un note­vole miglio­ra­mento dell’analisi sarebbe pos­si­bile se gli arti­coli fos­sero clas­si­fi­cati in base al tema trat­tato, un arric­chi­mento dei dati che Human High­way sta pro­get­tando di intro­durre nelle pros­sime settimane.

Abbiamo chie­sto a Ste­fano e Pier­luigi di rac­con­tarci l’approccio con il quale hanno pro­dotto il loro lavoro con tre domande.

[1] Quanto tempo avete impie­gato per svi­lup­pare il wid­get e quali dif­fi­coltà avete incon­trato?
Il tempo impie­gato nella pro­du­zione della visua­liz­za­zione è stato rela­ti­va­mente breve. Un paio di mat­ti­nate intense.
La dif­fi­coltà mag­giore non è stata di tipo tec­nico ma idea­tivo: tro­vare la forma visuale più adatta a sem­pli­fi­care l’accesso  e l’esplorazione di un numero così ele­vato di dati pur rispet­tan­done la com­ples­sità e la pro­fon­dità. Il ten­ta­tivo era quello di pro­durre un out­put che risul­tasse allo stesso tempo leg­gi­bile, esplo­ra­bile ed anche accat­ti­vante e che inol­tre lasciasse al frui­tore un’ampia gamma di per­corsi di lettura.

[2] Il risul­tato finale di un lavoro di que­sto tipo è frutto di un’idea ini­ziale o emerge man mano che metti “la testa e le mani” sui dati?
In que­sto caso spe­ci­fico hanno fun­zio­nato entrambi gli approcci. Da un lato que­sta visua­liz­za­zione con­tiene un’idea di design dei dati su cui era­vamo già al lavoro, una moda­lità in grado di rispec­chiare visi­va­mente la con­ce­zione dei social media come eco­si­stemi. Dall’altro, lavo­rando con­cre­ta­mente sui dati e ini­ziando a pren­derci con­fi­denza, la forma ha ini­ziato a emer­gere attra­verso una serie di ite­ra­zioni. Diciamo che si è trat­tato di una sin­tesi tra le due moda­lità: un’idea/guida visiva e una tipo­lo­gia di dati che si pre­sta­vano par­ti­co­lar­mente bene per far emer­gere forme di quel tipo.

[3] Su quali temi e quali dati vi pia­ce­rebbe lavo­rare?
Lavo­riamo quo­ti­dia­na­mente su tutto quanto è pos­si­bile estrarre dai social media e dal Web in gene­rale. E’ un’inesauribile fonte di ispi­ra­zione e di spunti di ricerca. Senza esclu­dere l’universo dischiuso dagli Open­Data, un vero e pro­prio big bang. Da appas­sio­nati ana­li­sti e desi­gner dei dati, ci piace acco­gliere nuove sfide che ci con­sen­tano di “car­to­gra­fare” la complessità.

Condivisioni per Mese
Posted on 26 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Condivisioni delle Fonti d’Informazione

Human High­way, la società di ricer­che di mer­cato che, tra l’altro,  ha rea­liz­zato UAC Meter, lo stru­mento di osser­va­zione e ana­lisi della dif­fu­sione dell’informazione online sui social net­works, ha reso dispo­ni­bili i dati rela­tivi alle con­di­vi­sioni sociali delle diverse fonti d’informazione nel mese di agosto.

Con­ti­nuano a pri­meg­giare «La Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera», che guarda caso da soli pesano quasi il 40% del totale degli utenti unici [insieme 2,4 mio a luglio 2012] di quo­ti­diani online e testate all digi­tal in Ita­lia, seguite da «Il Fatto Quo­ti­diano». La prima testata “pure player”, solo online, è Fan­page che ottiene una quota com­ples­siva di con­di­vi­sioni del 4,6%, più in basso sci­vo­lano «Lin­kie­sta» [2,5%] e «Il Post» [1,7%] che comun­que hanno un numero di con­di­vi­sioni supe­riore a molte testate che hanno un cor­ri­spon­dente car­ta­ceo come illu­stra la tavola di sin­tesi sottostante.

