gamification

Gamification Pills Cover
Pubblicato il 30 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

La Gamification è una Cosa Seria, Anche per le News

Oggi, nell’ambito del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo, terrò un work­shop dedi­cato all’applicazione della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale. Con “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”, pro­verò a for­nire il mio con­tri­buto alla crea­zione di una cul­tura di base sul tema, par­lando dell’applicazione delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici con esempi con­creti delle pos­si­bili appli­ca­zioni in campo editoriale.

Tenendo pre­sente che le slide sono un appog­gio, un sup­porto per ragio­nare insieme a chi sarà pre­sente, sotto ripor­tata la pre­sen­ta­zione che utilizzerò

Ci vediamo lì.

IJF14 Pass
Pubblicato il 28 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

DataMediaHub Verso #IJF14

Ha ini­zio sta­sera con la pre-emption dedi­cata allo scon­tro tra media e potere l’edizione del 2014 del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo. Edi­zione for­te­mente voluta come hanno dimo­strato i risul­tati del cro­w­d­fun­ding, arri­vato addi­rit­tura a supe­rare l’obiettivo pre­fis­sato, gra­zie a 712 dona­tori e 32 gold donors.

Il pro­gramma defi­ni­tivo è online da qual­che giorno e cer­ta­mente tutti coloro che sono inte­res­sati a vario titolo a media ed infor­ma­zione reste­ranno pia­ce­vol­mente sor­presi dalla ric­chezza di con­te­nuti della cin­que giorni peru­gina —  dal 30/4 al 4/5 — con key­note speech, panel discus­sion, work­shop e molto altro ancora.

Per quanto riguarda diret­ta­mente i com­po­nenti di Data­Me­dia­Hub saranno cin­que gior­nate dav­vero fitte di appuntamenti.

Anche quest’anno per tutta la durata del festi­val scri­verò sul sito web dell’International Jour­na­lism Festi­val gli arti­coli di sin­tesi e deco­di­fica dei risul­tati del gruppo di lavoro dedi­cato al moni­to­rag­gio delle con­ver­sa­zioni che riguar­dano #ijf14 sui diversi social.

Per il terzo anno con­se­cu­tivo, quo­ti­dia­na­mente effet­tue­remo, dopo la veri­fica, il fil­trag­gio delle infor­ma­zioni, il rac­conto del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo visto con gli occhi dei par­te­ci­panti. Saranno rea­liz­zate diverse forme di sin­tesi gra­fica come le mappe di social net­work ana­ly­sis ma anche le tag cloud e word cloud. Oltre ai “top tweet”, ai tweet piu rit­wit­tati, saranno for­niti in tempo reale e attra­verso una sin­tesi gior­na­liera dispo­ni­bile sul sito web uffi­ciale della mani­fe­sta­zione, alcuni dati sta­ti­stici come le per­sone più popo­lari, imma­gini e video più dif­fusi, più con­di­visi, e sele­zio­nati, con quello che abbiamo chia­mato “edi­tor picks”, le men­tion, le affer­ma­zioni che meglio rac­con­tano la manifestazione.

La Mappa delle Inte­ra­zioni di ijf13

ijf13

Il pome­rig­gio della prima gior­nata terrò un mini-seminario, un work­shop dedi­cato all’applicazione della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale. Con “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”, pro­verò a for­nire il mio con­tri­buto alla crea­zione di una cul­tura di base sul tema, par­lando dell’applicazione delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici con esempi con­creti delle pos­si­bili appli­ca­zioni in campo editoriale.

Il giorno suc­ces­sivo, il 1 mag­gio, sarà la volta del panel dedi­cato alla data visua­li­za­tion. Farò da mode­ra­tore nel con­fronto su “Data visua­li­za­tion: i dati si fanno belli e diven­tano infor­ma­zione”  in cui si discu­terà della tra­sfor­ma­zione dei dati in infor­ma­zione stra­te­gica  per il gior­na­li­smo e per le aziende. La ragion d’essere di DataMediaHub.

