gamification

Tempo Per Persona News Online
Posted on 10 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Tempo per Persona News Online

La total digi­tal audience, in ter­mini di tempo speso per per­sona, nel mese di ago­sto secondo Audiweb. 

Il dato del totale è rife­rito al com­ples­sivo di per­sone che hanno avuto accesso da PC e/o da mobile alla Rete nel giorno medio per avere un para­me­tro su quale sia il peso delle prin­ci­pali fonti d’informazione rispetto al totale.  Nella valu­ta­zione delle sin­gole testate non va dimen­ti­cato il feno­meno delle aggre­ga­zioni.

Le per­sone spen­dono media­mente poco meno di due ore/die in Rete, la fra­zione di tempo dedi­cata alle news online è, nel migliore dei casi, di poco supe­riore ai 6 minuti.

Com­ples­si­va­mente, ad esclu­sione di Dago­spia e Fan­page, le testate all digi­tal prese in con­si­de­ra­zione regi­strano tempi di per­ma­nenza infe­riori alle ver­sioni online delle testate con una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

Le per­sone spen­dono più tempo in Rete da mobile. Così non è per i siti di news che, ad esclu­sione di Libero Quo­ti­diano, frui­scono mag­gior­mente delle noti­zie online da PC. Feno­meno che si acu­tizza per quanto riguarda le pagine viste [domani dopo­do­mani il det­ta­glio], quelle che gene­rano ricavi.

Uno stu­dio di recente pub­bli­ca­zione effet­tuato dalla Online Publi­shers Asso­cia­tion mostra come l’attenzione verso il tempo speso sul sito sia un para­me­tro al quale gli edi­tori “pre­mium”, di qua­lità, e gli inser­zio­ni­sti guar­dano con cre­scente inte­resse. I dati Audi­web, sotto ripor­tati nel gra­fico inte­rat­tivo, [di]mostrano che esi­ste un pro­blema non tra­scu­ra­bile per le testate online del nostro Paese, anche sotto que­sto profilo.

Al di là di atten­zioni tec­ni­che, quali ad esem­pio gli arti­coli cor­re­lati segna­lati gra­zie ad un motore seman­tico interno, la gami­fi­ca­tion dell’informazione può asso­lu­ta­mente essere di ausi­lio in tal senso. MI pare di averlo detto ormai fin troppe volte.

Hype Cycle 2014
Posted on 13 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Ciclo di Vita delle Tecnologie Emergenti


Gart­ner, anche quest’anno, ha esa­mi­nato il livello di matu­rità, il ciclo di vita di 2000 tec­no­lo­gie e le ten­denze di 119 settori/mercati valu­tan­done e pre­ve­den­done il livello ed i tempi di dif­fu­sione nell’adozione.

Sono spe­ci­fi­ca­ta­mente iden­ti­fi­cati livello di accet­ta­zione ed impatto rela­tivo con rife­ri­mento al vis­suto espe­rien­ziale ed all’interazione dell’utenza. Quan­tità e qua­lità di infor­ma­zioni che si ren­dono pro­gres­si­va­mente dispo­ni­bili, ed il loro pos­si­bile uti­lizzo, sia in chiave di comu­ni­ca­zione e mar­ke­ting che, più in gene­rale, alle prese di deci­sione aziendale.

La sin­tesi dei risul­tati, rias­sunti nell’immagine sot­to­stante, è stata pub­bli­cata due giorni fa. Per cia­scuna tec­no­lo­gia, per ogni solu­zione viene mostrata la fase del ciclo di vita ed il livello di aspet­ta­tiva che vi è riposta.

Hype Cycle 2014Il tema cen­trale di que­sta edi­zione, la ven­te­sima, è quello rela­tivo alle evo­lu­zioni del digi­tal busi­ness in tutte le sue pos­si­bili sfac­cet­ta­ture. Gart­ner iden­ti­fica 6 momenti evo­lu­tivi in quest’ambito:

Stage 1: Ana­log
Stage 2: Web
Stage 3: E-Business
Stage 4: Digi­tal Mar­ke­ting
Stage 5: Digi­tal Busi­ness
Stage 6: Autonomous

L’immagine sotto ripor­tata faci­lita la com­pren­sione della fase di cia­scuna delle tec­no­lo­gie inse­rite nell’ Hype Cycle.

gartner-chiavi-di-lettura-ciclo-di-vita

Gamification Pills Cover
Posted on 30 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

La Gamification è una Cosa Seria, Anche per le News

Oggi, nell’ambito del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo, terrò un work­shop dedi­cato all’applicazione della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale. Con “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”, pro­verò a for­nire il mio con­tri­buto alla crea­zione di una cul­tura di base sul tema, par­lando dell’applicazione delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici con esempi con­creti delle pos­si­bili appli­ca­zioni in campo editoriale.

