gestione vendite

Guardian-Open
Posted on 27 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Corriere.it Oltre il Paywall

Pie­tro Scott Jovane, in un’intervista a Class CNBC, rac­conta che “in tempi dif­fi­cili, gli edi­tori devono pren­dere deci­sioni impor­tanti. Noi lo abbiamo fatto con il pay­wall de «El Mundo» e faremo lo stesso in Ita­lia. Entro la fine dell’anno Corriere.it sarà a paga­mento ma in una logica di club; ovvero chi appar­terrà al club potrà acce­dere a con­te­nuti esclusivi”.

Pro­prio di mem­ber­ship, come ele­mento di un “modello di busi­ness 2.0″, evo­luto, par­lavo a fine 2013 nella pre­sen­ta­zione rea­liz­zata per la mia lec­ture agli stu­denti della SISSA di Trieste. 

E’ in tal senso che si stanno muo­vendo da tempo alcuni dei prin­ci­pali quo­ti­diani dell’America Latina, ma non solo, creando dei club per i pro­pri let­tori. E’ il caso di «La Naciòn» in Argen­tina o di «El Mer­cu­rio» in Cile che offrono, appunto, la pos­si­bi­lità di iscri­versi al club del gior­nale ed otte­nere van­taggi eco­no­mici, offerte esclu­sive — sulle quali evi­den­te­mente otten­gono un ricavo eco­no­mico —  o, in modo diverso, dello spa­gnolo all digi­tal «El Dia­rio». 

Anche al« The Guar­dian» è recente l’ingresso di David Magliano in qua­lità di Mana­ging Direc­tor for mem­ber­ship stra­te­gies. Ruolo che pre­ce­den­te­mente non esi­steva e che con­ferma come la mem­ber­ship sia la strada pre­scelta dal Guar­dian News & Media per mone­tiz­zare. “Mem­ber­ship — if smar­tly exe­cu­ted — could pro­duce even big­ger divi­dends than cur­rent paywalls”.

Pare che, final­mente, se ne sia accorto qual­cuno anche in Italia.

Guardian-Open

Audiweb Home Page
Posted on 19 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Home Page delle mie Brame

A seguito della dif­fu­sione del docu­mento interno del «The New York Times» buona parte del dibat­tito si è con­cen­trato sulla morte della home page. Il gra­fico sot­to­stante, con la giu­sta dose di sapiente iro­nia, ne sin­te­tizza i risultati.

dead_homepage

Avevo già effet­tuato un’ela­bo­ra­zione dei dati Audi­web del marzo 2013 per veri­fi­care il valore, il peso, dell’home page dei quo­ti­diani ita­liani, mi è sem­brato dun­que inte­res­sante aggior­narla con i dati ad un anno di distanza, a marzo 2014 [ultimi dati disponibili].

Rispetto ad allora si assi­ste ad un calo gene­ra­liz­zato dell’incidenza dell’home page sul totale degli utenti unici per tutti i prin­ci­pali quo­ti­diani, con Corriere.it che passa dal 64 al 58%, Repubblica.it dal 61 al 54% e Il Fatto dal 71 al 57%; per citarne alcuni.

Tra le prin­ci­pali testate di cui è dispo­ni­bile il dato di det­ta­glio al top Ansa con un peso del 77% e fana­lino di coda, anche per l’effetto del peso dell’aggregazione di altri siti, Il Post con solo i 4%.

Ovvia­mente in ter­mini di pagine viste, quelle che creano red­dito, ricavi, l’incidenza è ancora inferiore.

La prima colonna indica il peso in ter­mini di utenti unici, men­tre la seconda l’incidenza in ter­mini di pagine viste per cia­scuna testata.

Dati Audi­web Marzo 2014 — Ela­bo­ra­zione DataMediaHub

Audiweb Home Page

Il valore dell’home page sta nella fedeltà del let­tore che vi accede, con­tra­ria­mente alla mag­gio­ranza di coloro che invece arri­vano, più o meno casual­mente, da motori di ricerca e social.

Ma, anche, l’elaborazione sopra ripor­tata dimo­stra come siano sem­pre più i sin­goli arti­coli, in fun­zione delle ricer­che e delle con­di­vi­sioni sui social net­work, e non la home page, il primo punto di accesso. L’ approc­cio  di Reu­ters al riguardo è emble­ma­tico in tal senso.

E’ neces­sa­rio ripen­sare l’home page dei quo­ti­diani online e, soprat­tutto, ride­fi­nire i cri­teri di valo­riz­za­zione dei con­te­nuti che dav­vero non pos­sono essere approc­ciati secondo la stessa con­ce­zione del cartaceo.

