futuro editoria

Millenials & News
Pubblicato il 29 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

La Sfida dei Millennials

Tra i diversi pro­blemi da risol­vere nella tran­si­zione, nell’evoluzione digi­tale, per le diverse testate, sicu­ra­mente la scarsa capa­cità di attra­zione, anche online, verso i mil­len­nials, o net gene­ra­tion che dir si voglia, è sicu­ra­mente uno dei più rile­vanti in ter­mini di prospettive.

Com­Score ha for­nito Digi­Day con i dati dell’audience dei siti noti per la loro popo­la­rità con la gene­ra­zione nata all’incirca tra il 1980 e il 2000, come Buz­z­feed e Upwor­thy, che li ha messi a con­fronto con quelli di testate più tra­di­zio­nali quali il The New York Times o The Wall Street Journal.

I dati pub­bli­cati da Digi­Day con­sen­tono di farsi un idea sulla con­si­stenza del pro­blema di rela­zione con i mil­len­nials e sulle motivazioni.

Tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, se si esclude Cosmo­po­li­tan, quelle che hanno una mag­gior com­po­si­zione di per­sone della net gene­ra­tion tra il pro­prio pub­blico non sono testate tradizionali. 

Al primo posto, con il 71.3%, figura Elite Daily che [guarda caso?] sotto il logo della testata si dichiara “The Voice of Generation-Y”, un altro modo per defi­nire i millenials.

Se si esa­mina la linea edi­to­riale delle testate con il mag­gior numero di pub­blico gio­vane, come ad esem­pio Vice, si vede come le hard news e la poli­tica abbiano uno spa­zio mar­gi­nale rispetto a quello delle testate tra­di­zio­nali e come il lin­guag­gio, il “tono di voce” sia ben diverso da quello nor­mal­mente adot­tato dai giornali.

Insomma, se volete avere un pub­blico gio­vane, e delle pro­spet­tive per i pros­simi 20 anni, dedi­ca­tevi a loro, par­late il loro lin­guag­gio e dei loro inte­ressi. Non era tanto dif­fi­cile da imma­gi­nare, no?

Millenials & News

 

Strillone Giornali
Pubblicato il 26 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

La Carta Vince

Uno stu­dio recen­te­mente pre­sen­tato nel nostro Paese rileva che gli stu­denti ten­dono a ricor­dare meno quando si legge su un Kindle rispetto alla let­tura sui libri di carta.

Lo stu­dio, effet­tuato su 50 stu­denti ita­liani,  ha chie­sto loro di leg­gere una sto­ria di 28 pagine sia su un e-reader che su un libro di carta e ha sco­perto che il gruppo del kindle ha avuto mag­giori dif­fi­coltà a ricor­dare la trama.

“I let­tori Kindle hanno pre­sen­tato risul­tati signi­fi­ca­ti­va­mente peg­giori nella rico­stru­zione della trama, quando cioè gli è stato chie­sto di met­tere 14 eventi nel giu­sto ordine,” ha detto il ricer­ca­tore Anne Man­gen nella rela­zione. “Il feed­back aptico e tat­tile di un Kindle non offre lo stesso sup­porto per la rico­stru­zione men­tale di una sto­ria come un libro tasca­bile di stampa fa”.

Non è dif­fi­cile imma­gi­nare che, a parità di con­di­zione, que­sto avvenga anche per la comu­ni­ca­zione pubblicitaria.

La carta vince

Strillone Giornali

Antenna FT
Pubblicato il 25 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

L’Antenna del Financial Times sui Social

Il «Finan­cial Times» ha lan­ciato la scorsa set­ti­mana “Antenna” aggre­ga­tore di noti­zie che pesca da Twit­ter per tenere i let­tori del gior­nale aggior­nati con le ultime migliori noti­zie sui social media, anche non da fonte propria.

La sele­zione dei con­te­nuti di Antenna è scelto da una dop­pia “whi­te­list.” Per un tweet che sarà pub­bli­cato sul sito, il mes­sag­gio deve venire da un account Twit­ter appro­vato, e l’articolo  a cui si col­lega deve pro­ve­nire da un sito web di un elenco sele­zio­nato. Gli utenti di Twit­ter nella lista com­pren­dono docenti uni­ver­si­tari, blog­ger, gior­na­li­sti e per­sone del set­tore finanziario.

Nel mini­sito dedi­cato si legge:

Who’s it for?