Il 2 mag­gio si passa alla rea­liz­za­zione di con­te­nuti con l’hackathon in cui sei gruppi di lavoro, coor­di­nati da altret­tanti men­tor tra cui due dei co-fondatori di Data­Me­dia­hub, si dedi­che­ranno per tutta la gior­nata a temi distinti: sanità, eco­no­mia, sport, poli­tica, ricerca e svi­luppo. L’evento, il cui hash­tag uffi­ciale è #hackijf14, vedrà il sup­porto del quo­ti­diano “La Stampa” con la pro­pria web car — che sarà pre­sente ed attiva nel corso di tutta la mani­fe­sta­zione — ed il live blog­ging della gior­nata. I risul­tati ver­ranno pre­sen­tati il giorno suc­ces­sivo ed i migliori lavori saranno pub­bli­cati, anche, nell’area Media­lab del sito del quo­ti­diano con il quale col­la­boro come social media editor.

Sem­pre il 2 mag­gio modero un panel dedi­cato alla metri­che ed al loro impatto per il futuro del gior­na­li­smo, e dei gior­nali, nell’era digi­tale. Il con­fronto vedrà la par­te­ci­pa­zione di esperti inter­na­zio­nali del cali­bro di Tony Haile, CEO Chart­beat, Stef­fen Kon­rath, fon­da­tore Liquid New­sroom, e Andrea Ian­nuzzi, diret­tore dell’AGL, l’Agenzia Gior­nali Locali del Gruppo Edi­to­riale L’Espresso. Tema che mi è par­ti­co­lar­mente caro da tempo poi­chè, come altri, ritengo che sia neces­sa­rio andare oltre le pagine viste per evi­tare i click who­res che fanno affon­dare il gior­na­li­smo digi­tale e per recu­pe­rare red­di­ti­vità per i quo­ti­diani online.

La mat­tina del giorno suc­ces­sivo, il 3 mag­gio, sarò a fare cola­zione con Good Mor­ning Ita­lia, pro­getto è nato a gen­naio 2013 e che da allora, ogni mat­tina, “dà la sve­glia” a migliaia di abbo­nati con uno sguardo infor­mato e una sin­tesi dei fatti da tenere in considerazione.

Per l’ultima gior­nata del festi­val, il 4 mag­gio, è la volta di un’interessante case study. Un altro dei mem­bri di Data­Me­dia­Hub inter­vi­sta Daniel Ha, co-fondatore e CEO di Disqus, com­pany che rac­co­glie 200 milioni di com­men­ta­tori e un miliardo e due­cento milioni di visite uniche.

Ci vediamo lì

IJF14 Pass

time_spent_mobile
Pubblicato il 11 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Pillole sul Mondo dell’[ex] Industria dell’Informazione

Alcune “pil­lole” sulle quali vale la pena, quanto meno, di fare una riflessione.

- Se fino a poco fa la crisi dei quo­ti­diani riguar­dava pre­va­len­te­mente il mondo occi­den­tale ora anche i cosid­detti paesi emer­genti, noti anche come Brics e/o Mint, tra­bal­lano ed ini­ziano a fare un bilan­cio sulle pro­spet­tive dell’[ex] indu­stria dell’informazione. È il caso dell’articolo “The Death of the New­spa­per Indu­stry” pub­bli­cato su «The Hindu».

L’analisi entra in pro­fon­dità su cause e con­cause della crisi anche da quelle parti e vale asso­lu­ta­mente il tempo di let­tura. Mi ha col­pito in par­ti­co­lare, mi è sem­brato un aspetto degno di nota, quando l’autore scrive:

In the digi­tal world howe­ver, new­spa­pers have very lit­tle infor­ma­tion on their rea­ders. Who does have bet­ter infor­ma­tion on readers/consumers/viewers? Face­book, Twit­ter and Goo­gle. Which is why, put toge­ther, they con­trol a lion’s share of the digi­tal adver­ti­sing mar­ket. […] It’s not sur­pri­sing that a new­spa­per — in which an edi­to­rial board deci­des what the rea­der should read— can­not com­pete with Goo­gle or Facebook.

