giornalismo

Pluralismo
Pubblicato il 21 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Rete Democraticizza l’Informazione?

Set­tima pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata a se e come la Rete demo­cra­ti­cizza l’informazione.

Si parla della pas­sag­gio dalla con­tro­di­pen­denza delle sub­cul­ture techno-rave e cyber­punk e della nascita delle TAZ, le zone tem­po­ra­nea­mente auto­nome che elu­dono le nor­mali strut­ture di con­trollo sociale, all’attuale dipen­denza dif­fusa sia in ter­mini di for­mat che di sud­di­tanza psi­co­lo­gica nei con­fronti dei main­stream media, trac­ciando un paral­lelo con il mondo della moda, per con­clu­dere con l’auspicio che sia una fase di tran­si­zione verso l’indipendenza.

Viene dato, con il sup­porto dei numeri del caso, un pano­rama dell’oligopolio che regna nell’informazione in Rete nel nostro Paese, con­clu­dendo su tec­no­lo­gia ver­sus cultura.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Pluralismo

Ad inte­gra­zione il pod­cast del pun­tata della tra­smis­sione di dome­nica scorsa, 16 novem­bre,  “Presi per il Web” dedi­cata all’editoria digi­tale e alle sue impli­ca­zioni con il Diret­tore Gene­rale della Fieg, Fabri­zio Carotti, Anto­nio Ros­sano, gior­na­li­sta e docente al master in Web Mobile e Social Mar­ke­ting presso l’Università Fede­rico II di Napoli, alla quale ho partecipato.

Radio Radicale

Corsera Hot
Pubblicato il 19 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Giornalisti che non Riescono a Scopare

Per chi non lo sapesse, su Face­book c’è il gruppo “Gior­na­li­sti che non rie­scono a sco­pare” la cui mis­sion è quella di porre in evi­denza il meglio del peg­gio del gior­na­li­smo digi­tale, ovvero del come la stra­grande mag­gio­ranza delle testate online vada ben oltre il gos­sip per appro­dare ad espli­citi ammic­ca­menti ses­suali pur di acchiap­pare quale click.

In maniera del tutto casuale sono andato a guar­dare alcune delle “noti­zie” ripor­tate da testate online di genere ed orien­ta­mento poli­tico vario nelle ultime 24 ore. Il cam­pio­na­rio è dav­vero varie­gato e sor­passa anche gli espli­citi rife­ri­menti del pre­ci­tato gruppo su Facebook.

Rai­News, fonte pub­blica ed isti­tu­zio­nale dell’informazione nostrana, ci deli­zia [si fa per dire] con una foto­gal­lery di ben 81 scatti su «Kim Kar­da­shian in un tubino latex rosa mostra il suo “vero” lato B», noti­zia fon­da­men­tale alla quale risponde La Gaz­zetta dello Sport con «Kim Kar­da­shian? E’ out. Ecco le foto di Lara Stone: nuda, moz­za­fiato, e senza Pho­to­shop», infor­ma­zione evi­den­te­mente impre­scin­di­bile per gli appas­sio­nati di sport let­tori del più impor­tante quo­ti­diano del nostro Paese per readership.

Huf­fing­ton­Post Ita­lia, testata che quando aprì pro­mise solen­ne­mente per voce della sua diret­trice che non avrebbe ceduto ai “boxini mor­bosi”, ci parla dei «bene­fici del sesso sulla salute», degli «80 milioni di motivi per cui baciare alla fran­cese è fon­da­men­tale» e, per non farci man­care nes­sun det­ta­glio, di «10 curio­sità sul sesso tra ani­mali che non vedrai nei docu­men­tari», tutti ovvia­mente nella colonna destra del gior­nale in que­stione, quella dei “più clic­cati” al momento della reda­zione di que­sto articolo.

Anche a destra perle di gior­na­li­smo digi­tale con Libero che mostra «Bionda e in lin­ge­rie: Sara Tom­masi fa impaz­zire il web, guar­date il suo sel­fie hot», ed Il Gior­nale che pro­pone «Cosa c’è sotto la gonna della vicina di casa?».

Il top dell’informazione locale va a Il Gaz­zet­tino esem­pio di eccel­lenza nel gior­na­li­smo iper­lo­cale con «Vero­nica Maya, dal topless allo show per bam­bini: con­durrà lo Zec­chino D’Oro», «Alena Sere­dova in topless su Twit­ter, fol­lo­wers in estasi» [e molti altri in bella mostra in home page], e «Que­sta stu­den­tessa non può pro­vare pia­cere: ecco per­ché…», con il quale ottiene anche l’award inter­na­zio­nale del clic­k­bai­ting.