It’s for FT rea­ders who don’t have the time to be on Twit­ter all day, but who want to be tip­ped off about a variety of inte­re­sting sto­ries from across the web.

Ci sono, a mio avviso, almeno tre aspetti inte­res­santi nell’iniziativa:

  1. L’idea di for­nire un ser­vi­zio aggiun­tivo — ten­den­zial­mente a costo zero —  al pro­prio pub­blico di riferimento
  2. Invece di fare la “guerra santa”, in cui sono impe­gnati molti, con­tro gli aggre­ga­tori, il pre­sti­gioso quo­ti­diano economico-finanziario com­prende il valore per i let­tori e se ne appropria
  3. Riporta i let­tori, il pro­prio pub­blico di rife­ri­mento, dai social al pro­prio sito; dove può monetizzare.

Cha­peau!

Antenna FT

Marketers-Changing-Media-Mix-Aug20141
Pubblicato il 20 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Come Cambia il Marketing Media Mix

Il Chief Mar­ke­ting Offi­cer Coun­cil ha inter­vi­stato 525 senior mana­ger nel mondo [19% in Europa] dell’area mar­ke­ting per iden­ti­fi­care le ten­denze, le evo­lu­zioni del mar­ke­ting media mix. I risul­tati del report “State of Mar­ke­ting 2014″ sono d’interesse sia per chi si occupa di mar­ke­ting che per coloro che ope­rano all’interno dei diversi media poi­ché for­ni­scono indi­ca­zioni sulla pro­pen­sione d’investimento per mezzo.

Secondo il rap­porto, circa i due terzi o più dei top mana­gers nel mar­ke­ting stanno pro­get­tando di aumen­tare i loro inve­sti­menti per: Social adver­ti­sing  [71%]; Video online [71%]; Social media [cam­pa­gne non-pubblicitarie; 69%]; Retar­ge­ting [67%]  e Search engine mar­ke­ting [66%]. 

Dall’altro lato i tagli più grandi sono pre­vi­sti per: Quo­ti­diani [con il 39% di dimi­nu­zione della spesa almeno in una certa misura]; Perio­dici [36%]; TV [24%]; Radio [23%] e Outdoor/affissioni [21%].

Non è sol­tanto l’area digi­tale a cre­scere a disca­pito dei media tra­di­zio­nali ma, soprat­tutto, ad ecce­zione dei video, la mag­gior pro­pen­sione ad inve­stire si alloca su mezzi che bypas­sano gli edi­tori. L’ennesima con­ferma, se neces­sa­rio, che il bino­mio vendite-pubblicità NON è più un modello di busi­ness soste­ni­bile. Amen!

Marketers-Changing-Media-Mix-Aug20141

Ipsos Social
Pubblicato il 11 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

News & Social

Ipsos ha con­dotto il son­dag­gio annuale “Glo­bal Trends 2014″ in 20 Paesi, Ita­lia com­presa, su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo dell’universo di rife­ri­mento di più di 16.000 persone.

La ricerca prende in con­si­de­ra­zione dieci macro aree, dalla tec­no­lo­gia alla tra­di­zione pas­sando per glo­ba­liz­za­zione e fidu­cia. Nella sezione dedi­cata ai brand ine­vi­ta­bil­mente sono ana­liz­zati i com­por­ta­menti e le moti­va­zioni di uti­lizzo dei social da parte delle persone.

Come mostra il gra­fico di sin­tesi dei risul­tati sotto ripor­tato, emerge come tra le moti­va­zioni di uti­lizzo dei social la let­tura di news, di infor­ma­zione, non è certo il dri­ver principale.

Ipsos Social

In base a quanto emerge da “Face­book Top New­spa­pers 2014″, foto­gra­fia dello stato com­pe­ti­tivo delle prin­ci­pali testate occi­den­tali  che attri­bui­sce un rating di eccel­lenza alle loro stra­te­gie di rela­zione su Face­book,  l’Italia con i suoi 7 milioni di likers con­serva il pro­prio record di socia­lità. Il nostro Paese è anche al primo posto nel rap­porto likers /diffusione: 4,7 likers per ogni copia diffusa.

Dati che fanno capire, che con­fer­mano, come sia esi­guo il valore di un “like” e quanto sia neces­sa­rio sta­bi­lire stra­te­gie tese al coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore, delle per­sone, se si vuole creare valore.

