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Posted on 6 luglio 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Tri­pAd­vi­sor — Sulla bontà delle recen­sioni di Tri­pAd­vi­sor da tempo vi sono molti dubbi. Adesso “Ita­lia a Tavola”, testata di eno­ga­stro­no­mia, ha creato un risto­rante finto per dimo­strarlo e ci è riuscita.
  • Call to Action — Si parla sem­pre dell’algoritmo e della reach delle pagine Face­book ed invece poco, troppo poco, della reach di Twit­ter che è molto diversa dall’OTS [Oppor­tu­nity to be Seen]. In attesa di tor­nare sull’argomento, 10 carat­te­ri­sti­che per delle call to action che fun­zio­nino sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 caratteri.
  • La Nostra Gior­nata Digi­tale — La search, è noto, resta l’attività più svolta dalle per­sone in Rete. Ma cosa cer­chiamo a seconda dei momenti della gior­nata? Secondo l’analisi del NYTi­mes, ad esem­pio, Con la notte, arri­vano le ricer­che legate al sesso: “Come met­tere un pre­ser­va­tivo” è al top delle 22h28, il porno tra mez­za­notte e le due del mat­tino, e le ricer­che rela­tive ai “vibro­mas­sag­gia­tori” verso le quat­tro del mattino.
  • Non Fate Niente di Stu­pido — Le buone norme di com­por­ta­mento sui social per i gior­na­li­sti del pro­prio staff nella social media gui­dance della BBC. Benchmark.
  • New­so­no­mics — I 10 numeri che inqua­drano il news busi­ness attualmente.
  • Social Media Trends — Le ten­denze che [ri]definiranno il mar­ke­ting del pros­simo decen­nio. Da stam­pare e appen­dere in ufficio.
  • Online Adver­ti­sing — I dati dell’’Osservatorio Fcp-Assointernet per il periodo gennaio-maggio 2015, raf­fron­tati allo stesso periodo del 2014, regi­strano una fles­sione del 2.2%. Certo che fin­chè non si riu­scirà ad andare oltre le stime per search e social ads si rischia vera­mente di “dare in numeri” nell’accezione nega­tiva del termine.

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Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Believe in the Future
Posted on 29 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Twit­ter Timing — Buf­fer ha ana­liz­zato 4.8 milioni di tweet di 10mila account e pub­bli­cato i risul­tati della desk research. Emerge una netta dif­fe­renza tra gli orari in cui pre­va­len­te­mente si twitta e quelli in cui la gente clicca sui link. Da tenere a mente.
  • Pro­cesso d’Acquisto — Il fun­nel dalla con­si­de­ra­zione all’acquisto nell’analisi sul valore di cia­scuna fonte d’informazione online per 45 nazioni e 10 gate­go­rie mer­ceo­lo­gi­che. Book­mark!
  • Social TV — Nel corso del primo tri­me­stre 2015 584mila ita­liani hanno postato almeno un Tweet rela­tivo ad un pro­gramma tele­vi­sivo. Un totale di 14 milioni di tweet che hanno avuto una OTS per 850 Milioni di volte. La cate­go­ria meno citata le auto, secondo l’analisi della Nielsen.
  • Digi­tal Mar­ke­ting: Un Caso di Suc­cesso - Case study delle azioni di digi­tal mar­ke­ting, social inclusi, per Maxi­bon [Nestlè].
  • Un nuovo modo di inte­ra­gire con il con­su­ma­tore - Il Brand Mar­ke­ting è diven­tato un pro­cesso “per­mis­sion based”, lo con­ferma Paola Scarpa [Retail, FMCG, HC Direc­tor] di Goo­gle Italia.
  • 5 Pre­vi­sioni per il Futuro — 5 trend per il futuro pros­simo secondo le pre­vi­sioni di un panel di esperti che ne indi­cano pro­ba­bi­lità di acca­di­mento e timing.
  • Un Dildo per l’Informazione — Durante le marce di sabato per la gior­nata del Pride alla CNN scam­biano la ban­diera che raf­fi­gura un sex toy con quella dell’ISIS. È diver­tente ma non fa ridere…

“Bonus track” una uti­lity pre­ziosa per chi, come il sot­to­scritto, non ne poteva più dell’invasività di certe appli­ca­zioni su Facebook:

  • Video Tuto­rial Face­book - Sarà capi­tato anche a voi di rice­vere con­ti­nua­mente inviti a Candy Crush Saga, Farm­ville e altri gio­chi su Face­book. Que­sto video vi spiega come in pochi sem­plici pas­saggi non essere più anno­iati da que­sto tipo di cose. Evviva!!!