Il sen­sa­zio­na­li­smo, le coper­tine “hot” [e din­torni] non sono una novità del gior­na­li­smo online, la dif­fe­renza però è che adesso non si tratta più di un esclu­siva dei maga­zine popo­lari di gos­sip ma il cer­chio si è allar­gato a dismi­sura a fonti d’informazione “serie”.

La com­pe­ti­zione si è asse­stata sul minimo comun deno­mi­na­tore per un modello che ricerca volume e non valore. Buona fortuna…

Corsera Hot

Sul tema il video del dibat­tito a #glocal14 su «L’ultimo click: ten­denze e derive nell’informazione digitale»

Instagram per il giornalismo
Pubblicato il 17 novembre 2014 by Lelio Simi

#Glocal14: “Instagram per il giornalismo”

I numeri dicono che Insta­gram è uno dei mag­giori tassi di cre­scita, anche in Ita­lia dove da gen­naio a luglio di quest’anno ha visto aumen­tare gli utenti attivi di un milione di unità (secondo i dati Audi­web). In par­ti­co­lare uno degli ele­menti che col­pi­sce di più guar­dando i dati rela­tivi a que­sta piat­ta­forma è che l’87 % degli utenti attivi sia com­preso nella fascia di età dai 17 ai 34 anni: ovvero pro­prio la fascia di età con la quale le testate gior­na­li­sti­che tra­di­zio­nali hanno mag­giore dif­fi­coltà a cat­tu­rare l’attenzione.

Que­sta però non è l’unica par­ti­co­la­rità di que­sta piat­ta­forma: l’altra carat­te­ri­stica è che la dif­fe­ren­zia della mag­gior parte degli altri social (Face­book, Twit­ter per citarne due a caso, o Pin­te­rest per dirne un altro) è che nei post non è pos­si­bile met­tere link attivi nei post (l’unico link attivo è quello del pro­filo), pos­sono essere messe hash­tag e men­tion, che riman­dano ad argo­menti e utenti all’interno della piat­ta­forma ma non col­le­ga­menti attivi che gene­rino traf­fico diretto a un arti­colo o la home page di una testata. È un aspetto che cam­bia com­ple­ta­mente e il para­digma con il quale viene uti­liz­zato dai gior­nali (e non solo) dove l’ossessione è far clic­care sul link con­di­viso e gene­rare traf­fico, con con­se­guente feno­meno dei click-bait (qua­lun­que cosa si intenda con que­sto ter­mine) e com­pa­gnia cantante.

Que­sto spiega per­ché spesso le testate gior­na­li­sti­che non sap­piano tro­vare l’approccio giu­sto a que­sta piat­ta­forma per ten­tare di sfrut­tarla al meglio, date un’occhiata agli account uffi­ciali dei mag­giori quo­ti­diani ita­liani. Per­ché allora uti­liz­zare Insta­gram se non si por­tano a casa miriadi di click? Una rispo­sta, molto sem­plice, sta nei numeri che citavo all’inizio: è un “luogo” dove sem­pre più per­sone si ritro­vano, inte­ra­gi­scono e con­di­vi­dono “cose” (belle, meno belle, intel­li­genti e meno intel­li­genti come molti altri luo­ghi di aggre­ga­zione a que­sto mondo). E per di più come già detto del pub­blico più gio­vane. Se vogliamo seguire il buon vec­chio detto “go where your audience goes” Insta­gram non può essere igno­rato. Il pro­blema e tro­vare un modo intel­li­gente di uti­liz­zarlo al meglio. Qui la strada è per forza spe­ri­men­tare. BBC News ad esem­pio si è inven­tata Insta­fax dove l’utilizzo della fun­zione video di Insta­gram (durata mas­sima 15 secondi) e del testo (che comun­que può con­te­nere fino a 2.200 bat­tute) è pen­sata per dare comun­que, nella sin­te­ti­cità del mezzo, una noti­zia nella sua completezza.

Di que­sti argo­menti e di molto altro abbiamo par­lato – il sot­to­scritto e Gian­piero Riva – nel work­shop “Insta­gram per il gior­na­li­smo” che si è tenuto sabato 15 novem­bre a Glocal14, in par­ti­co­lare Gian­piero che è uno dei punti di rife­ri­mento in Ita­lia per chi uti­lizza Insta­gram e più in gene­rale per chi vuole usare lo smart­phone per foto­gra­fare, ha dato diverse  “dritte” tec­ni­che credo dav­vero molto utili.

