giochi di simulazione

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Pubblicato il 21 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

10 Giochi con uno Scopo Sociale

Che i gio­chi assol­vano ad obiet­tivi non esclu­si­va­mente ludici di pas­sa­tempo è ormai un dato di fatto che pos­siamo rite­nere ampia­mente assodato.

La rac­colta di 10 gio­chi con uno scopo sociale, con l’obiettivo di far vivere ai gio­ca­tori espe­rienze che tra­sfe­ri­scano un mes­sag­gio che ha una valenza sociale, vuole essere, oltre che una segna­la­zione per coloro che non li cono­sces­sero, sup­por­ting evi­dence di quanto e come que­sto possa essere appli­cato a con­te­sti ed obiet­tivi di comu­ni­ca­zione distinti.

1) World Without Oil

Il gio­ca­tore si ritrova in un mondo in cui le risorse petro­li­fere scar­seg­giano e deve impare a gestirle ocu­la­ta­mente per soprav­vi­vere alla loro carenza. La parte migliore del gioco? Inse­gna modi per usare meno petro­lio, meno car­bu­rante, sti­mo­lando le per­sone ad appli­care i con­cetti appresi nella vita reale.

2) Fol­dit

Puzzle game che con­sente sino a mezzo milione di gio­ca­tori di aiu­tare gli scien­ziati, i ricer­ca­tori nella sta­bi­liz­za­zione delle strin­ghe degli ami­noa­cidi. Cro­wd­sour­cing per aiu­tare la comu­nità scien­ti­fica attra­verso la com­pe­ti­zione ed il gioco alla riso­lu­zione di pro­ble­ma­ti­che ancora insolute.

3) Way

La comu­ni­ca­zione tra sog­getti di diverse cul­ture e lin­gue non è facile. Nel gioco due gio­ca­tori devono impare a comu­ni­care tra di loro supe­rando osta­coli e dif­fi­coltà. L’abbattimento delle bar­riere della comu­ni­ca­zione inse­gnata giocando.

4) Bud­get Hero

Forse uno dei più datati e noti. Sem­pre attuale in tempi di crisi, e rela­tivi tagli, quali quelli che stiamo vivendo. Il gio­ca­tore deve tro­vare il giu­sto equi­li­brio tra tagli della spesa pub­blica e wel­fare. Con­si­gliata una set­ti­mana full time prima della spen­ding review.

5) Sick­Kids Pain Squad

Ai bam­bini malati di can­cro viene spesso chie­sto di tenere un dia­rio del dolore che avver­tono. Atti­vità fru­strante e noiosa che il gioco incoraggia.

6) Spent

Il video­gio­ca­tore imper­so­ni­fica una per­sona che ha perso il pro­prio lavoro da un mese, senza casa e con prole a carico. Con una dota­zione di 1000 $ ha un mese di tempo per tro­vare un occu­pa­zione prima di finire com­ple­ta­mente senza nulla. «Spent» non è sola­mente un gioco che illu­stra la potenza del mezzo inte­rat­tivo nel dif­fon­dere un mes­sag­gio. In un senso più ampio, ed in un modo che forse nes­sun altro media rie­sce a rag­giun­gere, dimo­stra che quello che i gio­chi rie­scono a rea­liz­zare sono coin­vol­gi­mento ed empatia.

7) Evoke

Dieci mis­sioni per il mondo che cam­bia, dall’innovazione sociale all’empowerment fem­mi­nile pas­sando per il futuro della car­ta­mo­neta alla carenza mon­diale di acqua. Un vero e pro­prio “crash course” creato dal World Bank Insti­tute per sen­si­bi­liz­zare le per­sone a temi prio­ri­tari per il nostro futuro.

8) Unman­ned

L’altro volto della vita mili­tare. Shoot-em-up rea­liz­zato dagli ita­liani di Molle Indu­stria che mostra noie e paure dei mili­tari in mis­sioni “di pace”.

9) PLOT­form

Gioco per rea­liz­zare fund rai­sing per la Tan­za­nia da parte di una ONG. Costruire e donare per costruire le case, miglio­rare l’educazione e la vita degli abi­tanti di quella nazione.

