futuro informazione

Cover Giornalista Fantasma
Pubblicato il 14 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

I Fantasmi del Giornalismo

E’ stato pub­bli­cato meno di un mese fa “Il gior­na­li­sta fan­ta­sma” e-book a cavallo tra il sag­gio ed il gior­na­li­smo nar­ra­tivo, più spesso noto come long form jour­na­lism, scritto dall’amico Carlo Felice Dalla Pasqua, capo­ser­vi­zio della reda­zione Inter­net del «Gazzettino».

Let­tura dav­vero con­si­gliata per grandi e pic­cini, per chi si occupa di gior­na­li­smo da tempo e per i gio­vani che si stanno avvi­ci­nando alla pro­fes­sione, descrive con pun­tua­lità ed effi­ca­cia le tra­sfor­ma­zioni del mestiere di gior­na­li­sta e l’impatto del digi­tale, dell’online per le reda­zioni e i gior­nali nel loro insieme.

Credo che il modo migliore per spie­gare il libro, ed incen­ti­varne la let­tura, sia ripren­den­done un pas­sag­gio, quello a pagina 15 che mi ha col­pito più di altri, nel para­grafo che ini­zia all’insegna di “Mostrare la noti­zia, non rac­con­tarla” e che esprime con­cetti che anche il sot­to­scritto, tra gli altri, ha cer­cato di iden­ti­fi­care.

La noti­zia non può più essere sol­tanto detta, deve essere mostrata: il gior­na­li­sta più bravo è colui che la mostra meglio, non colui che la scrive meglio o la scrive per primo. Nel tempo dell’information over­load si perde il valore asso­luto della velo­cità (basta non arri­vare dopo due giorni) ed emerge più nitido quello della pre­ci­sione, che è come un custo­mer care effi­ciente di un’azienda. E’ chiaro che in que­sto con­te­sto, anche la tanto rac­co­man­data bre­vità perde valore asso­luto: il let­tore si con­cede forse meno tempo prima di leg­gere, ma ne trova ancora meno quando si rende conto che le noti­zie sono quasi tutte uguali su qua­lun­que gior­nale. Essere ori­gi­nali ed essere anche lun­ghi (senza esa­ge­ra­zioni) può essere una carta vin­cente per recu­pe­rare l’attenzione dei lettori.

Il libro, in una dome­nica di piog­gia come oggi, si legge in gior­nata e con­sente di far lavo­rare la pro­pria testa ad un costo dav­vero irri­so­rio. Un’occasione da non per­dere per scac­ciare i fan­ta­smi del giornalismo.

Ad inte­gra­zione, il video su per­chè il pas­sato è diverso dal futuro, con­sta­ta­zione appa­ren­te­mente banale sulla quale poi non si riflette mai abba­stanza in realtà.

Pubblicato il 29 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Il Futuro dei Giornali

Quale sarà il futuro dell’informazione e su quali modelli di busi­ness si fon­de­ranno gli edi­tori è, ad oggi, una domanda ancora aperta alla quale di fatto non esi­ste una rispo­sta certa.

Wei­tz­ner Limi­ted, impresa dedi­cata all’interior design di alta gamma, ha tro­vato il modo di valo­riz­zare il sup­porto tra­di­zio­nale dei quo­ti­diani, creando New­swor­thy, linea di parati rea­liz­zata a par­tire dalle strip dei giornali.

L’azienda non è nuova all’utilizzo di que­sti mate­riali che aveva già spe­ri­men­tato recen­te­mente in ambito fashion.

Se otte­nesse il suc­cesso meri­tato potrebbe rap­pre­sen­tare anche un’interessante moda­lità per fina­liz­zare azioni non con­ven­zio­nali di mar­ke­ting editoriale.