Believe in the Future

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Internet of Things
Posted on 25 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Mes­sen­ger # Face­book — Adesso, in Canada, Uni­ted Sta­tes, Peru e Vene­zuela, non è più neces­sa­rio essere iscritti a Face­book per poter usare Mes­san­ger. Se Zuck spinge così sull’app di instant mes­san­ging ci sarà un perchè
  • Save the Date — Se dovessi sce­gliere un solo evento al quale par­te­ci­pare nel corso dell’anno non ho dubbi che que­sto sarebbe State of the Net. L’appuntamento annuale State of the Net del 2015 si terrà a Milano, invece che a Trie­ste, il 4 e 5 otto­bre e sarà dedi­cata agli algo­ritmi. Su iPres­sLive, piat­ta­forma della quale tor­ne­remo a par­lare molto pre­sto, accre­dito stampa e pagina dedi­cata, che verrà costan­te­mente aggior­nata con noti­zie, foto e video gal­lery, spea­ker, live twit­ting legato all’hashtag #sotn15
  • Le Start-up Ita­liane Viste da Fuori — Busi­ness Insi­der scrive, giu­sta­mente ahimè, che non si pensa all’Italia come nazione facente parte del nucleo duro legato alla tec­no­lo­gia in Europa ed elenca “The 11 hot­test star­tups in Italy”. Bonus Track: “40 of The Best Tools Your Star­tup May Find Useful”
  • Instant Arti­cles — Dopo oltre un mese e mezzo dal debutto uffi­ciale, secondo quanto ripor­tato dal Wall Street Jour­nal, i publi­sher coin­volti ini­zie­ranno a pub­bli­care dav­vero e si parla di una media tra i 30 ed i 40 arti­coli al giorno per testate come il  New York Times o NBC News. Toc­cherà instal­lare l’applicazione.
  • L’Ora dei Saluti — Circa chiude, pro­ba­bil­mente a causa di un approc­cio troppo freddo e razio­nale al mondo delle news che invece ha sem­pre più biso­gno di coin­vol­gere ed emo­zio­nare, e Antony De Rosa saluta e rin­gra­zia i col­la­bo­ra­tori e segnala le loro mail in caso qual­cuno volesse assu­merli. Paro paro a quel che suc­cede in Ita­lia in que­sti casi…
  • Mobile Adver­ti­sing - Si parla molto, troppo?, di adv e mobile, ma il futuro, anzi il pre­sente, è la search da mobile [e anche da que­sto gli edi­tori sono fuori]. Comun­que sia, “The state of mobile ad spen­ding in 5 charts” con­sente di farsi un’idea della situa­zione a livello globale
  • Gra­phic News — A tre mesi dal debutto di Gra­phic News, ini­zia­tiva tutta ita­liana a dispetto del nome, avviene ora il lan­cio della ver­sione inglese e diventa “mobile-first”. Bravi!