- «Digi­day» riprende alcuni estratti di un recente speech di Michael Wolff. Nel com­plesso emerge una visione for­te­mente nega­tiva delle pro­spet­tive e non a caso l’articolo è inti­to­lato: “Michael Wolff: Online jour­na­lism can’t pay for itself”. Tra le diverse affer­ma­zioni quella che merita mag­gior atten­zione riguarda le capa­cità impren­di­to­riali dei gior­na­li­sti in rife­ri­mento al recente lan­cio di Vox e Re/code [valido anche per i casi di Pub­blico, Pagina99, e altro?] rela­ti­va­mente alle quali Wolff dichiara che:

There is not a chance in the world. It’s just pre­po­ste­rous. I don’t know what they’re thin­king, what they’re smo­king. Nobody knows any­thing about sel­ling an ad, nobody knows any­thing about aggre­ga­ting an audience. So I think this is, to put it kindly, a bubble

- Flurry pub­blica il tempo speso su inter­net in mobi­lità, ed altro, tra gen­naio e marzo di quest’anno. Emerge nel com­plesso una for­tis­sima pre­va­lenza dell’utilizzo di appli­ca­zioni. Aspetto che sicu­ra­mente è ancora mag­giore per quanto riguarda gli smartphone.

Ancor prima di Face­book è il gaming l’attività pre­va­lente. Il tempo dedi­cato alle noti­zie, all’informazione, è il 3% del totale, ultimo, come mostra il gra­fico di sin­tesi sotto riportato.

Com­ment is free.

time_spent_mobile

Frequenza Utilizzo Sito Da Social
Pubblicato il 13 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Social: Utilizzo e Traffico

L’Osservatorio New Media & New Inter­net del Poli­tec­nico di Milano ha pre­sen­tato un paio di giorni fa i risul­tati della ricerca su  l’utilizzo e le pro­spet­tive di svi­luppo dei media abi­li­tati da internet.

Una parte dello stu­dio si foca­lizza sui social, sulla loro pene­tra­zione, l’utilizzo ed i com­por­ta­menti delle per­sone rela­ti­va­mente all’editoria tradizionale.

Tra gli uti­liz­za­tori di Inter­net del nostro Paese l’82% è iscritto ad un social network/media. La parte del leone, come noto, spetta a Face­book che rag­giunge il 76% di iscritti tra gli utenti ita­liani della Rete. Ana­liz­zando il diverso grado di dif­fu­sione dei vari social è inte­res­sante notare come l’ultimo di que­sti sia Four­square. La con­ferma, dalla mia pro­spet­tiva, di come bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion non siano ele­menti suf­fi­cienti di per se stessi per creare inte­resse ed enga­ge­ment ma siano solo ele­menti del pro­cesso di gami­fi­ca­tion, di game design, che se mal con­ge­gnato, o assente, come evi­dente, non funziona.

Diffusione Social Italia

Quel che è ancor più inte­res­sante è l’effettivo uti­lizzo dei social ai quali si è iscritti. Anche in que­sto caso Face­book spa­dro­neg­gia con un tasso di uti­lizzo nell’ultimo mese dell’86% [sempre+spesso] da parte di chi ha un pro­prio pro­filo sul social net­work più popo­loso del pianeta.

Sem­pre dalle maglie di Zuck, sep­pure abbia una base di iscritti infe­riore ad altri social, segue Insta­gram con il 36% degli iscritti che ne fa un uti­lizzo intenso. Un terzo, o più, degli iscritti a Goo­gle+, Twit­ter e Four­square, sono iscritti ma non lo uti­liz­zano pra­ti­ca­mente mai. Twit­ter, in par­ti­co­lare, su que­sto ha un pro­blema da risolvere.

Utilizzo Social Ultimo Mese

Per quanto riguarda diret­ta­mente l’editoria tra­di­zio­nale, più della metà degli ita­liani iscritti ai social è fan/follower di almeno un media tele­vi­sivo, edi­to­riale o radiofonico.

