fumetti

Pubblicato il 15 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Post Punta sui Fumetti

All’interno del «Il Post» spic­cava già la pre­senza di Mak­kox, dise­gna­tore cele­bra­tis­simo in rete, e di Isola Vir­tuale, digi­tal desi­gner altret­tanto cono­sciuto e cele­brato nel Web italiano.

Da ieri la testata all digi­tal diretta da Luca Sofri ha acqui­sito i diritti di due stri­sce quo­ti­diane cult per chi ama i comics: Doo­ne­sbury e Pea­nuts.

Tutto muta affin­chè nulla cambi, si ritorna a con­ce­pire il quo­ti­diano come un sistema di intrat­te­ni­mento delle per­sone così come lo è stato per decenni con, appunto, le stri­sce di fumetti, i cru­ci­verba e quant’altro.

La stri­scia di fumetti, con­tra­ria­mente alle foto­gal­lery, non solo attira ma fide­lizza anche il let­tore che ritorna quo­ti­dia­na­mente per leg­gere la stri­scia del giorno.

«Il Post» punta sui fumetti, e fa bene.

Pubblicato il 27 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Ansia Nucleare

Niel­sen ha pub­bli­cato in que­sti giorni i risul­tati di un’analisi svolta nel mese di marzo che attra­verso il moni­to­rag­gio delle con­ver­sa­zioni online docu­menta il cam­bio di atti­tu­dine nel nostro paese rela­ti­va­mente all’impiego di ener­gia nucleare.

Secondo quanto ripor­tato dal noto isti­tuto di ricerca, suc­ces­si­va­mente al disa­stro nucleare di Fuku­shima, la quota di per­sone con un orien­ta­mento nega­tivo nei con­fronti del nucleare è pas­sata dal 33% del pre — tzu­nami all’attuale 43%.  Le aree di mag­gior pre­oc­cu­pa­zione sono ine­renti sicu­rezza d’impiego di que­sta fonte e rischi con­nessi alle radiazioni.

New­sre­vi­red, spa­zio anglo­sas­sone dedi­cato al gior­na­li­smo ed ai media digi­tali, pro­pone una lista di 10 punti rela­ti­va­mente a quello che viene defi­nito data jour­na­lism nella quale si richiama l’attenzione sull’utilizzo delle mappe come stru­mento di attra­zione dell’utenza e di sin­tesi visiva delle infor­ma­zioni, dei dati.

Dav­vero inte­res­sante sotto que­sto pro­filo la mappa “Nuclear Anxiety” che effet­tua una moni­to­rag­gio costante in tempo reale delle con­ver­sa­zioni in rete sull’energia nucleare. Gra­zie alla mappa rea­liz­zata ven­gono visua­liz­zate le ver­ba­liz­za­zioni, le segna­la­zioni sul tema e la loro ori­gine da ogni angolo del pianeta.

Anche gli spa­gnoli della comu­nità online Web­node hanno rea­liz­zato una info­gra­fica inte­rat­tiva che visua­lizza la varia­zione, la cre­scita dell’attività su Twit­ter in base all’avanzamento della nube radiot­tiva di Fuku­shima. Dall’11 marzo al 05 aprile scorso sono stati  ini­viati online attra­verso la piat­ta­forma di micro­blog­ging ben 500 milioni di mes­saggi sul tema.

Pare infine che un fumetto manga, pub­bli­cato nel 1998, rac­con­tasse, in qual­che modo pre­ve­desse, con largo anti­cipo quello che sarebbe stata la con­tem­po­ra­nea tra­ge­dia di Fuku­shima. Il comic giap­po­nese che all’epoca aveva ven­duto circa 70mila copie è stato digi­ta­liz­zato e ripub­bli­cato suc­ces­si­va­mente al disa­stro nucleare in giap­pone rag­giuin­gendo in pochi giorni oltre 200mila visite.

Non si può che con­di­vi­dere il ram­ma­rico dell’autore della pub­bli­ca­zione nel con­sta­tare come sia risul­tato essere un avver­ti­mento nullo.

Pubblicato il 9 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Viaggio in Italia

Ulli Lust è una nar­ra­trice austriaca-tedesca, che usa il repor­tage gra­fico per fatti e osser­va­zioni di vita quotidiana.

Nel 1984, all’età di 17 anni, fece un colpo di testa e con una coe­ta­nea decise di andare a vedere il mare, che non aveva mai guar­dato da vicino. Le due ragazze par­ti­rono da Vienna per l’Italia, con l’intenzione di sog­gior­narvi per qual­che set­ti­mana. Non ave­vano soldi, né docu­menti e pos­se­de­vano sol­tanto i sac­chi a pelo e i vestiti che indossavano.

Si pre­sen­ta­vano come punk e arri­va­vano nel pieno delle vio­lenze con i nazi­skin. In auto­stop, Ulli ed Edi [così si chia­mava la com­pa­gna di viag­gio] attra­ver­sa­rono le Alpi, si fer­ma­rono prima a Verona, poi a Roma, a Napoli e a Palermo. Fecero un viag­gio ini­zia­tico di due mesi, di uscita dall’adolescenza e d’ingresso nell’adultità.