Tenendo pre­sente che le slide sono un appog­gio, un sup­porto per ragio­nare insieme a chi sarà pre­sente, sotto ripor­tata la pre­sen­ta­zione che utilizzerò

Ci vediamo lì.

IJF14 Pass
Posted on 28 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

DataMediaHub Verso #IJF14

Ha ini­zio sta­sera con la pre-emption dedi­cata allo scon­tro tra media e potere l’edizione del 2014 del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo. Edi­zione for­te­mente voluta come hanno dimo­strato i risul­tati del cro­w­d­fun­ding, arri­vato addi­rit­tura a supe­rare l’obiettivo pre­fis­sato, gra­zie a 712 dona­tori e 32 gold donors.

Il pro­gramma defi­ni­tivo è online da qual­che giorno e cer­ta­mente tutti coloro che sono inte­res­sati a vario titolo a media ed infor­ma­zione reste­ranno pia­ce­vol­mente sor­presi dalla ric­chezza di con­te­nuti della cin­que giorni peru­gina —  dal 30/4 al 4/5 — con key­note speech, panel discus­sion, work­shop e molto altro ancora.

Per quanto riguarda diret­ta­mente i com­po­nenti di Data­Me­dia­Hub saranno cin­que gior­nate dav­vero fitte di appuntamenti.

Anche quest’anno per tutta la durata del festi­val scri­verò sul sito web dell’International Jour­na­lism Festi­val gli arti­coli di sin­tesi e deco­di­fica dei risul­tati del gruppo di lavoro dedi­cato al moni­to­rag­gio delle con­ver­sa­zioni che riguar­dano #ijf14 sui diversi social.

Per il terzo anno con­se­cu­tivo, quo­ti­dia­na­mente effet­tue­remo, dopo la veri­fica, il fil­trag­gio delle infor­ma­zioni, il rac­conto del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo visto con gli occhi dei par­te­ci­panti. Saranno rea­liz­zate diverse forme di sin­tesi gra­fica come le mappe di social net­work ana­ly­sis ma anche le tag cloud e word cloud. Oltre ai “top tweet”, ai tweet piu rit­wit­tati, saranno for­niti in tempo reale e attra­verso una sin­tesi gior­na­liera dispo­ni­bile sul sito web uffi­ciale della mani­fe­sta­zione, alcuni dati sta­ti­stici come le per­sone più popo­lari, imma­gini e video più dif­fusi, più con­di­visi, e sele­zio­nati, con quello che abbiamo chia­mato “edi­tor picks”, le men­tion, le affer­ma­zioni che meglio rac­con­tano la manifestazione.

La Mappa delle Inte­ra­zioni di ijf13

ijf13

Il pome­rig­gio della prima gior­nata terrò un mini-seminario, un work­shop dedi­cato all’applicazione della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale. Con “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”, pro­verò a for­nire il mio con­tri­buto alla crea­zione di una cul­tura di base sul tema, par­lando dell’applicazione delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici con esempi con­creti delle pos­si­bili appli­ca­zioni in campo editoriale.

Il giorno suc­ces­sivo, il 1 mag­gio, sarà la volta del panel dedi­cato alla data visua­li­za­tion. Farò da mode­ra­tore nel con­fronto su “Data visua­li­za­tion: i dati si fanno belli e diven­tano infor­ma­zione”  in cui si discu­terà della tra­sfor­ma­zione dei dati in infor­ma­zione stra­te­gica  per il gior­na­li­smo e per le aziende. La ragion d’essere di DataMediaHub.

Il 2 mag­gio si passa alla rea­liz­za­zione di con­te­nuti con l’hackathon in cui sei gruppi di lavoro, coor­di­nati da altret­tanti men­tor tra cui due dei co-fondatori di Data­Me­dia­hub, si dedi­che­ranno per tutta la gior­nata a temi distinti: sanità, eco­no­mia, sport, poli­tica, ricerca e svi­luppo. L’evento, il cui hash­tag uffi­ciale è #hackijf14, vedrà il sup­porto del quo­ti­diano “La Stampa” con la pro­pria web car — che sarà pre­sente ed attiva nel corso di tutta la mani­fe­sta­zione — ed il live blog­ging della gior­nata. I risul­tati ver­ranno pre­sen­tati il giorno suc­ces­sivo ed i migliori lavori saranno pub­bli­cati, anche, nell’area Media­lab del sito del quo­ti­diano con il quale col­la­boro come social media editor.

