gamification

Frequenza Utilizzo Sito Da Social
Pubblicato il 13 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Social: Utilizzo e Traffico

L’Osservatorio New Media & New Inter­net del Poli­tec­nico di Milano ha pre­sen­tato un paio di giorni fa i risul­tati della ricerca su  l’utilizzo e le pro­spet­tive di svi­luppo dei media abi­li­tati da internet.

Una parte dello stu­dio si foca­lizza sui social, sulla loro pene­tra­zione, l’utilizzo ed i com­por­ta­menti delle per­sone rela­ti­va­mente all’editoria tradizionale.

Tra gli uti­liz­za­tori di Inter­net del nostro Paese l’82% è iscritto ad un social network/media. La parte del leone, come noto, spetta a Face­book che rag­giunge il 76% di iscritti tra gli utenti ita­liani della Rete. Ana­liz­zando il diverso grado di dif­fu­sione dei vari social è inte­res­sante notare come l’ultimo di que­sti sia Four­square. La con­ferma, dalla mia pro­spet­tiva, di come bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion non siano ele­menti suf­fi­cienti di per se stessi per creare inte­resse ed enga­ge­ment ma siano solo ele­menti del pro­cesso di gami­fi­ca­tion, di game design, che se mal con­ge­gnato, o assente, come evi­dente, non funziona.

Diffusione Social Italia

Quel che è ancor più inte­res­sante è l’effettivo uti­lizzo dei social ai quali si è iscritti. Anche in que­sto caso Face­book spa­dro­neg­gia con un tasso di uti­lizzo nell’ultimo mese dell’86% [sempre+spesso] da parte di chi ha un pro­prio pro­filo sul social net­work più popo­loso del pianeta.

Sem­pre dalle maglie di Zuck, sep­pure abbia una base di iscritti infe­riore ad altri social, segue Insta­gram con il 36% degli iscritti che ne fa un uti­lizzo intenso. Un terzo, o più, degli iscritti a Goo­gle+, Twit­ter e Four­square, sono iscritti ma non lo uti­liz­zano pra­ti­ca­mente mai. Twit­ter, in par­ti­co­lare, su que­sto ha un pro­blema da risolvere.

Utilizzo Social Ultimo Mese

Per quanto riguarda diret­ta­mente l’editoria tra­di­zio­nale, più della metà degli ita­liani iscritti ai social è fan/follower di almeno un media tele­vi­sivo, edi­to­riale o radiofonico.

Le fan page e gli account uffi­ciali degli edi­tori più seguite sono quelle dei pro­grammi TV [33%] e dei quo­ti­diani [30%]. È ele­vata la per­cen­tuale di utenti che ormai legge le news diret­ta­mente dai Social Net­work ma solo nel 33% dei casi si accede poi — sem­pre o spesso — al sito dell’editore di rife­ri­mento per un appro­fon­di­mento. La con­ferma, se neces­sa­rio, che uti­liz­zare gli account social come disca­rica di link nella spe­ranza di dra­gare traf­fico al sito web non fun­ziona, o comun­que fun­ziona solo in minima parte.

Su que­sto, sia sul 55% che segue un media tra­di­zio­nale sui social che sul 45% che invece non lo fa, c’è da imple­men­tare un lavoro di ascolto, di ana­lisi e ricerca per com­pren­dere inte­ressi e biso­gni delle per­sone per poterli coin­vol­gere effi­ca­ce­mente. Si tratta di un com­pito non facile al quale è neces­sa­rio dedi­care risorse ed ener­gie, in ter­mini di sistemi, cri­teri di ana­lisi e tempo dedi­cato, che dob­biamo asso­lu­ta­mente intra­pren­dere il prima pos­si­bile; non ho dubbi al riguardo.

Frequenza Utilizzo Sito Da Social

marczewski-gamification-2013-infographic
Pubblicato il 27 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Gamification Framework

Non amo par­ti­co­lar­mente le info­gra­fi­che. Affer­ma­zione sin­go­lare per un sog­getto, il sot­to­scritto, che col­la­bora alla crea­zione di un hub, uno spa­zio, Data­Me­dia­Hub, dedi­cato alla visua­liz­za­zione dei dati, ma di fatto molto spesso, troppo spesso le info­gra­fi­che sono degli oggetti creati per creare buzz, per diven­tare virali sfrut­tando la super­fi­cia­lità di let­tura dei molti. Fuor­vianti, ine­satte o, nella migliore delle ipo­tesi, insignificanti.

