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Oscars2015
Pubblicato il 25 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Il Flop degli #Oscars2015 su Twitter

18esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata a media e i recen­tis­simi Oscar cinematografici.

Dav­vero inte­res­sante la sin­tesi gra­fica dei vestiti indos­sati da chi è stato pre­miato come miglior attrice dal 1929 ad oggi. Un viag­gio nel tempo nella moda e nel costume della nostra società.

oscar-dresses

In mezz’ora, inter­val­lata da musica tratta dai film pre­miati, incluso il brano pre­miato come miglior colonna sonora, pro­viamo a fare il punto sul trat­ta­mento infor­ma­tivo da parte dei media e sui social degli #Oscars2015.

È inte­res­sante rile­vare come, per quanto riguarda la carta stam­pata, men­tre i quo­ti­diani ita­liani ed euro­pei “buca­vano” la noti­zia nelle edi­zioni di lunedì quelli sta­tu­ni­tensi a poche ore dalla pro­cla­ma­zione dei vin­ci­tori erano già in ven­dita con le edi­zioni aggior­nate con il Miami Herald che veniva distri­buito a meno di due ore dal ter­mine della ceri­mo­nia. Non si tratta sola­mente di fuso ora­rio, che ovvia­mente ha influito, ma anche di sistemi di stampa e di distri­bu­zione diversi. Se quello USA in circa 4 ore si è dimo­strato di por­tare ai let­tori tutti i prin­ci­pali quo­ti­diani  con i risul­tati delle pre­mia­zioni var­rebbe la pena di osser­varne con mag­gior atten­zione le pecu­lia­rità del sistema di stampa e distri­bu­zione per car­pirne l’efficienza.

Sui social in Ita­lia sono circa 100mila i com­menti postati durante la notte degli Oscar con #Sky­Ci­ne­maO­scar a farla da padrone cata­liz­zando la mag­gior parte delle con­ver­sa­zioni e bat­tendo l’hashtag uffi­ciale della mani­fe­sta­zione. Un numero tutto som­mato non tra­scu­ra­bile se si con­si­dera che l’evento era tra le 2 e le 6 della mat­tina del lunedì 23.

Diverso per quanto riguarda gli USA dove, sep­pure restino numeri impor­tan­tis­simi, i numeri for­niti da Niel­sen per quanto riguarda Twit­ter mostrano un calo di oltre il 65% rispetto ai 17.1 milioni di tweet dell’edizione 2014 domi­nati dal sel­fie più famoso degli ultimi 12 mesi. Molto diversa invece la situa­zione per quanto riguarda Face­book dove a livello glo­bale sono state 21 milioni le per­sone che hanno dibat­tuto sugli Oscar, tota­liz­zando 58 milioni di inte­ra­zioni con un incre­mento dav­vero note­vole rispetto all’edi­zione pre­ce­dente.

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

Organic Reach Facebook
Pubblicato il 20 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Contrordine, Le Foto su Facebook NON Funzionano

L’algoritmo di Face­book, in evo­lu­zione  costante per ser­vire al meglio gli inte­ressi delle per­sone iscritte al social più popo­loso del pia­neta [e gli inte­ressi eco­no­mici di Zuck and friends, eh!], è al cen­tro del dibat­tito da tempo per la ridu­zione della reach, della por­tata orga­nica — non a paga­mento — della pro­pria fan base.

Lo stra­ta­gemma mag­gior­mente uti­liz­zato per cer­care di aumen­tare il numero di per­sone rag­giunte dai pro­pri con­te­nuti è d tempo quello di postare delle foto, delle imma­gini. Pare che adesso, in seguito alla “guerra” dichia­rata da Face­book al “click bai­ting” e la grande atten­zione ai video, la musica sia cambiata.

Secondo la desk research pub­bli­cata da Social­ba­kers infatti le foto con­ti­nuano ad essere il con­te­nuto più postato dai brand su Face­book ma la loro effi­ca­cia pare essere deci­sa­mente ridotta. Dall’ana­lisi su 670mila post di oltre 4mila fan page di altret­tanti brand, con­dotta tra ini­zio otto­bre 2014 e feb­braio di quest’anno, i post con delle imma­gini risul­tano essere quelli con la minor reach organica.