Le fan page e gli account uffi­ciali degli edi­tori più seguite sono quelle dei pro­grammi TV [33%] e dei quo­ti­diani [30%]. È ele­vata la per­cen­tuale di utenti che ormai legge le news diret­ta­mente dai Social Net­work ma solo nel 33% dei casi si accede poi — sem­pre o spesso — al sito dell’editore di rife­ri­mento per un appro­fon­di­mento. La con­ferma, se neces­sa­rio, che uti­liz­zare gli account social come disca­rica di link nella spe­ranza di dra­gare traf­fico al sito web non fun­ziona, o comun­que fun­ziona solo in minima parte.

Su que­sto, sia sul 55% che segue un media tra­di­zio­nale sui social che sul 45% che invece non lo fa, c’è da imple­men­tare un lavoro di ascolto, di ana­lisi e ricerca per com­pren­dere inte­ressi e biso­gni delle per­sone per poterli coin­vol­gere effi­ca­ce­mente. Si tratta di un com­pito non facile al quale è neces­sa­rio dedi­care risorse ed ener­gie, in ter­mini di sistemi, cri­teri di ana­lisi e tempo dedi­cato, che dob­biamo asso­lu­ta­mente intra­pren­dere il prima pos­si­bile; non ho dubbi al riguardo.

Frequenza Utilizzo Sito Da Social

marczewski-gamification-2013-infographic
Pubblicato il 27 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Gamification Framework

Non amo par­ti­co­lar­mente le info­gra­fi­che. Affer­ma­zione sin­go­lare per un sog­getto, il sot­to­scritto, che col­la­bora alla crea­zione di un hub, uno spa­zio, Data­Me­dia­Hub, dedi­cato alla visua­liz­za­zione dei dati, ma di fatto molto spesso, troppo spesso le info­gra­fi­che sono degli oggetti creati per creare buzz, per diven­tare virali sfrut­tando la super­fi­cia­lità di let­tura dei molti. Fuor­vianti, ine­satte o, nella migliore delle ipo­tesi, insignificanti.

Ovvia­mente, come sem­pre accade, esi­stono ottime ecce­zioni alla regola. È il caso di quella rea­liz­zata da Andr­zej Marc­zew­ski, gami­fi­ca­tion evan­ge­list [come lo scri­vente?], che rias­sume egre­gia­mente il qua­dro di cosa sia la gami­fi­ca­tion, i cri­teri da adot­tare nella costru­zione ed uti­lizzo della stessa e aree di moti­va­zione delle per­sone per il game design.

Avendo veri­fi­cato per­so­nal­mente, anche di recente, che, nono­stante se ne parli da tempo, esi­ste ancora un’ignoranza abba­stanza dif­fusa sul tema mi è sem­brato inte­res­sante pro­porla. Può essere uno spunto, un punto di par­tenza per appro­fon­dire sul tema, spero.

Al riguardo, infine, posso anti­ci­pare che al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia pros­simo ven­turo terrò un work­shop sull’argomento. Non appena avremo una data esatta non man­cherò di comunicarla.

marczewski-gamification-2013-infographic

Spiega Gamification
Pubblicato il 23 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Disponibile per Approfondimenti

Gio­vedì sono andato ad ascol­tare Daniele Manca, Vice Diret­tore de «Il Cor­riere della Sera» nel suo speech su “Il lato diver­tente dell’informazione: come cam­bia il con­sumo di news”.

Poi­chè con­tra­ria­mente a quanto mi atten­dessi non è stato fatto cenno alcuno alla gami­fi­ca­tion durante la pre­sen­ta­zione, al ter­mine, nello spa­zio dedi­cato alle domande, ho chie­sto come mai non fosse con­tem­plato que­sto aspetto, quest’area nei pro­getti futuri del gior­nale di Via Solferino.

Non senza un bri­ciolo di sor­presa mi son tro­vato a dover spie­gare, in sin­tesi, cosa fosse la gami­fi­ca­tion, come fosse appli­cata da diversi media in ambito informativo.

Dispo­ni­bile con grande pia­cere, se d’interesse, per approfondimenti.

Spiega Gamification

Road to the future
Pubblicato il 24 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

I Trend per il Giornalismo Online

Chart­beat, società che for­ni­sce ana­ly­tics in tempo reale ad edi­tori ed ai media più in gene­rale, ha pub­bli­cato una pre­sen­ta­zione sulle ten­denze per il gior­na­li­smo online nel 2014.