Ovvia­mente, come sem­pre accade, esi­stono ottime ecce­zioni alla regola. È il caso di quella rea­liz­zata da Andr­zej Marc­zew­ski, gami­fi­ca­tion evan­ge­list [come lo scri­vente?], che rias­sume egre­gia­mente il qua­dro di cosa sia la gami­fi­ca­tion, i cri­teri da adot­tare nella costru­zione ed uti­lizzo della stessa e aree di moti­va­zione delle per­sone per il game design.

Avendo veri­fi­cato per­so­nal­mente, anche di recente, che, nono­stante se ne parli da tempo, esi­ste ancora un’ignoranza abba­stanza dif­fusa sul tema mi è sem­brato inte­res­sante pro­porla. Può essere uno spunto, un punto di par­tenza per appro­fon­dire sul tema, spero.

Al riguardo, infine, posso anti­ci­pare che al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia pros­simo ven­turo terrò un work­shop sull’argomento. Non appena avremo una data esatta non man­cherò di comunicarla.

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Spiega Gamification
Pubblicato il 23 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Disponibile per Approfondimenti

Gio­vedì sono andato ad ascol­tare Daniele Manca, Vice Diret­tore de «Il Cor­riere della Sera» nel suo speech su “Il lato diver­tente dell’informazione: come cam­bia il con­sumo di news”.

Poi­chè con­tra­ria­mente a quanto mi atten­dessi non è stato fatto cenno alcuno alla gami­fi­ca­tion durante la pre­sen­ta­zione, al ter­mine, nello spa­zio dedi­cato alle domande, ho chie­sto come mai non fosse con­tem­plato que­sto aspetto, quest’area nei pro­getti futuri del gior­nale di Via Solferino.

Non senza un bri­ciolo di sor­presa mi son tro­vato a dover spie­gare, in sin­tesi, cosa fosse la gami­fi­ca­tion, come fosse appli­cata da diversi media in ambito informativo.

Dispo­ni­bile con grande pia­cere, se d’interesse, per approfondimenti.

Spiega Gamification

Road to the future
Pubblicato il 24 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

I Trend per il Giornalismo Online

Chart­beat, società che for­ni­sce ana­ly­tics in tempo reale ad edi­tori ed ai media più in gene­rale, ha pub­bli­cato una pre­sen­ta­zione sulle ten­denze per il gior­na­li­smo online nel 2014.

Lo sli­de­show è una rac­colta di dati e di cita­zioni da parte di alcuni dei mas­simi espo­nenti del mondo dei media come, ad esem­pio quella di Mark Thomp­son, CEO del NYti­mes, che spiega — o meglio, ricorda — come [il suc­cesso] non sia que­stione di mezzi ma di rela­zione instau­rata, non è basata sui click ma sulle persone.

Road to the future

La parte più inte­res­sante, a mio avviso, a par­tire dalla dia­po­si­tiva numero 20, si con­cen­tra sulle metri­che da adot­tare per misu­rare il valore del gior­na­li­smo, e dei gior­nali, online, dalla quale emerge, si con­ferma, come le pagine viste non siano ele­mento prio­ri­ta­rio, bensì sia il tempo speso sul sito, la pro­pen­sione a tor­nare a visi­tare il sito web del gior­nale, la fide­liz­za­zione come si suol dire, gli ele­menti di valore, gli assett da misu­rare e su cui costruire il valore aggiunto della pro­pria testata.

Che il 2014 debba essere l’anno nel quale i gior­nali deb­bano ripen­sare le metri­che e ripro­get­tare i cri­teri di misu­ra­zione del suc­cesso basan­dosi sulla qua­lità del let­to­rato oltre che sulla quan­tità è un aspetto che sot­to­li­neavo, ancora una volta, non più tardi di ieri al quale il caso vuole, diciamo, abbia dedi­cato pro­prio la mia pre­vi­sione, esor­ta­zione, per quest’anno, defi­nendo il 2014 l’anno delle metriche.

Ne riprendo la parte essenziale.

