Etica e Qualità

Comprensione Argomenti Giornali
Pubblicato il 4 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

[Il]Leggibilità Quotidiane

I gior­nali, il gior­na­li­smo, hanno un grave pro­blema: i temi di mag­gior rile­vanza per la società, per la demo­cra­zia e la vita pub­blica, sof­frono di un defi­cit di leg­gi­bi­lità e chia­rezza. E’ quanto emerge da uno stu­dio con­dotto dall’ Uni­ver­sity of Bri­stol e dalla School of Jour­na­lism della Car­diff University.

I temi di mag­gior spes­sore, di mag­gior valore in ter­mini di con­tri­buto alla for­ma­zione di cono­scenza e con­sa­pe­vo­lezza che un’informazione di qua­lità, un buon gior­na­li­smo, dovrebbe for­nire, quali poli­tica, ambiente, ma anche dina­mi­che dei prezzi al con­sumo e busi­ness, infor­ma­zione eco­no­mica, sono le cate­go­rie che pre­sen­tano il minor livello di leg­gi­bi­lità, di com­pren­sione, da parte del lettore.

Ana­lisi e com­mento alla ricerca nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory. Buona let­tura.

Comprensione Argomenti Giornali

Doonesbury Non Pagato
Pubblicato il 1 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Il Valore delle Opinioni

Le dichia­ra­zioni di Lucia Annun­ziata nell’inter­vi­sta rila­sciata a «Prima Comu­ni­ca­zione» di que­sto mese:

I blog­ger sono una parte essen­ziale del nuovo pro­getto.[…] I blog non sono un pro­dotto gior­na­li­stico, sono com­menti, opi­nioni su fatti in genere noti; ed è uno dei motivi per cui i blog­ger non ven­gono pagati

hanno fatto il giro d’Italia sol­le­vando un vespaio sia tra i gior­na­li­sti, già sul piede di guerra per la tanto attesa nor­ma­tiva sull’equo com­penso, che ovvia­mente tra “i blog­ger”. Gli amici di LSDI/Dig.it hanno rac­colto buona parte degli inter­venti più signi­fi­ca­tivi sul tema.

Al tempo stesso il «The New York Times» nell’ obi­tuary, nell’arti­colo di com­me­mo­ra­zione per la morte di Arthur Ochs Sulz­ber­ger, a lungo [1963–1992] edi­tore del quo­ti­diano sta­tu­ni­tense che sotto la sua guida, tra l’altro, ha otte­nuto 31 dei 108 Premi Puli­tzer, la più pre­sti­giosa ono­ri­fi­cenza nazio­nale per il gior­na­li­smo, si chiude con una cita­zione di Sulzberger:

I think that paper and ink are here to stay for the kind of new­spa­pers we print. There’s no shor­tage of news in this world. If you want news, you can go to cyber­space and grab out all this junk. […] You’re not buy­ing news when you buy The New York Times. You’re buy­ing judg­ment. [Non state com­prando noti­zie quando acqui­state il NYTi­mes. State com­prando giu­dizi, opinioni]

Credo che que­sto sia ancora più vero nella fase attuale dove molto spesso, pur con tutte le limi­ta­zioni del caso, il gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo ed in par­ti­co­lare il video/foto citi­zen jour­na­lism, arriva ine­vi­ta­bil­mente prima di gior­nali e gior­na­li­sti sulla noti­zia il più delle volte.

Come ho avuto modo di dire, il biso­gno è di capire non di vedere, l’informazione deve spie­gare non mostrare o ripor­tare. Se que­sto, come credo, è un punto car­dine per la qua­lità dell’informazione, sarà bene ricon­si­de­rare il valore delle opinioni.

Sem­pre in tema, si segnala, ad inte­gra­zione delle segna­la­zioni di LSDI, l’arti­colo: “Il McHuf­fing­ton­Post e i blog­ger non retribuiti”.

CitizenJournalism
Pubblicato il 24 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

La Rivoluzione del Video Giornalismo Partecipativo

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory si parla di video citi­zen journalism.

Par­tendo dal rap­porto “The Video Revo­lu­tion”, pub­bli­cato pochi giorni fa dal The Cen­ter for Inter­na­tio­nal Media Assi­stance, un’analisi dell’impatto su gior­nali e gior­na­li­sti di quest’area del gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo, l’impatto sull’ecosistema dell’informazione, pro e con­tro non­chè aree di atten­zione e rac­co­man­da­zioni finali.

Buona let­tura.