Lo sli­de­show è una rac­colta di dati e di cita­zioni da parte di alcuni dei mas­simi espo­nenti del mondo dei media come, ad esem­pio quella di Mark Thomp­son, CEO del NYti­mes, che spiega — o meglio, ricorda — come [il suc­cesso] non sia que­stione di mezzi ma di rela­zione instau­rata, non è basata sui click ma sulle persone.

Road to the future

La parte più inte­res­sante, a mio avviso, a par­tire dalla dia­po­si­tiva numero 20, si con­cen­tra sulle metri­che da adot­tare per misu­rare il valore del gior­na­li­smo, e dei gior­nali, online, dalla quale emerge, si con­ferma, come le pagine viste non siano ele­mento prio­ri­ta­rio, bensì sia il tempo speso sul sito, la pro­pen­sione a tor­nare a visi­tare il sito web del gior­nale, la fide­liz­za­zione come si suol dire, gli ele­menti di valore, gli assett da misu­rare e su cui costruire il valore aggiunto della pro­pria testata.

Che il 2014 debba essere l’anno nel quale i gior­nali deb­bano ripen­sare le metri­che e ripro­get­tare i cri­teri di misu­ra­zione del suc­cesso basan­dosi sulla qua­lità del let­to­rato oltre che sulla quan­tità è un aspetto che sot­to­li­neavo, ancora una volta, non più tardi di ieri al quale il caso vuole, diciamo, abbia dedi­cato pro­prio la mia pre­vi­sione, esor­ta­zione, per quest’anno, defi­nendo il 2014 l’anno delle metriche.

Ne riprendo la parte essenziale.

Vi sono due aspetti di fondo. In pri­mis le met­riche sono fon­da­men­tal­mente incen­trate sul val­ore, o pre­sunto tale, gen­er­ato per l’inserzionista come [di]mostra la preva­lente focal­iz­zazione su utenti unici e pagine viste. Met­riche preva­len­te­mente quan­ti­ta­tive che, da un lato, trascu­rano ele­menti essen­ziali comun­que di val­ore per gli investi­tori pub­blic­i­tari e, dall’altro lato, non mis­urano  l’impatto gior­nal­is­tico, il val­ore delle pro­poste infor­ma­tive della tes­tata per la soci­età nel suo com­p­lesso. Aspetto tutt’altro che trascur­abile se si con­ferma che il gior­nal­ismo e l’informazione sono un pilas­tro fon­da­men­tale per le democrazie.

Inol­tre, le met­riche preva­len­te­mente in uso non hanno pos­si­bil­ità di essere rese omo­ge­nee rispetto alla ver­sione tra­di­zio­nale, car­tacea, dei quo­tid­i­ani. In tal senso, il tempo, come vado dicendo da tempo, è, a mio avviso ma anche di molti altri, un indi­ca­tore impor­tante del liv­ello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore anche online.  In que­sto caso, se que­sto ele­mento di mis­urazione fosse appli­cato sia all’online/digitale che alla carta stam­pata, si avrebbe una met­rica comune ad entrambe le versioni.

Se con­ti­nuiamo a misu­rare ed a valu­tare la bontà del nostro lavoro su metri­che che hanno scarso valore non potremo mai costruire qual­cosa che abbia effet­ti­va­mente valore. Credo, e spero, sia chiaro.

Sul tema vale asso­lu­ta­mente la let­tura l’articolo di John Paton, CEO di Digi­tal First, “Now What?”, dedi­cato appunto al che fare e come farlo.

Largest Social Network in the World
Pubblicato il 1 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

I 24 Social con il Maggior Numero di Utenti Attivi

Busi­ness Insi­der, testata all digi­tal della quale in Ita­lia si parla troppo poco e che invece rap­pre­senta una case study da seguire con atten­zione, ha pub­bli­cato l’estratto di un rap­porto, dispo­ni­bile solo a paga­mento, di cen­si­mento ed ana­lisi di social media e social net­work nel mondo.

