filiera editoriale

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Pubblicato il 16 aprile 2014 by Andrea Nelson Mauro

La Mappa della Diffusione dei Mensili Italiani

Motori e casa sono i topic dei prin­ci­pali men­sili ita­liani per dif­fu­sione, con due ecce­zioni in par­ti­co­lare in cima alla clas­si­fica: una riguarda Focus (scienza), l’altra il Mes­sag­gero di Sant’Antonio (attua­lità) [1]. Lo dimo­stra la mappa inte­rat­tiva che abbiamo rea­liz­zato a com­ple­ta­mento del lavoro svolto su set­ti­ma­nali, che regi­stra­vano la netta pre­do­mi­nanza dei tele­vi­sivi, e per i quo­ti­diani. Restano valide le avver­tenze e le con­si­de­ra­zioni di fondo espresse rela­ti­va­mente ai dati for­niti da Ads.

La mappa inte­rat­tiva mostra la sud­di­vi­sione ter­ri­to­riale di que­sta cate­go­ria di perio­dici, basata su dati Ads del 2012. Le pro­vince più respon­sive alla let­tura dei men­sili sono Milano, Savona e Genova [dove più di un resi­dente su quat­tro legge un perio­dico], e ad ogni modo la dif­fu­sione ter­ri­to­riale dei men­sili pare molto più robu­sta a Nord che a Sud, come mostra il gra­fico seguente.

Tra i primi dieci men­sili capeg­giano quello dell’ACI ed «Il Mes­sag­gero di Sant’Antonio» si tratta in entrambi i casi di testate vei­co­late quasi esclu­si­va­mente per abbonamento.

Per com­ple­tare l’analisi, per “chiu­dere il cer­chio”, ci pia­ce­rebbe, cre­diamo sarebbe utile, incro­ciare i dati delle dif­fu­sioni con la distri­bu­zione delle edi­cole nel nostro Paese ma non esi­stono dati aggior­nati al riguardo. Ci date una mano a trovarli?

Di seguito la mappa dei men­sili con i dati ADS del 2012. Clic­cando sul nome di un men­sile in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 men­sili più dif­fusi in quella provincia.

Anche in que­sto caso, di seguito la mappa dei men­sili con i dati ADS del 2011. Clic­cando sul nome di un men­sile in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 men­sili più dif­fusi in quella provincia.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Note & Update

[1] — Update inse­rita gra­zie al com­mento di Mar­ghe­rita Fronte

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Pubblicato il 10 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Parole, parole, parole…

Si è svolto in que­sti giorni l’11esimo con­gresso nazio­nale di Snag, il sin­da­cato nazio­nale auto­nomo gior­na­lai ade­rente a Confcommercio.

Al con­gresso sono inter­ve­nuti anche nume­rosi rela­tori del mondo che ruota, diret­ta­mente ed indi­ret­ta­mente, intorno alle edi­cole. dal diret­tore gene­rale dell’UPA ai diret­tori di diversi quo­ti­diani e perio­dici  pas­sando per il diret­tore gene­rale di FIEG.

Secondo quanto ripor­tato quest’ultimo avrebbe dichia­rato che “Per ren­dere più effi­ciente la distri­bu­zione è indi­spen­sa­bile infor­ma­tiz­zare le edi­cole in que­sto modo avremo più fide­liz­za­zione dei clienti e più chance per fare cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie mirate, con l’obiettivo con­di­viso da tutti di aumen­tare le vendite”

Capita, come forse qual­cuno ricor­derà, che il sot­to­scritto abbia scritto, e pub­bli­cato, un libro sul tema esat­ta­mente un anno fa. Libro nel quale è dato ampio spa­zio pro­prio all’analisi di “punti sen­si­bili” quali il finan­zia­mento ai gior­nali e l’informatizzazione come stru­mento per una riforma dell’intera filiera. Aspetti, tra l’altro legati tra loro per una legge valida da ini­zio 2013 ed ancora inapplicata.