Organic Reach Facebook

Aspetto che pare ulte­rior­mente accen­tuarsi per le pagine azien­dali con un numero supe­riore ai 100mila fan.

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Se cer­ta­mente si tratta di un’indicazione ope­ra­tiva inte­res­sante, che in rife­ri­mento spe­ci­fico alle pagine dei prin­ci­pali quo­ti­diani ha comun­que un impatto mode­sto poi­ché la por­tata di que­ste è garan­tita dall’ampiezza di like, com­menti e con­di­vi­sioni nella mia espe­rienza, vi è anche un altro aspetto che è oppor­tuno sottolineare.

Se si esclu­dono le pagine di imprese/brand di grandi dimen­sioni nella stra­grande mag­gio­ranza dei casi l’attenzione alla crea­zione dei con­te­nuti, ed il rela­tivo inve­sti­mento, e scarsa, sia in ter­mini di lin­guag­gio adat­tato al pro­prio pub­blico di rife­ri­mento che a livello di crea­ti­vità, pro­prio a comin­ciare dalle foto.

Lo riba­di­sco, il pro­blema di Face­book, e degli altri social, non è l’algoritmo. Il pro­blema è che nel social media mar­ke­ting la parola chiave che fa la dif­fe­renza è il ter­mine marketing.

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Come In We are Open
Pubblicato il 17 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Open Data, Call to Action

In col­la­bo­ra­zione con Human High­way abbiamo deciso di aprire, di for­nire a tutti, i dati delle con­di­vi­sioni degli arti­coli delle diverse testate.

Ogni arti­colo con­te­nuto nel data­set è descritto dall’URL, dal titolo e dai tag [even­tual­mente] ad esso asso­ciati. Alla data dell’osservazione, ripor­tata nell’omonimo campo, le API di quat­tro social net­work con­se­gnano a UAC Meter il numero di con­di­vi­sioni dell’articolo:

  • Like e share su Facebook
  • Tweet e ret­weet su Twitter
  • +1 su Goo­gle Plus
  • Like e con­di­vi­sioni su LinkedIn

Diamo il data­base men­sile open e avremmo pia­cere di vedere quali ela­bo­ra­zioni ed inte­gra­zioni si pos­sono fare rispetto a quelle che abbiamo già effet­tuato. Potre­ste avere delle idee che noi non abbiamo mai avuto, sia nell’analisi che nel modo di visua­liz­zare i risul­tati. Potre­sti arric­chirli con altre infor­ma­zioni, clas­si­fi­carli in base al con­te­nuto — molto utile ma molto dif­fi­cile — o appro­fon­dire le ragioni alla base della condivisione.

Avete tempo sino al 7 di marzo per fare la vostra ana­lisi e/o visua­liz­za­zione gra­fica ed inviarle a a info@humanhighway.it o a info@datamediahub.it. Le migliore ana­lisi o le migliori visua­liz­za­zioni gra­fi­che dei risul­tati saranno pub­bli­cate con un arti­colo e un’intervista su Data­Me­dia­Hub nella seconda set­ti­mana di marzo 2015. Non fate i timidi.

Come In We are Open 

Linkedin Users Trend
Pubblicato il 13 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

LinkedIn Batte Facebook e Twitter

Lin­ke­dIn, il social net­work più effi­cace per la distri­bu­zione di con­te­nuti, per il con­tent mar­ke­ting nel B2B, ha pub­bli­cato i dati rela­tivi all’ultimo tri­me­stre ed al totale 2014.

Se gli utenti di Face­book e, soprat­tutto, di Twit­ter, cre­scono a tassi con­te­nuti, così non è per Lin­ke­dIn che invece galoppa tri­me­stre dopo trimestre.

Come mostra il gra­fico sot­to­stante le per­sone regi­strate cre­scono del 25% rispetto al 2013 e del 71% rispetto al 2012. Gli utenti unici attivi nel 2014 aumen­tano del 19% rispetto all’anno pre­ce­dente e del 64% in con­fronto al 2012. For­tis­sima anche la cre­scita delle pagine viste [+31%], segno di un uti­lizzo inten­sivo del social net­work e degli utenti unici da mobile che pesano il 46% del totale.

