giornali on line

Pubblicato il 23 marzo 2011 by Pier Luca Santoro

Timeline Interattiva delle Proteste in Medio Oriente

La tabella di suc­ces­sione cro­no­lo­gica rea­liz­zata dal Guar­dian rias­sume dal 12 dicem­bre ad oggi tutti gli eventi prin­ci­pali delle pro­te­ste nell’Africa Medi­ter­ra­nea e Medio Oriente.

Per cia­scuna delle nazioni, clic­cando sulle sin­gole icone, è pos­si­bile visua­liz­zare la sin­tesi di ogni momento chiave ed il rela­tivo approfondimento.

Chia­rezza, fun­zio­na­lità ed inte­rat­ti­vità della time­line ne fanno pro­ba­bil­mente la miglior rea­liz­za­zione in ambito infor­ma­tivo ad oggi.

Master­piece, capo­la­voro, del gior­na­li­smo 2.0

Pubblicato il 9 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

L’Ottimismo della Ragione e il Pessimismo dell’Intelligenza

Ieri molti nuovi argo­menti sono stati por­tati rela­ti­va­mente ai pos­si­bili svi­luppi di quo­ti­diani on line nel nostro paese. E’ un dibat­tito molto inte­res­sante che sem­bra final­mente tro­vare con­cre­tezza dopo tanto tempo tra­scorso senza riscon­tri operativi.

Pare siano ces­sati i rife­ri­menti a realtà aliene alla nostra e ci si con­cen­tri sulle dina­mi­che, sulle ini­zia­tive in essere e future in Ita­lia. Fat­tore sca­te­nante [in senso posi­tivo] del dibat­tito l’inter­vi­sta di Ser­gio Mai­strello a Luca Sofri.

Tra tutti [nelle note un elenco delle voci sul tema] spicca l’articolo del Sole24Ore, subito rilan­ciato da coloro che sono più diret­ta­mente coin­volti, che pre­an­nun­cia un’ondata di siti di infor­ma­zione per l’autunno.

Uno dei pro­getti in can­tiere citati dovrebbe chia­marsi let­tera 43, anche in omag­gio alla mac­china da scri­vere che fu stru­mento di tanti gior­na­li­sti, e dichiara come obiet­tivo per il primo annodi voler rag­giun­gere gli 80 milioni di pagine visua­liz­zate , “spar­tiac­que tra suc­cesso e aurea mediocrità”.

Non ci si può che augu­rare si tratti di un refuso dell’articolo poi­ché, se con­fer­mato, sarebbe sulla base degli ultimi dati Audi­web rela­tivi ai quo­ti­diani on line, un tra­guardo che posi­zio­ne­rebbe la nascente ini­zia­tiva edi­to­riale pres­so­ché agli stessi livelli attuali della ver­sione on line del Cor­riere della Sera.

Se così non fosse, si ren­de­rebbe neces­sa­rio essere dida­sca­lici sof­fer­man­dosi sulla dif­fe­renza tra obiet­tivo, sogno ed uto­pia affin­ché il nome della nascente testata on line non diventi pro­fe­zia del suo destino di vani­shing newspaper.

Una famosa espres­sione di Gram­sci, spesso citata, soste­neva di opporre al pes­si­mi­smo dell’intelligenza l’ottimismo della volontà, sulla base delle indi­scre­zioni, delle voci, rac­colte sul tema spe­ci­fico mi pare possa essere più oppor­tuno bilan­ciare l’ottimismo della ragione con il pes­si­mi­smo dell’intelligenza, prima di dare i numeri, in ogni senso.

Rifles­sioni e Voci sul tema:

Pubblicato il 3 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

I periodici non brillano nemmeno on line

Tra tutti i media, la stampa perio­dica è quella che con­ti­nua a regi­strare il peg­gior anda­mento nella rac­colta pub­bli­ci­ta­ria e ven­dite in caduta libera.

Secondo i dati rila­sciati da Audi­web rela­ti­va­mente al mese di luglio di quest’anno anche le ver­sioni on line hanno per­for­mance tutt’altro che soddisfacenti.

Come mostra la tavola di sin­tesi sotto ripor­tata, numero di utenti unici, pagine viste ed il tempo per utente hanno numeri dav­vero risicati.

