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Posted on 13 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Il Futuro dei Giornali nelle Nuvole

A fine set­tem­bre Fer­ruc­cio De Bor­toli ha scritto un memo interno per la reda­zione del gior­nale da lui diretto come anti­ci­pa­zione rispetto al piano edi­to­riale del quo­ti­diano di via Sol­fe­rino pre­sen­tato come una pro­po­sta aperta al con­tri­buto dei giornalisti.

Durante la set­ti­mana anche il diret­tore del «Finan­cial Times» ha scritto una nota per lo staff del pre­sti­gioso quo­ti­diano economico-finanziario, poi tra­dotta su «L’Huffington Post».

Ed ancora, sem­pre su «L’Huffington Post», Carlo De Bene­detti, edi­tore del gruppo l’Espresso-Repubblica fa il suo “esor­dio da blog­ger”, anche se in realtà si tratta della tra­scri­zione del suo inter­vento all’Internet Festi­val 2013,  per par­lare di carta e digitale.

Gli inter­venti, nel caso vi fos­sero sfug­giti, sono asso­lu­ta­mente da leg­gere con atten­zione visto che riguar­dano i due mag­giori quo­ti­diani nazio­nali e,  gra­zie a quello di Lio­nel Bar­ber, con­sen­tono anche di dare uno sguardo alle pro­spet­tive dell’evoluzione carta-digitale per una testata inter­na­zio­nale quale il «Finan­cial Times».

Ho rea­liz­zato la word cloud di tutti e tre i con­tri­buti, eli­mi­nando i ter­mini più comuni per ren­derla più facil­mente leg­gi­bile, per vedere a colpo d’occhio simi­li­tu­dini e dif­fe­renze. E’ inte­res­sante notare come, pur par­lando fon­da­men­tal­mente dello stesso tema, i ter­mini uti­liz­zati, e dun­que il senso del discorso nel suo com­plesso, pre­sen­tino note­voli differenze.

Per appro­fon­dire, vale asso­lu­ta­mente la let­tura il pezzo di Piero Vietti “Wee­kend di carta” di deco­di­fica del signi­fi­cato e delle pro­spet­tive offerte dai tre interventi.

Com­ment is free!

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Posted on 14 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

L’Edicola che non c’è e le Copie Digitali

A marzo 2102 fu annun­ciato in pompa magna il lan­cio di Edi­cola Ita­liana, piat­ta­forma multi-editore per offrire online in un unico sito le diverse testate. Ini­zial­mente la piat­ta­forma avrebbe dovuto ospi­tare sia quo­ti­diani che perio­dici di quat­tro edi­tori pas­sati poi a sei alla fine dell’anno scorso quando si tornò a par­lare del pro­getto. Di fatto, ad oggi, non si hanno noti­zie del livello di avan­za­mento e se sono occorsi 9 mesi per giun­gere dalle dichia­ra­zioni di intenti alla crea­zione del con­sor­zio, e com­ples­si­va­mente sono pas­sati 15 mesi, è facile imma­gi­nare che i tempi non siano brevi.

Per­so­nal­mente, tra feb­braio e marzo di quest’anno, ho pro­vato a con­tat­tare alcuni dei mem­bri del con­si­glio di ammi­ni­stra­zione del con­sor­zio Edi­cola Ita­liana per inse­rirne le pro­spet­tive nel mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” ma dopo un lungo ter­gi­ver­sare non ho avuto, ahimè, il pia­cere di otte­nere risposte.

Nel frat­tempo, come noto, da gen­naio di quest’anno ADS ha ini­ziato a pub­bli­care i dati delle copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Se per i perio­dici, esclu­dendo gli inserti alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani, i volumi di ven­dita sono mar­gi­nali così non è per i gior­nali, o almeno per alcuni di essi.

I primi cin­que quo­ti­diani per ven­dite rea­liz­zano l’86% del totale mostrando una con­cen­tra­zione di gran lunga supe­riore a quella della carta stam­pata. Da quando sono stati resi dispo­ni­bili i dati le ven­dite di copie digi­tali sono pas­sate da 188mila a 242mila con un incre­mento del 28.7%.

«Il Sole24Ore», primo quo­ti­diano per numero di copie digi­tali ven­dute, ha regi­strato nei primi quat­tro mesi di quest’anno un incre­mento del 56% e ad aprile il peso di que­sto for­mato è del 26.8% sul totale delle copie ven­dute [edi­cole + abbonamenti].

Peso quasi dop­pio rispetto a «Il Cor­riere della Sera», che cre­sce del 34%, e di «la Repub­blica», che invece cre­sce “sola­mente” del 6.7%. Anche se i valori asso­luti sono infe­riori rile­vante la quota di copie digi­tali anche per «Il Fatto Quo­ti­diano» con un peso del 16.7% sul totale delle copie ven­dute ed il “feno­meno” di «L’Unione Sarda» con oltre 7mila copie [+12.7% vs gen­naio 2013] per un peso del 13.8% sul totale. Per tutti gli altri quo­ti­diani le copie digi­tali restano asso­lu­ta­mente marginali.