Pubblicato il 29 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Problemi Quotidiani

Il futuro è digi­tale. Le rota­tive scom­pa­ri­ranno e con esse i gior­nali così come oggi li cono­sciamo. Sono que­ste le con­si­de­ra­zioni che con mag­gior fre­quenza ven­gono espresse. I gior­nali, la carta, sono stati sep­pel­liti molto prima della loro morte effet­tiva e, soprat­tutto, prima che si pen­sasse ad un modello di busi­ness alter­na­tivo all’attuale in grado di soste­nere eco­no­mi­ca­mente il mondo dell’informazione quotidiana.

Secondo quanto riporta AdAge, l’ipotesi di reve­nues digi­tali, almeno in ter­mini di ricavi pub­bli­ci­tari, pare sem­pre più impro­ba­bile anche negli USA, con un calo dal 16,2% del 2005 all’11,4% del 2009 e pro­ie­zioni, secondo PWC, al 7,9% nel 2014.

Vale la pena di evi­den­ziare come il trend, rias­sunto nel gra­fico sot­to­stante, sia com­pren­sivo anche dell’area digi­tale mobile sulla quale tante spe­ranze sono state ripo­ste ultimamente.

In gene­rale, i tassi di cre­scita degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari saranno signi­fi­ca­ti­va­mente più ele­vati per quanto riguarda inter­net e l’area digi­tale nel suo com­plesso. Nono­stante l’ immensa dif­fe­renza tra lo svi­luppo di quest’area e quella “off line” i ricavi saranno ancora pre­va­len­te­mente legati all’area ana­lo­gica almeno per un lustro ancora.

L’area digi­tale è com­ple­men­tare non alter­na­tiva, ancora una volta.

Pubblicato il 2 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

La lunga marcia per il cambiamento: il punto della situazione

Save the date: Dome­nica 25 Aprile, ore 17.00 “La lunga mar­cia per il cam­bia­mento: il punto della situa­zione

Alla fine del Jou­na­lism Lab, del Media­camp e dello stesso Festi­val del gior­na­li­smo un incon­tro per fare un bilan­cio dello stato dell’informazione e del gior­na­li­smo. per cer­care di pre­ve­dere, per quanto pos­si­bile, le ten­denze per il futuro.

Inter­venti di:

Carlo Felice Dalla Pasqua: Il Gazzettino

Ales­sio Jacona: Blog­ger e Giornalista

Gabriele Lunati: Gior­na­li­sta e New Media Consultant

Pino Rea: Lsdi

Pier Luca San­toro: Il Gior­na­laio [blog­ger e addetto puli­zie al termine]

A cura di Vit­to­rio Paste­ris — La Stampa -

Il pro­gramma com­pleto dell’ Inter­na­tio­nal Jour­na­lism Festi­val ed il Media­Camp della mat­ti­nata. Ci vediamo lì.

Pubblicato il 25 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Carta straccia: il mercato delle notizie e i giornali del futuro

Il 07 Marzo alle 15.30 presso la Fiera di Padova, nell’ambito di Expo­gad­get 2010, si terrà un work­shop [gra­tuito] sul mer­cato delle noti­zie ed i gior­nali del futuro.

I rela­tori sono:

Goo­gle farà estin­guere i gior­nali? Chi pagherà il lavoro di ricerca e reda­zione delle noti­zie? Que­sti e altri inter­ro­ga­tivi ver­ranno spie­gati in modo fre­sco e sem­plice in que­sto semi­na­rio adatto a tutti, che spiega i mec­ca­ni­smi e i nuovi trend di mer­cato. Non ce la pos­siamo più cavare con un: “E’ la stampa bellezza!”

Que­ste le tema­ti­che rispetto alle quali con­ver­se­remo insieme a chi vorrà partecipare.

Il pro­gramma com­pleto dei tre giorni di semi­nari abbrac­cia temi in grado di coin­vol­gere e sod­di­sfare, mi pare, una varie­gata com­po­si­zione di inte­ressi. Tra tutti non posso esi­mermi dal con­si­gliare quello rela­tivo alle logi­che col­la­bo­ra­tive per le imprese [cro­wd­sour­cing] tenuto dall’amico Mau­ri­zio Goetz.