Internet of Things

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Ceres
Posted on 23 giugno 2015 by Pier Luca Santoro, Lelio Simi

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Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  •  News Lab - Goo­gle lan­cia News Lab per aiu­tare i gior­na­li­sti ad uti­liz­zare i pro­pri tool e set di dati. L’iniziativa si col­loca all’interno di Digi­tal News Ini­tia­tive, part­ner­ship di recente imple­men­ta­zione tra l’azienda di Moun­tain View ed alcuni dei prin­ci­pali edi­tori euro­pei a cui per l’Italia, sin ora, hanno ade­rito La Stampa, Il Gior­nale e Lettera43.
  • Face­book Adver­ti­sing in Europa — eMar­ke­ter snoc­ciola alcuni dati del rap­porto “Face­book Ad Spen­ding Outside North Ame­rica: Trends for 2015 and Beyond”. In Europa Occi­den­tale il 51.3% degli utenti Inter­net usa Face­book ed i ricavi pub­bli­ci­tari sono cre­sciuti del 59.9% nell’ultimo anno. Al tempo stesso tra­pe­lano indi­scre­zioni rela­ti­va­mente al lan­cio da parte di Face­book, in occa­sione del Festi­val di Can­nes, di una nuova suite per far uti­liz­zare meglio i pro­pri dati agli inserzionisti.
  • Buco nel Muro — The Sun, il tabloid bri­tan­nico noto per la sua con­tro­versa pagina 3, a due anni dall’implementazione del pay­wall fa sem­pre più mar­cia indie­tro. Se a marzo era stato lan­ciato, non a paga­mento, Sun Nation, ora è la volta del pro­prio sito dove saranno dispo­ni­bili con­te­nuti non pro­tetti da Paywall.
  • Unskip­pa­ble Ads — Il seg­mento del video adver­ti­sing è uno dei più dina­mici con un trend di cre­scita e pro­spet­tive dav­vero inte­res­santi, però le per­sone ten­dono a sal­tare appena pos­si­bile gli annunci con­te­nuti all’interno dei video di loro inte­resse. Per ovviare al pro­blema Goo­gle, in col­la­bo­ra­zione con alcune delle prin­ci­pali agen­zie inter­na­zio­nali di pub­bli­cità, lan­cia Unskip­pa­ble Ads. Sem­pre peggio!
  • Lezioni di Social Media Mar­ke­ting - Ceres, la nota marca di birra, sbarca su Twit­ter e chiede aiuto ai suoi fan, alle per­sone. Da notare visual, lin­guag­gio uti­liz­zato e inte­ra­zione nei com­menti. Una lezione di social media mar­ke­ting utile a molti.
  • Con­tent Pro­vi­ding — The Washing­ton Post lan­cia “The Talent Net­work” nuova appli­ca­zione che per­mette ai free­lance di pro­porre i loro articoli.
  • La crisi della Pub­bli­cità in Ita­lia - In Ita­lia c’è un sostan­ziale far west, dove i con­ces­sio­nari pos­sono offrire diritti di nego­zia­zione, spazi omag­gio e “over­com­mis­sion” in cam­bio di inve­sti­menti da parte dei cen­tri media. In gergo, molti addetti ai lavori chia­mano i diritti di nego­zia­zione “kic­k­backs” che in inglese vuole dire, let­te­ral­mente, tan­genti. Che dire…leg­gete il resto.

Ceres

 

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Reuters Starting Point for News
Posted on 16 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Digital News Report 2015

Il Reu­ters Insti­tute for the Study of Jour­na­lism ha rila­sciato i risul­tati della quarta edi­zione del suo stu­dio annuale “Digi­tal News Report”, stu­dio sulle abi­tu­dini di con­sumo dell’informazione online/digitale in 12 nazioni, Ita­lia com­presa, basato su 20mila inter­vi­ste ad altret­tanti con­su­ma­tori di noti­zie online e focus group con­dotti online ed inte­grato con i con­tri­buti di auto­rità del set­tore quali Emily Bell.

Lo stu­dio, con­dotto tra gen­naio e feb­braio di quest’anno, prende in con­si­de­ra­zione sola­mente coloro che con­su­mano infor­ma­zione e che hanno accesso ad inter­net. Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente il nostro Paese si tratta della nazione con la minor pene­tra­zione della Rete tra le dieci prese in con­si­de­ra­zione come mostra la sezione dedi­cata alla meto­do­lo­gia della ricerca. È esclusa quindi poco meno della metà della popo­la­zione italiana.