Ipsos Social Media

Futuro Quotidiano
Pubblicato il 17 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Futuro Quotidiano

In un momento in  cui i nuovi entranti, le testate alla digi­tal, ancora non rie­scono a far qua­drare i conti ed a causa delle dif­fi­coltà di far qua­drare i bilanci il diret­tore Alfieri lascia Lin­kie­sta, nasce con oggi una nuova testata all digi­tal: Futuro Quotidiano.

La nuova testata, diretta da Giam­piero Mar­razzo, la cui pub­bli­ca­zione era stata anti­ci­pata da Dago­spia circa un mese fa, avrà una reda­zione com­po­sta da un desk cen­trale, che verrà gestito da gior­na­li­sti pro­fes­sio­ni­sti seniors che si sono for­mati negli anni presso alcune delle più impor­tanti testate nazio­nali. A que­sti si aggiun­ge­ranno una serie di desk gestiti in remoto da col­la­bo­ra­tori indi­pen­denti che, facendo rife­ri­mento al cen­trale, aggior­ne­ranno i con­te­nuti del sito in tempo reale, anche per uti­liz­zare al meglio una delle prin­ci­pali pecu­lia­rità della Rete, la multimedialità.

La scelta del nome, Futuro Quo­ti­diano, rispec­chia lo spi­rito gior­na­li­stico con il quale si strut­tu­rerà l’intero impianto edi­to­riale: la sele­zione delle noti­zie e dei ser­vizi [poli­tici, eco­no­mici, legati all’energia, all’Expo ’15, all’agenda digi­tale, al turi­smo e alla cul­tura], insieme al taglio dei pezzi saranno tutti impron­tati al futuro, quello che va da “adesso a domani”: uno sce­na­rio che nell’immaginario col­let­tivo man­tiene ancora un’accezione posi­tiva e allo stesso tempo non perde di concretezza.

Futuro Quo­ti­diano intende pro­durre news e inchie­ste esclu­sive, lon­tane dall’informazione gene­ra­li­sta. Una scelta di posi­zio­na­mento ben pre­cisa, distante dai ten­ta­tivi rea­liz­zati sin ora, che potrebbe essere, final­mente, un rife­ri­mento di suc­cesso. L’immagine sot­to­stante rias­sume i key pil­lars della nascita del nuovo quo­ti­diano all digital.

A tutta la reda­zione della testata un grosso in bocca al lupo da parte mia e di tutta DataMediaHub.

Futuro Quotidiano

App Mobile Grafo
Pubblicato il 9 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

I Dati sull’Utilizzo di Applicazioni per le News In Italia

Audi­web ha rila­sciato i primi dati sull’audience da mobile. Data­Me­dia­Hub è entrata in pos­sesso anche dei dati di det­ta­glio rela­tivi ai top 500 app a marzo di quest’anno. Abbiamo estra­po­lato i dati rela­tivi alle app di news.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC.

Come mostra il gra­fico rela­tivo agli utenti unici nel giorno medio men­sili [dati per ‘000] sotto ripor­tato, la prima appli­ca­zione per numero di utenti NON è una testata gior­na­li­stica bensì un aggre­ga­tore, per la pre­ci­sione pro­ba­bil­mente il miglior aggre­ga­tore di noti­zie in cir­co­la­zione attualmente.

È l’ennesima con­ferma, se neces­sa­rio, che il gior­nale, inteso come entità nella sua inte­rezza è in via di estin­zione. I sin­goli con­te­nuti, via social e search, hanno sem­pre mag­gior pre­do­mi­nanza su quello che fino ad oggi [ieri?] abbiamo inteso come fonte d’informazione.

 

I cin­que motivi del suc­cesso di Fli­p­board sono così sintetizzabili:

1) Man­te­ni­mento del fascino delle rivi­ste e dei gior­nali nell’ espe­rienza di lettura:

Con titoli chiari, intui­tivi, cate­go­riz­za­zione e dimen­sioni imma­gini per­fet­ta­mente accop­piate, Fli­p­board ha unito il meglio della stampa e mondi digi­tali. L’uso intel­li­gente di redat­tori e algo­ritmi per inca­na­lare i con­te­nuti in base alle pre­fe­renze dell’utente e la pre­sen­ta­zione come rivi­sta dà all’utente un mag­gior con­trollo sugli argo­menti e l’intera espe­rienza è simile alla let­tura di un gior­nale stampato.