La pre­sen­ta­zione sotto ripor­tata mostra il trend tri­me­strale di cre­scita degli utenti e quello di ricavi e EBITDA dall’inizio del 2012 ad oggi non­ché le pre­vi­sioni per il 2015. Se ancora non avete una vostra pagina azien­dale su Lin­ke­din è deci­sa­mente arri­vato il momento di porre rimedio.

Audiweb Mattarella
Pubblicato il 4 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

L’Elezione di Mattarella & i Media

Appun­ta­mento set­ti­ma­nale di “In Media Stat Virus: Il Mondo dei Media nell’Era di Twit­ter” con una pun­tata dedi­cata al fatto media­tico della set­ti­mana per quanto riguarda il nostro Paese: l’elezione del nuovo Pre­si­dente della Repub­blica. Tema che abbiamo affron­tato cer­cando di ana­liz­zare quale sia stato il trat­ta­mento infor­ma­tivo da parte dei media sia inter­na­zio­nali che nazionali.

L’analisi delle prime pagine dei prin­ci­pali quo­ti­diani inter­na­zio­nali [di]mostra come il ruolo del Pre­si­dente della Repub­blica sia di secondo piano poli­ti­ca­mente ed infatti nes­sun gior­nale dell’emisfero gli dedica nep­pure un tra­fi­letto in prima pagina.

Gran­dis­sima invece l’attenzione da parte dei media di casa nostra con le tele­vi­sioni in primo piano a comin­ciare dalla mara­tona elet­to­rale de LA7 dedi­cata in larga parte a ipo­tesi delle ipo­tesi, con­get­ture delle con­get­ture, per i primi tre scru­tini. 28 ore di tra­smis­sione basate sulla let­tura del signi­fi­cato delle schede bian­che. La diretta del nulla, il vuoto infor­ma­tivo più assoluto.

In gene­rale il trat­ta­mento infor­ma­tivo segue lo schema appli­cato durante le dimis­sioni di Napo­li­tano. Se per l’ex Pre­si­dente la sfilza di det­ta­gli sul ritorno a casa ed il suo macel­laio di fidu­cia non erano bastati, adesso sap­piamo tutto del bar­biere di Mat­ta­rella, della sua Panda e sul suo pre­sen­zia­li­smo a tutte le riu­nioni di con­do­mi­nio. I media cer­cano di creare “L’effetto Ber­go­glio”, di uma­niz­zare [pour cause] i volti della poli­tica, ma virano deci­sa­mente verso l’approccio alla Bar­bara D’Urso con buona pace del Pre­si­dente dell’Ordine dei Gior­na­li­sti che dopo essersi sca­gliato con­tro quest’ultima adesso tace consenziente.

For­tu­na­ta­mente rie­sce a strap­parci un sor­riso meno amaro la prima pagina de “L’Osservatore d’Italia” uscendo deci­sa­mente dagli schemi.

OsservatoreItaliaI

Scarso il riscon­tro, e l’interesse, sui social per l’elezione di Mat­ta­rella con i quat­tro hash­tag [#Quirinale2015, #Mat­ta­rella, #mara­to­na­qu­ri­nale e #mat­ta­rel­la­Pre­si­dente] che com­ples­si­va­mente rea­liz­zano sola­mente 301mila con­ver­sa­zioni ed un numero non tra­scu­ra­bile di “fes­sac­chiotti”, circa 20mila, — incluse alcune testate — che segue e dia­loga con l’account fake del neo Presidente.

PdRMattarella

Non va molto meglio per i gior­nali online che ten­gono la noti­zia in testa ai loro siti web per giorni interi senza susci­tare alcun inte­resse da parte dei let­tori, delle per­sone, come dimo­strano i dati Audi­web, piatti, per alcune delle prin­ci­pali testate. Un chiaro segnale della distanza tra poli­tici, media e persone.

Audiweb Mattarella

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera pun­tata inter­val­lata da musica scelta ad hoc, in tema.

“In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. È pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

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