- Clicca per Ingrandire -

Com­ples­si­va­mente comun­que le testate tra­di­zio­nali, quelle che hanno anche una ver­sione car­ta­cea, otten­gono un numero di con­di­vi­sioni deci­sa­mente supoe­riori rispetto, non si tratta sol­tanto di numero di testate o di accessi ed utenti unici come testi­mo­nia lo scarso livello di con­di­vi­sioni otte­nuto, ad esem­pio, da «Ansa» [418mila utenti unici a luglio 2012] e da «Libero/Affari Ita­liani», che, pur non avendo un suo distin­guo dal por­tale gene­ra­li­sta di cui fa parte nelle rile­va­zioni Audi­web, si aggira, pare, intorno ai 600mila utenti unici.

Il det­ta­glio per giorno di quali siano gli arti­coli mag­gior­mente con­di­visi, sia per la ver­sione online dei gior­nali car­ta­cei che per le testate all digi­tal, si può otte­nere o pre­via regi­stra­zione su UAC Meter o con­sul­tando Youlike.it, sem­pre rea­liz­zato da Human Highway.

Ma qual’è il valore di que­ste con­di­vi­sioni? Quale l’influenza?

A dare una rispo­sta è Social Trends, pro­getto del gruppo Web Appli­ca­tion for Future Inter­net dell’Istituto di Infor­ma­tica e Tele­ma­tica del CNR di Pisa, che nella sezione dedi­cata ai quo­ti­diani, for­ni­sce il det­ta­glio di 43 gior­nali in ter­mini di popo­la­rità, livello di atti­vità [numero di post su Face­book, numero di tweet e numero di video cari­cati su You­Tube] e, appunto, di influenza.

Se a livello di popo­la­rità si con­ferma com­ples­si­va­mente il ran­king sti­lato da Human High­way, la situa­zione si ribalta in ter­mini di influenza con «Il Fatto Quo­ti­diano» a pri­meg­giare sia su Face­book che ancor­più su You­Tube [il dato di Twit­ter non è ancora dispo­ni­bile ahimè].

Ele­menti che, con­giun­ta­mente ad i dati sul livello di atti­vità di cia­scuna testata, così come sopra defi­nito, con «La Gaz­zetta del Sud» in cima per Face­book e «Il Secolo XIX» per Twit­ter, defi­ni­sce come non sia tanto la quan­tità ma la qua­lità a deter­mi­nare il valore.

Con buona pace di chi si pre­oc­cupa della deriva virale dell’informazione online ed il, pos­si­bile, cre­pu­scolo della qua­lità, vale la pena di sot­to­li­neare che attual­mente il con­cetto di “let­tore medio” è sem­pre più desueto, arche­tipo sor­pas­sato dall’esistenza di gruppi, più o meno ampi, di per­sone con una dieta mul­ti­me­diale e con inte­ressi dav­vero diversi tra loro. La “dago­spia­zione dell’informazione” è un seg­mento ma, evi­den­te­mente, non rap­pre­senta for­tu­na­ta­mente la tota­lità come con­ferma la massa intel­li­gente del «The Economist».

E’ cele­bre la mas­sima di David Ogilvy “Il con­su­ma­tore non è uno sciocco. Il con­su­ma­tore è tua moglie.”, forse è arri­vato il momento di mutuarla tra­sfor­man­dola in “Il let­tore non è uno sciocco. Il let­tore è tua moglie”. Amen!

L’Amplificazione Sociale di una Notizia nell’Oline
Posted on 14 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Acquisizione e Condivisione dell’Informazione di Attualità

Human High­way, per conto di Liquida, ha con­dotto una ricerca sul ruolo dell’online nell’informazione di attua­lità nel nostro Paese ana­liz­zando il pro­cesso di acqui­si­zione delle noti­zie e su come avvenga la distri­bu­zione attra­verso par­te­ci­pa­zione e con­di­vi­sione dei let­tori, delle per­sone. I risul­tati della ricerca, effet­tuata su un cam­pione stra­ti­fi­cato di 2029 casi, rap­pre­sen­ta­tivo degli utenti inter­net ita­liani, sono stati pub­bli­cati ieri in tarda serata.

La ricerca ana­lizza gli effetti dei social net­work nell’informazione di attua­lità, quelle che ven­gono defi­nite le 4 fasi di vita della noti­zia, dall’acquisizione della noti­zia sino alla con­di­vi­sione e dif­fu­sione in Rete pas­sando per l’approfondimento suc­ces­sivo e il con­fronto sociale sulla noti­zia, e il pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied content.