La con­ce­zione di pro­dotto, che par­tiva cul­tu­ral­mente dalla prima pagina del gior­nale car­ta­ceo, par­rebbe dun­que per­dere sem­pre più valore. Inol­tre, nella mia inter­pre­ta­zione, que­sto aspetto sug­ge­ri­sce come possa essere di gran lunga più inte­res­sante valo­riz­zare, ven­dere, il sin­golo arti­colo invece che il quo­ti­diano nella sua inte­grità basan­dosi ancora una volta sull’esperienza del cartaceo.

Se vole­ste effet­tuare delle spe­ri­men­ta­zioni su que­sto ver­sante con Eta­lia [*] siamo a dispo­si­zione in tal senso.

Etalia Header

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto opera come con­su­lente per Eta­lia in qua­lità di digi­tal mar­ke­ting manager.

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Posted on 16 aprile 2014 by Andrea Nelson Mauro

La Mappa della Diffusione dei Mensili Italiani

Motori e casa sono i topic dei prin­ci­pali men­sili ita­liani per dif­fu­sione, con due ecce­zioni in par­ti­co­lare in cima alla clas­si­fica: una riguarda Focus (scienza), l’altra il Mes­sag­gero di Sant’Antonio (attua­lità) [1]. Lo dimo­stra la mappa inte­rat­tiva che abbiamo rea­liz­zato a com­ple­ta­mento del lavoro svolto su set­ti­ma­nali, che regi­stra­vano la netta pre­do­mi­nanza dei tele­vi­sivi, e per i quo­ti­diani. Restano valide le avver­tenze e le con­si­de­ra­zioni di fondo espresse rela­ti­va­mente ai dati for­niti da Ads.

La mappa inte­rat­tiva mostra la sud­di­vi­sione ter­ri­to­riale di que­sta cate­go­ria di perio­dici, basata su dati Ads del 2012. Le pro­vince più respon­sive alla let­tura dei men­sili sono Milano, Savona e Genova [dove più di un resi­dente su quat­tro legge un perio­dico], e ad ogni modo la dif­fu­sione ter­ri­to­riale dei men­sili pare molto più robu­sta a Nord che a Sud, come mostra il gra­fico seguente.

Tra i primi dieci men­sili capeg­giano quello dell’ACI ed «Il Mes­sag­gero di Sant’Antonio» si tratta in entrambi i casi di testate vei­co­late quasi esclu­si­va­mente per abbonamento.

Per com­ple­tare l’analisi, per “chiu­dere il cer­chio”, ci pia­ce­rebbe, cre­diamo sarebbe utile, incro­ciare i dati delle dif­fu­sioni con la distri­bu­zione delle edi­cole nel nostro Paese ma non esi­stono dati aggior­nati al riguardo. Ci date una mano a trovarli?

Di seguito la mappa dei men­sili con i dati ADS del 2012. Clic­cando sul nome di un men­sile in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 men­sili più dif­fusi in quella provincia.

Anche in que­sto caso, di seguito la mappa dei men­sili con i dati ADS del 2011. Clic­cando sul nome di un men­sile in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 men­sili più dif­fusi in quella provincia.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Note & Update

[1] — Update inse­rita gra­zie al com­mento di Mar­ghe­rita Fronte

libro-pls-indice
Posted on 10 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Parole, parole, parole…

Si è svolto in que­sti giorni l’11esimo con­gresso nazio­nale di Snag, il sin­da­cato nazio­nale auto­nomo gior­na­lai ade­rente a Confcommercio.

Al con­gresso sono inter­ve­nuti anche nume­rosi rela­tori del mondo che ruota, diret­ta­mente ed indi­ret­ta­mente, intorno alle edi­cole. dal diret­tore gene­rale dell’UPA ai diret­tori di diversi quo­ti­diani e perio­dici  pas­sando per il diret­tore gene­rale di FIEG.

Secondo quanto ripor­tato quest’ultimo avrebbe dichia­rato che “Per ren­dere più effi­ciente la distri­bu­zione è indi­spen­sa­bile infor­ma­tiz­zare le edi­cole in que­sto modo avremo più fide­liz­za­zione dei clienti e più chance per fare cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie mirate, con l’obiettivo con­di­viso da tutti di aumen­tare le vendite”

Capita, come forse qual­cuno ricor­derà, che il sot­to­scritto abbia scritto, e pub­bli­cato, un libro sul tema esat­ta­mente un anno fa. Libro nel quale è dato ampio spa­zio pro­prio all’analisi di “punti sen­si­bili” quali il finan­zia­mento ai gior­nali e l’informatizzazione come stru­mento per una riforma dell’intera filiera. Aspetti, tra l’altro legati tra loro per una legge valida da ini­zio 2013 ed ancora inapplicata.