2) Flussi gesti­bili dei contenuti:

Nel suo cuore, Fli­p­board è un aggre­ga­tore di noti­zie. Noti­zie, foto, video, arti­coli, blog, link — da tutta una varietà di reti sociali come Face­book, Twit­ter, Lin­ke­dIn e pub­bli­ca­zioni online. E que­sto non è un com­pito facile da rea­liz­zare, con­si­de­rando l’enorme quan­tità di que­sti con­te­nuti. Ma attra­verso carat­te­ri­sti­che come sto­rie di coper­tina, titoli chiari, con­te­nuti per­so­na­liz­zati, cura­tion, facile con­di­vi­sione sociale e ricerca intui­tiva, Fli­p­board rie­sce pro­porre dei con­te­nuti in flussi gestibili.

3) Il richiamo di nuovi contenuti:

Fli­p­board è un mash up di con­te­nuti da social net­work, blog, rivi­ste, gior­nali e altre fonti curata esclu­si­va­mente in base agli inte­ressi degli utenti, offre sem­pre il fascino di con­te­nuti fre­schi, aggior­nati. Con la recente acqui­si­zione di Zite da CNN, Fli­p­board ha il van­tag­gio aggiunto di un potente motore di rac­co­man­da­zione per attrarre e man­te­nere gli utenti con con­te­nuti su misura su base giornaliera.

4) L’esperienza utente:

Con un’interfaccia utente che è stata l’invidia di molti pro­dut­tori di app, Fli­p­board è stato un cla­mo­roso suc­cesso su que­sto fronte. Bro­w­sing, la ricerca, la per­so­na­liz­za­zione, la sot­to­scri­zione di rivi­ste — ogni azione ese­guita sul app è una lezione di user experience.

5) Coin­vol­gi­mento degli utenti:

Se dicono che il suc­cesso di un app sta nel come molti utenti tor­nano ad essa, nell’effettivo uti­lizzo, Fli­p­board è modello di esem­pio come dimo­strano, anche i dati sull’Italia.

Di seguito il det­ta­glio delle app com­prese nelle top 500 [le testate non elen­cate sono al di sotto del ran­king di Audi­web dun­que] con tutti i para­me­tri forniti.

FB-Infographic-Final
Pubblicato il 8 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Social, Notizie [e Bar]

A fine set­ti­mana scorsa Fran­ce­sco  Pic­ci­nini, Diret­tore di Fan­page, ha scritto un arti­colo che se fosse sfug­gito merita asso­lu­ta­mente di essere ripe­scato e letto con la dovuta attenzione.

In “Il gior­nale on line è morto (o forse non è mai esi­stito)” Pic­ci­nini scrive: 

In un gior­nale on line la distri­bu­zione non è più affi­data ad un unico team ma a tre unità: social, search engine, home (dando per assunto che il lay­out sia per­fet­ta­mente adat­ta­bile sia alle ver­sioni desk­top che mobile e tablet). A essere distri­buito non è più il gior­nale inteso nella sua inte­rezza ma i sin­goli con­te­nuti e cia­scun con­te­nuto non è, neces­sa­ria­mente, distri­bui­bile attra­verso i tre canali. Que­sto vuol dire creare con­te­nuti avendo già in mente come saranno dif­fusi. Non è la vit­to­ria dell’algoritmo sull’uomo, tutt’altro: è la vit­to­ria della crea­ti­vità umana, neces­sa­ria per for­zare le logi­che algo­rit­mi­che e andare a bus­sare alla porta del lettore.

New­Whipe, società che si occupa del trac­cia­mento delle noti­zie sui social, ha rila­sciato negli stessi giorni uno stu­dio sulla cre­scente rile­vanza che Face­book assume per i siti d’informazione basan­dosi sull’osservazione di 1.74 miliardi di inte­ra­zioni sul social net­work con fonti d’informazione in lin­gua inglese.

Emerge che: nel primo qua­dri­me­stre di quest’anno le inte­ra­zioni sono aumen­tate del 23%. Il Mail Online è la testata più impor­tante, anche, su Face­book. I con­te­nuti più com­men­tati riguar­dano la poli­tica, quelli più con­di­visi la salute e i più “pia­ciuti” i film, il cinema

Nell’infografica sot­to­stante, rea­liz­zata per sin­te­tiz­zare le prin­ci­pali evi­denze dello stu­dio, vi sono, tra l’altro, 6 con­si­gli per otte­nere il mas­simo da Face­book per i siti d’informazione. La cui gestione deve essere com­ple­ta­mente distinta dalle logi­che e dalle moda­lità di gestione di una fan page di un brand [aggiungo io].

