editoria

Pluralismo
Pubblicato il 21 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Rete Democraticizza l’Informazione?

Set­tima pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata a se e come la Rete demo­cra­ti­cizza l’informazione.

Si parla della pas­sag­gio dalla con­tro­di­pen­denza delle sub­cul­ture techno-rave e cyber­punk e della nascita delle TAZ, le zone tem­po­ra­nea­mente auto­nome che elu­dono le nor­mali strut­ture di con­trollo sociale, all’attuale dipen­denza dif­fusa sia in ter­mini di for­mat che di sud­di­tanza psi­co­lo­gica nei con­fronti dei main­stream media, trac­ciando un paral­lelo con il mondo della moda, per con­clu­dere con l’auspicio che sia una fase di tran­si­zione verso l’indipendenza.

Viene dato, con il sup­porto dei numeri del caso, un pano­rama dell’oligopolio che regna nell’informazione in Rete nel nostro Paese, con­clu­dendo su tec­no­lo­gia ver­sus cultura.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Pluralismo

Ad inte­gra­zione il pod­cast del pun­tata della tra­smis­sione di dome­nica scorsa, 16 novem­bre,  “Presi per il Web” dedi­cata all’editoria digi­tale e alle sue impli­ca­zioni con il Diret­tore Gene­rale della Fieg, Fabri­zio Carotti, Anto­nio Ros­sano, gior­na­li­sta e docente al master in Web Mobile e Social Mar­ke­ting presso l’Università Fede­rico II di Napoli, alla quale ho partecipato.

Radio Radicale

Corsera Hot
Pubblicato il 19 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Giornalisti che non Riescono a Scopare

Per chi non lo sapesse, su Face­book c’è il gruppo “Gior­na­li­sti che non rie­scono a sco­pare” la cui mis­sion è quella di porre in evi­denza il meglio del peg­gio del gior­na­li­smo digi­tale, ovvero del come la stra­grande mag­gio­ranza delle testate online vada ben oltre il gos­sip per appro­dare ad espli­citi ammic­ca­menti ses­suali pur di acchiap­pare quale click.

In maniera del tutto casuale sono andato a guar­dare alcune delle “noti­zie” ripor­tate da testate online di genere ed orien­ta­mento poli­tico vario nelle ultime 24 ore. Il cam­pio­na­rio è dav­vero varie­gato e sor­passa anche gli espli­citi rife­ri­menti del pre­ci­tato gruppo su Facebook.

Rai­News, fonte pub­blica ed isti­tu­zio­nale dell’informazione nostrana, ci deli­zia [si fa per dire] con una foto­gal­lery di ben 81 scatti su «Kim Kar­da­shian in un tubino latex rosa mostra il suo “vero” lato B», noti­zia fon­da­men­tale alla quale risponde La Gaz­zetta dello Sport con «Kim Kar­da­shian? E’ out. Ecco le foto di Lara Stone: nuda, moz­za­fiato, e senza Pho­to­shop», infor­ma­zione evi­den­te­mente impre­scin­di­bile per gli appas­sio­nati di sport let­tori del più impor­tante quo­ti­diano del nostro Paese per readership.

Huf­fing­ton­Post Ita­lia, testata che quando aprì pro­mise solen­ne­mente per voce della sua diret­trice che non avrebbe ceduto ai “boxini mor­bosi”, ci parla dei «bene­fici del sesso sulla salute», degli «80 milioni di motivi per cui baciare alla fran­cese è fon­da­men­tale» e, per non farci man­care nes­sun det­ta­glio, di «10 curio­sità sul sesso tra ani­mali che non vedrai nei docu­men­tari», tutti ovvia­mente nella colonna destra del gior­nale in que­stione, quella dei “più clic­cati” al momento della reda­zione di que­sto articolo.

Anche a destra perle di gior­na­li­smo digi­tale con Libero che mostra «Bionda e in lin­ge­rie: Sara Tom­masi fa impaz­zire il web, guar­date il suo sel­fie hot», ed Il Gior­nale che pro­pone «Cosa c’è sotto la gonna della vicina di casa?».

Il top dell’informazione locale va a Il Gaz­zet­tino esem­pio di eccel­lenza nel gior­na­li­smo iper­lo­cale con «Vero­nica Maya, dal topless allo show per bam­bini: con­durrà lo Zec­chino D’Oro», «Alena Sere­dova in topless su Twit­ter, fol­lo­wers in estasi» [e molti altri in bella mostra in home page], e «Que­sta stu­den­tessa non può pro­vare pia­cere: ecco per­ché…», con il quale ottiene anche l’award inter­na­zio­nale del clic­k­bai­ting.

