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Condivisioni Social News Genn 2015
Pubblicato il 30 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

La Condivisione di News su LinkedIn

Human High­way, società di ricer­che con la quale col­la­bo­riamo, ha for­nito a Data­Me­dia­Hub i dati rela­tivi alle con­di­vi­sioni di news sui social nel nostro Paese.

Rispetto alle pre­ce­denti rile­va­zioni vi è un amplia­mento del peri­me­tro delle testate sotto osser­va­zione, che pas­sano dalle 43 del 2014 alle 91 del 2015 [diven­te­ranno oltre 100 durante il corso dell’anno], ed è stato intro­dotto Lin­ke­dIn tra i social net­work ana­liz­zati, in aggiunta a Face­book, Twit­ter e Goo­gle Plus.

La quota dei quat­tro social net­work con­si­de­rati nelle misu­ra­zioni, nei primi 25 giorni del 2015, è del 94,2% per Face­book. Ogni 20 con­di­vi­sioni su Face­book se ne regi­stra 1 su Twit­ter. Il rima­nente 1,3% è sud­di­viso tra Goo­gle Plus e Lin­ke­dIn.  Gen­naio 2015 si man­tiene sui livelli rag­giunti alla fine dello scorso e nei primi 25 giorni del 2015 si con­tano 600mila con­di­vi­sioni quotidiane.

L’infografica, rea­liz­zata da Human High­way, sin­te­tizza i risul­tati gene­rali per il totale delle testate prese in considerazione [*]

Condivisioni Social News Genn 2015

Se si con­ferma che il feno­meno è sem­pre domi­nato da Face­book, sul quale si pro­du­cono oltre 94 con­di­vi­sioni di noti­zie ogni 100, seguite da Twit­ter con il 4,5%, Goo­gle Plus intorno all’1% e Lin­ke­dIn con lo 0,29% delle con­di­vi­sioni, abbiamo voluto appro­fon­dire pro­prio l’analisi rela­tiva al social net­work a mag­gior con­no­ta­zione pro­fes­sio­nale per cer­care di iden­ti­fi­care e com­pren­dere le moti­va­zioni di con­di­vi­sioni di questo.

Si evi­den­zia come le testate con un con­te­nuto infor­ma­tivo spe­cia­li­stico siano quelle con la quota per­cen­tuale mag­giore di con­di­vi­sioni su LinkedIn.

Tra i quo­ti­diani è Il Sole24Ore ad avere la mag­gior quota di con­di­vi­sioni con un inci­denza di gran lunga supe­riore alle altre testate. Anche tra le altre testate sono quelle con una con­no­ta­zione pro­fes­sio­nale a domi­nare con ict4executive.it che rea­lizza oltre la metà del totale delle con­di­vi­sioni pro­prio su Lin­ke­dIn. Seguono corrierecomunicazioni.it [23.6%], punto-informatico.it [14%], webnews.it [6%] e tomshw.it [3.2%].

Ana­liz­zando l’elenco delle testate, se come pare il dri­ver è la spe­cia­liz­za­zione in ter­mini di con­te­nuto pro­fes­sio­nale dell’informazione, alcune di que­ste stanno cer­ta­mente per­dendo delle oppor­tu­nità sia in ter­mini di visi­bi­lità presso l’audience elet­tiva di rife­ri­mento che di qua­li­fi­ca­zione presso la stessa. Penso a Lin­kie­sta, che punta tra­di­zio­nal­mente su temi eco­no­mici, ma anche ad altri quali quifinanza.it o soldiblog.it ad esempio.

[*] On demand dispo­ni­bile elenco com­pleto testate

MAU FB 2014
Pubblicato il 29 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Facebook Continua a Crescere

Sono stati dif­fusi ieri i dati di Face­book rela­tivi all’ultimo tri­me­stre 2014 ed il con­so­li­dato dell’anno.

I ricavi sono cre­sciuti del 49% rispetto al quarto tri­me­stre del 2013 men­tre il totale 2014 aumenta del 58% rispetto al 2013. Tassi di cre­scita da bri­vidi trai­nati dal mobile adver­ti­sing, un tempo area di debo­lezza di Face­book, che ora pesa il 69% del totale ricavi.