- clicca per ingrandire —

Che que­sta ten­denza nega­tiva sia comune a tutta la stampa non può che essere ulte­riore fonte di riflessione.

Un ulte­riore con­ferma di come il rap­porto tra com­pren­sione dell’innovazione degli edi­tori e rile­vanza della stessa per i let­tori sia inver­sa­mente pro­por­zio­nale, come diceva l’amica Mafe ieri.

Pubblicato il 4 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

L’Orologio di Internet in Mobilità e le Notizie

L’infografica rea­liz­zata dal noto isti­tuto di ricer­che di mer­cato mostra il con­sumo di inter­net in mobi­lità da parte degli statunitensi.

I dati sono ripa­ra­me­trati con­ven­zio­nal­mente fatto 100 un’ora.

Emerge con chia­rezza come il con­sumo di noti­zie in mobi­lità sia una parte asso­lu­ta­mente mar­gi­nale delle atti­vità svolte.

Dati con­fer­mati allo stato attuale anche per quanto riguarda l’acclamato tablet di Apple.

Lo sce­na­rio per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente il nostro paese pare lie­ve­mente migliore.

Si tratta cer­ta­mente di ten­denze in fase ini­ziale, di dina­mi­che tutte da veri­fi­care nel tempo.

Per­so­nal­mente ritengo che resterà un’area asso­lu­ta­mente mar­gi­nale rispetto all’eco­si­stema delle noti­zie.

Pubblicato il 24 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Il Sito c’è ma Non si Vede

Pare che final­mente il sito del “Fatto Quo­ti­diano” sia on line. La reda­zione ne dà comu­ni­ca­zione uti­liz­zando quello che attual­mente è il più elet­tivo dei social media in circolazione.

Clic­cando sulla noti­zia for­nita si legge: “Devi essere abbo­nato per leg­gere que­sto arti­colo! Per abbo­narti clicca qui.”

Il sito, e le scuse, ci sono ma non si vedono.

Pubblicato il 22 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Fatti Sfuocati

Oggi “Il Fatto Quo­ti­diano” esce in edi­cola nella ver­sione car­ta­cea con la prima pagina sfuo­cata per evi­den­ziare il lan­cio del sito web del giornale.

L’unica cosa che si legge è: “Nasce ilfattoquotidiano.it. Nes­suna cen­sura, nes­sun guin­za­glio, nes­sun padrone”

Pec­cato che anche il sito in que­stione sia “sfuo­cato”, o meglio, irraggiungibile.

Dopo aver ten­tato inu­til­mente per oltre due ore di acce­dere è ora pos­si­bile leg­gere sola­mente: “Aiuto, siamo in troppi. Cen­ti­naia di migliaia di accessi ci hanno man­dato in tilt. I nostri tec­nici stanno lavo­rando. Incro­ciamo le dita, ci vediamo tra poco.”

Se resta qual­che dub­bio sulla misura degli accesi che pare dav­vero ecces­siva, è pos­si­bile con­so­larsi con­sta­tando la coe­renza rispetto alla prima del gior­nale, sono fatti sfuocati.

Pubblicato il 18 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Te la do io l’America

Con­fin­du­stria ha reso dispo­ni­bili i dati 4° Rap­porto sul Mer­cato dei Con­te­nuti Digi­tali in Ita­lia, al cui interno sono con­te­nuti anche alcuni gra­fici di sin­tesi dell’andamento della pub­bli­cità on line, con il det­ta­glio delle sin­gole com­po­nenti, voci, di inve­sti­mento. [Via]

Un capi­tolo viene spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cato alle noti­zie on line, che rap­pre­sen­tano una fra­zione rela­ti­va­mente minima del totale mercato.

Appare evi­dente come le reve­nues pub­bli­ci­ta­rie deri­vanti dall’ on line non saranno nem­meno in pro­spet­tiva in grado di com­pen­sare le per­dite su que­sto fronte che i quo­ti­diani accu­sano nel set­tore tra­di­zio­nale [cartaceo].

Al tempo stesso, com­Score pub­blica gli stessi dati con rife­ri­mento al mer­cato statunitense.

Le cifre ed ancor più l’incidenza delle sin­gole voci, con spe­ci­fico rife­ri­mento alle noti­zie ed ai quo­ti­diani on line, par­lano da sole.