A luglio 2013 la “road map” pre­sen­tata alla XVIa Con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’editoria e la stampa quo­ti­diana ita­liana, pro­mossa da WAN-IFRA in asso­cia­zione con FIEG ed ASIG pre­ve­deva il rila­scio dell’applicativo nella prima metà del 2014. Siamo ad aprile e siamo fermi alle dichia­ra­zioni d’intenti.

Parole, parole, parole…

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Guardian Membership
Posted on 24 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

La Strategia Open del Guardian

Si è svolto la scorsa set­ti­mana Chan­ging Media Sum­mit, due giorni orga­niz­zata dal «The Guar­dian» — con il sup­porto di nume­rosi spon­sor, eh — che fa il punto sulla situa­zione dei media a livello internazionale.

David Pem­sel, deputy chief exe­cu­tive di Guar­dian News & Media, ha tenuto il discorso di aper­tura spie­gando come il Guar­dian stia gestendo la tran­si­zione al digi­tale ed illu­strando la stra­te­gia open del quotidiano.

Met­te­tevi comodi e pren­de­tevi un quarto d’ora per­chè vale la pena di ascol­tarlo dall’inizio alla fine, garantisco.

Pem­sel sot­to­li­nea come sia degno di nota il fatto che nono­stante appa­ren­te­mente non vi siano con­di­zioni favo­re­voli vi sia un con­ti­nuo ingresso di nuovi impren­di­tori e nuove ini­zia­tive in ambito edi­to­riale, rile­vando come evi­den­te­mente que­sto sia un segnale chiaro del fatto che que­sto è un mer­cato in cui essere, stare, nono­stante le com­ples­sità che presenta.

Rifiuta con fer­mezza l’idea di pay­wall et simi­lia affer­mando che i con­te­nuti devono essere liberi di fluire in Rete e negando che essere open signi­fi­chi non avere un modello di busi­ness soste­ni­bile. Pro­ba­bil­mente l’affermazione chiave è al minuto 3.50 del discorso quando dice: “It is a time when brave orga­ni­za­tion can no long con­trol, it is a time when you need to be part of the web not just on it”.

Guardian Open

Pro­se­gue illu­strando i dati più recenti sul sito 40 milioni di utenti unici men­sili, 4.3 milioni di utenti regi­strati, 1.1 milioni di per­sone che si log­gano e 95mila abbo­nati alle ver­sione digi­tale del gior­nale. Un audience mon­diale di 90 milioni di utenti unici che ne fa il terzo quo­ti­diano più letto sul pianeta.

Anti­ci­pare e dare rispo­sta alle sfide fa parte del DNA del «The Guar­dian». Sfide che Pem­sel  rias­sume in:

  • Richie­sta di trasparenza
  • Multicanalità/Multipiattaforma
  • For­nire storie/notizie “irre­sti­bili” che ingag­giano, che coin­vol­gono, i let­tori, le persone.

Guardian Key Pillars

Con il lan­cio di Guar­dian Lab spiega, “for­niamo idee ai nostri clienti ed alle agen­zie invece di ven­dere sem­pli­ce­mente spazi pub­bli­ci­tari”, pro­se­guendo “abbiamo costruito un nostro tool per faci­li­tare la miglior pia­ni­fi­ca­zione mul­ti­piat­ta­forma ai nostri clienti”.

Che la stra­te­gia open fun­zioni lo dimo­strano i numeri con una cre­scita dei ricavi costante negli ultimi 8 tri­me­stri, un aumento del 20% delle reve­nues dal digi­tale e un +5% complessivo.

Guardian Revenues

Ma open non è solo free. Pem­sel cita espres­sa­mente l’ingresso recente di David Magliano in qua­lità di Mana­ging Direc­tor for mem­ber­ship stra­te­gies. Ruolo che pre­ce­den­te­mente non esi­steva e che con­ferma come la mem­ber­ship sia la strada pre­scelta dal Guar­dian News & Media per mone­tiz­zare. “Mem­ber­ship — if smar­tly exe­cu­ted — could pro­duce even big­ger divi­dends than cur­rent paywalls”

Sta­bi­lire una rela­zione “pri­vi­le­giata” con i let­tori, con le per­sone, è la strada mae­stra per uscire dal tun­nel. È ormai un anno che pro­pongo di “vederci al club”, atten­dere ulte­rior­mente è solo una per­dita di tempo e di opportunità.

Guardian Membership

Update 08:45 —  Anche «Slate» punta sulla membership.

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