Il rap­porto si com­pone di 112 pagine. Come di abi­tu­dine, se il tema vi inte­ressa, che sia a titolo per­so­nale o pro­fes­sio­nale, con­si­glio cal­da­mente la let­tura inte­grale dello stu­dio al di là della mia per­so­nale sin­tesi ed inter­pre­ta­zione. Se siete di fretta invece, potete leg­gere la scheda di sin­tesi con focus al sistema media­tico dell’Italia e guar­dare il video sot­to­stante che sin­te­tizza in meno di due minuti i risul­tati prin­ci­pali a livello globale.

In 6 dei 12 Paesi presi in con­si­de­ra­zione dallo stu­dio il con­sumo d’informazione online, inclu­sivo dei social, supera quello tele­vi­sivo. Così non è per quanto riguarda l’Italia dove invece la tele­vi­sione regna sovrana. Il gra­fico sot­to­stante riporta il det­ta­glio di cia­scuna nazione. Si tratta dell’ennesima evi­denza, se neces­sa­rio, che rifarsi ad espe­rienze inter­na­zio­nali non sem­pre fun­ziona viste le pro­fonde differenze.

Reuters MAIN SOURCE OF NEWS

L’Italia una delle nazioni con il più basso indice di fidu­cia sull’informazione con solo il 35% delle per­sone che rispon­dono posi­ti­va­mente alla  domanda “I think you can trust most news most of the time”.

È con­fer­mato ampia­mente l’utilizzo dei social come fonte dalla quale appren­dere le noti­zie. Sono ovvia­mente Face­book e Twit­ter i due prin­ci­pali social con il primo — con un’audience molto ampia e gene­ra­li­sta — che viene usato pre­va­len­te­mente per altri scopi, a comin­ciare dal rela­zio­narsi con amici/conoscenti, ed il secondo che invece è uti­liz­zato da un pub­blico più spe­cia­liz­zato alla ricerca degli ultimi svi­luppi, delle novità, anche in campo informativo.

In cre­scita anche l’utilizzo di Wha­tsApp con l’Italia al terzo posto su 12 per l’utilizzo dell’applicazione di mes­sag­gi­stica istan­ta­nea per rice­vere noti­zie. In cre­scita anche la frui­zione di video come fonte d’informazione sia in gene­rale che in spe­ci­fico rife­ri­mento al nostro Paese.

Le noti­zie sono sem­pre più unbran­ded e la search ed i social diven­gono pre­po­ten­te­mente la porta d’ingresso ai siti web delle testate. In Ita­lia la search è la fonte di accesso alle noti­zie per il 66% dei rispon­denti [ancora con­vinti di voler fare la “guerra santa” a Goo­gle?], i social il 33%, men­tre l’accesso diretto ai new­sbrand è pra­ti­cato solo da un quinto delle persone.

Le noti­zie unbran­ded, senza marca distin­tiva, sono la deri­vata di una poli­tica scel­le­rata di gestione della marca con online che ha carat­te­ri­sti­che com­ples­si­va­mente non con­grue con quelle dell’omologa ver­sione car­ta­cea; in par­ti­co­lare in Ita­lia dove sono nette le dif­fe­renze. Per un pugno di click si svende la marca.

Reuters Starting Point for News

Come emerge distin­ta­mente dai dati Audi­web, il rap­porto con­ferma che i legacy media pre­val­gono su digi­tal born. In Ita­lia alla domanda su quale fonte d’informazione online sia stata uti­liz­zata nell’ultima set­ti­mana il 79% cita una testata tra­di­zio­nale e il 51% invece una all digi­tal. Tra i glo­bal new­sbrand nativi digi­tali Yahoo, MSN e Huf­f­Post sono i più citati ma restano comun­que rela­ti­va­mente mar­gi­nali, sem­pre al di sotto del 10% dei rispondenti.

L’infografica sotto ripor­tata rias­sume quali sono i new­sbrand ita­liani, online e offline, con la mag­gior pene­tra­zione a livello di uti­lizzo settimanale.