FT Facebook

Face­book ora è più popo­loso della Cina. Sono 1.4 miliardi gli utenti unici men­sili, 165 milioni di per­sone in più pari ad un tasso di cre­scita del 13% rispetto all’ultimo tri­me­stre del 2013. Ancora mag­giore la cre­scita degli utenti unici gior­na­lieri che aumen­tano del 17%. Sem­pre più per­sone uti­liz­zano Face­book con cre­scente frequenza.

Più con­te­nuta la cre­scita negli Stati Uniti men­tre quella euro­pea con­ti­nua ad essere a due cifre per quanto riguarda gli utenti unici gior­na­lieri [+12%]. Oltre il 60% il trend di cre­scita dell’area Asia — Paci­fic e quella del resto del mondo.

MAU FB 2014

Esplo­siva la cre­scita di chi uti­lizza Face­book da mobile con un +34% per quanto riguarda gli utenti unici gior­na­lieri ed una cre­scita del 26% degli utenti unici men­sili rispetto al quarto tri­me­stre del 2013.

Ancor più dirom­pente la cre­scita di chi uti­lizza Face­book solo da mobile. Nell’ultimo tri­me­stre del 2014 erano 526 milioni di per­sone, quasi il dop­pio [+78%] rispetto al periodo cor­ri­spon­dente dell’anno precedente.

Durante la con­fe­renza di pre­sen­ta­zione dei risul­tati Mark Zuc­ker­berg ha dichia­rato che “In the next decade, Face­book is focu­sed on our mis­sion to con­nect the entire world, wel­co­ming bil­lions of peo­ple to our com­mu­nity and con­nec­ting many more peo­ple to the inter­net through Internet.org”, pro­se­guendo affer­mando che “Over the next three years, our main focus is to con­ti­nue to serve and grow our com­mu­nity by deli­ve­ring bet­ter ser­vi­ces for peo­ple and busi­nes­ses around the world”.

MAU FB Mobile

Se in ter­mini di nume­ro­sità di utenti Stati Uniti ed Europa pesano solo il 36% del totale, in ter­mini di ricavi la loro inci­denza sale a ben il 75% del totale. L’ARPU [Ave­rage Reve­nue per User] è infatti di 9$ negli USA e di 3.46$ in Europa rispetto ad una media mon­diale di 2.81$.

La pre­sen­ta­zione sot­to­stante for­ni­sce tutti gli ele­menti di det­ta­glio sui risul­tati del quarto tri­me­stre 2014.

Tsipras Social
Pubblicato il 28 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Il Peso della Rete nella Vittoria di Tsipras

Terzo appun­ta­mento del 2015 di “In Media Stat Virus: Il mondo dei media nell’era di Twit­ter” con la pun­tata di ieri dedi­cata all’analisi di quanto la Rete ed i social abbiano pesato nella vit­to­ria di Tsipras.

Aper­tura con paral­le­li­smo alle Euro­pee dell’anno scorso di Altra Europa con Tsi­pras, la scarsa visi­bi­lità otte­nuta sui media ita­liani dalla lista in que­stione e il tanto cele­bre quanto discusso “stra­ta­gemma” della respon­sa­bile della comu­ni­ca­zione per otte­nere visibilità.

Si pro­se­gue con l’analisi dei dati rela­tivi alla pene­tra­zione di Inter­net in Gre­cia e della popo­la­rità delle pagine Face­book e degli account Twit­ter dei due can­di­dati prin­ci­pali e dei loro partiti.

Viene effet­tuata un’analisi del buzz in Rete e sui social rela­ti­va­mente a Tsi­pras dalla quale si con­ferma, anche, come il volume delle discus­sioni sia stato di gran lunga supe­riore fuori dalla Grecia.

Tsipras Social

Nel pod­cast sot­to­stante, ancora una volta, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera pun­tata.

“In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. È pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 @pedroelrey / @radiofujiko.

digital-social-mobile-in-Italy2015-
Pubblicato il 27 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Digital, Social & Mobile 2015 Data

We are social ha pub­bli­cato l’aggiornamento perio­dico dei dati di 240 nazioni, Ita­lia inclusa, rela­ti­va­mente all’utilizzo della Rete e dei social.