10) Scoo­ple

Aggre­ga­tore di noti­zie sotto forma di gioco. Per­mette di con­di­vi­dere opi­nioni sugli ultimi avve­ni­menti e com­pe­tere sulla capa­cità di pre­dire il sen­ti­mento delle per­sone al riguardo

Sul tema vale il tempo inve­stito per la let­tura l’intervista a Stuart L. Brown, fon­da­tore del Natio­nal Insti­tute for Play ed autore di “Play: How It Sha­pes the Brain, Opens the Ima­gi­na­tion, and Invi­go­ra­tes the Soul”, che spiega:

When you think about a play­ful employee or even a com­pany that has a posi­tive slant toward, let’s say, a play ethic, you begin to see what play offers. And that is, it offers a sense of opti­mism and fle­xi­bi­lity. It is really the seat of inno­va­tive ima­gi­na­tion. And in terms of inter­per­so­nal invol­ve­ment, it’s what often fosters coo­pe­ra­tion and a sense of team­work and really pro­vi­des empathy.

Aspetti che ho avuto modo di spe­ri­men­tare e veri­fi­care in più di un’occasione.

Pubblicato il 21 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Spunti per una Contromanovra Possibile

Chi lavora in azienda molto pro­ba­bil­mente avrà sen­tito par­lare di zero-based bud­ge­ting o bud­get a base zero che dir si voglia.

E’ una logica di for­mu­la­zione del bud­get che si distin­gue da quella tra­di­zio­nal­mente uti­liz­zata che invece si basa su una logica incre­men­tale in fun­zione delle spese, degli inve­sti­menti soste­nuti storicamente.

Per­so­nal­mente sono stato chia­mato un paio di volte in pas­sato alla sua appli­ca­zione con spe­ci­fico rife­ri­mento al bud­get di mar­ke­ting ma ovvia­mente si estende all’insieme dell’impresa, dell’organizzazione nel suo com­plesso. Nella mia espe­rienza ha una valenza estre­ma­mente inte­res­sante soprat­tutto in tempi di crisi, in momenti in cui non si è in grado di soste­nere lo stesso livello di inve­sti­mento, lo stesso bud­get di spesa dell’esercizio in corso e/o degli anni pre­ce­denti poi­chè costringe ad un’analisi più appro­fon­dita della strut­tura dei costi e degli investimenti.

In un momento nel quale si è arri­vati a tre mano­vre finan­zia­rie in meno di sei set­ti­mane e pare in arrivo con buona pro­ba­bi­lità una quarta ver­sione, l’utilizzo per i conti dello stato di cri­teri di bud­get a base zero potrebbe essere for­te­mente con­si­gliato, anche se imma­gino che i suoi detrat­tori pour cause ricor­de­reb­bero che richie­de­rebbe tempi di attua­zione non com­pa­ti­bili con lo stato di emer­genza, tra­scu­ra­rando di dire che l’emergenza si è creata gra­zie ad anni di disin­te­resse all’economia del paese, come basta ricor­dare, per restare in tema, la lunga assenza di un respon­sa­bile per lo svi­luppo eco­no­mico all’interno dell’attuale coa­li­zione di governo.

Per­so­nal­mente tra le diverse pro­po­ste cir­co­late in que­sti giorni e rag­grup­pate nella defi­ni­zione di con­tro­ma­no­vra  non ho dubbi su quale sia la migliore alter­na­tiva sia in ter­mini eco­no­mici che sociali. Potrebbe essere ragio­ne­vol­mente adot­tata per gestire l’attuale emer­genza, intac­cando in misura infe­riore delle pro­po­ste che sono cir­co­late sin ora la già dif­fi­cile situa­zione dei cit­ta­dini, e con­sen­tire i tempi per una revi­sione dei conti dello stato basata su moda­lità di zero based budgeting.

Se vole­ste veri­fi­carne la bontà,  online è dispo­ni­bile una vasta scelta di simu­la­tori e di gio­chi simu­la­zione che offrono la pos­si­bi­lità di spe­ri­men­tare in prima per­sona le opzioni e le dif­fe­renze di risul­tato che ne deri­vano per le finanze pubbliche.