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Posted on 19 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Semplicemente

Il 2011 è stato certamente l’anno nel quale grandi consensi sono arrivati per gli aggregatori sociali, con Flipboard a dare il via ad un nuovo segmento nel quale nel tempo si sono aggiunti Yahoo Livestand, Editions di AOL, Zite, poi ceduto alla CNN che pare lo abbia pagato ben 25 milioni di dollari, e verso la fine dell’anno, Currents da parte di Google.

Forti del relativo successo raccolto dalle proposte, il 2012 sembra ulteriormente accellerare il passo in questa direzione e ormai non passa giorno senza che nasca un nuovo aggregatore sociale di notizie.

A pochi giorni di distanza dal lancio di C.O.R.E, da parte di Yahoo ecco affacciarsi sulla scena anche Microsoft con msnNOW, aggregatore rigorosamente social che in tempo reale utilizza le informazioni provenienti dai principali social network e social media, da Facebook a You Tube passando inevitabilmente per Twitter, per fornire  un riepilogo personalizzato delle notizie più rilevanti del momento. Proposte che fanno seguito a Uberpaper altro aggregatore, anche se con una visione differenziata rispetto a tutti quelli citati, lanciato non più tardi della fine del mese scorso

Non solo il mercato si sta affollando ma, forse complice il dilatarsi dei tempi di sviluppo, le nuove proposte sembrano aggiungere davvero poco rispetto a quelle preesistenti.

Da un lato si sta rendendo davvero difficile la scelta al lettore su quale preferire, dall’altro lato, soprattutto, si snatura la concezione di filtro da parte degli aggregatori rendendoli di fatto se non inutili superflui attraverso un eccesso di fonti e di dettagli che complessivamente confondono diversificando rispetto a prima la natura del rumore di fondo ma non annullandone effetti e pericoli. Mi pare insomma si stia passando ad una esasperazione dell’idea originaria che nella pratica ne elimina il ruolo ed il significato: trovare informazioni pertinenti e qualificate rispetto ai propri interessi.

Ben venga allora la semplificazione proposta da Jeremy Singer-Vine, reporter del Wall Street Journal, che ha realizzato Topheadlin, applicazione sperimentale per smartphones, fruibile anche dal Web, che propone solamente i 10 titoli principali di altrettante fonti selezionate di riconosciuta autorevolezza ed affidabilità.

Uno dei bisogni attuali da soddisfare è indubbiamente quello di favorire, facilitare la selezione, annullando il più possibile gli effetti dell’infobesità inclusa la rindondanza e la ripetitività di diffusione social delle informazioni, semplicemente.

Posted on 9 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Google Currents

Dopo il recentissimo aggiornamento di Flipboard, ora disponibile anche per iPhone oltre che per iPad, Google ha lanciato ieri il proprio aggregatore sociale di notizie per tablets e smartphones sia per iOS, il sistema operativo di Apple, che per Android.

L’applicazione conta già con la partnership di 150 editori per un totale di 180 fonti d’informazione quali CNET, AllThingsD, Forbes, Saveur, PBS, Huffington Post, Fast Company e molti altri ancora. Attualmente disponibile solo per il mercato statunitense, sicuramente non tarderà molto ad esserlo anche nelle altre nazioni, Italia compresa.

Contemporaneamente al lancio di Currents, Google ha reso disponibile una piattaforma che consente agli editori di realizzare e personalizzare i propri contenuti permettendo anche a organizzazioni locali o, comunque, di dimensioni ridotte, quali, ad esempio, organizzazioni no profit, di avere i propri contenuti disponibili per l’aggregatore sociale di Mountain View senza particolare sforzo nè competenze tecniche.

Oltre ad un design molto pulito ed alla possibilità di condividere i contenuti, le notizie, in maniera più articolata rispetto a Flipboard, potrebbe essere proprio questo l’asso nella manica che consenta a Google Currents di sbaragliare la numerosa concorrenza che ormai esiste anche in questo segmento con Yahoo Livestand, Editions di AOL e Zite, recentemente acquisito dalla CNN per circa 25 milioni di dollari, a testimonianza della rilevanza che viene attribuita a questa modalità di distribuzione delle informazioni.

Attenzione ed interesse riposti che evidentemente si basano sull’ipotesi di prospettive future poichè allo stato attuale l’utilizzo dei tablet resta prevalentemente in ambito “leisure”, di intrattenimento.

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