Il primo è di pen­sare alla pro­pria pagina Face­book come alter­na­tiva alla pro­pria home page in ter­mini di atten­zione e cura da dedicarvi.

Che Face­book, ed i social più in gene­rale, abbiano un ruolo sem­pre più rile­vante nella distri­bu­zione della noti­zia è un dato di fatto. Lo è altret­tanto, come giu­sta­mente scrive Vit­to­rio Zam­bar­dino in rispo­sta, ad inte­gra­zione del pezzo del Diret­tore di Fan­page, che “forse farai molti click e molti like e molte impres­sion” ma non è “mas­sag­giando” le per­sone che l’informazione ne gua­da­gnerà nè in qua­lità nè in quan­tità, in valore economico.

Le per­sone, anche nel nostro Paese, pas­sano una grande quan­tità del loro tempo online sui social ed in par­ti­co­lare su Face­book. Noi, i gior­nali, andiamo lì come una volta — è una meta­fora che uso spesso — anda­vamo al bar a incon­trarli, a cono­scerli. I social sono piat­ta­forme di distri­bu­zione del con­te­nuto ma, soprat­tutto, luo­ghi di rela­zione con le per­sone. Dob­biamo capire bene chi sono, quali sono i loro inte­ressi, le loro pre­fe­renze, per poi — con­ti­nuando nella meta­fora — andare via dal bar per bere qual­cosa insieme a casa nostra.

Una “casa” dove vi saranno comu­nità d’interesse, anche di nic­chia, aree di par­te­ci­pa­zione e discus­sione sui temi di rile­vanza per il let­tore, per le persone.

È solo in que­sto modo che siamo in grado di valo­riz­zare la rela­zione. Di creare valore aggiunto — anche eco­no­mico — per le per­sone, i gior­nali e il giornalismo.

FB-Infographic-Final

PSJovane
Pubblicato il 4 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Open & Social

L’account Twit­ter del CEO di RCS Media­group, Pie­tro Scott Jovane, è “pro­tetto” e biso­gna essere fol­lo­wer “appro­vati” per leg­gere cosa scrive sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri e si leg­gono solo i tweet di 641 giorni fa, di prima che assu­messe l’attuale ruolo.

Non è certo un buon segnale sull’apertura del gruppo editoriale.

PSJovane

Altro
Pubblicato il 3 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Nient’Altro da Aggiungere?

Con­clu­diamo il lavoro di ana­lisi, basato sui dati Audi­web da PC, con i dati degli ultimi 18 mesi della sezione, del chan­nel “altro”, di quello che per motivi diversi che abbiamo pro­vato ad iden­ti­fi­care non ricade in un a sezione spe­ci­fica dei quo­ti­diani online.

Anche oggi, di tutti i brand gestiti da Audi­web — 820 —  ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 all digi­tal [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 car­ta­cei, che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo una misura: la quota di utenti unici gior­na­lieri rela­tivi al solo chan­nel ALTRO, quando pre­sente (21 car­ta­cei e 8 all digi­tal), sul totale degli utenti unici asso­ciati a tutti i chan­nel. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014.

I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

Nel com­plesso la quota del chan­nel altro è dop­pia per le testate all digi­tal rispetto a quelle che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

La punta mas­sima è di TGCOM24 con quasi due terzi dei con­te­nuti attri­buiti a que­sto canale.

Audi­web nono­stante l’impegno di for­nire entro aprile i dati non più som­mati a quelli dei siti part­ner non lo ha fatto. Anche per que­sto comin­ciano ad avere pro­blemi veri di con­cor­renza con com­Score. Alcuni cen­tri media comin­ciano a essere stanchi. 

In attesa di avere, final­mente, i dati disag­gre­gati, il det­ta­glio delle sin­gole testate [clic­cate, “gio­cate” e riflet­tete, please] lascia diversi punti inter­ro­ga­tivi sul valore ed il peso delle aggre­ga­zioni da un lato e, dall’altro lato, sulla quota di traf­fico che gene­rano i con­te­nuti gra­tuiti, non remu­ne­rati, ai blog­ger, che per alcune testate sicu­ra­mente nel com­plesso hanno un peso spe­ci­fico rilevante.

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