I dati for­ni­scono sia uno visione d’assieme, di sce­na­rio com­ples­sivo, che il det­ta­glio di 30 nazioni, delle 30 prin­ci­pali eco­no­mie mon­diali, tra le quali anche quello rela­tivo al nostro Paese.

A fronte di una cre­scita mon­diale della popo­la­zione del 1.6% vi è un aumento del 21% degli utenti attivi in Rete e del 12% per quanto riguarda l’utilizzo dei social.

L’Europa Occi­den­tale, con una pene­tra­zione dell’81%, è il secondo con­ti­nente dopo gli Stati Uniti [88%] nell’utilizzo della Rete. La nazione con la mag­gior pene­tra­zione in asso­luto è il Canada con il 93% della popo­la­zione che usa il Web.

L’Europa nel suo insieme ha una pene­tra­zione del 70%, men­tre l’utilizzo dei social si col­loca al 46%.

digital-social-mobile-in-Europe -2015

Come noto, in Ita­lia la pene­tra­zione della Rete è infe­riore alla media euro­pea. In linea invece la pene­tra­zione per quanto riguarda l’utilizzo dei social al 46%.

La cre­scita degli utenti attivi di Inter­net è mode­sta con un incre­mento del 3%. Mag­giore invece quella rela­tiva ai social con un +8%.

In ter­mini di pagine viste tra i device, sep­pure in fles­sione del 7%, con­ti­nua a domi­nare l’utilizzo del PC che pesa il 74% del totale. Il 17% delle pagine viste è da smart­phone [+16%] men­tre i tablet pesano solo l’8% del totale anche se pre­sen­tano il mag­gior tasso di cre­scita: +42%.

La media gior­na­liera di uti­lizzo di Inter­net [sia da PC che da mobile] è di 4 ore e 28 minuti. È 2 ore e 30 minuti il tempo media­mente dedi­cato quo­ti­dia­na­mente ai social; più della metà del totale.

Com­ples­si­va­mente sono 28 milioni gli ita­liani che uti­liz­zano almeno un social media/network, di que­sti 22 milioni lo fanno da mobile.

La piat­ta­forma social con la mag­gior pene­tra­zione è Wha­tsApp, seguita da Face­book e da Mes­san­ger, esploso dopo che il suo uti­lizzo è stato for­za­ta­mente indotto sepa­ra­ta­mente da Face­book. Sha­zan, la piat­ta­forma social dedi­cata alla musica, ha una pene­tra­zione supe­riore a Twit­ter e ad altri social.

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La pre­sen­ta­zione sot­to­stante for­ni­sce ulte­riori det­ta­gli rela­tivi al nostro Paese [a par­tire dalla slide 175], ulte­riori ele­menti di sce­na­rio sia a livello mon­diale che euro­peo non­ché il det­ta­glio di altre 19 nazioni. Utile data­base per le orga­niz­za­zioni, le imprese che ope­rano a livello internazionale.

Extintion Management
Pubblicato il 9 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Il Cluetrain Manifesto 16 Anni Dopo

Il Clu­train Mani­fe­sto ha rap­pre­sen­tato, ed in buona parte con­ti­nua a rap­pre­sen­tare, un punto di rife­ri­mento impre­scin­di­bile per chi si occupa di mar­ke­ting e comu­ni­ca­zione d’impresa, una vera “rivo­lu­zione” del lin­guag­gio con cui le aziende comu­ni­cano nell’era di Inter­net a comin­ciare dalla prima, e più cele­bre, delle 95 tesi scritte 16 anni orsono: i mer­cati sono conversazioni.

Dal 1999 ad oggi abbiamo vis­suto anni carat­te­riz­zati dal più rapido svi­luppo che la sto­ria moderna possa ricor­dare gra­zie all’evoluzione sem­pre più veloce dell’information com­mu­ni­ca­tion tech­no­logy ed alla sua dif­fu­sione ed ado­zione sem­pre più mas­si­fi­cata. Per que­sto due degli autori dell’epoca: Doc Searls e David Wein­ber­ger hanno avver­tito il biso­gno di aggior­narne le tesi pub­bli­cando ieri “New Clues”, nuove idee, sug­ge­ri­menti, 121 nuove idee sulla Rete.