Se nel mondo anglo­sas­sone esi­stano in futuro pos­si­bi­lità di [ri]conversione al digi­tale è un’ipotesi, uno degli aspetti del dibat­tito in corso.

Pare che que­sto sia molto meno vero­si­mile per quanto riguarda la nostra realtà spe­ci­fica. Var­rebbe la pena di tor­nare a con­fron­tarsi, a lavo­rare, su aspetti più concreti.

Pubblicato il 29 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

La Chatroulette delle Notizie

L’approfondimento della noti­zie e la capa­cità di for­nire infor­ma­zioni che inte­res­sino e coin­vol­gano l’utenza, i let­tori, è, da un lato, uno degli indi­ca­tori della qua­lità di un quo­ti­diano e, dall’altro, uno dei limiti attuali dell’informazione sul web.

Per cer­care di ovviare a que­sto pro­blema The Guar­dian, dopo aver rea­liz­zato Zeit­geist, con­ti­nua sulla strada dell’innovazione rea­liz­zando quello che gio­co­sa­mente è stato defi­nito la “cha­trou­lette delle notizie”.

The Ran­dom Guar­dian, que­sto il vero nome, è stato inau­gu­rato alla fine della scorsa set­ti­mana ed ha, appunto, l’obiettivo di per­met­tere ai let­tori di andare oltre i con­te­nuti segna­lati nella home page del quo­ti­diano, con­sen­tendo quindi, anche per sezioni, di tro­vare temi e noti­zie d’interesse che nor­mal­mente si iden­ti­fi­cano faticosamente.

La fun­zio­na­lità intro­dotta age­vola sicu­ra­mente una mag­gior per­ma­nenza faci­li­tando il rap­porto tra la testata ed il let­tore; un “sot­to­pro­dotto” di impor­tanza non trascurabile.

Come ha dichia­rato recen­te­mente Meg Pic­kard, respon­sa­bile dell’area social media del quo­ti­diano anglo­sas­sone, le orga­niz­za­zioni edi­to­riali devono costruire una rela­zione fidu­cia­ria per dive­nire parte dell’ecosistema sociale, della meta­piat­ta­forma.

Non vi è dub­bio che The Guar­dian sia in prima linea tra coloro che sono sulla strada giu­sta nel farlo, andando ben oltre ipo­tesi tanto irrea­li­sti­che quanto pate­ti­che, o inse­guendo l’ultimo gad­get in una corsa all’oro senza senso.

Pubblicato il 11 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Diffusione e condivisione degli articoli di giornale

Per­ché certi arti­coli più di altri sono letti, dif­fusi e con­di­visi attra­verso il pas­sa­pa­rola? Si sono chie­sti Jonah Ber­gerKathe­rine L. Milk­man, due stu­diosi di mar­ke­ting e di ope­ra­tions and infor­ma­tion mana­ge­ment della Whar­ton School dell’University of Penn­syl­va­nia, che hanno con­dotto una ricerca su «Social tran­smis­sion and viral cul­ture». La rispo­sta è nella capa­cità di chi scrive di essere «awe inspi­ring», cioè di susci­tare nel let­tore un misto di timore e rispetto.

I due hanno ana­liz­zato più di 7.700 arti­coli, apparsi sul «New York Times» online tra il 30 ago­sto 2008 e il 15 feb­braio 2009, rile­vando gli accessi unici ogni quin­dici minuti. Il loro rap­porto di ricerca è ancora in revi­sione.
Di ogni arti­colo hanno con­si­de­rato l’argomento, l’autore, il con­te­sto degli avve­ni­menti rile­vanti, il tono del reso­conto, la posi­zione nella pagina d’accoglienza del gior­nale, il rap­porto tra com­por­ta­mento indi­vi­duale e risul­tati collettivi.

Ne hanno rica­vato che se una noti­zia fa leva sulle emo­zioni del let­tore, que­sti ha forti pro­ba­bi­lità di ritro­var­cisi. Ugual­mente, se affronta un aspetto posi­tivo di una que­stione sociale, il let­tore è por­tato a goderne. L’autore è un altro motivo d’attrazione, la noto­rietà, l’autorevolezza [meglio se cer­ti­fi­cata] hanno un ruolo impor­tante, la cre­di­bi­lità e la novità delle infor­ma­zioni raf­for­zano il legame di fidu­cia e ispi­rano la voglia di par­te­ci­pare con altri quello che una per­sona ha letto per con­di­vi­dere i sen­ti­menti provati.