La Lust rac­conta que­sta pere­gri­na­zione nella «giun­gla del testo­ste­rone», come dice, nel dia­rio «Heute ist der letzte tag vom rest dei­nes lebens» [Oggi è l’ultimo giorno del resto della tua vita], Avant-Verlag, Ber­lin, 2009, che sta per appa­rire in altre edi­zioni euro­pee ed è stato appena sele­zio­nato per il Festi­val inter­na­tio­nal de la bande des­si­née d’Angoulême 2011.

Il libro, di 464 tavole, è il dia­rio di una scelta inco­sciente, che si tra­sforma in un incubo. Lungo la strada le due ragazze sco­prono che gli uomini incon­trati, anche quelli più gen­tili all’apparenza, sono sol­tanto inte­res­sati al loro corpo, che vogliono pos­se­dere con tutta la vio­lenza del padrone, che non accetta la minima difesa dell’intimità da parte della donna.

A con­tatto con la realtà, l’eccitazione di Ulli, inte­res­sata a cono­scere la società locale, even­tual­mente anche attra­verso rela­zioni ses­suali e di Edi, invece a que­ste più dispo­ni­bile, si tra­sforma in costri­zione, ango­scia e disgu­sto. Gli uomini che incon­trano, com­preso un glob­trot­ter zen, non sono mai inte­res­sati a cono­scere le rea­zioni fem­mi­nili. Il sesso è per loro sem­pre vio­lenza cieca.

Una discesa agli inferi, che rag­giunge il suo acme a Palermo, dove ven­gono dro­gate per essere più arren­de­voli e oggetto di pia­cere non par­te­ci­pato. Ulli è costretta a tro­varsi un amante uffi­ciale per ragioni di sicu­rezza. Edi viene sepa­rata dall’amica, seque­strata e scam­biata tra più uomini.

Il maschi­li­smo estremo si mani­fe­sta in tutta la sua degra­da­zione. Non man­cano situa­zioni tanto assurde da diven­tare comiche.

Il rac­conto di Ulli Lust ha il merito di non cadere mai nella lamen­ta­zione o nell’accusa, né tanto meno nel com­pia­ci­mento o nostal­gia dell’adolescenza.

Alterna reso­conti a osser­va­zioni, roman­ti­ci­smi di viag­gio a disin­can­ta­menti, spesso inter­rotti per espri­mere la sor­presa e il disagio.

Ne risulta una grande nar­ra­zione per imma­gini, sobrie, scarne, com­bi­na­zioni di bianco,nero e giallo, a testi­mo­nianza della fru­stra­zione degli uomini e del dolore delle donne.

Estratto da Irio­spark

Pubblicato il 6 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Le 10 Lezioni per l’Editoria dai Fumetti

Chris Gar­ret dalle pagine del suo blog pro­pone “10 Les­sons Comic Books Can Teach Us About Blog­ging and Con­tent Mar­ke­ting”, inte­res­sante paral­lelo tra il mondo dei fumetti e quello editoriale.

Per cia­scuno dei dieci punti pro­po­sti, viene defi­nita “la lezione”, la crea­zione di valore aggiunto, che il mondo dei comics può inse­gnare, in maniera tra­slata, agli altri pro­dotti editoriali.

In sin­tesi:

  1. Exci­te­ment & Anticipation
  2. Visual impact
  3. Cross-selling
  4. Human Drama
  5. Lon­ge­vity
  6. Customer-focus
  7. Brand mana­ge­ment
  8. Skim­ming and Sound bites
  9. Mul­ti­ple media
  10. Repur­po­sing

Mi pare che il paral­lelo sia deci­sa­mente più cal­zante di altri effet­tuati, non solo per mag­giore atti­nenza di pro­dotto. Come spesso accade, le lezioni devono essere ben arti­co­late e sup­por­tate ade­gua­ta­mente, ine­vi­ta­bil­mente anche il discente deve voler apprendere.

Pubblicato il 3 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

La Strip della Giornalista

Le avven­ture di Brenda Starr sono una strip di fumetti, rea­liz­zata ori­gi­na­ria­mente per il Chi­cago Tri­bune, che risale al giu­gno del 1940, nata come stri­scia set­ti­ma­nale all’interno del sup­ple­mento dome­ni­cale del gior­nale, nel 1954 diviene appun­ta­mento quo­ti­diano con i let­tori di ben 250 gior­nali della syn­da­ca­tion di cui faceva parte il Tri­bune di Chicago .

La pro­ta­go­ni­sta è una rossa repor­ter che pur non rap­pre­sen­tando il ritratto clas­sico della gior­na­li­sta è un carat­tere rivo­lu­zio­na­rio, soprat­tutto per l’epoca, tipiz­za­zione di donna capace ed attiva nel con­te­sto lavorativo.