Ovvia­mente la let­tura inte­grale è d’obbligo come lo è pren­dersi il tempo neces­sa­rio per dige­rirle, farle pro­prie ed appli­carne i prin­cipi a se stessi ed all’organizzazione in cui si opera. Ho pen­sato di ripren­dere, tra­du­cen­dole per faci­lità di let­tura, quelle che per­so­nal­mente mi sono sem­brate di mag­gior interesse.

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Inter­net siamo noi, collegati:

1. Inter­net non è fatto di filo di rame, fibra di vetro, onde radio, o anche tubi.
2. I dispo­si­tivi che uti­liz­ziamo per la con­nes­sione a Inter­net non sono in Inter­net.
3. Veri­zon, Com­cast, AT & T, Deu­tsche Tele­kom, e 中国电信­non pos­sie­dono Inter­net. Face­book, Goo­gle, e Ama­zon non sono monar­chi della Rete, e nep­pure lo sono sono i loro tira­piedi o algo­ritmi. Non i governi della Terra, né le loro asso­cia­zioni di cate­go­ria hanno il con­senso della rete per trat­tare la Rete come sovrani.
4. Pos­se­diamo Inter­net in comune e senza un pro­prie­ta­rio.
5. Da noi e da quello che abbiamo costruito su di esso deriva tutto valore di Inter­net.
6. La rete è di noi, da noi, e per noi.
7. Inter­net è nostra.

La Rete non è un medium:

19. La rete non è un mezzo più di quanto una con­ver­sa­zione sia un mezzo.
20. In rete noi siamo il medium. Noi siamo quelli che spo­stano i mes­saggi. Fac­ciamo così che ogni volta che inviamo un tweet, inviamo un link in una e-mail, o postiamo su un social net­work.
21. A dif­fe­renza di un mezzo, tu e io lasciano le nostre impronte digi­tali, e, a volte segni di morsi, sui mes­saggi che pas­siamo. Noi diciamo alla gente per­ché lo stiamo con­di­vi­dendo. Noi ci con­fron­tiamo, liti­ghiamo, con esso. Aggiun­giamo uno scherzo. Togliamo la parte che non ci piace. Fac­ciamo nostri que­sti mes­saggi.
22. Ogni volta che spo­stiamo un mes­sag­gio attra­verso la Rete, tra­spor­tiamo un po ‘di noi stessi con esso.
23. Muo­viamo un mes­sag­gio attra­verso que­sto “medio” solo se è impor­tante per noi in uno dei modi infi­niti per i quali gli esseri umani si pre­oc­cu­pano qual­cosa.
24. Caring — avere inte­resse - è la forza motrice di Internet.

Il Mar­ke­ting ancora rende più dif­fi­cile parlare:

52. Ave­vamo ragione la prima volta : I mer­cati sono con­ver­sa­zioni.
53. Una con­ver­sa­zione non è il vostro busi­ness tiran­doci dalla manica per dif­fon­dere un pro­dotto di cui non vogliamo sen­tir par­lare.
54. Se vogliamo cono­scere la verità circa i vostri pro­dotti, lo sco­pri­remo l’uno dall’altro.
55. Siamo con­sa­pe­voli che que­ste con­ver­sa­zioni sono incre­di­bil­mente pre­ziose per voi. Pec­cato. Sono le nostre.
56. Siete ben­ve­nuti a par­te­ci­pare la nostra con­ver­sa­zione, ma solo se ci dite per chi lavo­rate, e se potete par­lare per voi stessi e come voi stessi.
57. Ogni volta che ci chiami “con­su­ma­tori” ci sen­tiamo come le muc­che che cer­cano la parola “carne”.
58. Smet­te­tela di tri­vel­lare nostre vite per estrarre dati che non sono affar tuo, e che le vostre mac­chine frain­ten­dono.
59. Non pre­oc­cu­pa­tevi: vi diremo quando siamo nel mer­cato per qual­cosa. A modo nostro. Non il vostro. Fida­tevi di noi: que­sto sarà un bene per voi .
60. Gli annunci che suo­nano umani, ma pro­ven­gono dall’intestino irri­ta­bile del vostro reparto mar­ke­ting, mac­chiano il tes­suto del Web.
61. Quando per­so­na­liz­za­zione è qual­cosa di inquie­tante, è una buona indi­ca­zione che non si capi­sce cosa vuol dire essere una per­sona.
62. Per­so­nale è umano. Per­so­na­liz­zata non lo è.
63. Più le mac­chine sem­brano umane, più sci­vo­lano giù nella valle miste­riosa dove tutto è uno spet­ta­colo defor­mato .
64. Inol­tre: Si prega di smet­tere di vestire gli annunci come noti­zia nella spe­ranza che non vedremo il pic­colo disclai­mer appeso fuori dalla loro bian­che­ria intima.
65. Quando si inse­ri­sce un ” annun­cio nativo , “si sta ero­dendo non solo la pro­pria affi­da­bi­lità, ma l’affidabilità di tutto que­sto nuovo modo di essere uno con l’altro”.
66. E, a pro­po­sito, che ne dici di chia­mare gli “annunci nativi” con qual­cuno dei loro veri nomi: “pro­duct pla­ce­ment”, “adver­to­rial,” o “falsa fot­tuta noti­zia”?
67. Gli inser­zio­ni­sti sono riu­sciti ad andare avanti senza essere sub­doli per gene­ra­zioni. Pos­sono con­ti­nuare a farlo anche in Rete.