Il sen­sa­zio­na­li­smo, le coper­tine “hot” [e din­torni] non sono una novità del gior­na­li­smo online, la dif­fe­renza però è che adesso non si tratta più di un esclu­siva dei maga­zine popo­lari di gos­sip ma il cer­chio si è allar­gato a dismi­sura a fonti d’informazione “serie”.

La com­pe­ti­zione si è asse­stata sul minimo comun deno­mi­na­tore per un modello che ricerca volume e non valore. Buona fortuna…

Corsera Hot

Sul tema il video del dibat­tito a #glocal14 su «L’ultimo click: ten­denze e derive nell’informazione digitale»

Sprout-Index-Q2-2014-Infographic2
Pubblicato il 18 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Media & [Un]Social Media Marketing

Capita che torni da una tre giorni sulle evo­lu­zioni del gior­na­li­smo digi­tale in cui si dileg­gia, su quanto avan­zato sia lo stato dell’informazione online nel nostro Paese, per avere la con­ferma che in realtà la situa­zione è di un’arretratezza sbalorditiva.

Con­ferma rice­vuta in ante­prima in diretta quando il tweet di una par­te­ci­pante al mio work­shop sul social media mar­ke­ting per i gior­nali, rice­veva [da parte di un altro gior­na­li­sta] la rispo­sta sotto ripor­tata che [di]mostra quale sia il pano­rama attuale.

Tweet SMEditor

Secondo uno stu­dio pub­bli­cato recen­te­mente da Sprout Social, in media sola­mente a una su sei inte­ra­zioni sui social viene for­nita una rispo­sta. Di tutti i set­tori presi in  con­si­de­ra­zione il peg­giore, manco a dirlo, è pro­prio quello dei media dove ogni 10 domande poste, ogni 10 inte­ra­zioni, solo una ottiene un riscontro.

Sprout-Index-Q2-2014-Infographic2

Se qual­che volta avete pro­vato ad inte­ra­gire con l’account social di qual­cuna delle testate del nostro Paese pro­ba­bil­mente non sarete sor­presi dei risul­tati dello studio.

Un capi­tale sociale, ed eco­no­mico, che viene dila­pi­dato pre­su­mendo che i social siano solo fun­zio­nali ad atti­rare traf­fico ai siti web delle testate. Come spiega a chiare let­tere Sarah Mar­shall, social media edi­tor del Wall Street Jour­nal, valu­tare i social [ed il lavoro di chi li col­tiva, li ali­menta] sola­mente in base al traf­fico gene­rato è un errore capi­tale. Non a caso al neo social media edi­tor di Press Asso­cia­tion è stato affi­dato il com­pito di “met­tere i social media al cen­tro della redazione”.

L’insostenibile [un]social media mar­ke­ting dei media ha sem­pre meno un senso com­piuto, comun­que la si guardi.

Di seguito l’infografica com­pleta dei risul­tati della desk research di Sprout Social.

The Social Busi­ness: Highlights from the Sprout Social Index” by Sprout Social

The Social Business: Highlights from the Sprout Social Index

SMM Rules 4
Pubblicato il 14 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Social Media Marketing per Giornali

Le slide del mio work­shop — che vale anche cre­diti for­ma­tivi da Odg Lom­bar­dia — su social media mar­ke­ting per i gior­nali, che pre­senta alcune pecu­lia­rità, dif­fe­renze, rispetto a quello per brand di altri settori/mercati, a #glocal14.

Il work­shop è quasi com­ple­ta­mente sold out ma secondo me qual­che posto lo tro­viamo lo stesso. Come sem­pre tenete pre­sente che le slide sono di sup­porto al ragio­na­mento, al lavoro con i par­te­ci­panti, com’è nor­male che avvenga durante qua­lun­que for­ma­zione post experience.

Ci vediamo .

Open & Citizen Journalism
Pubblicato il 13 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Open & Citizen Journalism

Sesta pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata a Open Jour­na­lism e Citi­zen Jour­na­lism.

Si parte da lon­tano con le prime forme di gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo in ter­mini di con­tro­di­pen­denza dai main­stream media con Indy­Me­dia ed il movi­mento di Seat­tle con “non odiare i media, diventa media”. Dopo aver for­nito una pos­si­bile defi­ni­zione di cosa sia il citi­zen jour­na­lism viene ana­liz­zata la sua rile­vanza nell’attuale eco­si­stema dell’informazione per arri­vare a come l’open jour­na­lism possa essere stru­mento di coin­vol­gi­mento e fide­liz­za­zione dei let­tori, delle persone.