Qui del work­shop tro­vate le mie slide, quelle di Gian­piero e l’ottimo sto­rify rea­liz­zato dal social media team di Glo­cal.

Poi, come sem­pre, se avete domande o richie­ste di appro­fon­di­mento potete farle anche qui uti­liz­zando i com­menti o l’area com­mu­nity

[imma­gine di coper­tina tratta da http://instagram.com/gettyreportage ]

Open & Citizen Journalism
Pubblicato il 13 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Open & Citizen Journalism

Sesta pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata a Open Jour­na­lism e Citi­zen Jour­na­lism.

Si parte da lon­tano con le prime forme di gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo in ter­mini di con­tro­di­pen­denza dai main­stream media con Indy­Me­dia ed il movi­mento di Seat­tle con “non odiare i media, diventa media”. Dopo aver for­nito una pos­si­bile defi­ni­zione di cosa sia il citi­zen jour­na­lism viene ana­liz­zata la sua rile­vanza nell’attuale eco­si­stema dell’informazione per arri­vare a come l’open jour­na­lism possa essere stru­mento di coin­vol­gi­mento e fide­liz­za­zione dei let­tori, delle persone.

In con­clu­sione viene for­nito il deca­logo del gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo e si riflette su come possa e debba esservi una con­di­vi­sione non solo “ideale” ma anche eco­no­mica del con­tri­buto delle per­sone nella costru­zione della notizia.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Ad inte­gra­zione una mia pre­sen­ta­zione uti­liz­zata per la for­ma­zione effet­tuata sul tema ai com­po­nenti della reda­zione di un quo­ti­diano nazionale.

La pros­sima set­ti­mana, il 19.11.2014, si parla di “La Rete Demo­cra­ti­cizza l’Informazione?” Si ricorda che è pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14  @pedroelrey /@radiofujiko.

Tempo Per Persona News Online
Pubblicato il 10 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Tempo per Persona News Online

La total digi­tal audience, in ter­mini di tempo speso per per­sona, nel mese di ago­sto secondo Audiweb. 

Il dato del totale è rife­rito al com­ples­sivo di per­sone che hanno avuto accesso da PC e/o da mobile alla Rete nel giorno medio per avere un para­me­tro su quale sia il peso delle prin­ci­pali fonti d’informazione rispetto al totale.  Nella valu­ta­zione delle sin­gole testate non va dimen­ti­cato il feno­meno delle aggre­ga­zioni.

Le per­sone spen­dono media­mente poco meno di due ore/die in Rete, la fra­zione di tempo dedi­cata alle news online è, nel migliore dei casi, di poco supe­riore ai 6 minuti.

Com­ples­si­va­mente, ad esclu­sione di Dago­spia e Fan­page, le testate all digi­tal prese in con­si­de­ra­zione regi­strano tempi di per­ma­nenza infe­riori alle ver­sioni online delle testate con una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

Le per­sone spen­dono più tempo in Rete da mobile. Così non è per i siti di news che, ad esclu­sione di Libero Quo­ti­diano, frui­scono mag­gior­mente delle noti­zie online da PC. Feno­meno che si acu­tizza per quanto riguarda le pagine viste [domani dopo­do­mani il det­ta­glio], quelle che gene­rano ricavi.

Uno stu­dio di recente pub­bli­ca­zione effet­tuato dalla Online Publi­shers Asso­cia­tion mostra come l’attenzione verso il tempo speso sul sito sia un para­me­tro al quale gli edi­tori “pre­mium”, di qua­lità, e gli inser­zio­ni­sti guar­dano con cre­scente inte­resse. I dati Audi­web, sotto ripor­tati nel gra­fico inte­rat­tivo, [di]mostrano che esi­ste un pro­blema non tra­scu­ra­bile per le testate online del nostro Paese, anche sotto que­sto profilo.

Al di là di atten­zioni tec­ni­che, quali ad esem­pio gli arti­coli cor­re­lati segna­lati gra­zie ad un motore seman­tico interno, la gami­fi­ca­tion dell’informazione può asso­lu­ta­mente essere di ausi­lio in tal senso. MI pare di averlo detto ormai fin troppe volte.

News Online
Pubblicato il 7 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Il Panorama dell’Informazione Online in Italia

Quinta pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata ad una pano­ra­mica dell’informazione online nel nostro Paese.