Il per­so­nag­gio creato da Dale Mes­sick, nel tempo ha otte­nuto un suc­cesso impor­tante, cat­tu­rando l’attenzione di milioni di let­tori, come testi­mo­nia la pres­so­ché scon­fi­nata lista del mer­chan­di­sing e del licen­sing che include le bam­bole, le foto di moda, le pub­bli­cità, le serie tele­vi­sive, e per­sino i fran­co­bolli che l’hanno vista cele­brata come pro­ta­go­ni­sta nel tempo.

La let­tura delle avven­ture di Brenda Starr oltre ad essere un pia­ce­vole pas­sa­tempo, for­ni­sce uno spac­cato, sep­pur roman­zato, del gior­na­li­smo inve­sti­ga­tivo che fu, stri­to­lato oggi dalle esi­genze di potenti ed inve­sti­tori pub­bli­ci­tari non­ché dai tagli di bud­get alle redazioni.

Brenda Starr strip, “guests”: George W. Bush & Arianna Huffington

Pubblicato il 5 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Valore Aggiunto

Il quo­ti­diano fran­cese Libe­ra­tion, ha la tra­di­zione di rea­liz­zare un numero spe­ciale mono­te­ma­tico in occa­sione del Festi­val de la bande des­si­née d’Angouleme nel quale l’intero quo­ti­diano viene rea­liz­zato a fumetti.

Con que­sta qua­lità di imma­gine ad 1,30€ di prezzo di acqui­sto il valore aggiunto della stampa è evidente.

Pubblicato il 26 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Giornalismi & Gnu Media

Fumetti e gio­chi sono mezzi di comu­ni­ca­zione di grande effi­ca­cia ampia­mente sot­to­va­lu­tati nel nostro paese.

Per quanto riguarda il pano­rama edi­to­riale in senso stretto sono dav­vero rari gli esempi, che soli­ta­mente si limi­tano a pub­bli­ca­zioni di nic­chia, di pro­dotti che ven­gono rea­liz­zati in quest’area.

Troppo spesso ci si sof­ferma sul mezzo e non si ana­lizza il mes­sag­gio, molto spesso man­cano le com­pe­tenze tec­ni­che e/o cul­tu­rali per com­pren­dere e dif­fon­dere il mes­sag­gio che il fumetto propone.

Come è stato cor­ret­ta­mente rile­vato, in Ita­lia i fumetti sono rite­nuti una let­te­ra­tura per ragazzi [nel genere avven­tu­roso] o per adulti [nel porno]. Il fumetto d’arte è impor­tato dall’estero, dai fumet­ti­sti ame­ri­cani soprat­tutto e quello d’attualità, ricco di con­te­nuti umo­ri­stici, poli­tici o cul­tu­rale, come in altre nazioni, non c’è.

Un raro esem­pio di caso di suc­cesso è rap­pre­sen­tato da Joe Sacco, pre­sente in Ita­lia al recente Festi­val Inter­na­zio­nale di Fer­rara al dibat­tito sul Gra­phic jour­na­lism coor­di­nato da Luca Sofri, “gior­na­li­sta a fumetti” che a breve pub­bli­cherà l’ultimo suo lavoro.

Da due mesi di “full immer­sion” dell’autore in Pale­stina nasce Foot­no­tes in Gaza esem­plare rea­liz­za­zione di gior­na­li­smo inve­sti­ga­tivo a fumetti.

Nell’inter­vi­sta rila­sciata a “El Pais”, l’autore ne anti­cipa i con­te­nuti affer­mando tra l’altro che: “I fumetti hanno una forza che non pos­siede nes­suna altra forma di gior­na­li­smo. Le imma­gini ripe­tute met­tono a fuoco la realtà in maniera più lenta, a volte silen­ziosa, tal­volta con degli assaggi che lavo­rano nella mente del let­tore per­met­ten­do­gli di sce­gliere il ritmo narrativo”.

The screening

Il fumetto come medium di cul­tura impe­gnata e di nar­ra­zione moderna dell’attualità sfugge all’assetto edi­to­riale ita­liano, che ha col­ti­vato nel tempo un faci­li­ta­tore di let­tura desti­nato a gente di bocca buona. La stessa sto­ria delle ori­gini evi­den­zia la con­ti­guità con il foto­ro­manzo, quando la tele­vi­sione non c’era e il film popo­lare anti­ci­pava i for­mati stile Maria De Filippi.

Prima di par­lare — e stra­par­lare — di “gnu media” si prega, gen­til­mente, di [ri]considerare i pro­dotti esi­stenti sin ora mal uti­liz­zati. Una part­ner­ship tra vec­chi e nuovi media non solo è auspi­ca­bile ma anche pos­si­bile; voglio imma­gi­nare che anche que­sta ipo­tesi di lavoro fac­cia parte della fase di “rico­stru­zione” che ci dovrebbe con­sen­tire di reim­pos­ses­sarci della “prospettiva”.