E’ stato moni­to­rato l’andamento del numero di con­di­vi­sioni per giorno negli ultimi 300 giorni rile­vando i 38 prin­ci­pali siti di infor­ma­zione ita­liani, sia appar­te­nenti alla cate­go­ria dei quo­ti­diani car­ta­cei che alle testate all digi­tal. Le con­di­vi­sioni prese in esame sono quelle pro­dotte su Face­book, Twit­ter e Goo­gle Plus.

Emerge la netta pre­do­mi­nanza dei siti d’informazione che hanno un cor­ri­spon­dente car­ta­ceo rispetto ai pure players del digi­tale. Un aspetto che con­ferma la dif­fe­renza di ampiezza della base di let­tori, come con­fer­mano anche i dati Audi­web di luglio con, pren­dendo a titolo esem­pli­fi­ca­tivo i due top di cia­scuna cate­go­ria, «Vare­se­News» a 48.076 utenti unici e «Repub­blica» 1.337.329 utenti unici, e che fa riflet­tere sulle dif­fi­coltà ed il per­corso da com­piere per le testate all digi­tal nel nostro Paese.

Anche per quanto riguarda i social net­work spicca la asso­luta pre­do­mi­nanza di Face­book che pro­duce il 91,6% delle con­di­vi­sioni men­tre Twit­ter, teo­ri­ca­mente new­swire dell’informazione, pesa solo il il 7,5%. “Città fan­ta­sma” Goo­gle Plus al 0,9% del totale delle con­di­vi­sioni come mostra il gra­fico di sin­tesi sottoriportato.

Le fonti infor­ma­tive di rife­ri­mento nel caso di un evento straor­di­na­rio per gli utenti inter­net del nostro Paese sono i motori di ricerca [Goo­gle] che ottiene il 50,6% delle pre­fe­renze e resta “top of mind” sep­pure in calo rispetto al 2011, la tele­vi­sione 40,1% e i quo­ti­diani online al 28%. Rispetto all’anno scorso acqui­stano con­si­de­ra­zione Face­book [14,6%] e Twit­ter [3,6%] a sca­pito degli aggregatori/motori di noti­zie. Se cer­ta­mente, come nel caso del con­fronto tra i siti di infor­ma­zione di testate nate dalla carta e quelli solo online, pesa la dif­fe­renza di ampiezza della base di per­sone iscritte a Face­book rispetto a Twit­ter, risulta evi­dente come la piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri  sia fonte di rife­ri­mento attual­mente per le noti­zie solo per una spa­ruta mino­ranza sep­pure in forte cre­scita; sarà bene tenerne conto.

Anche per quanto riguarda l’amplificazione sociale pro­dotta dalla Rete, dai social net­work, in ter­mini asso­luti, è Face­book a regnare sovrano con  4,7 milioni di segna­la­zioni rispetto ai 800mila tweet/retweet e 1 milione di post e com­menti sui blog e 900mila segna­la­zioni a cono­scenti via mail.

Rela­ti­va­mente al per­corso della noti­zia, ed alle 4 fasi di vita già citate, la prima fonte d’informazione resta la tele­vi­sione che è anche il mezzo di comu­ni­ca­zione uti­liz­zato per appro­fon­dire e ripren­dere la noti­zia in tempi suc­ces­sivi sep­pure, come già emer­geva, motori di ricerca e siti d’informazione pri­meg­gino, 59% ver­sus 56% della TV, in que­sto pas­sag­gio, nella fase di appro­fon­di­mento dell’informazione. Social media e social net­work gio­cano invece un ruolo deter­mi­nante nel pro­cesso di ampli­fi­ca­zione e dif­fu­sione dell’informazione come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­ri­por­tata. L’amplificazione sociale per certi temi e certe testate dell’online rap­pre­senta la prima risorsa di atten­zione e di traf­fico sul sito.

La distri­bu­zione dei con­te­nuti passa dun­que in maniera sem­pre più rile­vante attra­verso social media e social net­work ed è in corso il pas­sag­gio dall’impression all’expression, dalla pura espo­si­zione ai con­te­nuti di un media a quello di let­tura, apprez­za­mento e con­di­vi­sione. Face­book e Twit­ter diven­tano “luo­ghi” nei quali gli edi­tori distri­bui­scono e pro­muo­vono il pro­prio con­te­nuto ali­men­tando il rap­porto con i pro­pri lettori.

Pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied con­tent che lascia comun­que il timone in mano all’industria dell’informazione con van­taggi e oneri, di atten­zione e capa­cità di rela­zione con le per­sone, come sem­pre avviene in que­sti casi.

