games

Pubblicato il 10 settembre 2011 by Pier Luca Santoro

Il Gioco come Mezzo di Apprendimento, Comunicazione e Narrazione

I gio­chi sono un con­te­ni­tore, un media per sol­le­ci­tare e coin­vol­gere le per­sone su istanze, messaggi.

Que­sta in buona sostanza la tesi che sosterrò oggi al Roma­gna­Camp 2011.

Se siete tra coloro che hanno deciso di venire sarà un pia­cere appro­fon­dire e con­fron­tarsi di per­sona sul tema. In caso con­tra­rio potete comun­que guar­dare lo sli­de­show della mia pre­sen­ta­zione tenendo pre­sente, come sem­pre, che sono una trac­cia, un punto di appog­gio per par­lare di que­sto tema a me tanto caro.

“Fac­ciamo che Io Ero” il titolo dato al [mini]intervento pro­prio per sot­to­li­neare come, appunto, il gioco sia da sem­pre un mezzo di nar­ra­zione, di imper­so­ni­fi­ca­zione, e dun­que di appren­di­mento,  di rela­zione e comunicazione.

Pubblicato il 30 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Social Media Monopoly

Kevin Rose, Arianna Huf­fing­ton, Pete Casmore sono tra i pro­ta­go­ni­sti di quello che potrebbe essere il gioco dell’estate per chi non parte per le vacanze di agosto.

Unica pre­cau­zione non finire nella casella di MySpace o per­de­rete tutto, repu­ta­zione inclusa.

Splen­dido sia il tabel­lone di gioco che le carte.

Pubblicato il 22 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Bet your Followers

Bet your fol­lo­wers è in parte gioco ed in parte espe­ri­mento sociale.

Si gioca, si com­pete, con­tro gli altri utenti di twit­ter ma, invece di gua­da­gnare o per­dere punti o beni, si scom­met­tono i pro­pri “fol­lo­wers”.

Secondo quanto dichia­rano gli autori, il gioco è stato creato per esa­mi­nare i com­por­ta­menti ed esplo­rare il valore delle rela­zioni su Twit­ter, iro­niz­zando al tempo stesso sull’ossessione dila­gante di otte­nere il mag­gior numero pos­si­bile di followers.

Inte­res­sante con­nu­bio tra gioco e ricerca sociale per capire le dina­mi­che dei social net­work.

Si segnala infine, che secondo i dati dif­fusi da Syso­mos, non vi sarebbe cor­re­la­zione alcuna tra nume­ro­sità dei fol­lo­wers ed auto­re­vo­lezza e livello di influenza.  La con­ferma della dif­fe­renza tra nume­rica e pon­de­rata.

Pubblicato il 29 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Ad Literacy

Per aiu­tare i bam­bini a com­pren­dere la pub­bli­cità, la Fede­ral Trade Com­mis­sion sta­tu­ni­tense ha pro­dotto un gioco ideato per edu­care la fascia di età pre-adolescenziale [8–12 anni] a com­pren­dere quest’ area della comunicazione.

Come si può leg­gere nella home page del sito creato ad hoc per lo scopo, “La pub­bli­cità è ovun­que, online, all’esterno e in tele­vi­sione. Chi rea­lizza gli annunci? Come fun­zio­nano? Che scopo hanno? Qui lo sco­pri­rai, impa­re­rai ed esplorerai”

Il gioco è com­po­sto di 4 livelli di gioco [The Atrium, Assem­bli­ma­ter, Pla­nad­ta­rium and Adgi­ta­tor] per svi­lup­pare la capa­cità cri­tica, in ter­mini di capa­cità di discer­nere, e com­pren­dere come gli annunci sono “tar­get­tiz­zati”. I gio­ca­tori impa­rano attra­verso un per­corso espe­rien­ziale basato su pro­dotti reali quali Choco Crunch cereal e Clea­no­logy acne medication.

Sono state rea­liz­zate anche due aree di sup­porto per i geni­tori e gli inse­gnanti affin­ché pos­sano sup­por­tare il pro­cesso di sco­perta ed appren­di­mento cri­tico favo­rito dal gioco.

Admongo, inte­gra video, esempi di annunci pub­bli­ci­tari, un glos­sa­rio dei ter­mini usati e molto altro ancora ren­den­dolo dav­vero com­pleto, con­fer­mando, se neces­sa­rio, ruolo ed impor­tanza dell’edu­tain­ment.

Un per­corso che per­so­nal­mente mi sento di sug­ge­rire non solo ai più piccini.