gestione vendite

FT Sales
Pubblicato il 2 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Complementare NON Alternativo

Sono stati pub­bli­cati da the­Me­dia­Brie­fing i dati sull’andamento delle ven­dite del «The Finan­cial Times» dall’ultimo tri­me­stre del 2006 al terzo tri­me­stre 2013.

Il gra­fico di sin­tesi dell’andamento mostra come dalla fine del 2010 a set­tem­bre 2013, in poco meno di tre anni, gli abbo­na­menti alla ver­sione digi­tale del pre­sti­gioso quo­ti­diano economico-finanziario siano raddoppiati.

Tutto que­sto però non avviene a disca­pito dell’edizione car­ta­cea che anzi, sep­pur in maniera deci­sa­mente più ridotta, cre­sce anch’essa.

Non a caso John Rid­ding, CEO del FT Group, nono­stante la stra­te­gia “digi­tal first”, ha dichia­rato:

The irony is the right print for­mat has a very good future. The [digi­tal first stra­tegy] is abso­lu­tely not a step toward ending the print edition.

Una poli­tica soste­ni­bile degli abbo­na­menti digi­tali passa per la com­ple­men­ta­rietà con la ver­sione tra­di­zio­nale car­ta­cea, non in alter­na­tiva a quest’ultima.

FT Sales

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Pubblicato il 14 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Edicolapp — Dinamiche di Fruizione e Business Sostenibile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione?

 

Dopo un lungo silen­zio pare che nella pri­ma­vera del 2014 dovrebbe final­mente vedere la luce “Edi­cola Ita­liana”, il chio­sco digi­tale dove com­prare quo­ti­diani e rivi­ste dei prin­ci­pali editori.

In attesa di quel giorno, se la pro­messa verrà man­te­nuta visto il dila­tarsi dei tempi dal primo annun­cio dell’iniziativa ad oggi, le ven­dite di copie digi­tali secondo i dati ADS non bril­lano. Come mostra il gra­fico sot­to­stante, se si esclude «Il Sole24Ore»,  le ven­dite ten­dono ad un  appiat­ti­mento o addi­rit­tura, come è il caso di «Il Cor­riere della Sera», ad un calo. Non ci spe­re­rei più di tanto in ulte­riori svi­luppi a breve.

- clicca per accedere al dettaglio dei dati -

- clicca per acce­dere al det­ta­glio dei dati -

E’ in que­sto qua­dro gene­rale che nasce la pro­po­sta di Emma Ciceri, appas­sio­nata di tec­no­lo­gie dell’informazione, studi filo­so­fici e noma­di­smo nel cuore, come lei stessa si defi­ni­sce, che ritiene che la solu­zione sia pun­tare ad un ser­vi­zio di print on demand di quo­ti­diani e perio­dici con quella che lei chiama “Edi­co­lapp” i cui det­ta­gli sono sin­te­tiz­zati nella pre­sen­ta­zione sottostante.

Nella pro­po­sta c’è del buono. Infatti, se non capi­sco male, que­sto ser­vi­zio sarebbe com­ple­men­tare e non alter­na­tivo alle edi­cole tra­di­zio­nali inte­gran­dosi al loro interno e, dopo una neces­sa­ria fase di test, pre­vede anche una quota desti­nata ai gior­na­lai, ma con­sen­ti­rebbe di abbat­tere, di eli­mi­nare, i costi di resa e distri­bu­zione che, in par­ti­co­lare per le testate con ven­dite basse, hanno una grossa inci­denza sui conti degli editori.

Che una parte dello svi­luppo, delle edi­cole del futuro e del futuro delle edi­cole possa pas­sare per il print on demand è una delle tesi che sostengo con mio libro, pub­bli­cato ad aprile di quest’anno, sul tema, come mostra la mappa da me rea­liz­zata sotto riportata.

I limiti sono, altret­tanto, spie­gati nel libro dove viene citata un’iniziativa simile, “Mega­News Maga­zi­nes”, che gli amici di LSDI hanno pub­bli­cato come estratto del libro di recente.

