goodreads

Pubblicato il 31 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Condivisioni Sulla Carta

Se la carta stam­pata ha da sem­pre il van­tag­gio della con­di­vi­sione di let­tura, come testi­mo­niano banal­mente i quo­ti­diani nei bar la cui frui­zione della sin­gola copia è da parte di molte per­sone, ora è pos­si­bile con­di­vi­dere le pro­prie rivi­ste pre­fe­rite anche in Rete.

E’ da que­sto mese on line infatti Mag­pile, un social net­work per appas­sio­nati di rivi­ste. L’idea è simile a quella di Goo­dreads ma al posto dei libri sono i maga­zine pro­ta­go­ni­sti. Allo stato attuale la mag­gior parte delle testate sono inglesi ed euro­pee, se la rivi­sta è già pre­sente è pos­si­bile impi­larla  all’archi­vio esi­stente, in alter­na­tiva è pos­si­bile aggiun­gerla creando un nuovo archi­vio dedicato.

Le rivi­ste pos­sono essere anche inse­rite nella pro­pria wishlist, lista dei desi­deri. Al momento la testata più popo­lare, più cari­cata e con­di­visa è «Mono­cle», [quasi] men­sile bri­tan­nico. Ovvia­mente, come avviene in ogni social net­work, è pos­si­bile seguire altre per­sone, com­men­tare e discu­tere rela­ti­va­mente alla pub­bli­ca­zione ed ai temi proposti.

Off­screen, nuova rivi­sta dedi­cata al mondo del web ed alle app, e Stack, edi­tore di rivi­ste “indi­pen­denti”, le prime imprese a cre­dere nel net­work ed a pro­muo­versi pub­bli­ci­ta­ria­mente al suo interno.

Mag­pile, a mio avviso, è una pro­po­sta inte­res­sante che potrebbe sor­pren­dere per il suc­cesso che ottiene poi­chè, come risa­puto, vi sono testate, di nic­chia o meno, che hanno una folta schiera di col­le­zio­ni­sti, di per­sone che con­ser­vano le copie delle rivi­ste, e ancor­più nell’ambito dei comics,  dei fumetti, pre­fe­rite. La pos­si­bi­lità di tro­vare il numero man­cante e di rela­zio­narsi con per­sone appas­sio­nate alla stessa pub­bli­ca­zione, e dun­que, pro­ba­bil­mente, con i mede­simi inte­ressi mi appare un’idea sen­sata e vincente.

Accordi com­mer­ciali con gli edi­tori per incen­ti­vare la sot­to­scri­zione di abbo­na­menti potreb­bero, altret­tanto, risul­tare il modello di busi­ness che nel tempo offra dei ritorni degni di que­sto nome, più che i ricavi della pubblicità.

La rispo­sta “social” alle fal­li­men­tari ini­zia­tive di edi­cole vir­tuali col­let­tive sin qui rea­liz­zate. La con­ferma di come ora anche per i social net­work il futuro sia incen­trato sulla ver­ti­ca­liz­za­zione, sulla spe­cia­liz­za­zione per con­te­nuti e rela­tivi interessi.

Pubblicato il 29 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Impatto dei Media sul Processo di Scoperta delle Informazioni

Goo­dreads, rete sociale esclu­si­va­mente con­cen­trata sulla let­tura ed i libri, ha pub­bli­cato di recente i dati su come i libri ven­gono sco­perti dai pro­pri iscritti, su quali siano i media e le moda­lità che influen­zano il pro­cesso di cono­scenza, di sco­perta di un titolo. I dati emer­genti, a mio avviso, sono d’interesse al di là del seg­mento di mer­cato edi­to­riale al quale si rife­ri­scono in maniera specifica.

I risul­tati pub­bli­cati, che si basano sull’osservazione e l’analisi, vale la pena di ricor­darlo, di oltre 7 milioni di utenti,  con­fer­mano, in caso ce ne fosse biso­gno, il valore, il potere del pas­sa­pa­rola come vei­colo prin­ci­pale di influenza.  Nono­stante Goo­dreads sia molto ben inte­grato con Face­book, sia il social net­work più popo­lato del pia­neta che Twit­ter non sem­brano avere un ruolo rile­vante nel pro­cesso di sco­perta, nel susci­tare inte­resse nei con­fronti dei libri.

Imme­dia­ta­mente dopo amici e canali spe­cia­liz­zati, libre­rie, biblio­te­che e lo store di Ama­zon, sono i gior­nali la prima fonte di appren­di­mento dell’uscita di nuove pub­bli­ca­zioni. Ele­mento che lascia ipo­tiz­zare un forte legame tra let­tura di quo­ti­diani e libri. Pro­ba­bil­mente chi legge lo fa a pre­scin­dere dal mezzo e dal sup­porto, parrebbe.

Come mostra il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante l’interesse e l’attenzione dei let­tori, degli iscritti a Goo­dreads, schizza let­te­ral­mente alle stelle, indi­pen­den­te­mente dal genere letterario,quando un titolo viene citato da un mass media che sia un’importante broa­d­ca­ster radio­fo­nico o, ancora una volta, un quo­ti­diano [inter]nazionale.

Ele­mento che riporta alla mente l’ipotesi, la ten­denza che Tom Forem­ski ha rac­colto nella defi­ni­zione di SoDOMM [The Social Distri­bu­tion of Mass Media] con social media e social net­work nel ruolo di mezzi di distri­bu­zione sociale dei mezzi di massa.

Si tratta di aspetti che coniu­gati all’ana­lisi di quali siano le aree di discri­mi­na­zione, di qua­li­fi­ca­zione per tro­vare e valu­tare quale sia infor­ma­zione di qua­lità per le nuove gene­ra­zioni, per  i cosid­detti digi­tal nati­ves, pos­sono aiu­tare ad qua­li­fi­care la dimen­sione sociale dell’informazione digi­tale for­nendo gli ele­menti di qua­li­fi­ca­zione e di rifles­sione sui pos­si­bili sce­nari evo­lu­tivi iden­ti­fi­cando al meglio le cor­rette moda­lità di pro­mo­zione e di rela­zione con il pro­prio pub­blico di riferimento.