Il gra­fico, rea­liz­zato da Human High­way,  con l’evoluzione delle ven­dite delle copie digi­tali nel primo qua­dri­me­stre di quest’anno, mostra a colpo d’occhio le dina­mi­che evolutive.

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Market Share Quotidiani Italiani
Posted on 20 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

I Conti in Tasca all’Industria dell’Informazione Italiana

La set­ti­mana scorsa sono stati dif­fusi i risul­tati gestio­nali dei prin­ci­pali edi­tori rela­ti­va­mente ai primi nove mesi del 2012.

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, sulla base dei dati pub­bli­cati, si fanno i conti in tasca all’industria dell’informazione ita­liana, per fare il punto della situa­zione sul suo stato di salute, o meglio misu­rare la feb­bre del settore.

Sono stati presi in  con­si­de­ra­zione i reso­conti inter­medi gestio­nali al 30 set­tem­bre dei prin­ci­pali players per quanto riguarda i gior­nali ita­liani: RCS Media­group, Poli­gra­fici Edi­tore, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 Ore, Espresso-Repubblica.

Buona let­tura.

Posted on 20 gennaio 2012 by Pier Luca Santoro

Confermato

Con­fer­mate le indi­scre­zioni di otto­bre, ieri è stato uffi­cial­mente annun­ciato l’accordo anche per quanto riguarda la ver­sione ita­liana dell’Huffington Post.

Allo stato attuale delle infor­ma­zioni dispo­ni­bili non posso che, altret­tanto, con­fer­mare la mia opinione:

L’Italia, gli edi­tori ita­liani, lo dico senza mezzi ter­mini, senza giri di parole, non hanno biso­gno di que­sto. Non abbiamo biso­gno di altre per­sone che ven­gano qui a pro­porre modelli di sfrut­ta­mento come dimo­stra la non rispo­sta for­nita durante l’intervista con­dotta da Anto­nello Piroso sulla class action dei blog­ger d’oltreoceano. Non ha biso­gno di accordi che por­tino solu­zioni “pret a por­ter”. I gior­nali ita­liani sono ben distanti dal com­pren­dere la natura della socia­lità delle noti­zie, come con­ferma anche l’analisi pub­bli­cata ieri da Vin­cenzo Cosenza. Il cam­bia­mento deve essere cul­tu­rale ed orga­niz­za­tivo, auto­mo­ti­vato invece che impor­tato pronto all’uso.

Posted on 1 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

I Valori dell’Editoria Giornalistica

La FIEG ha ela­bo­rato un’analisi degli anda­menti tri­me­strali ed il con­so­li­dato dell’ultimo trien­nio delle otto società edi­trici quo­tate in borsa [Mon­da­dori, Espresso-Repubblica, RCS Media­group, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Il Sole24Ore, Poli­gra­fici Edi­to­riale, Mon­rif], cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo dell’editoria gior­na­li­stica nel suo com­plesso che con­cen­tra oltre tre quarti del mercato.

L’analisi for­ni­sce le varia­zioni sull’andamento docu­men­tando gli sco­sta­menti rispetto al pari periodo.

Com­ples­si­va­mente nel primo tri­me­stre del 2011 i ricavi hanno subito una leg­gera con­tra­zione [-0,3%], senza però che venis­sero com­pro­messi ulte­rior­mente i mar­gini azien­dali a fronte del pro­se­gui­mento delle poli­ti­che di con­te­ni­mento dei costi [-0,6%)]. Il Mol è infatti ulte­rior­mente miglio­rato [+14,9%], e l’utile netto, pur man­te­nendo un risul­tato nega­tivo, ne ha ridotto l’entità.

Sulla base dei dati for­niti, ho rite­nuto inte­res­sante effet­tuare una rie­la­bo­ra­zione che più che le varia­zioni per­cen­tuali iden­ti­fi­casse l’incidenza di cia­scuna voce gene­rale dei ricavi dell’editoria giornalistica.

Come illu­stra la tabella di sin­tesi rea­liz­zata, i ricavi da ven­dita inci­dono media­mente per oltre il 60% del totale men­tre le reve­nues dell’area elet­tro­nica ed online si asse­stano a poco più del 2%.

Sono cer­ta­mente dati mediati che bilan­ciano, ad esem­pio, la pesante crisi di RCS con gli utili di Cal­ta­gi­rone, ciò nono­stante for­ni­scono una dimen­sione ai valori in gioco in quest’area del com­parto edi­to­riale con­sen­tendo di valu­tare con mag­gior ogget­ti­vità le aree da pre­si­diare, quelle da svi­lup­pare e quelle da abbandonare.

Non vi è dub­bio che la ven­dita con­ti­nui, e con­ti­nuerà ancora a lungo, a rap­pre­sen­tare l’area che for­ni­sce mag­giori ricavi. Su come pre­si­diare effi­ca­ce­mente quest’ambito, unendo come si suol dire la pra­tica alla gram­ma­tica, ho idee ben precise.

Note: Valori in milioni di euro, Ricavi da Ven­dita e Pub­bli­cità si rife­ri­scono a 8 società quo­tate, Ricavi dei Col­la­te­rali si rife­ri­scono a 5 società quo­tate, Ricavi Elet­tro­nica & Online si rife­ri­scono a 4 società quotate.

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