Vi sono due aspetti di fondo. In pri­mis le met­riche sono fon­da­men­tal­mente incen­trate sul val­ore, o pre­sunto tale, gen­er­ato per l’inserzionista come [di]mostra la preva­lente focal­iz­zazione su utenti unici e pagine viste. Met­riche preva­len­te­mente quan­ti­ta­tive che, da un lato, trascu­rano ele­menti essen­ziali comun­que di val­ore per gli investi­tori pub­blic­i­tari e, dall’altro lato, non mis­urano  l’impatto gior­nal­is­tico, il val­ore delle pro­poste infor­ma­tive della tes­tata per la soci­età nel suo com­p­lesso. Aspetto tutt’altro che trascur­abile se si con­ferma che il gior­nal­ismo e l’informazione sono un pilas­tro fon­da­men­tale per le democrazie.

Inol­tre, le met­riche preva­len­te­mente in uso non hanno pos­si­bil­ità di essere rese omo­ge­nee rispetto alla ver­sione tra­di­zio­nale, car­tacea, dei quo­tid­i­ani. In tal senso, il tempo, come vado dicendo da tempo, è, a mio avviso ma anche di molti altri, un indi­ca­tore impor­tante del liv­ello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore anche online.  In que­sto caso, se que­sto ele­mento di mis­urazione fosse appli­cato sia all’online/digitale che alla carta stam­pata, si avrebbe una met­rica comune ad entrambe le versioni.

Se con­ti­nuiamo a misu­rare ed a valu­tare la bontà del nostro lavoro su metri­che che hanno scarso valore non potremo mai costruire qual­cosa che abbia effet­ti­va­mente valore. Credo, e spero, sia chiaro.

Sul tema vale asso­lu­ta­mente la let­tura l’articolo di John Paton, CEO di Digi­tal First, “Now What?”, dedi­cato appunto al che fare e come farlo.

Largest Social Network in the World
Pubblicato il 1 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

I 24 Social con il Maggior Numero di Utenti Attivi

Busi­ness Insi­der, testata all digi­tal della quale in Ita­lia si parla troppo poco e che invece rap­pre­senta una case study da seguire con atten­zione, ha pub­bli­cato l’estratto di un rap­porto, dispo­ni­bile solo a paga­mento, di cen­si­mento ed ana­lisi di social media e social net­work nel mondo.

All this technology is making us antisocial

Il Gra­fico sot­to­stante sin­te­tizza i risul­tati della ricerca per quanto riguarda il numero di utenti attivi per cia­scuno dei 24 social presi in considerazione.

Se Face­book si con­ferma il social net­work più popo­loso del pia­neta non man­cano dati d’interesse, in par­ti­co­lare per le aziende che non ope­rano solo nel mer­cato dome­stico, in Ita­lia, essendo attive a livello internazionale.

Tra i primi 10 spic­cano 3 piat­ta­forme di mes­sag­gi­stica: Wha­tsApp, Line e WeChat. A tale pro­po­sito, pro­prio una decina di giorni fa vedevo come una mia amica inte­ra­giva in un gruppo su Wha­tApp per atti­varsi, e coor­di­narsi con le pro­prie ven­di­trici, per i pro­dotti di una mul­ti­na­zio­nale della cosmesi pro­fes­sio­nale; c’è da riflet­terci con attenzione.

Twit­ter, la piat­ta­forma di micro­blog­ging che di tanta fama ed onore gode, è sola­mente al nono posto, die­tro a due delle tre pre­ci­tate piat­ta­forme di mes­sag­gi­stica  e ad altri social media che godono di noto­rietà ed atten­zione deci­sa­mente infe­riori. Uno per tutti Tumblr.

Four­square è nella parte bassa del cen­si­mento con soli 40 milioni di utenti attivi nel mondo. La con­ferma, se ce ne fosse stato biso­gno, che poin­ti­fi­ca­tion  e bad­gi­fi­ca­tion sono solo una parte del game design, della gami­fi­ca­tion, se si vuole dare un senso e coin­vol­gere gli utenti, le persone.

Busi­ness Insi­der infine segnala come tra i prin­ci­pali social net­work sia Lin­ke­din l’unico a non essere bloc­cato dalle auto­rità cinesi. Altra indi­ca­zione non tra­scu­ra­bile per chi opera a livello inter­na­zio­nale; non solo per il B2B, direi.

Largest Social Network in the World

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