In con­clu­sione viene for­nito il deca­logo del gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo e si riflette su come possa e debba esservi una con­di­vi­sione non solo “ideale” ma anche eco­no­mica del con­tri­buto delle per­sone nella costru­zione della notizia.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Ad inte­gra­zione una mia pre­sen­ta­zione uti­liz­zata per la for­ma­zione effet­tuata sul tema ai com­po­nenti della reda­zione di un quo­ti­diano nazionale.

La pros­sima set­ti­mana, il 19.11.2014, si parla di “La Rete Demo­cra­ti­cizza l’Informazione?” Si ricorda che è pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14  @pedroelrey /@radiofujiko.

Pagine Viste Agosto 14
Pubblicato il 12 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Morte delle Pagine Viste da Mobile

Chiu­diamo l’analisi della total digi­tal audience nel mese di ago­sto secondo Audi­web con i dati delle pagine viste per le prime 10 testate d’informazione online.

Nella grande mag­gio­ranza dei casi le pagine viste, quelle che gene­rano la mag­gio­ranza dei ricavi pub­bli­ci­tari per le testate online, da mobile sono la metà, se non addi­rit­tura un terzo, di quelle da PC.

La ten­denza ad una frui­zione cre­scente in mobi­lità di Inter­net è dun­que l’ennesimo pro­blema per  i già tra­bal­lanti conti dell’editoria. 

Se misu­rare le pagine viste è sciocco, lo è ancor di più pagarle, spie­gano su Con­ten­tly, in una inte­res­sante disa­mina su come le pagine viste, il para­me­tro attual­mente più uti­liz­zato come metrica per la ven­dita pub­bli­ci­ta­ria online, non siano un indi­ca­tore di qua­lità, non siano indice da tenere in con­si­de­ra­zione nè per gli edi­tori nè per gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, per le aziende.

Le pagine viste [e i click] sono morte, ancor più da mobile.

Bonus track: Da leg­gere —> Sto­ries not ‘clicks’: new online maga­zine won’t moni­tor web traf­fic, say founders

Tempo Per Persona News Online
Pubblicato il 10 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Tempo per Persona News Online

La total digi­tal audience, in ter­mini di tempo speso per per­sona, nel mese di ago­sto secondo Audiweb. 

Il dato del totale è rife­rito al com­ples­sivo di per­sone che hanno avuto accesso da PC e/o da mobile alla Rete nel giorno medio per avere un para­me­tro su quale sia il peso delle prin­ci­pali fonti d’informazione rispetto al totale.  Nella valu­ta­zione delle sin­gole testate non va dimen­ti­cato il feno­meno delle aggre­ga­zioni.

Le per­sone spen­dono media­mente poco meno di due ore/die in Rete, la fra­zione di tempo dedi­cata alle news online è, nel migliore dei casi, di poco supe­riore ai 6 minuti.

Com­ples­si­va­mente, ad esclu­sione di Dago­spia e Fan­page, le testate all digi­tal prese in con­si­de­ra­zione regi­strano tempi di per­ma­nenza infe­riori alle ver­sioni online delle testate con una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

Le per­sone spen­dono più tempo in Rete da mobile. Così non è per i siti di news che, ad esclu­sione di Libero Quo­ti­diano, frui­scono mag­gior­mente delle noti­zie online da PC. Feno­meno che si acu­tizza per quanto riguarda le pagine viste [domani dopo­do­mani il det­ta­glio], quelle che gene­rano ricavi.

Uno stu­dio di recente pub­bli­ca­zione effet­tuato dalla Online Publi­shers Asso­cia­tion mostra come l’attenzione verso il tempo speso sul sito sia un para­me­tro al quale gli edi­tori “pre­mium”, di qua­lità, e gli inser­zio­ni­sti guar­dano con cre­scente inte­resse. I dati Audi­web, sotto ripor­tati nel gra­fico inte­rat­tivo, [di]mostrano che esi­ste un pro­blema non tra­scu­ra­bile per le testate online del nostro Paese, anche sotto que­sto profilo.