A luglio 2013 la “road map” pre­sen­tata alla XVIa Con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’editoria e la stampa quo­ti­diana ita­liana, pro­mossa da WAN-IFRA in asso­cia­zione con FIEG ed ASIG pre­ve­deva il rila­scio dell’applicativo nella prima metà del 2014. Siamo ad aprile e siamo fermi alle dichia­ra­zioni d’intenti.

Parole, parole, parole…

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settimanali
Pubblicato il 3 marzo 2014 by Andrea Nelson Mauro

I Primi 20 Set­ti­ma­nali più Dif­fusi per Provincia: Mappa Interattiva

Dopo la map­pa­tura dei quo­ti­diani, abbiamo effet­tuato lo stesso lavoro con i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi nel nostro Paese. Restano valide le avver­tenze e le con­si­de­ra­zioni di fondo espresse per i quotidiani.

Tra i primi dieci per dif­fu­sione la metà sono dedi­cati alla pro­gram­ma­zione tele­vi­siva ed il primo in asso­luto, con 703mila copie dif­fuse, è il perio­dico set­ti­ma­nale tele­vi­sivo per eccel­lenza: «Sor­risi e Can­zoni TV». Esclu­dendo i due maga­zine alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani ita­liani, nelle prime dieci posi­zioni solo 3 sono i set­ti­ma­nali dedi­cati al com­mento dell’attualità.

È dun­que evi­dente che si tratti di un pub­blico molto con­ser­va­tore, affe­zio­nato alla pro­pria rivi­sta tele­vi­siva da tempo che con­ti­nua ad acqui­stare per tra­di­zione, per abi­tu­dine [anche se ovvia­mente anche que­sto tipo di rivi­ste sof­fre]. Un feno­meno tutt’altro che tra­scu­ra­bile da appro­fon­dire incro­ciando i dati delle ven­dite con gli accessi ai rispet­tivi siti web di que­sta cate­go­ria di testate.

 È inte­res­sante notare come nei grandi cen­tri urbani, nelle prin­ci­pali città siano i maga­zine dei quo­ti­diani i set­ti­ma­nali a mag­gior dif­fu­sione, scal­zando il pri­mato ai set­ti­ma­nali tele­vi­sivi. Certo sarebbe neces­sa­rio sapere quanti di que­sti acqui­stino il gior­nale in quel giorno poi­chè il maga­zine con­tiene, anche, la pro­gram­ma­zione tele­vi­siva. Una moti­va­zione d’acquisto che cer­ta­mente non è trascurabile.

Aspet­tiamo con ansia che qual­che famoso socio­logo ci illu­mini sul “popolo della tele­vi­sione” invece di anno­iarci con quello della Rete o, peg­gio, di Twitter.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2012. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2011. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

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Pubblicato il 25 febbraio 2014 by Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro

La Diffusione dei Quotidiani: Mappa Interattiva

La mappa inte­rat­tiva pub­bli­cata in que­sta pagina visua­lizza la dif­fu­sione dei 65 prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali per pro­vin­cia. I dati sono quelli Accer­ta­mento Dif­fu­sione Stampa [ADS], ai quali si può avere accesso pre­via regi­stra­zione, e sono rela­tivi all’anno 2012 poi­chè i dati rela­tivi al 2013 non sono ancora con­so­li­dati ma sola­mente “sti­mati”, ovvero basati esclu­si­va­mente sulle dichia­ra­zioni auto­pro­dotte dall’editore e non ancora sot­to­po­sti a veri­fica ispettiva.

Clic­cando sui nomi dei giornali è pos­si­bile visua­liz­zare la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clic­cando su cia­scuna delle pro­vince invece si può vedere quali sono i gior­nali più dif­fusi per cia­scuna di queste.

Si viene così a sco­prire, ad esem­pio, che nella pro­vin­cia di Milano dopo «Il Cor­riere della Sera» sono «Il Sole24Ore» e «La Gaz­zetta dello Sport» i quo­ti­diani mag­gior­mente dif­fusi men­tre «la Repub­blica» è solo al quarto posto per numero di copie diffuse.