Come dico, vale dun­que anche per “Edi­co­lapp”, il print on demand può essere con­ce­pito come ser­vi­zio inte­gra­tivo. Un’area di poten­ziale inte­resse e svi­luppo dell’ ini­zia­tiva che con­sen­ti­rebbe alle edi­cole di inte­grare la loro attuale offerta e di annul­lare la dif­fi­cile gestione attuale che di fatto com­plica la dif­fu­sione di gior­nali e rivi­ste stra­niere, si pensi, in par­ti­co­lare ma non solo, al bene­fi­cio durante la sta­gione turi­stica, o comun­que di testate con ven­dite che siano ecces­si­va­mente ridotte per sop­por­tare gli oneri della distri­bu­zione. A que­sto si potrebbe asso­ciare un ser­vi­zio di print on demand per arti­coli o sezioni spe­ci­fi­che da ren­dere dispo­ni­bili entro due ore dalla richie­sta sod­di­sfa­cendo desi­de­rio di per­so­na­liz­za­zione dell’ infor­ma­zione e gene­rando reve­nues supplementari.

Dina­mi­che di Frui­zione e Busi­ness Soste­ni­bile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione? Per­so­nal­mente credo di si, voi?

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RoadMap Informatizz Edicole
Pubblicato il 3 luglio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Futuro della Distribuzione Editoriale

Si è tenuto la scorsa set­ti­mana “Espe­rienze di suc­cesso per scon­fig­gere la crisi”,  XVIa Con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’editoria e la stampa quo­ti­diana ita­liana, pro­mossa da WAN-IFRA in asso­cia­zione con FIEG ed ASIG.

Tra le tre ses­sioni di lavoro intorno alle quali hanno ruo­tato le due gior­nate di lavoro la fase con­clu­siva è stata dedi­cata alla distri­bu­zione edi­to­riale. E’ que­sto cer­ta­mente un fatto posi­tivo che testi­mo­nia, final­mente, la con­sa­pe­vo­lezza della neces­sità di inter­ve­nire su quest’area.

Dopo l’intervento di Ales­san­dro Bom­pieri, Respon­sa­bile pro­blemi della ven­dita e distri­bu­zione FIEG e capo della nuova area Dire­zione Media di RCS Media­Group, nella quale rien­trano i quo­ti­diani e i perio­dici del gruppo e Rcd, la Reda­zione con­te­nuti digi­tali, sono seguiti gli inter­venti di Tony Jashan­mal, Pre­si­dente di Distri­press, che ha for­nito un breve pano­rama su quanto avviene all’estero, quello di Mas­simo Viganò, Part­ner Tra­de­Lab Edi­to­ria, incen­trato sul pro­getto resa cer­ti­fi­cata e, come direb­bero gli inglesi, last but not least, quello di Alfonso Fug­getta, Ammi­ni­stra­tore Dele­gato CEFRIEL, su come inno­vare la distri­bu­zione attra­verso l’informatizzazione delle edi­cole, tema a me molto caro al quale viene dedi­cata una parte del mio libro pub­bli­cato ad aprile di quest’anno.

Pare dun­que che la società inca­ri­cata di rea­liz­zare l’applicativo che, sotto il patro­ci­nio di FIEG, per­met­terà l’informatizzazione delle edi­cole nel nostro Paese sia dun­que CEFRIEL, società con­sor­tile a respon­sa­bi­lità limi­tata senza scopo di lucro i cui soci sono il Poli­tec­nico di Milano, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università degli Studi dell’Insubria, la Regione Lom­bar­dia e 15 aziende mul­ti­na­zio­nali ope­ranti nel set­tore ICT e dell’editoria mul­ti­me­diale, gra­zie alla pre­senza di RCS Media­Group.  Società che vedendo i pro­getti sin qui svi­lup­pati non pare avere una spic­cata cono­scenza della distribuzione.

Nel suo inter­vento Fugetta infatti come case study di suc­cesso cita esempi che sono ben distanti da quella che è la realtà della distri­bu­zione edi­to­riale nazio­nale. L’applicativo, oltre a con­tem­plare tutta la filiera edi­to­riale, dagli edi­tori ai punti ven­dita, alle edi­cole, sup­por­terà anche, in moda­lità “plug&play” ser­vizi di parti terze che i gior­na­lai potranno ero­gare quali ad esem­pio money trans­fer o paga­mento delle multe. Ser­vizi che si evol­ve­ranno ulte­rior­mente con fide­lity card e nuovi sistemi pro­mo­zio­nali. Tutti ele­menti ampia­mente con­tem­plati nella “mappa del mar­ke­ting dell’edicola” di mia realizzazione.