Durante la chiac­chie­rata con la gior­na­li­sta e video­ma­ker Fran­ce­sca Cle­men­toni si tenta di for­nire una defi­ni­zione di cosa sia infor­ma­zione e di quali pos­sano essere gli attri­buti per defi­nirne la qua­lità. La pun­tata pro­se­gue par­lando di dati e di quali siano i para­me­tri signi­fi­ca­tivi, di valore, per l’informazione online, con­clu­dendo sul valore dei news brands e inno­va­zione di prodotto.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

News Online

Mar­tedì pros­simo, 12.11.2014, si par­lerà di “Open Jour­na­lism e Citi­zen Jour­na­lism”. È pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14, inte­ra­gendo con il mio account per­so­nale @pedroelrey e/o con quello di @radiofujiko.

West Africa Is Feeling the  Chilling Effects  of US Ebola Panic   RYOT News
Pubblicato il 5 novembre 2014 by Andrea Nelson Mauro

Ryot.org: il sito di news che ti spinge ad agire

Che si debba ormai (e final­mente!) tro­vare un’applicazione più fun­zio­nale al gior­na­li­smo è cosa con­cla­mata. A cosa serve lo sto­ry­tel­ling? Quali biso­gni sod­di­sfa? Un caso molto inte­res­sante è quello di Ryot.org che ha nel suo payoff la misura dei pro­pri obiet­tivi: “Every story lets you take action”. È un pro­getto nato recen­te­mente, su For­bes si legge anche che è un pezzo di futuro del gior­na­li­smo (The Future of Brea­king News Is Here and It’s Cal­led RYOT).

La mis­sion del pro­getto è tra­di­zio­nale, anche giu­di­cando dai con­te­nuti che ven­gono distri­buiti via Twit­ter, le moda­lità sono più coin­vol­genti e l’utente let­tore non è solo tar­get finale di noti­zie, ma anche desti­na­ta­rio di infor­ma­zioni in qual­che modo abi­li­tanti per agire. Un modo di leg­gere il gior­na­li­smo inte­res­sante, che pro­ba­bil­mente nasce anche dal back­ground di pro­ve­nienza dei fon­da­tori (molti dei quali sono o sono stati atti­vi­sti, volon­tari, ope­ra­tori nel mondo della coo­pe­ra­zione internazionale).

Le bio­gra­fie dei fon­da­tori sono da leg­gere (qui la pagina About), e sono pic­coli tas­selli che chia­ri­scono come il ruolo dell’Advo­cacy stia assu­mendo peso sem­pre mag­giore nel mondo dell’informazione, al pari della cre­scente pre­senza delle NGO. Men­tre il pro­cesso indu­striale clas­sico di sgre­tola, emerge il peso di que­sta forma di gior­na­li­smo fun­zio­nale stru­mento sul quale si basano cam­pa­gne di pres­sione che pro­muo­vono azioni e policy specifiche.

L’immagine di coper­tina usata in que­sto post è un sem­plice screen­shot della “Call in action” che si trova in fondo al post West Africa Is Fee­ling The ‘Chil­ling Effects’ Of US Ebola PanicClic­cando si aprono diverse pos­si­bi­lità: dal sem­plice sha­ring sui social, alla pos­si­bi­lità (in que­sto caso spe­ci­fico) di diven­tare un pro­ta­go­ni­sta della lotta alla dif­fu­sione dell’Ebola, con la frase con­clu­siva “Click now and become the news!”.

News Machine
Pubblicato il 3 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Innovare l’Informazione

Tiscali e Super Sum­mit, piat­ta­forma ita­liana per rea­liz­zare e seguire eventi e webi­nar, tra  14 al 29 otto­bre, hanno pro­po­sto  “Inno­vare l’informazione”, pano­ra­mica sulla nuova infor­ma­zione, un ponte tra il vec­chio e il nuovo per sti­mo­lare il dibat­tito, un modo per pro­vare a com­pren­dere quali saranno le pro­spet­tive future e quale potrebbe essere il destino dei media.

Il ciclo di webi­nar, rivolto in par­ti­co­lare agli addetti ai lavori, ha rac­colto 19 inter­venti su diversi temi legati al mondo dei media e dell’informazione. Inter­venti tutti di asso­luto inte­resse che val­gono il tempo inve­stito nell’ascolto.

Ne ho ripresi alcuni, quelli che per­so­nal­mente mi sono sem­brati di mag­gior inte­resse, per favo­rirne e faci­li­tarne la visione. Pur­troppo avendo tutti i video l’autoplay par­tono insieme. Non esi­stendo la pos­si­bi­lità di eli­mi­nare que­sta opzione vi chiedo la pazienza di farlo manual­mente per poterli vedere uno per volta. Sorry.