“At the heart of jour­na­lism today is a great para­dox: the indu­stry is in the midst of uncer­tainty cau­sed by the very same tech­no­lo­gies that allow jour­na­lism to reach far broa­der audien­ces, more quic­kly, and with grea­ter input, feed­back, and resour­ces than ever before. We feel stron­gly that journalism’s future is very bright. Tech­no­logy is chan­ging jour­na­lism fore­ver, but the core tech­ni­ques of qua­lity jour­na­lism are more impor­tant than they have ever been” -  The New Jour­na­list: Roles, Skills, and Cri­ti­cal Thin­king, Bene­detti, Cur­rie e Kie­rans, 2010 -

Posted on 24 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi della Condivisione Sociale delle Notizie Online in Italia

Veri­fi­cato il grande inte­resse, sia da parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che delle imprese coin­volte, che si è gene­rato in seguito alla pub­bli­ca­zione dei dati rela­tivi alle con­nes­sioni ed alle con­di­vi­sioni  delle fonti d’informazione prin­ci­pali nel nostro paese, il cui obiet­tivo di fondo era di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, Human High­way ha rea­liz­zato delle nuove ela­bo­ra­zioni sul tema.

I dati si basano sull’incrocio tra i dati Audi­web e quelli di UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dal pre­ci­tato isti­tuto di ricerca. Rispetto a quelli pre­ce­den­te­mente pub­bli­cati, oltre ad essere attua­liz­zati, è stata effet­tuata l’analisi del peso di cia­scun social net­work, offrendo il det­ta­glio di Face­book e di Twit­ter per cia­scuna delle testate gior­na­li­sti­che prese in considerazione.

Si con­ferma, e non poteva essere altri­menti, la pre­do­mi­nanza asso­luta di Face­book che pesa com­ples­si­va­mente il 91,4% degli sha­ring acts, delle con­di­vi­sioni, Twit­ter, il new­swire per eccel­lenza, incide l’8%; irri­so­ria l’inicidenza di Google+.

La mappa di affi­nità tra le testate e le due piat­ta­forme prin­ci­pali con­sente di veri­fi­care il diverso posi­zio­na­mento delle sin­gole testate al loro interno con, ad esem­pio, «Gior­na­let­ti­smo» che rac­co­glie il 98% delle con­di­vi­sioni da Face­book men­tre per «Il Post», per restare nelle testate all digi­tal, l’incidenza dei tweet sul totale delle con­di­vi­sioni è supe­riore al 40%.

Ele­menti ulte­rior­mente con­fer­mati dall’analisi spe­ci­fi­ca­ta­mente con­dotta sui dati rela­tivi alla con­di­vi­sione delle noti­zie su Twit­ter che vede un ribal­tarsi delle posi­zioni con «Il Cor­riere della Sera» che sca­valca «La Repubblica”.

Se la gerar­chia delle con­di­vi­sioni su Twit­ter  com­ples­si­va­mente rispec­chia i dati gene­rali che face­vano emer­gere come, ad  esclu­sione di «Lettera43», fos­sero i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato, è il rap­porto tra le con­di­vi­sioni su Twit­ter e quelle su Faceb­bok che aiuta ad inqua­drare meglio il pano­rama attuale.

Si evi­den­zia una sorta di bipo­la­ri­smo con una gene­rale ele­vata affi­nità tra i pure players all digi­tal for­te­mente con­cen­trati su Twit­ter e le testate tra­di­zio­nali che invece la fanno da padrone, per così dire, su Face­book. Parebbe quasi di vedere in Twit­ter un pub­blico, mino­ri­ta­rio, fatto di avan­guar­die, al quale si con­trap­pone la grande massa mul­ti­forme di per­sone attive su Face­book. Il nuovo viag­gia su Twit­ter, come testi­mo­nia anche l’affinità con «SKI.it», la testata gior­na­li­stica digi­tale di Sky che si è recen­te­mente rifatta il look, ed il vec­chio, o per­lo­meno ciò che è più tra­di­zio­nale resta su Face­book, pare.

La testi­mo­nianza [in]diretta di pub­blici diversi con atti­tu­dini distinte per le varie testate che non si può che por­tare alla con­clu­sione della neces­sità di uti­liz­zare, in chiave di comu­ni­ca­zione e di rela­zione da parte delle testate, i distinti mezzi in maniera diversa e, pos­si­bil­mente, complementare.