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Vedendo la road­map pare che l’applicativo sia ancora nello sta­dio di pro­get­ta­zione e che il rila­scio avverrà nella prima metà del 2014.  Con­si­de­rando che dal primo di gen­naio di quest’anno è obbli­ga­to­ria per legge la trac­cia­bi­lità delle ven­dite e delle rese dei gior­nali quo­ti­diani e perio­dici, come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio dell’anno scorso, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con al cune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale.

Obbligo, che ricade sull’intera filiera distri­bu­tiva, ha come obiet­tivo quello di favo­rire la moder­niz­za­zione del sistema di distri­bu­zione e ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di assi­cu­rare una ade­guata cer­ti­fi­ca­zione delle copie distri­buite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finan­zia­menti statali.

In quest’ambito l’informatizzazione delle edi­cole gioca un ruolo cru­ciale poi­chè senza la stessa diviene estre­ma­mente dif­fi­cile se non impos­si­bile garan­tire un’effettiva tracciabilità.

RoadMap Informatizz Edicole

Aspetto che è vero e valido anche per quanto riguarda l’altra parte di moder­niz­za­zione della distri­bu­zione, quello rela­tivo al pro­getto “resa cer­ti­fi­cata”. Anche in que­sto caso, dalle slide dell’intervento di Mas­simo Viganò emerge come attual­mente sola­mente 13 siano già cer­ti­fi­cati e si ipo­tizza che siano 70 sola­mente a fine 2014.

Al di là di qua­lun­que altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione ci si chiede, mi chiedo, come, su quali basi saranno ero­gati i finan­zia­menti del 2013 alle testate che ne avranno diritto.

Che nel 2013 un intero set­tore e la sua capil­lare rete distri­bu­tiva siano rima­sti ancora al tempo degli ama­nuensi è ver­go­gnoso.  Sin­tomo, evi­denza di mio­pia grave, di un’arretratezza cul­tu­rale che non lascia spe­rare niente di buono per il futuro dei gior­nali, e di riflesso della distri­bu­zione edi­to­riale, qual­siasi esso sia.

top-ten-quotidiani-700
Pubblicato il 13 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Dare i Numeri

Dell’inattendibilità dei dati ADS, o quan­to­meno della neces­sità di leg­gere con atten­zione tra le pie­ghe dei numeri i dati, ho avuto modo di par­lare all’inizio di quest’anno segna­lando alcune distor­sioni che emer­gono dalla spac­ca­tura per provincia.

I dati da ini­zio anno con­tem­plano, final­mente, sep­pur in maniera restrit­tiva, le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici ed anche in que­sto caso appa­ren­te­mente vi sono delle sorprese.

Come mostra la tabella sotto ripor­tata, estratta per sin­tesi dai dati com­pleti del mese di marzo dif­fusi alla fine della scorsa set­ti­mana,  i numeri degli abbo­na­menti digi­tali di cin­que delle prime dieci testate per copie digi­tali, ecce­zion fatta per «Il Sole24Ore», sono deci­sa­mente supe­riori a quelli del cartaceo.

               
               
TESTATA TOTALE VENDITA Abbo­na­menti pagati TOTALE PAGATA ven­dite
copie digitali
ven­dite mul­ti­ple
copie digitali
ven­dite abbi­nate
copie digitali
totale ven­dite
car­ta­cea + digitale
  4 9 10 a b c d
  (5+8)   (4+9)       (10 + a + b)
               
CORRIERE DELLA SERA 387.950 6.269 394.219 42.858 1.394 14.240 438.470
FATTO QUOTIDIANO (IL) 54.285 1.391 55.676 11.071 0 0 66.746
REPUBBLICA (LA) 341.118 2.633 343.751 42.532 5.945 0 392.226
SOLE 24 ORE (IL) 150.435 73.474 223.909 11.264 26.481 21.204 261.654
STAMPA (LA) 202.424 27.683 230.107 7.684 0 0 237.791

Tra­la­sciando la gara a chi ce l’ha più lungo, si nota come gli abbo­na­menti digi­tali siano per tre quo­ti­diani su cin­que fino a dieci volte mag­giori rispetto alle sot­to­scri­zioni alla ver­sione cartacea.