Non è que­sto l’unico ele­mento di nota. “Gio­cando” con la mappa, cosa che ovvia­mente, se posso, invito a fare, si viene a sco­prire che la pro­vin­cia in cui «Ita­lia Oggi» è mag­gior­mente dif­fuso è quella di Genova dove sareb­bero distri­buite ben il 13.8% del totale delle copie, ed ancora che in cin­que pro­vin­cie della Cala­bria vi sono la bel­lezza del 17.7% delle copie distri­buite con­tro il 15% di Milano e Roma messe assieme. I casi sono due o il cuore finan­zia­rio ed eco­no­mico del Paese ha spo­stato il pro­prio bari­cen­tro [#asuain­sa­puta] o è evi­dente che qual­cosa non torna visto che invece il già citato  diretto con­cor­rente: «Il Sole24Ore» nelle due metro­poli del nostro Paese fa quasi il 30% delle copie dif­fuse [28.5%].

Spiega ADS, nel suo rego­la­mento [che ancora una volta merita un’attenta let­tura] che gli edi­tori, tra le altre cose, devono accet­tare la società di revi­sione inca­ri­cata da ADS per i con­trolli esterni, rila­scian­dole man­leva per il segreto d’ufficio non­ché auto­riz­za­zione scritta per abi­li­tarla a ese­guire tutti i con­trolli pre­vi­sti presso i distri­bu­tori locali. Non resta che augu­rarsi che a code­ste sti­ma­tis­sime — per defi­ni­zione — società di revi­sione arrivi il nostro mode­sto lavoro di map­pa­tura poi­chè è lam­pante che qual­cosa non torna.

Il Sot­to­se­gre­ta­rio all’Editoria del Governo Monti, Paolo Peluffo, uno che con­tra­ria­mente ad altri sapeva dove, e per­chè, met­tere le mani, aveva reso obbli­ga­to­ria per legge la trac­cia­bi­lità delle ven­dite e delle rese dei gior­nali quo­ti­diani e perio­dici, come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio del2012, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con alcune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale.

Obbligo, che ricade sull’intera filiera distri­bu­tiva, e che ha [aveva?] come obiet­tivo quello di favo­rire la moder­niz­za­zione del sistema di distri­bu­zione e ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di assi­cu­rare una ade­guata cer­ti­fi­ca­zione delle copie distri­buite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finan­zia­menti statali.

Di tutto que­sto, al 25 feb­braio del 2014, non vi è trac­cia e nulla è avve­nuto dall’approvazione della legge ad oggi. Come sem­pre a tutto c’è un per­chè, per det­ta­gli cito­fo­nare in Via Pie­monte, 64 a Roma.

Al di là di qua­lun­que altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione ci si chiede, mi chiedo, come, su quali basi saranno ero­gati i finan­zia­menti del 2013 alle testate che ne avranno diritto.

Che nel 2014 un intero set­tore e la sua capil­lare rete distri­bu­tiva siano rima­sti ancora al tempo degli ama­nuensi è ver­go­gnoso.  Sin­tomo, evi­denza di mio­pia grave, di un’arretratezza cul­tu­rale, o peg­gio, che non lascia spe­rare niente di buono per il futuro dei gior­nali, e di riflesso della distri­bu­zione edi­to­riale, qual­siasi esso sia.

Qui in basso invece la mappa inte­rat­tiva con i dati ADS del 2011 per con­fronto. Le fun­zio­na­lità sono le stesse della mappa del 2012: clicca sui nomi dei gior­nali per vedere la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clicca sulle pro­vince per vedere quali sono i gior­nali più diffusi.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Game Over Loser
Pubblicato il 19 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Edicola Italiana: Il Flop è Servito?

Le indi­scre­zioni cir­co­late a fine set­tem­bre par­reb­bero con­fer­mate. Nella pri­ma­vera del 2014 dovrebbe vedere la luce, siamo ormai al sesto forse set­timo annun­cio di lan­cio, “Edi­cola Ita­liana”, con­sor­zio costi­tuito da Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 ORE, Gruppo Edi­to­riale L’Espresso, La Stampa, Mon­da­dori e RCS Media­Group al fine di con­sen­tire agli utenti di acqui­stare e leg­gere quo­ti­diani e maga­zine, o abbo­narsi a gior­nali e rivi­ste pre­fe­riti in for­mato digitale.