Ci vediamo lì.

Pubblicato il 18 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

Sindrome dell’equilibrista & Prospettive del futuro dell’informazione

“Se tracci una riga sul pavi­mento, è altret­tanto dif­fi­cile cam­mi­narci sopra che avan­zare sulla più sot­tile delle funi. Eppure chiun­que ci rie­sce tran­quil­la­mente per­chè non è peri­co­loso. Se fai finta che la fune non è altro che un dise­gno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavi­mento, rie­sci a pro­ce­dere sicuro su tutte le funi del mondo” — Her­mann Hesse

Ai con­tri­buti di Luca De Biase e Marco For­mento, ed alle inte­gra­zioni da Gior­na­laio offerte dal sot­to­scritto, si è aggiunta la visione di Vit­to­rio Paste­ris sul tema delle pro­spet­tive del futuro dell’informazione.

Sono pro­spet­tive diverse che mi pare si com­pe­ne­trino e diano un senso com­piuto all’idea di rete e di lavoro col­let­tivo di cui spesso si parla, come lo stesso De Biase deve aver con­sta­tato deci­dendo di rac­co­glierle ed inte­grarle pren­dendo a pre­te­sto — nel senso buono del ter­mine — il festi­val del gior­na­li­smo pros­simo venturo.

I temi su cui verte la discus­sione sono fon­da­men­tal­mente tre, con un quarto aspetto, legato alle logi­che com­mer­ciali e distri­bu­tive, intro­dotto dal sot­to­scritto e ripreso da Pasteris:

  1. Valore e valo­riz­za­zione dell’informazione
  2. Ambiente – Macro­sce­na­rio di rife­ri­mento e pro­fes­sio­na­lità richieste
  3. Tec­no­lo­gia – Ruolo e pro­spet­tive di uso
  4. Sistema distri­bu­tivo

Sono aspetti inter­di­pen­denti che ine­vi­ta­bil­mente si inter­se­cano tra loro, sche­ma­tiz­zati per sem­pli­cità e sintesi.

Rifa­cen­domi con­cet­tual­mente alla cita­zione di Hesse pro­po­sta in aper­tura, voglio ten­tare di appro­fon­dire ad ampliare rifles­sioni e con­tri­buti sul tema [ri]partendo, in par­ti­co­lare, dalle nuo­vis­sime pro­spet­tive offerte dallo sti­mato pro­fes­sio­ni­sta torinese.

1] Valore e valo­riz­za­zione dell’informazione:

Mi pare emerga con forza, con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai quo­ti­diani, ma non solo, il con­cetto, l’ idea, di infor­ma­zione. Que­sta con­sta­ta­zione, appa­ren­te­mente banale, com­porta l’ipotesi che il pro­dotto [da ven­dere] non sia il suo sup­porto, il con­te­ni­tore ma il con­te­nuto; l’informazione ed, appunto, il suo valore.

Non vi è dub­bio che l’eco­si­stema delle noti­zie sia varie­gato e com­po­sito per defi­ni­zione, arti­co­lato per inte­ressi, neces­sità di appro­fon­di­mento, rile­vanza del fat­tore tempo, dive­nendo sem­pre più pro­cesso evo­lu­tivo. In quest’ ottica gli asset stra­te­gici sui quali il valore e la valo­riz­za­zione dell’informazione si fonda sono costi­tuiti dall’utenza, dai let­tori, e dal rap­porto fidu­cia­rio che i media saranno in grado di [ri]costruire con loro.

Il valore attri­buito da un con­su­ma­tore [vale asso­lu­ta­mente anche per l’informazione/le noti­zie] è pari al rap­porto tra il livello di sod­di­sfa­zione che asso­cia all’insieme dei bene­fici per­ce­piti ed il costo — o sacri­fi­cio — asso­ciato alle moda­lità di acqui­si­zione ed il godi­mento dei sud­detti bene­fici con­si­de­rando sia le com­po­nenti mone­ta­rie che non monetarie.