1) Gami­fi­ca­tion dell’informazione — Come l’informazione possa diven­tare sem­pre più a impatto visivo e inte­rat­tiva secondo i modelli del gioco.

2) Nuovi lin­guaggi - I nuovi lin­guaggi e busi­ness dell’editoria e del gior­na­li­smo secondo Fede­rico Fer­razza, vice­di­ret­tore di Wired.

3) Digi­tal PR e social - Digi­tal Pr e capa­cità di ascolto per una comu­ni­ca­zione social effi­cace secondo Daniele Chieffi, Respon­sa­bile uffi­cio stampa web Eni

4) Gene­ra­zione X - Gene­ra­zione X, come si infor­mano i gio­vani secondo Daniele Gras­succi, co-fondatore di Skuola.net

Last but not least, Jacopo Ton­delli pre­senta i suoi Stati Generali

Le curve mostrano la frequenza di tweet con hashtag #Ebola e la produzione di articoli sul tema di Ebola sulle principali testate online italiane (valori normalizzati a 100)
Pubblicato il 31 ottobre 2014 by Giacomo Fusina

Le armoniche di Ebola

Sono pas­sati otto anni dalla cele­bre prima pagina di Time. L’uomo dell’anno del 2006 sei stato tu: tu al cen­tro della Rete e la Rete al cen­tro del mondo. Allora ini­ziava a sof­fiare il vento dei social ma i social che cono­sciamo oggi non esi­ste­vano ancora (Face­book, per dire, nel 2006 aveva solo 12 milioni di utenti e Twit­ter era appena nato). L’intuizione all’origine della prima pagina di Time sug­ge­riva che ogni per­sona con­nessa stesse diven­tando un gene­ra­tore di con­te­nuto e che la Rete sarebbe stata pre­sto per­vasa di opi­nioni, crea­zioni, rating, arti­coli, imma­gini e video dei pro­pri utenti.

Oggi sap­piamo che una quota con­si­stente degli UGC è di tipo per­so­nale, spesso non acces­si­bile al pub­blico, tal­volta istan­ta­nea e vola­tile. E anche la parte pub­blica è di scarso inte­resse per chi non ha rela­zioni con il sog­getto che la pro­duce. Abbon­dano fidan­zati e gat­tini, sel­fie e vestiti, feste e vacanze ma è dif­fi­cile chia­mare “con­te­nuti” que­sto ammasso disor­di­nato di ego­fa­nìa*.

Quello che abbiamo visto nascere in que­sti otto anni non è la prassi dello UGC ma dello UAC, non la Gene­ra­zione dei con­te­nuti ma l’Amplificazione dei con­te­nuti pro­dotti e river­sati in Rete da parte degli utenti. Coloro che gene­rano con­te­nuti rile­vanti per un qual­che pub­blico sono meno dell’1% del totale degli utenti: lo You di Time non era per tutti, era per pochi. Per tutti, invece, è la pos­si­bi­lità di con­di­vi­dere, apprez­zare e segna­lare i con­te­nuti digi­tali di attua­lità e d’intrattenimento.

Gli utenti in Rete for­mano la cassa di riso­nanza dei con­te­nuti pro­dotti da una pic­cola parte di gene­ra­tori. La Rete vibra con loro e ne esalta alcune armo­ni­che, pro­prio come avviene a uno stru­mento musi­cale acustico.

Pren­diamo il caso di Ebola.
Dal primo ago­sto al 17 otto­bre 2014 sono stati pro­dotti oltre 1.000 arti­coli sul tema sulle prin­ci­pali testate online ita­liane. Gli stessi arti­coli sono stati con­di­visi su Face­book (in gran parte), Twit­ter e Goo­gle Plus 550mila volte nello stesso periodo. Circa 500 con­di­vi­sioni per arti­colo, un dato alli­neato alla media del momento.

Negli stessi giorni Twi­tLine ha rile­vato 66mila Tweet con­te­nenti l’hashtag #Ebola con una fre­quenza media di 3,9 pas­saggi quo­ti­diani nelle time­line degli utenti Ita­liani di Twitter.

Infine, il trend del numero di ricer­che di “Ebola” in Goo­gle News con­sente di stu­diare la curva di atten­zione dedi­cata al tema.

Que­sto sli­de­show richiede JavaScript.