Secondo quanto ha dichia­rato Fabri­zio Carotti, Diret­tore Gene­rale della Fede­ra­zione Ita­liana Edi­tori Gior­nali, nomi­nato Pre­si­dente del con­sor­zio, “Gli edi­tori ita­liani sono con­sa­pe­voli che il futuro dell’industria dell’informazione passa attra­verso l’innovazione digi­tale e, con l’iniziativa di EDICOLA ITALIANA, fanno un signi­fi­ca­tivo passo avanti in que­sta dire­zione. È impor­tante sot­to­li­neare come, a fronte di azioni a livello glo­bale di ope­ra­tori che met­tono a dispo­si­zione a caro prezzo ser­vizi di distri­bu­zione dei con­te­nuti gior­na­li­stici digi­tali, gli edi­tori ita­liani, ope­rando in stretta col­la­bo­ra­zione, stiano ora offrendo alter­na­tive di pari qua­lità tec­no­lo­gica e faci­lità d’uso”.

Sul signi­fi­cato di con­sa­pe­vo­lezza dell’innovazione digi­tale basti vedere, da un lato, i tempi biblici di rea­liz­za­zione della piat­ta­forma per imma­gi­nare quante e quali con­tro­ver­sie e guerre di quar­tiere abbia dovuto  affron­tare il pro­getto  annun­ciato in pompa magna nel marzo 2012 e poi alla fine dell’anno scorso quando si tornò a par­larne e, dall’altro lato, veri­fi­care come sulla trac­cia­bi­lità delle ven­dite, a cui sono legati per decreto legi­sla­tivo [*] i finan­zia­menti ai gior­nali per il 2013,  di fatto non abbia visto la luce nep­pure nel corso di quest’anno. Aspetto quest’ultimo sul quale mi chiedo dun­que su quali basi ver­ranno liqui­dati i finanziamenti.

A que­sto si aggiunga che se si osser­vano i dati di Fran­cia e Spa­gna per ini­zia­tive simili a quella di Edi­cola Ita­liana non si può certo par­lare di successo.

Oltralpe esi­stono tre piat­ta­forme che distri­bui­scono, che ven­dono le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Relay, che vende 158 titoli e appar­tiene a una società dell’editore Lagar­dère, Lekiosk, che peral­tro è pre­sente anche sul mer­cato ita­liano, ed ePresse. Secondo quanto dichia­rato da OJD, l’equivalente della nostrana ADS, nel totale le copie digi­tali del primo seme­stre del 2013 hanno rap­pre­sen­tato il 9% degli esem­plari ven­duti a pagamento.

In Spa­gna, Orbyt, che è molto più simile al con­sor­zio della nascente Edi­cola Ita­liana, rea­lizza numeri dav­vero ridotti ed, anche in que­sto caso, è tutt’altro che un suc­cesso di ven­dite come cer­ti­fica la OJD della peni­sola iberica.

Da non tra­scu­rare infine che spesso le ven­dite sono effet­tuate a prezzi dav­vero ridotti se non addi­rit­tura seguendo la for­mula “all you can eat”.

Edi­cola Ita­liana: Il flop è servito?

Game Over Loser

[*] Come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio dell’anno scorso, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con al cune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale

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Pubblicato il 14 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Edicolapp — Dinamiche di Fruizione e Business Sostenibile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione?

 

Dopo un lungo silen­zio pare che nella pri­ma­vera del 2014 dovrebbe final­mente vedere la luce “Edi­cola Ita­liana”, il chio­sco digi­tale dove com­prare quo­ti­diani e rivi­ste dei prin­ci­pali editori.