In par­ti­co­lare «Il Sole24Ore» rea­lizza una quota signi­fi­ca­tiva di abbo­na­menti carta+digitale. Con la for­mula “busi­ness class” lan­ciata di recente che offre con­di­zioni vatag­giose [solo 5€ in più per edi­zione digi­tale a chi è già abbo­nato alla carta].

Anche una quota non irri­le­vante degli abbo­na­menti a «Il Cor­riere della Sera» è fatta in abbi­nata carta + digi­tale; opzione pre­vi­sta dall’abbonamento “ore7”, non essen­doci però in que­sto caso, con­tra­ria­mente al quo­ti­diano di Con­fin­du­stria, un van­tag­gio eco­no­mico, il numero di abbo­na­menti sorprende.

Diverso il caso di «Il Fatto Quo­ti­diano» e di «La Stampa» che offrono l’abbonamento alla ver­sione digi­tale ad un prezzo che è circa un terzo del cartaceo.

Men­tre, se cer­ta­mente «La Repub­blica» sta spin­gendo forte sull’edizione digi­tale con una pro­mo­zione che pre­vede un iPad a soli 149€ ed altri van­taggi, ci si domanda comun­que se sia una moti­va­zione suf­fi­ciente a gene­rare una tale impennata.

Insomma sem­bre­rebbe dav­vero che il rego­la­mento ADS abbia dav­vero biso­gno di una revi­sione come con­tem­pla l’Art.11 dello stesso e che, più in gene­rale, l’autocertificazione rischi, a mag­gior ragione in momenti dif­fi­cili come gli attuali, di essere un mec­ca­ni­smo che porti a dare i numeri nel senso popo­lare del ter­mine. Con­ti­nuerò a moni­to­rare la que­stione nel tempo, promesso.

top-ten-quotidiani-700

Audiweb Peso HP
Pubblicato il 7 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Valore dell’Home Page dei Quotidiani Online Italiani

Sono stati dif­fusi i dati Audi­web del mese di marzo. Con tutti i se ed i ma sulla affi­da­bi­lità, o quan­to­meno sulla par­zia­lità, dei dati, uno sguardo appro­fon­dito ai prin­ci­pali quo­ti­diani online, siano essi “la costola” della ver­sione car­ta­cea o invece pure players all digi­tal, fa emer­gere alcuni aspetti interessanti.

Si assi­ste, in maniera non sor­pren­dente, ad un calo gene­ra­liz­zato di tutti i prin­ci­pali quo­ti­diani online che vedono una ridu­zione degli utenti unici rispetto al mese pre­ce­dente carat­te­riz­zato dalle dimis­sioni del Papa e dai risul­tati della tor­nata elet­to­rale. Evi­den­te­mente “il tea­trino” post ele­zioni, con­clu­sosi, come noto, solo pochi giorni fa ha coin­volto meno le per­sone, gli ita­liani. Unica ecce­zione di rilievo «Lettera43» che però rea­lizza oltre il 50% degli utenti unici gra­zie alla sezione local, in realtà un net­work di quo­ti­diani locali indi­pen­denti evi­den­te­mente meno legati alla cro­naca nazionale.

La tavola di sin­tesi sotto ripor­tata evi­den­zia il det­ta­glio di cia­scuna testata.

Audiweb Marzo Vs Febb 2013

Quello che a mio modo di vedere è di mag­gior inte­resse, al di là del calo che era facil­mente pre­ven­ti­va­bile, è il peso, il valore dell’home page, che si può veri­fi­care dal det­ta­glio “brand and chan­nel” per cia­scuna testata, per le diverse fonti di informazione.

Dalla mia ela­bo­ra­zione i dati, lad­dove dispo­ni­bili, fanno emer­gere come il peso dell’home page sia in alcuni casi estre­ma­mente ridotto e comun­que, ad esclu­sione di «Il Fatto Quo­ti­diano», mai supe­riore ai due terzi degli utenti unici, con «Lettera43» che arriva addi­rit­tura ad un peso spe­ci­fico infe­riore al 4%.