Per i gior­nali online il fatto che la noti­zia possa essere discussa su un social net­work è un ulte­riore motivo di atten­zione e con­di­vi­sione. La pro­spet­tiva futura e l’utilizzo dell’informazione, il taglio dimo­stra­tivo e le espe­rienze descritte sono altri motivi di spinta alla par­te­ci­pa­zione con gli altri di quello che si è conosciuto.

La lun­ghezza e la bre­vità del testo vanno cor­re­late con il con­te­nuto. Se la sto­ria emo­ziona si vogliono cono­scere tutti i det­ta­gli. Se l’utilizzo deve essere ope­ra­tivo si vogliono trarne istru­zioni pre­cise. Se si tratta di avere valu­ta­zioni dei fatti e sem­plici opi­nioni, l’autorevolezza dell’autore deve essere fuori discus­sione per arri­vare in fondo a un arti­colo lungo.

Col­lo­ca­zione di un arti­colo — mag­giore o minore evi­denza sulla pagina d’apertura —

La rea­zione alla let­tura non è imme­diata. Ci sono rifles­sioni più ragio­nate ed espresse per iscritto, a titolo indi­vi­duale, solo se il let­tore si sente pro­vo­cato e coin­volto fortemente.

La dif­fu­sione e discus­sione ver­bale, che suscita altri accessi al sito è più pronta, ma lo scam­bio mag­giore di opi­nioni tra i let­tori avviene fuori dal medium, con il pas­sa­pa­rola. Se la per­sona inter­viene in un forum, che ha atti­vato il dibat­tito con il pezzo, l’autore deve soste­nere l’apertura al con­fronto delle opi­nioni, non negarle o mani­po­larle e inter­ve­nire giu­sto per dare con­ti­nuità logica, ordine o chia­ri­menti allo sviluppo.

Un arti­colo di suc­cesso è al ser­vi­zio del let­tore, ogni altro uso è sleale e non ispira certo né inte­ra­zione con chi lo ha scritto, né dif­fu­sione virale.

In con­clu­sione, scri­vono gli autori, una vera effi­ca­cia col­let­tiva richiede una pro­spet­tiva ope­ra­tiva inte­grata, che con­si­deri il pro­cesso di dif­fu­sione e con­di­vi­sione dalla let­tura indi­vi­duale alla tra­smis­sione per por­ta­pa­rola, attra­verso una spinta com­bi­nata dell’articolista e del medium.

[Fonte]

Pubblicato il 4 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

2010 Newspaper Rankings

4 Inter­na­tio­nal Media & New­spa­pers è una orga­niz­za­zione indi­pen­dente che due volte all’anno rila­scia i risul­tati delle clas­si­fi­che dei quo­ti­diani on line di mag­gior suc­cesso sia a livello com­ples­sivo mon­diale che sud­di­vise per macroa­reee [continenti]

La clas­si­fi­ca­zione è pret­ta­mente quan­ti­ta­tiva e la meto­do­lo­gia uti­liz­zata per redi­gere la clas­si­fica si basa su un algo­ritmo che ela­bora tre elementi:

In que­sti giorni sono stati rila­sciati i risul­tati della clas­si­fica del 2010.

Nel ran­king a livello mon­diale dei primi 200 quo­ti­diani i primi tre sono il New York Times, The Guar­dian ed il cinese The People’s Daily.

Tra i quo­ti­diani ita­liani il primo è Repub­blica al 12° posto seguita dal Cor­sera al 16° e la Gaz­zetta dello Sport al 22°, segue Il Sole24Ore al 30° e La Stampa al 43°; ultimo degli ita­liani clas­si­fi­cati Il Foglio in 88esima posizione.

Sia nella clas­si­fica mon­diale che nel det­ta­glio rela­tivo ai primi 10o in Europa nume­rose con­ferme ma anche qual­che risul­tato forse inaspettato.

Oltre che per tutti i det­ta­gli del ran­king, 4 Inter­na­tio­nal Media & New­spa­pers vale una visita per il det­ta­glio che for­ni­sce rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani nel mondo sia a livello di sin­gola nazione che di testata spe­ci­fica.

Older Posts