Sono aspetti che, tra gli altri, ho avuto modo di evi­den­ziare sin dall’inizio all’interno di que­sti spazi ed in par­ti­co­lare [scu­sate le rei­te­rate auto­ci­ta­zioni] sono stati esa­mi­nati nei tre arti­coli sot­to­stanti ai quali, per sin­tesi, rimando per tutti di det­ta­gli e gli appro­fon­di­menti del caso:

Non esi­stono, ad oggi, modelli di busi­ness per l’editoria diversi da quelli che sin ora hanno gene­rato ricavi per l’editoria. Se è vero, come ricorda Paste­ris, che “la pub­bli­cità resta la voce di ricavo più sen­sata e il modello di busi­ness più pro­ba­bile” non biso­gna, come è stato fatto invece nell’ultimo decen­nio, con­si­de­rare esclu­si­va­mente il let­tore come merce di scam­bio con gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari ai quali ven­dere numeri di copie e di contatti.

I mer­cati sono con­ver­sa­zioni intan­gi­bili da valo­riz­zare, senza let­tori, senza ripor­tare l’individuo nella sua cen­tra­lità, senza appro­priarsi delle aree di quella che, per dif­fe­ren­zia­zione con­cet­tuale dalla custo­mer sati­sfac­tion, è stata da tempo defi­nita human sati­sfac­tion non sarà pos­si­bile pos­si­bile, a mio avviso, ipo­tiz­zare pro­spet­tiva alcuna per il futuro dell’informazione.

Coin­vol­gi­mento del let­tore, crea­zione del senso di comu­nità ed iden­ti­fi­ca­zione nella stessa, anche gra­zie agli stru­menti ed all’interattività che il web con­sente, sono senza dub­bio gli ele­menti chiave del con­cla­mato suc­cesso del “Fatto” a sup­porto della bontà delle tesi sin qui soste­nute, che anche “Il Sole 24 Ore” sta, fati­co­sa­mente, ini­ziando a percorrere.

Con­ti­nuerò nei pros­simi giorni l’approfondimento dedi­can­domi in par­ti­co­lare all’area rela­tiva al sistema distri­bu­tivo che mi vede diret­ta­mente coin­volto. Se, nel frat­tempo, qui o altrove, vole­ste inte­grare ulte­rior­mente la discus­sione non potrà che essere ele­mento di arric­chi­mento del percorso.

Pubblicato il 14 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

La notizia partecipata

LSDI segnala la nascita di Explain­This, modello spe­ri­men­tale di pro­du­zione gior­na­li­stica, recen­te­mente lan­ciato da Jay Rosen, che si fonda sull’idea del gior­na­li­smo partecipativo.

Il con­cept, l’idea, che sostiene la nascita di que­sta ini­zia­tiva mi pare di asso­luto inte­resse, men­tre resto per­plesso sul risul­tato, sull’output pro­dotto che, pur con­si­de­rando che si tratta ancora di una fase spe­ri­men­tale dell’iniziativa, mi pare più fun­zio­nale a fina­liz­zare una ricerca sulle que­stioni poste dagli utenti che altro.

Di gran lunga supe­riore la rea­liz­za­zione degli spa­gnoli di Lain­for­ma­cion che, sull’onda del suc­cesso otte­nuto, a solo 8 mesi dalla nascita del por­tale infor­ma­tivo hanno lan­ciato La noti­cia que quie­res leer [la noti­zia che vuoi leg­gere] che si fonda sulla stessa pro­spet­tiva dell’iniziativa di Jay Rosen e che con­sente, appunto, agli utenti di richie­dere e visua­liz­zare le noti­zie di interesse.

Con­si­de­ria­moli neces­sari espe­ri­menti fun­zio­nali allo svi­luppo di nuo­vis­sime pro­spet­tive sul futuro dell’informazione.