In attesa di quel giorno, se la pro­messa verrà man­te­nuta visto il dila­tarsi dei tempi dal primo annun­cio dell’iniziativa ad oggi, le ven­dite di copie digi­tali secondo i dati ADS non bril­lano. Come mostra il gra­fico sot­to­stante, se si esclude «Il Sole24Ore»,  le ven­dite ten­dono ad un  appiat­ti­mento o addi­rit­tura, come è il caso di «Il Cor­riere della Sera», ad un calo. Non ci spe­re­rei più di tanto in ulte­riori svi­luppi a breve.

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E’ in que­sto qua­dro gene­rale che nasce la pro­po­sta di Emma Ciceri, appas­sio­nata di tec­no­lo­gie dell’informazione, studi filo­so­fici e noma­di­smo nel cuore, come lei stessa si defi­ni­sce, che ritiene che la solu­zione sia pun­tare ad un ser­vi­zio di print on demand di quo­ti­diani e perio­dici con quella che lei chiama “Edi­co­lapp” i cui det­ta­gli sono sin­te­tiz­zati nella pre­sen­ta­zione sottostante.

Nella pro­po­sta c’è del buono. Infatti, se non capi­sco male, que­sto ser­vi­zio sarebbe com­ple­men­tare e non alter­na­tivo alle edi­cole tra­di­zio­nali inte­gran­dosi al loro interno e, dopo una neces­sa­ria fase di test, pre­vede anche una quota desti­nata ai gior­na­lai, ma con­sen­ti­rebbe di abbat­tere, di eli­mi­nare, i costi di resa e distri­bu­zione che, in par­ti­co­lare per le testate con ven­dite basse, hanno una grossa inci­denza sui conti degli editori.

Che una parte dello svi­luppo, delle edi­cole del futuro e del futuro delle edi­cole possa pas­sare per il print on demand è una delle tesi che sostengo con mio libro, pub­bli­cato ad aprile di quest’anno, sul tema, come mostra la mappa da me rea­liz­zata sotto riportata.

I limiti sono, altret­tanto, spie­gati nel libro dove viene citata un’iniziativa simile, “Mega­News Maga­zi­nes”, che gli amici di LSDI hanno pub­bli­cato come estratto del libro di recente.

Come dico, vale dun­que anche per “Edi­co­lapp”, il print on demand può essere con­ce­pito come ser­vi­zio inte­gra­tivo. Un’area di poten­ziale inte­resse e svi­luppo dell’ ini­zia­tiva che con­sen­ti­rebbe alle edi­cole di inte­grare la loro attuale offerta e di annul­lare la dif­fi­cile gestione attuale che di fatto com­plica la dif­fu­sione di gior­nali e rivi­ste stra­niere, si pensi, in par­ti­co­lare ma non solo, al bene­fi­cio durante la sta­gione turi­stica, o comun­que di testate con ven­dite che siano ecces­si­va­mente ridotte per sop­por­tare gli oneri della distri­bu­zione. A que­sto si potrebbe asso­ciare un ser­vi­zio di print on demand per arti­coli o sezioni spe­ci­fi­che da ren­dere dispo­ni­bili entro due ore dalla richie­sta sod­di­sfa­cendo desi­de­rio di per­so­na­liz­za­zione dell’ infor­ma­zione e gene­rando reve­nues supplementari.

Dina­mi­che di Frui­zione e Busi­ness Soste­ni­bile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione? Per­so­nal­mente credo di si, voi?

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RoadMap Informatizz Edicole
Pubblicato il 3 luglio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Futuro della Distribuzione Editoriale

Si è tenuto la scorsa set­ti­mana “Espe­rienze di suc­cesso per scon­fig­gere la crisi”,  XVIa Con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’editoria e la stampa quo­ti­diana ita­liana, pro­mossa da WAN-IFRA in asso­cia­zione con FIEG ed ASIG.

Tra le tre ses­sioni di lavoro intorno alle quali hanno ruo­tato le due gior­nate di lavoro la fase con­clu­siva è stata dedi­cata alla distri­bu­zione edi­to­riale. E’ que­sto cer­ta­mente un fatto posi­tivo che testi­mo­nia, final­mente, la con­sa­pe­vo­lezza della neces­sità di inter­ve­nire su quest’area.