Il Gitmo della Rete:

70. Le pagine Web sono sulla con­nes­sione. Apps sono circa il con­trollo.
71. Come ci muo­viamo dal Web a un mondo a base di app , per­diamo i beni comuni che sta­vamo costruendo insieme.
72. Nel regno delle Apps ci sono utenti e non crea­tori.
73. Ogni nuova pagina rende il Web più grande. Ogni nuovo col­le­ga­mento rende il Web più ricco.

78. Se Face­book è la tua espe­rienza della Rete, allora indossi gli occhiali di un’azienda con una respon­sa­bi­lità fidu­cia­ria per impe­dirti di toglierti gli occhiali.
79. Goo­gle, Ama­zon, Face­book, Apple sono tutti nel set­tore occhiali. La verità più grande è che i loro occhiali oscu­rano: Que­ste aziende vogliono tenere la via come buchi neri ten­gono luce.
80. Que­ste sin­go­la­rità azien­dali sono peri­co­lose non per­ché sono il male. Molti di loro, infatti, si impe­gnano con note­vole com­por­ta­mento civico. Dovreb­bero essere applau­dito per que­sto.
81. Ma essi bene­fi­ciano della forza gra­vi­ta­zio­nale della socia­lità: L ’”effetto rete” è quella cosa dove un sacco di per­sone usa qual­cosa per­ché un sacco di gente lo usa.
82. Dove non ci sono alter­na­tive com­pe­ti­tive, dob­biamo essere iper­vi­gi­lanti ricor­dando que­sti Titani i valori della Rete che prima li hanno ispirati.

94.Internet è stu­pe­fa­cente . Il Web è impres­sio­nante. Sei bello. Col­le­ghiamo tutti noi e siamo più fol­le­mente stu­pe­fa­centi di Jen­ni­fer Law­rence. Si tratta di sem­plici fatti.
95. Quindi cer­chiamo di non mini­miz­zare ciò che la Rete ha fatto negli ultimi 20 anni.
99. A tutto quello che non capi­sco è pos­si­bile tro­vare una spie­ga­zione per. E una discus­sione al riguardo. E un argo­mento a cui si rife­ri­sce. Non è chiaro quanto sia impres­sio­nante?
100. Volete sapere cosa com­prare? L’azienda che fa un oggetto del desi­de­rio è ora la peg­giore fonte di infor­ma­zioni su di esso. La fonte migliore simo tutti noi.

108. Nel con­te­sto sba­gliato, ognuno è uno stu­pido [Noi, anche. Ma lo sape­vamo già.] Quindi, se stai invi­tando delle per­sone a fare una nuo­tata, pub­blica le regole. Tutti i troll, fuori dalla piscina!
109. Se le con­ver­sa­zioni al vostro sito vanno male, è colpa tua.
110. Ovun­que la con­ver­sa­zione stia acca­dendo, nes­suno ti deve una rispo­sta, non importa quanto ragio­ne­vole tuo argo­mento o quanto vin­cente il tuo sorriso.

118. Inter­net ha libe­rato una forza antica — la forza gra­vi­ta­zio­nale di unirci.

Buon lavoro!

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