Ebbene, tutte e tre le “casse di riso­nanza” danno la stessa rap­pre­sen­ta­zione del feno­meno. La cor­re­la­zione tra le curve è deci­sa­mente ele­vata, sem­pre com­presa tra 0,7 e 0,87, come si nota anche a occhio dai gra­fici inse­riti qui sopra. La Rete risuona allo stesso modo e le sue armo­ni­che segna­lano la sen­si­bi­lità del mondo sui temi di attualità.

Tal­volta gli arti­coli sulle testate sono “sovra-prodotti” rispetto all’attenzione che rac­col­gono (i pic­chi della curva gri­gia del 9 e del 19 set­tem­bre). Altre volte l’amplificazione degli utenti anti­cipa la rispo­sta delle testate: i pic­chi di Goo­gle News e di Twi­tLine del 9 otto­bre pre­ce­dono la mas­sic­cia pro­du­zione di arti­coli nei giorni successivi.

(*) mani­fe­sta­zione dell’io pro­dotta dalle tracce lasciate in Rete (neo­lo­gi­smo di Human Highway) 

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Twi­tLine: lo stru­mento uti­liz­zato da Human High­way per ana­liz­zare il Twit­ter infor­ma­tion stream ita­liano. Gra­zie a Twi­tLine è pos­si­bile misu­rare la reach & fre­quency di hash­tag, men­tions, link e account su Twit­ter, uni­ta­mente al coin­vol­gi­mento svi­lup­pato (ret­weet, favo­rite). Mag­giori info su Twi­tLine sono dispo­ni­bili su Sli­de­share.

UAC Meter: lo stru­mento di Human High­way per misu­rare i volumi dell’amplificazione sociale pro­dotta in Rete su deter­mi­nati argo­menti di attua­lità. Il meter di UAC ana­lizza gli arti­coli pre­senti su oltre 40 testate online ita­liane e indi­vi­dua per cia­scuno di essi il numero di con­di­vi­sioni pro­dotte su face­book, Twit­ter e Goo­gle Plus.

Goo­gle Trends: i dati qui pre­sen­tati sono stati pre­le­vati da Goo­gle Trends (limi­ta­ta­mente a Goo­gle News) nel periodo com­preso tra il 1 ago­sto e il 17 otto­bre 2014.

PA & Social
Pubblicato il 30 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Quanto è Social la PA, Paraponzi Ponzi Pà!

Quarta pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata alla Social Media Stra­tegy delle Isti­tu­zioni, ovvero di come le isti­tu­zioni e la PA uti­liz­zano i social.

In una nazione quale l’Italia con un  digi­tal divide signi­fi­ca­tivo rispetto agli altri Paesi della UE ten­den­zial­mente era dif­fi­cile, ahimè, poter dire qual­cosa di posi­tivo sul tema.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Qui di seguito i prin­ci­pali mate­riali citati nel corso della trasmissione.

Il vade­me­cum pub­blica ammi­ni­stra­zione e social media rea­liz­zato da For­mez PA a dicem­bre 2011 e pro­mosso da Filippo Patroni Griffi, Mini­stro Pub­blica Ammi­ni­stra­zione e Sem­pli­fi­ca­zione del Governo Monti.

 

La ricerca dell’Università di Modena e Reg­gio Emi­lia su uti­lizzo dei social net­work nei comuni ita­liani di medie e grandi dimensioni

Comuni 2.0: l’utilizzo dei social net­work nei comuni ita­liani di medie e grandi dimen­sioni by Dario Sal­velli

Info­gra­fica di sin­tesi dei risul­tati dell’indagine svolta dal Polimi su un cam­pione di 366 comuni nei primi mesi del 2014 su eGo­vern­ment ed uti­lizzo dei social

Agenda Digitale

I risul­tati di una ricerca di recen­tis­sima pub­bli­ca­zione, effet­tuata da Forum PA, su la pre­senza degli enti pub­blici sui social net­work, su Twit­ter e nella Rete. La social media policy [final­mente!] della Camera dei depu­tati con ter­mini e con­di­zioni di uti­lizzo dei social network.

Bonus track, infine, uno dei tre brani, scelto non casual­mente, andati in onda durante la tra­smis­sione per “spez­zare” il parlato.

Mar­tedì pros­simo, 04.11.2014, si par­lerà di “Tac­chi, dati e dat­teri. Il pano­rama dell’informazione online nel nostro Paese”. È pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14, inte­ra­gendo con il mio account per­so­nale @pedroelrey e/o con quello di @radiofujiko.

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