Sem­pre il 2 mag­gio modero un panel dedi­cato alla metri­che ed al loro impatto per il futuro del gior­na­li­smo, e dei gior­nali, nell’era digi­tale. Il con­fronto vedrà la par­te­ci­pa­zione di esperti inter­na­zio­nali del cali­bro di Tony Haile, CEO Chart­beat, Stef­fen Kon­rath, fon­da­tore Liquid New­sroom, e Andrea Ian­nuzzi, diret­tore dell’AGL, l’Agenzia Gior­nali Locali del Gruppo Edi­to­riale L’Espresso. Tema che mi è par­ti­co­lar­mente caro da tempo poi­chè, come altri, ritengo che sia neces­sa­rio andare oltre le pagine viste per evi­tare i click who­res che fanno affon­dare il gior­na­li­smo digi­tale e per recu­pe­rare red­di­ti­vità per i quo­ti­diani online.

La mat­tina del giorno suc­ces­sivo, il 3 mag­gio, sarò a fare cola­zione con Good Mor­ning Ita­lia, pro­getto è nato a gen­naio 2013 e che da allora, ogni mat­tina, “dà la sve­glia” a migliaia di abbo­nati con uno sguardo infor­mato e una sin­tesi dei fatti da tenere in considerazione.

Per l’ultima gior­nata del festi­val, il 4 mag­gio, è la volta di un’interessante case study. Un altro dei mem­bri di Data­Me­dia­Hub inter­vi­sta Daniel Ha, co-fondatore e CEO di Disqus, com­pany che rac­co­glie 200 milioni di com­men­ta­tori e un miliardo e due­cento milioni di visite uniche.

Ci vediamo lì

IJF14 Pass

time_spent_mobile
Posted on 11 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Pillole sul Mondo dell’[ex] Industria dell’Informazione

Alcune “pil­lole” sulle quali vale la pena, quanto meno, di fare una riflessione.

- Se fino a poco fa la crisi dei quo­ti­diani riguar­dava pre­va­len­te­mente il mondo occi­den­tale ora anche i cosid­detti paesi emer­genti, noti anche come Brics e/o Mint, tra­bal­lano ed ini­ziano a fare un bilan­cio sulle pro­spet­tive dell’[ex] indu­stria dell’informazione. È il caso dell’articolo “The Death of the New­spa­per Indu­stry” pub­bli­cato su «The Hindu».

L’analisi entra in pro­fon­dità su cause e con­cause della crisi anche da quelle parti e vale asso­lu­ta­mente il tempo di let­tura. Mi ha col­pito in par­ti­co­lare, mi è sem­brato un aspetto degno di nota, quando l’autore scrive:

In the digi­tal world howe­ver, new­spa­pers have very lit­tle infor­ma­tion on their rea­ders. Who does have bet­ter infor­ma­tion on readers/consumers/viewers? Face­book, Twit­ter and Goo­gle. Which is why, put toge­ther, they con­trol a lion’s share of the digi­tal adver­ti­sing mar­ket. […] It’s not sur­pri­sing that a new­spa­per — in which an edi­to­rial board deci­des what the rea­der should read— can­not com­pete with Goo­gle or Facebook.

- «Digi­day» riprende alcuni estratti di un recente speech di Michael Wolff. Nel com­plesso emerge una visione for­te­mente nega­tiva delle pro­spet­tive e non a caso l’articolo è inti­to­lato: “Michael Wolff: Online jour­na­lism can’t pay for itself”. Tra le diverse affer­ma­zioni quella che merita mag­gior atten­zione riguarda le capa­cità impren­di­to­riali dei gior­na­li­sti in rife­ri­mento al recente lan­cio di Vox e Re/code [valido anche per i casi di Pub­blico, Pagina99, e altro?] rela­ti­va­mente alle quali Wolff dichiara che:

There is not a chance in the world. It’s just pre­po­ste­rous. I don’t know what they’re thin­king, what they’re smo­king. Nobody knows any­thing about sel­ling an ad, nobody knows any­thing about aggre­ga­ting an audience. So I think this is, to put it kindly, a bubble

- Flurry pub­blica il tempo speso su inter­net in mobi­lità, ed altro, tra gen­naio e marzo di quest’anno. Emerge nel com­plesso una for­tis­sima pre­va­lenza dell’utilizzo di appli­ca­zioni. Aspetto che sicu­ra­mente è ancora mag­giore per quanto riguarda gli smartphone.

Ancor prima di Face­book è il gaming l’attività pre­va­lente. Il tempo dedi­cato alle noti­zie, all’informazione, è il 3% del totale, ultimo, come mostra il gra­fico di sin­tesi sotto riportato.

Com­ment is free.

time_spent_mobile

Older Posts
Vai alla barra degli strumenti