Dopo l’intervento di Ales­san­dro Bom­pieri, Respon­sa­bile pro­blemi della ven­dita e distri­bu­zione FIEG e capo della nuova area Dire­zione Media di RCS Media­Group, nella quale rien­trano i quo­ti­diani e i perio­dici del gruppo e Rcd, la Reda­zione con­te­nuti digi­tali, sono seguiti gli inter­venti di Tony Jashan­mal, Pre­si­dente di Distri­press, che ha for­nito un breve pano­rama su quanto avviene all’estero, quello di Mas­simo Viganò, Part­ner Tra­de­Lab Edi­to­ria, incen­trato sul pro­getto resa cer­ti­fi­cata e, come direb­bero gli inglesi, last but not least, quello di Alfonso Fug­getta, Ammi­ni­stra­tore Dele­gato CEFRIEL, su come inno­vare la distri­bu­zione attra­verso l’informatizzazione delle edi­cole, tema a me molto caro al quale viene dedi­cata una parte del mio libro pub­bli­cato ad aprile di quest’anno.

Pare dun­que che la società inca­ri­cata di rea­liz­zare l’applicativo che, sotto il patro­ci­nio di FIEG, per­met­terà l’informatizzazione delle edi­cole nel nostro Paese sia dun­que CEFRIEL, società con­sor­tile a respon­sa­bi­lità limi­tata senza scopo di lucro i cui soci sono il Poli­tec­nico di Milano, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università degli Studi dell’Insubria, la Regione Lom­bar­dia e 15 aziende mul­ti­na­zio­nali ope­ranti nel set­tore ICT e dell’editoria mul­ti­me­diale, gra­zie alla pre­senza di RCS Media­Group.  Società che vedendo i pro­getti sin qui svi­lup­pati non pare avere una spic­cata cono­scenza della distribuzione.

Nel suo inter­vento Fugetta infatti come case study di suc­cesso cita esempi che sono ben distanti da quella che è la realtà della distri­bu­zione edi­to­riale nazio­nale. L’applicativo, oltre a con­tem­plare tutta la filiera edi­to­riale, dagli edi­tori ai punti ven­dita, alle edi­cole, sup­por­terà anche, in moda­lità “plug&play” ser­vizi di parti terze che i gior­na­lai potranno ero­gare quali ad esem­pio money trans­fer o paga­mento delle multe. Ser­vizi che si evol­ve­ranno ulte­rior­mente con fide­lity card e nuovi sistemi pro­mo­zio­nali. Tutti ele­menti ampia­mente con­tem­plati nella “mappa del mar­ke­ting dell’edicola” di mia realizzazione.

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Vedendo la road­map pare che l’applicativo sia ancora nello sta­dio di pro­get­ta­zione e che il rila­scio avverrà nella prima metà del 2014.  Con­si­de­rando che dal primo di gen­naio di quest’anno è obbli­ga­to­ria per legge la trac­cia­bi­lità delle ven­dite e delle rese dei gior­nali quo­ti­diani e perio­dici, come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio dell’anno scorso, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con al cune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale.

Obbligo, che ricade sull’intera filiera distri­bu­tiva, ha come obiet­tivo quello di favo­rire la moder­niz­za­zione del sistema di distri­bu­zione e ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di assi­cu­rare una ade­guata cer­ti­fi­ca­zione delle copie distri­buite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finan­zia­menti statali.

In quest’ambito l’informatizzazione delle edi­cole gioca un ruolo cru­ciale poi­chè senza la stessa diviene estre­ma­mente dif­fi­cile se non impos­si­bile garan­tire un’effettiva tracciabilità.

RoadMap Informatizz Edicole

Aspetto che è vero e valido anche per quanto riguarda l’altra parte di moder­niz­za­zione della distri­bu­zione, quello rela­tivo al pro­getto “resa cer­ti­fi­cata”. Anche in que­sto caso, dalle slide dell’intervento di Mas­simo Viganò emerge come attual­mente sola­mente 13 siano già cer­ti­fi­cati e si ipo­tizza che siano 70 sola­mente a fine 2014.