Quello che pare emer­gere è l’esistenza di sezioni spe­cia­li­sti­che, siano esse la sezione finanza del «Il Sole24Ore», che ottiene oltre 70mila utenti unici nel giorno medio, o l’area cul­tura e spet­ta­coli di «La Stampa» con ben 134mila utenti unici ed «Il Mes­sag­gero», solo per citare alcuni casi, che ottiene quasi 53mila utenti unici dalla sezione tec­no­lo­gia, che atti­rano in maniera par­ti­co­lare i let­tori inte­res­sati a deter­mi­nate tematiche.

Di riflesso è pos­si­bile desu­mere che l’home page ha un valore infe­riore a quello che nor­mal­mente gli viene attribuito.

Dati che dal mio punto di vista lasciano intra­ve­dere la pos­si­bi­lità, tanto discussa di que­sti tempi, di far effet­tuare al let­tore un esborso eco­no­mico per aree di inte­resse invece che osti­narsi, come con­ti­nua ad avve­nire pre­va­len­te­mente, a ten­tare di otte­nere ricavi dalla ven­dita dell’intero gior­nale anche in digitale/online. Credo dav­vero che testare e spe­ri­men­tare l’ipotesi possa essere un’idea, no?

Audiweb Peso HP

Sul tema vale la let­tura: “Every page is your home­page: Reu­ters, untied to print meta­phor, builds a modern river of news”

RCS Digital Traiettorie
Pubblicato il 6 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

RCS: La Situazione Attuale & i Piani di Sviluppo

RCS Media­Group è al cen­tro dell’attenzione ormai da mesi, tra conti in bilico, come la stra­grande mag­gio­ranza dei gruppi edi­to­riali, e rela­tive ristrut­tu­ra­zioni non passa giorno senza che il colosso di Via Sol­fe­rino fac­cia noti­zia, emblema, in qual­che modo, dell’attuale fase dell’industria dell’informazione o, meglio, di quella che una volta lo era.

Nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, par­tendo dal bilan­cio 2012 e dal piano di svi­luppo stra­te­gico 2013–2015, ana­lisi e com­mento della situa­zione attuale e dei piani per il futuro del gruppo edi­to­riale milanese.

Buona let­tura.

RCS Digital Traiettorie

newspaper adv jobs
Pubblicato il 15 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Correlazioni

Mark J. Perry, pro­fes­sore di eco­no­mia e finanza alla School of Mana­ge­ment dell’ Uni­ver­sity of Michi­gan, che recen­te­mente aveva pro­dotto un inte­res­sante gra­fico sull’andamento dei ricavi pub­bli­ci­tari, sia carta che online, dei quo­ti­diani sta­tu­ni­tensi, ora ha pro­dotto un altro gra­fico in cui mette in rela­zione l’andamento dei ricavi pub­bli­ci­tari con il livello occupazionale.

Come ci si potrebbe atten­dere al calo della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria cor­ri­sponde, in maniera più che pro­por­zio­nale, un calo nel livello di occu­pa­zione all’interno dei gior­nali sta­tu­ni­tensi. Un feno­meno che, come noto, non è carat­te­ri­stico sol­tanto di quanto avviene oltreo­ceano ma che è altret­tanto evi­dente, anche, nel nostro Paese come testi­mo­nia il Sur­vi­val­Camp che si terrà durante l’edizione 2013 del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo la pros­sima settimana.

newspaper adv jobs

Si tratta di feno­meni che hanno attra­ver­sato altri com­parti, altri seg­menti di mer­cato, nel pas­sato più o meno recente.

Se il taglio dei costi in periodi di crisi diviene spesso un male ine­vi­ta­bile, la sfida resta quella di come gene­rare ricavi poi­chè è evi­dente come altri­menti l’involuzione sarebbe inevitabile.