Reuters Scheda Italia

Il Reu­ters Insti­tute for the Study of Jour­na­lism seg­menta coloro che frui­scono d’informazione online in  tre tipo­lo­gie: i “casual users”, coloro che acce­dono all’informazione una volta al giorno o meno, che pesano il 34% del totale, i “daily brie­fers”, che come dice il nome acce­dono quo­ti­dia­na­mente all’informazione una o più volte nel corso della gior­nata e pesano il 45%, e i “news lovers”, per­sone che acce­dono all’informazione 5 o più volte nel corso della gior­nata e rap­pre­sen­tano il 21% del totale. In Ita­lia i “news lovers” sono il 17% e i “casual users” il 10%.

La frui­zione delle noti­zie si spalma abba­stanza uni­for­me­mente nell’arco della gior­nata con pic­chi alla mat­tina pre­sto ed in prima serata. L’accesso avviene pre­va­len­te­mente da casa, a pre­scin­dere dal device uti­liz­zato, circa un quarto lo fa dal lavoro e una parte mar­gi­nale invece men­tre è in movimento.

Le noti­zie nazio­nali, seguite da quelle inter­na­zio­nali e locali, sono al primo posto degli inte­ressi per tipo­lo­gia d’informazione in 10 nazioni su 12, ita­lia inclusa.

Nel nostro Paese il 51% degli inter­vi­stati afferma di aver pagato, di aver acqui­stato un gior­nale di carta. Per­cen­tuale che scende al 12% per quanto riguarda le news online/in for­mato digi­tale. Teo­ri­ca­mente l’Italia, dopo Dani­marca e Fin­lan­dia, è la nazione con la mag­gior pro­pen­sione al paga­mento delle noti­zie; vedendo le per­cen­tuali, net­ta­mente infe­riori, delle altre nazioni si capi­sce quanto neces­sa­ria sia un abbon­dante tara­tura tra dichia­rato e rea­liz­zato. In caso di dubbi basti vedere l’andamento effet­tivo delle ven­dite di copie digi­tali. La stra­grande mag­gio­ranza di coloro che pagano per le news online/digital, acqui­sta “one shot” [63%]. Ulte­riore ele­mento di rifles­sione come ho già avuto modo di sot­to­li­neare.

Reuters Pagamento News Online

L’Italia è tra le nazioni in cui le per­sone hanno una mag­giore pro­pen­sione ad uti­liz­zare i social per la frui­zione d’informazione. I milioni di fan alle pagine delle diverse testate, per come ven­gono gestiti, non ser­vono ad altro che ad ali­men­tare i ricavi di Zuc­ker­berg & Co. Basti vedere, in assenza di altri dati o di uti­lizzo di piat­ta­forme spe­ci­fi­che di moni­to­rag­gio, il rap­porto tra numero di fan, pur con tutte le tara­ture sulla reach effet­tiva, e gli accessi com­ples­sivi al sito web cor­ri­spon­dente della testata o, peg­gio, la ven­dita di copie car­ta­cee, per veri­fi­care quanto labile sia la relazione.

Il rap­porto chia­ri­sce come a fronte di un incre­mento dell’uso dei social come punto di sco­perta della noti­zie non vi sia invece un incre­mento nella par­te­ci­pa­zione. I social sono più un fil­tro di sele­zione che non una fonte d’informazione. Le noti­zie si con­di­vi­dono e si com­men­tano ancora oggi “face-to-face”.

Credo che vada com­ple­ta­mente rivi­sto, ribal­tato l’approccio. È meglio avere cen­ti­naia di migliaia di per­sone delle quali non si sa nulla, che non leg­gono e che com­men­tano a caso e fuori luogo o è meglio ridurre la quan­tità e sta­bi­lire una rela­zione, creare enga­ge­ment con coloro che interessano?

Per­so­nal­mente non credo pos­sano esserci dubbi sul pre­fe­rire la seconda scelta. Per un’ecologia dei social media ini­ziate, ini­ziamo, ad abbat­tere la fan base ed a capire cosa inte­ressa ai nostri let­tori, a misu­rare più il click trough che altri para­me­tri, a rela­zio­narci con loro, come ho già avuto modo di dire.

Reuters Partecipazione Social Notizie

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