Al di là di qua­lun­que altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione ci si chiede, mi chiedo, come, su quali basi saranno ero­gati i finan­zia­menti del 2013 alle testate che ne avranno diritto.

Che nel 2013 un intero set­tore e la sua capil­lare rete distri­bu­tiva siano rima­sti ancora al tempo degli ama­nuensi è ver­go­gnoso.  Sin­tomo, evi­denza di mio­pia grave, di un’arretratezza cul­tu­rale che non lascia spe­rare niente di buono per il futuro dei gior­nali, e di riflesso della distri­bu­zione edi­to­riale, qual­siasi esso sia.

Libro Tech & City
Pubblicato il 2 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Ciao Mamma Sono alla Tele

Tech and the City è una tra­smis­sione girata com­ple­ta­mente con smart­phone e tablet che va in onda tutte le dome­ni­che alle 18 su Ita­lia 7 Gold net­work tele­vi­sivo nazionale.

Al suo interno Gian­luigi Bona­nomi, gior­na­li­sta hi-tech, tiene una pro­pria rubrica in cui ogni set­ti­mana viene recen­sito un libro. Dome­nica scorsa è toc­cato al mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stampata”.

Se in que­sta prima dome­nica di giu­nem­bre non avete di meglio da fare potete vederla, ascol­tarla, nel video sottostante.

Newspaper seller
Pubblicato il 25 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Se Spunta il Sole sulle Edicole

Mani­scal­chi, cia­bat­tini, lat­tai e per­fino “spe­gni­lu­mini” le pro­fes­sioni acco­mu­nate a quella dell’edicolante nei 132 com­menti alla mia intervista-recensione pub­bli­cata pochi giorni fa su «Il Fatto». Com­menti che pre­va­len­te­mente deno­tano un’ignoranza sul tema e che si aggro­vi­gliano su luo­ghi comuni sfo­ciando in que­relle sul finan­zia­mento pub­blico ai gior­nali ed altre ame­nità distanti dal tema di fondo ma che con­cor­dano, quasi, tutti su un una cosa: il destino delle edi­cole, e della carta stam­pata, è irri­me­dia­bil­mente segnato.

Newspaper seller

Il caso vuole, diciamo, che in un momento di slac­king, di inter­mezzo durante la pro­du­zione com­pul­siva di sli­des per un corso che terrò la set­ti­mana pros­sima, incappi nell’edicola del sole. Edi­cola la cui sto­ria è ben descritta su “L’Arancia”, pro­getto del Con­si­glio Nazio­nale del Nota­riato, che rac­conta come ci sia il ten­ta­tivo di rea­liz­zare un  fran­chi­sing di edi­cole su Roma, di soft­ware gestio­nali ed infor­ma­tiz­za­zione dell’edicola gestita e di quelle affi­liate, e per­sino  di fide­lity card e di un pro­getto di riqua­li­fi­ca­zione delle edi­cole, con “finan­zia­menti dal basso”, come rias­sume il video sottostante.

Temi pro­po­sti, in maniera più arti­co­lata, se posso dirlo, nel mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata”, che il caso dell’edi­cola del sole dimo­stra quanto, volendo, siano con­cre­ta­mente realizzabili.

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Pubblicato il 20 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

La Carta Stampata di Fatto

Oggi su «Il Fatto» una mia inter­vi­sta che par­tendo dal mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata”, ne riprende i con­cetti principali.

Se l’indissolubile con­nu­bio tra edi­cole e carta stam­pata e gli svi­luppi futuri vi inte­res­sano potete leg­gerla inte­gral­mente qui. Riporto sola­mente la frase introdutttiva:

Secondo Pier Luca San­toro, autore di “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole — Ovvero che fine farà la carta stam­pata”, inter­net non è nemico della carta, anzi: “Il loro futuro è sem­pre più inscindibile”

Bonus track la mar­ke­ting map delle edi­cole del futuro ed il futuro delle edi­cole con­te­nuta nell’e-book

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