Al di là di atten­zioni tec­ni­che, quali ad esem­pio gli arti­coli cor­re­lati segna­lati gra­zie ad un motore seman­tico interno, la gami­fi­ca­tion dell’informazione può asso­lu­ta­mente essere di ausi­lio in tal senso. MI pare di averlo detto ormai fin troppe volte.

News Online
Pubblicato il 7 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Il Panorama dell’Informazione Online in Italia

Quinta pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata ad una pano­ra­mica dell’informazione online nel nostro Paese.

Durante la chiac­chie­rata con la gior­na­li­sta e video­ma­ker Fran­ce­sca Cle­men­toni si tenta di for­nire una defi­ni­zione di cosa sia infor­ma­zione e di quali pos­sano essere gli attri­buti per defi­nirne la qua­lità. La pun­tata pro­se­gue par­lando di dati e di quali siano i para­me­tri signi­fi­ca­tivi, di valore, per l’informazione online, con­clu­dendo sul valore dei news brands e inno­va­zione di prodotto.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

News Online

Mar­tedì pros­simo, 12.11.2014, si par­lerà di “Open Jour­na­lism e Citi­zen Jour­na­lism”. È pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14, inte­ra­gendo con il mio account per­so­nale @pedroelrey e/o con quello di @radiofujiko.

TDA News Ago 14
Pubblicato il 5 novembre 2014 by Pier Luca Santoro

Total Digital Audience News Italia Agosto 2014

La total digi­tal audience, in ter­mini di utenti unici nel giorno medio, secondo Audi­web nel mese di agosto. 

Il dato del totale è rife­rito al com­ples­sivo di per­sone che hanno avuto accesso da PC e/o da mobile alla Rete nel giorno medio per avere un para­me­tro su quale sia il peso delle prin­ci­pali fonti d’informazione rispetto al totale.  Nella valu­ta­zione delle sin­gole testate non va dimen­ti­cato il feno­meno delle aggre­ga­zioni.

West Africa Is Feeling the  Chilling Effects  of US Ebola Panic   RYOT News
Pubblicato il 5 novembre 2014 by Andrea Nelson Mauro

Ryot.org: il sito di news che ti spinge ad agire

Che si debba ormai (e final­mente!) tro­vare un’applicazione più fun­zio­nale al gior­na­li­smo è cosa con­cla­mata. A cosa serve lo sto­ry­tel­ling? Quali biso­gni sod­di­sfa? Un caso molto inte­res­sante è quello di Ryot.org che ha nel suo payoff la misura dei pro­pri obiet­tivi: “Every story lets you take action”. È un pro­getto nato recen­te­mente, su For­bes si legge anche che è un pezzo di futuro del gior­na­li­smo (The Future of Brea­king News Is Here and It’s Cal­led RYOT).

La mis­sion del pro­getto è tra­di­zio­nale, anche giu­di­cando dai con­te­nuti che ven­gono distri­buiti via Twit­ter, le moda­lità sono più coin­vol­genti e l’utente let­tore non è solo tar­get finale di noti­zie, ma anche desti­na­ta­rio di infor­ma­zioni in qual­che modo abi­li­tanti per agire. Un modo di leg­gere il gior­na­li­smo inte­res­sante, che pro­ba­bil­mente nasce anche dal back­ground di pro­ve­nienza dei fon­da­tori (molti dei quali sono o sono stati atti­vi­sti, volon­tari, ope­ra­tori nel mondo della coo­pe­ra­zione internazionale).

Le bio­gra­fie dei fon­da­tori sono da leg­gere (qui la pagina About), e sono pic­coli tas­selli che chia­ri­scono come il ruolo dell’Advo­cacy stia assu­mendo peso sem­pre mag­giore nel mondo dell’informazione, al pari della cre­scente pre­senza delle NGO. Men­tre il pro­cesso indu­striale clas­sico di sgre­tola, emerge il peso di que­sta forma di gior­na­li­smo fun­zio­nale stru­mento sul quale si basano cam­pa­gne di pres­sione che pro­muo­vono azioni e policy specifiche.

L’immagine di coper­tina usata in que­sto post è un sem­plice screen­shot della “Call in action” che si trova in fondo al post West Africa Is Fee­ling The ‘Chil­ling Effects’ Of US Ebola PanicClic­cando si aprono diverse pos­si­bi­lità: dal sem­plice sha­ring sui social, alla pos­si­bi­lità (in que­sto caso spe­ci­fico) di diven­tare un pro­ta­go­ni­sta della lotta alla dif­fu­sione dell’Ebola, con la frase con­clu­siva “Click now and become the news!”.

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