Restando alla nostra realtà nazio­nale sor­prende la dico­to­mia tra dichia­rato e rea­liz­zato che emerge da una frase del Pre­si­dente di FIEG[*] Giu­lio Anselmi durante il con­ve­gno “Carta e Web: l’integrazione tra scelte stra­te­gi­che e tecnologiche”:

La carta rap­pre­senta sem­pre il 90% dei ricavi del set­tore edi­to­ria – dice Giu­lio Anselmi, pre­si­dente della Fieg – L’editoria nel 2012 pre­senta dati in rosso per il quinto anno con­se­cu­tivo nono­stante l’integrazione in atto con il digi­tale, che dà segnali posi­tivi. La filiera della carta occupa 213mila addetti, pari al 5% dell’occupazione nel set­tore mani­fat­tu­riero, che diven­tano 740mila con i 527mila addetti dell’indotto. Serve un soste­gno forte per un set­tore stra­te­gico per l’informazione e per l’economia del paese”.

Il mondo del web “rap­pre­senta il nostro natu­rale inter­lo­cu­tore come via d’uscita da que­sta situa­zione – aggiunge Anselmi – ma la carta resta il nostro punto di rife­ri­mento. Non lo dico da nostal­gico e non nativo digi­tale, ma lo dico guar­dando i numeri. L’online è il futuro, ma oggi la carta resta il nostro cuore

Dichia­ra­zioni che stri­dono, come avevo già rile­vato, rispetto allo scarso impe­gno, ed ai risul­tati nulli, rela­ti­va­mente all’informatizzazione delle edi­cole, tema al quale è dedi­cata una parte rile­vante del mio libro pub­bli­cato scorsa settimana.

Se le cor­re­la­zioni tra calo dei ricavi e taglio dei costi del lavoro sono evi­denti, restano invece incon­si­stenti quelle su un’area che potrebbe non solo garan­tire saving signi­fi­ca­tivi ma anche pro­durre vir­tuo­si­smi del sistema, della filiera edi­to­riale, in grado di rilanciarlo.

copertina libro PLS

[*] Via 

vendite-carta-digitale-febbraio
Pubblicato il 10 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Copie Digitali

Sono stati dif­fusi ieri i dati ADS di feb­braio per la carta stam­pata. I dati da ini­zio anno con­tem­plano, final­mente, sep­pur in maniera restrit­tiva, le copie digi­tali di quo­ti­diani e periodici.

Tra­la­sciando per un momento le distor­sioni del sistema anche da que­sto punto di vista, emer­gono alcuni aspetti che vale la pena di con­si­de­rare, di sottolineare.

Secondo i dati pub­bli­cati su «Prima Comu­ni­ca­zione» [quo­ti­diani, set­ti­ma­nali, men­sili] il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria con­so­lida il pri­mato come quo­ti­diano digi­tale, soprat­tutto gra­zie alle ven­dite mul­ti­ple ed a quelle in abbi­nata carta+digitale, come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­stante, ed acce­lera sull’offerta digi­tale con nuovi pac­chetti per i lettori.

vendite-carta-digitale-febbraio

 Appro­fon­dendo si notano due aspetti:

  • I primi 12 quo­ti­diani aumen­tano tutti, sep­pur con le dovute dif­fe­renze, la ven­dita di copie digi­tali rispetto al mese di gen­naio [clic­cando sul gra­fico sotto ripor­tato avrete accesso alla ver­sione inte­rat­tiva con det­ta­glio dei dati — blu: feb­braio, rosso: gennaio]
  • Il con­tri­buto delle copie digi­tali torna a “far sor­ri­dere” i gior­nali che com­ples­si­va­mente aumen­tano gra­zie alle stesse le vendite

 Stra­bi­liante il dato di «L’Unione Sarda» con quasi 7mila copie digitali.

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Molto diversa la situa­zione per i perio­dici che invece, se si esclu­dono i set­ti­ma­nali abbi­nati ai quo­ti­diani, hanno ven­dite delle copie digi­tali deci­sa­mente con­te­nute, in alcuni casi dav­vero risibili.

Per i set­ti­ma­nali spic­cano le oltre 34mila copie di «Sor­risi e Can­zoni Tv» a cui seguono a distanza con­si­de­re­vole le 5mila circa di «L’Espresso» e le 1215 di  «Topo­lino» ultimo nella top ten delle ven­dite di copie digi­tali a febbraio.

Ancora minori le ven­dite per i men­sili con il primo per ven­dite, «Cucina Moderna», a poco meno di 19mila copie e l’ultimo tra i primi dieci, «Focus» a 2826 copie.