Aspetti che avremo modo di appro­fon­dire ulte­rior­mente al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo gra­zie ai dati che ver­ranno pre­sen­tati in quella sede da Vin­cenzo Cosenza.

Una cosa è certa, come segnala Giu­seppe Gra­nieri, “Non coglie­remo mai le nuove oppor­tu­nità se le rac­con­tiamo con la nostal­gia per come anda­vano le cose prima, se con­ti­nuiamo a descri­vere le spinte della cul­tura digi­tale in ter­mini gene­ra­zio­nali, o se con­ti­nuiamo ad assol­verci dalla respon­sa­bi­lità di usare que­ste pos­si­bi­lità per creare un mondo in cui la qua­lità delle con­nes­sioni è la norma e non l’eccezione”.

Posted on 11 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Social Popularity & Sharing Through dell’Informazione in Italia

Visto l’interesse rispetto all’ana­lisi pro­po­sta ieri, mani­fe­stato, a pro­po­sito, con nume­rose con­di­vi­sioni sulle diverse piat­ta­forme social, ho pen­sato di ren­dere dispo­ni­bili pub­bli­ca­mente i dati, le ela­bo­ra­zioni rea­liz­zate in col­la­bo­ra­zione con Human High­way gra­zie a UAC Meter.

Rispetto ai dati pro­po­sti, ho avuto modo di appren­dere che Ban­zai, società attiva nel mer­cato Inter­net e foca­liz­zata sui set­tori e-commerce, media, e Web design che da fine 2011 “con­trolla” «Gior­na­let­ti­smo», parla di 70mila let­tori nel giorno medio per la testata in que­stione e che stime, ripor­tate nella nota dell’articolo di ieri, erano quindi ecces­sive. I dati sono dun­que stati cor­retti ed impat­tano, come potrete veri­fi­care nella pre­sen­ta­zione sot­to­stante, sullo sha­ring through e sulle mappe rela­tive rea­liz­zate su tale base di dati.

L’amico Marco Dal Pozzo, ripren­dendo le ela­bo­ra­zioni for­nite, spiega che i fat­tori che influen­zano lo sha­ring through sono a suo avviso:

  • La qua­lità dei contenuti
  • La stra­te­gia social della testata
  • La pro­pen­sione alla con­di­vi­sione del pub­blico di riferimento

Con­clu­dendo che il peso mag­giore vada alla terza voce, alle terza variabile.

Ipo­tesi di lavoro che mi pare asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile come, mi pare, affer­mavo già ieri con­fer­man­dolo anche su Twit­ter in una con­ver­sa­zione sul tema.

[tweet https://twitter.com/pedroelrey/status/189601494629224449 align=‘center’ lang=‘it’]

Aspetti che, per cor­ret­tezza e com­ple­tezza, vanno inte­grati con inte­resse sul tema pro­po­sto e situa­zione ambien­tale di rife­ri­mento nel momento spe­ci­fico. Varia­bili che, a parità di con­di­zione, hanno un loro impatto sull’attenzione e la con­di­vi­sione di deter­mi­nate notizie.

Le con­clu­sioni che tiravo ieri, alla luce dei dati dif­fusi in gior­nata sulle per­dite del «The Guar­dian», sono, se pos­si­bile, ancor più rilevanti.

In pro­spet­tiva, a medio-lungo ter­mine, ritengo che reste­ranno pochi gior­nali gene­ra­li­sti in grado di fare grandi volumi di traf­fico a livello inter­na­zio­nale, magari risol­vendo da qui ad allora qual­che “pro­ble­mino”; per gli altri sarà d’obbligo la spe­cia­liz­za­zione, la foca­liz­za­zione su inte­ressi spe­ci­fici delle per­sone e la capa­cità di coin­vol­gere e rea­liz­zare una comu­nità attorno a que­sti interessi.

Ini­ziate a pen­sare come sal­vare il vostro dino­sauro, par­don giornale. [#]

Note:

[#] La visione della slide n° 7 vi con­sen­tirà di com­pren­dere meglio

Nota bene — I dati rela­tivi ai por­tali [Vir­gi­lio, Libero, Yahoo, Tiscali], evi­den­ziati in rosso nella tabella pro­po­sta ieri, sono pura­mente indi­ca­tivi poi­chè non distin­guono tra i ser­vizi gene­rici dei por­tali [search, posta, com­mu­ni­ties… etc.] e i canali spe­ci­fici di news dei por­tali stessi.

Older Posts
Vai alla barra degli strumenti