futuro giornalismo

Posted on 24 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Divergenze

Le ipotesi di far pagare i contenuti dei quotidiani on line sono viste come elemento di rilevanza sia per il recupero di una parte della redditività persa che per preservare le vendite della versione cartacea dei giornali.

Questa l’opinione prevalente che emergerebbe da un recente sondaggio svolto per conto dell’ American Press Institute ad inizio di questo mese, secondo il quale circa il 60% degli associati sta pensando di far pagare i contenuti resi disponibili sin ora gratuitamente. Tesi sostenuta anche dall’ Amministratore Delegato di Journalism online secondo il quale la questione non è se, ma come riuscire a far pagare le notizie.

Secondo quanto riportato, inoltre, circa un quarto degli imprese associate pensa di implementare entro i prossimi sei mesi una qualche forma di pagamento per i propri contenuti editoriali.

Peccato che quando sono stati consultati anche i visitatori, i lettori, dei siti web in questione le opinioni sia sul valore dei contenuti che sulla possibilità di ottenerli altrove in caso di “paywalls” siano state estremamente diverse. Differenza che emerge, tra l’altro, anche rispetto alla visione degli investitori pubblicitari.

Sono divergenze che se non venissero tenute nella giusta considerazione rappresenterebbero l’ennesimo passo falso dell’editoria, non vi è dubbio.

Posted on 14 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Ricette dal giornalismo del futuro

Nel tentativo di colmare il vuoto lasciato dalla recente cessazione delle pubblicazioni di “Gourmet”, nasce Zester Daily, pubblicazione esclusivamente on line dedicata all’enogastronomia.

Quello che appare d’interesse sono i presupposti di generazione dei contenuti e di remunerazione degli stessi sui quali si fonda la pubblicazione.

Infatti, secondo quanto pubblicato nel comunicato stampa diramato lunedì di questa settimana, il fondatore, autore per il Los Angeles Times, afferma che: “Zester Daily is not a reflection of one vision, but a collection of voices, making it a refreshingly authentic place for readers and a wonderfully liberating place for our writers”. Ed ancora: “Zester Daily upends the traditional publishing hierarchy by offering journalists the support of a dedicated team of editors, marketers and technical advisors, while allowing them to work independently, […..] This is not citizen journalism; rather it is a professional association where members are rewarded based on their reputations and their ability to find an audience for their work.”

E’ sulla base di questi presupposti che, peraltro, è possibile proporre e pubblicare i propri articoli.

crowdsourcing model

La concezione della linea editoriale, il modello organizzativo ed i criteri di remunerazione proposti ai contributors mi paiono la concreta esemplificazione di quelli che sono i più attuali criteri di costruzione della notizia in termini di collaborazione e di remunerazione.

I limiti del crowdsourcing e del citizen journalism, rappresentati, anche, dalla non retribuzione del lavoro effettuato, come ricordava Dan Gillmor recentemente, vengono superati nel modello proposto dal Zester Daily.

Direi che siamo sulla strada giusta, finalmente una buona ricetta e non più piatti immangiabili.

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