Pare insomma che l’interesse per la ver­sione digi­tale dei perio­dici sia di gran lunga infe­riore a quella per i quo­ti­diani e che il per­corso per il recu­pero delle ven­dite sia deci­sa­mente più acci­den­tato, se pos­si­bile, rispetto ai quotidiani.

Alla pros­sima puntata.

NatesNightClub1930s
Pubblicato il 5 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Ci Vediamo al Club

La que­stione del modello di busi­ness, di come ren­dere soste­ni­bili eco­no­mi­ca­mente gior­nali e gior­na­li­smo nell’era post indu­striale resta cen­trale e pre­va­len­te­mente irrisolta.

Si assi­ste ad una serie di spe­ri­men­ta­zioni, più o meno indo­vi­nate, ma fon­da­men­tal­mente ci si con­ti­nua a basare sul modello sto­rico del bino­mio vendite-pubblicità.

Se le ven­dite, i pay­wall, pos­sono ser­vire a fre­nare e sta­bi­liz­zare il declino delle copie car­ta­cee, come dimo­stra il caso del «The New York Times» ma anche i dati recen­te­mente dif­fusi per quanto riguarda i quo­ti­diani del Regno Unito,  la pub­bli­cità, il display adver­ti­sing, con il calo costante del valore per CPM, sarà sem­pre meno in grado di com­pen­sare le per­dite del car­ta­ceo. Il per­chè lo spiega egre­gia­mente l’articolo pub­bli­cato sul «The Guar­dian» ieri sug­ge­rendo solu­zioni che anche il sot­to­scritto qual­che mese fa aveva imma­gi­nato essere sensate.

In par­ti­co­lare l’autore dell’articolo scrive:

So back to our fai­ling new­spa­pers and online maga­zi­nes. They were all based on the pre­mise of adver­ti­sing reve­nue. But there is no adver­ti­sing reve­nue, because adver­ti­sing in an online inte­rac­tive world, really doesn’t make sense. It’s a left-over from the linear print world.

Che fare dun­que? Come sem­pre la rispo­sta è tanto sem­plice quanto com­plessa, arti­co­lata: sta­bi­lire una rela­zione “pri­vi­le­giata” con i let­tori, con le persone.

E’ in tal senso che si stanno muo­vendo alcuni dei prin­ci­pali quo­ti­diani dell’America Latina, ma non solo, creando dei club per i pro­pri let­tori. E’ il caso di «La Naciòn» in Argen­tina o di «El Mer­cu­rio» in Cile che offrono, appunto, la pos­si­bi­lità di iscri­versi al club del gior­nale ed otte­nere van­taggi eco­no­mici, offerte esclu­sive — sulle quali evi­den­te­mente otten­gono un ricavo eco­no­mico —  o, in modo diverso, dello spa­gnolo all digi­tal «El Dia­rio».

Un altro pezzo del pas­sag­gio dal pie­di­stallo allo sga­bello. Ci vediamo al club?

NatesNightClub1930s

Giornali al Vento
Pubblicato il 30 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Il Paywall Aumenta le Vendite del Cartaceo

Sono pas­sati due anni da quando il «The New York Times» decise di innal­zare un muro, un “mete­red pay­wall”, ini­zial­mente con 20 arti­coli gra­tuiti ora scesi a 10, tra pole­mi­che e perplessità.

Ora sap­piamo che si è trat­tato di una scelta vin­cente con oltre 675mila abbo­nati all’edizione online.

Per l’occasione Journalism.co.uk ha inter­vi­stato Paul Smurl, Vice Pre­si­dente di NYTimes.com Paid Pro­ducts al New York Times Media Group, per fare il punto della situa­zione sul modello dei mete­red paywall.

Smurl, tra le altre cose, nell’intervista afferma:

We didn’t design this model to sup­port print but in fact what we’ve seen is an increase in home deli­very sub­scrip­tions, in par­ti­cu­lar on Sun­days, for the last seve­ral ABC periods since we laun­ched and an impro­ve­ment in trend in terms of print can­cel­la­tions and reten­tion and that has been a sur­prise to us.

Il pay­wall aumenta le ven­dite del cartaceo.

Giornali al Vento

Sul tema da leg­gere le con­si­de­ra­zioni e le pre­vi­sioni di Felix Salomon.

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