All this technology is making us antisocial

Il Gra­fico sot­to­stante sin­te­tizza i risul­tati della ricerca per quanto riguarda il numero di utenti attivi per cia­scuno dei 24 social presi in considerazione.

Se Face­book si con­ferma il social net­work più popo­loso del pia­neta non man­cano dati d’interesse, in par­ti­co­lare per le aziende che non ope­rano solo nel mer­cato dome­stico, in Ita­lia, essendo attive a livello internazionale.

Tra i primi 10 spic­cano 3 piat­ta­forme di mes­sag­gi­stica: Wha­tsApp, Line e WeChat. A tale pro­po­sito, pro­prio una decina di giorni fa vedevo come una mia amica inte­ra­giva in un gruppo su Wha­tApp per atti­varsi, e coor­di­narsi con le pro­prie ven­di­trici, per i pro­dotti di una mul­ti­na­zio­nale della cosmesi pro­fes­sio­nale; c’è da riflet­terci con attenzione.

Twit­ter, la piat­ta­forma di micro­blog­ging che di tanta fama ed onore gode, è sola­mente al nono posto, die­tro a due delle tre pre­ci­tate piat­ta­forme di mes­sag­gi­stica  e ad altri social media che godono di noto­rietà ed atten­zione deci­sa­mente infe­riori. Uno per tutti Tumblr.

Four­square è nella parte bassa del cen­si­mento con soli 40 milioni di utenti attivi nel mondo. La con­ferma, se ce ne fosse stato biso­gno, che poin­ti­fi­ca­tion  e bad­gi­fi­ca­tion sono solo una parte del game design, della gami­fi­ca­tion, se si vuole dare un senso e coin­vol­gere gli utenti, le persone.

Busi­ness Insi­der infine segnala come tra i prin­ci­pali social net­work sia Lin­ke­din l’unico a non essere bloc­cato dalle auto­rità cinesi. Altra indi­ca­zione non tra­scu­ra­bile per chi opera a livello inter­na­zio­nale; non solo per il B2B, direi.

Largest Social Network in the World

Gamification Pills
Pubblicato il 16 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Gamification Pills

Oggi pome­rig­gio alle 15:30, nella splen­dida cor­nice dell’Auditorium di Santa Apol­lo­nia, nell’ambito della due giorni fio­ren­tina dedi­cata al gior­na­li­smo digi­tale, terrò un mini-seminario sulla gamification.

Il semi­na­rio è “sold out” [GRAZIE!]. Qui tro­vate le slide del mio inter­vento modi­fi­cate, inte­grate, dopo aver avuto dagli orga­niz­za­tori la lista dei 30 pro­fes­sio­nal che si sono regi­strati al work­shop, rispetto  a quelle pub­bli­cate la set­ti­mana scorso nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Observatory.

Infor­ma­zione di ser­vi­zio: Per coloro che per impe­gni lavo­ra­tivi non potes­sero par­te­ci­pare a Dig.it 2013, potranno seguire il “live blog­ging” di «Varese News», vedere la diretta strea­ming su Into­scana. Hash­tag della mani­fe­sta­zione #digitfi13.

what-is-gamification
Pubblicato il 9 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Gamification è una Cosa Seria

Dopo la pausa estiva riprende la mia rubrica per l’European Jour­na­lism Observatory.

Oggi si parla di gami­fi­ca­tion, anche delle news. L’articolo è un po’ lun­ghetto [oltre 8mila carat­teri] ma ma in meno si rischiava la super­fi­cia­lità su un argo­mento del quale si parla molto ma sul quale, ahimè, regna ancora parec­chia confusione.

A com­ple­mento della pano­ra­mica sul tema la mia pre­sen­ta­zione, che mi riservo di modi­fi­care, di adat­tare una volta avuto i nomi­na­tivi — ed il pro­filo — dei par­te­ci­panti dagli orga­niz­za­tori, per il mini-seminario  che terrò il 16 set­tem­bre pros­simo ven­turo a Dig.it, due gior­nate fio­ren­tine dedi­cate al gior­na­li­smo digi­tale, sull’argomento.

Buona let­tura di:  “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”.

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